ASSISI-9/9/1999-Cenacolo Francescano- Meeting del Mandir della Pace L’Unita’ nella diversita’-Atti convegno

ASSISI-9. 9.99-ATTI DEL MEETING’L’UNITA’ NELLA DIVERSITA’PROMOSSO DAL MANDIR DELLA PACE

ASSISI-9/9/1999 Intervento dell’Ambasciatore dell’India in Italia
Discorso dell’Ambasciatore dell’India, Sig. KP Fabian ad Assisi. Il nostro tema è l’incontro tra Oriente e Occidente. Una domanda per te: è il caso che l’Oriente e l’Occidente sono così diversi e che non si incontrano affatto o si incontrano ma raramente? La geografia ci insegna, e chiunque abbia viaggiato abbastanza a lungo in aereo o in altro modo sa, che se si va abbastanza a lungo in direzione ovest si arriva a est. Eppure c’è un Oriente e c’è un Occidente, come concepito dalla maggior parte di noi. L’Oriente è dove sono nate tutte le religioni anche il Cristianesimo, che ha trovato la sua forza in Occidente e, virtualmente ereditato dall’Impero Romano, è nato in Oriente. Analizziamo il significato del termine riunione. Quando due esseri umani si incontrano, ci sono alcune possibilità: potrebbero innamorarsi, potrebbero diventare amici per tutta la vita, potrebbero stringere una partnership commerciale o potrebbero rafforzarsi a vicenda gli elementi negativi come l’intolleranza, la mancanza di rispetto per l’altro, l’odio etnico e così via. Pertanto, quando due individui si incontrano, può essere che gli elementi positivi al loro interno si incontrino o che gli elementi negativi al loro interno si incontrino. Gli individui sono esseri complessi. La civiltà e le società sono ancora più complesse. C’è così tanto di buono in Occidente; C’è così tanto di buono in Oriente. Ci sono molte cose brutte in Occidente, molte cose cattive in Oriente. Pertanto, dovremmo assicurarci che siano le parti buone in Occidente che si incontrano con le loro controparti in Oriente. L’Occidente ha efficienza, tecnologia, capacità di gestione e, nonostante alcune zone di povertà, in generale ha prosperità materiale. L’Oriente ha ricchezza spirituale, comprende il valore dei valori; dopotutto nessuna società, umana o no, può essere fondata se non sulla base dell’amore e del rispetto. Facciamo un esperimento mentale: una società di ladri e imbroglioni è sostenibile? Se è per rubare e imbrogliare, perché non rubare e imbrogliare a vicenda. Ciò significa che i valori sono insostituibili. Tuttavia, stando qui di fronte a voi ad Assisi resa famosa dal gigante spirituale, San Francesco, come si può osare di dire che i valori morali sono una specialità o un monopolio orientale? Torniamo al nostro pensiero originale. non c’è Oriente e non c’è Occidente; L’umanità è una, la paternità di Dio e la fratellanza dell’uomo, il migliore in Oriente è identico è il migliore in Occidente. dopotutto nessuna società, umana o no, può essere fondata se non sulla base dell’amore e del rispetto. Facciamo un esperimento mentale: una società di ladri e imbroglioni è sostenibile? Se è per rubare e imbrogliare, perché non rubare e imbrogliare a vicenda. Ciò significa che i valori sono insostituibili. Tuttavia, stando qui di fronte a voi ad Assisi resa celebre dal gigante spirituale, San Francesco, come si può osare di dire che i valori morali sono una specialità o un monopolio orientale? Torniamo al nostro pensiero originale. non c’è Oriente e non c’è Occidente; L’umanità è una, la paternità di Dio e la fratellanza dell’uomo, il migliore in Oriente è identico è il migliore in Occidente. dopotutto nessuna società, umana o no, può essere fondata se non sulla base dell’amore e del rispetto. Facciamo un esperimento mentale: una società di ladri e imbroglioni è sostenibile? Se è per rubare e imbrogliare, perché non rubare e imbrogliare a vicenda. Ciò significa che i valori sono insostituibili. Tuttavia, stando qui di fronte a voi ad Assisi resa famosa dal gigante spirituale, San Francesco, come si può osare di dire che i valori morali sono una specialità o un monopolio orientale? Torniamo al nostro pensiero originale. non c’è Oriente e non c’è Occidente; L’umanità è una, la paternità di Dio e la fratellanza dell’uomo, il migliore in Oriente è identico è il migliore in Occidente. una società di ladri e truffatori è sostenibile? Se è per rubare e imbrogliare, perché non rubare e imbrogliare a vicenda. Ciò significa che i valori sono insostituibili. Tuttavia, stando qui di fronte a voi ad Assisi resa celebre dal gigante spirituale, San Francesco, come si può osare di dire che i valori morali sono una specialità o un monopolio orientale? Torniamo al nostro pensiero originale. non c’è Oriente e non c’è Occidente; L’umanità è una, la paternità di Dio e la fratellanza dell’uomo, il migliore in Oriente è identico è il migliore in Occidente. una società di ladri e truffatori è sostenibile? Se è per rubare e imbrogliare, perché non rubare e imbrogliare a vicenda. Ciò significa che i valori sono insostituibili. Tuttavia, stando qui di fronte a voi ad Assisi resa famosa dal gigante spirituale, San Francesco, come si può osare di dire che i valori morali sono una specialità o un monopolio orientale? Torniamo al nostro pensiero originale. non c’è Oriente e non c’è Occidente; L’umanità è una, la paternità di Dio e la fratellanza dell’uomo, il migliore in Oriente è identico è il migliore in Occidente. non c’è Oriente e non c’è Occidente; L’umanità è una, la paternità di Dio e la fratellanza dell’uomo, il migliore in Oriente è identico è il migliore in Occidente. non c’è Oriente e non c’è Occidente; L’umanità è una, la paternità di Dio e la fratellanza dell’uomo, il migliore in Oriente è identico è il migliore in Occidente

Domanda dei moderatori: Quali sono i punti principali che tengono a prudente distanza il Cristianesimo dalle religioni in particolare quelle orientali, rendendone difficile il dialogo?

1-Relazione di Don Mario Mazzoleni-Teologo vaticanense e il pensiero di Sai Baba
2-Relazione di Abdel Qader Atif Imam Centro Islamico di Perugia
3-intervento del Presidente International Society for Krishna
4-Intervento di Giancarlo Sanchini pastore valdese
5-Maestro Gustavo Toro Grande Fratellanza Universale
6-La Pace nel Taoismo di Giulia Boschi
7-Sister Wendy -Universita’ Brama Kumaris
8-Rev Fausto Taiten Guareschi -Buddista
9-Swami Kriananda-Discepolo di Yogananda

1-ASSISI-9/9/1999 Intervento di MARIO MAZZOLENI
”Nella dottrina delle religioni occidentali, soprattutto nel Cristianesimo manca l aspetto esoterico. “Esoterico è una parola che richiederebbe delle spiegazioni, che qui non abbiamo tempo sufficiente per approfondire, ma che sarebbero utili per non fare confusione con pratiche di occultismo, magiche e simili. Il termine esoterismo è stato sempre mal compreso, persino dalle persone colte, Ma, come dice l etimologia stessa latina, significa la scienza di ciò che è nascosto, o di ciò che non si vede perché fa parte di una dimensione sottile. La mia esperienza con Sai Baba, che per me rappresenta la sintesi di tutta la filosofia orientale e occidentale, mi ha fatto capire che nelle mie conoscenze teologiche mancava una parte importante che avrebbe completato il tutto; come un puzzle, o una tela d’autore, dove per comprendere se si tratti di un Ultima Cena o delle Nozze di Cana, bisogna completare alcune parti che fanno capire il soggetto. Nella natura ci sono molti lati nascosti, a cui molti non credono solo perché non vedono. ]Durante i miei studi, nessuno mi aveva insegnato che l uomo è fatto di almeno tre corpi, fisico, astrale e causale; nessuno mi aveva parlato di energie sottili quali la kundalini, che ha a che fare con la conoscenza del e che è possibile esaltarle o danneggiarle. La differenza più rilevante tra Oriente e Occidente, sta però in questo. In oriente la Verità non ha bisogno del supporto d una definizione dogmatica e chiunque ha titolo per parlare di Dio, per il solo fatto che ne è alla ricerca. E la ricerca individuale che spinge l uomo a sperimentare e l aiuta e parlarne con la cognizione di chi ha provato. In Occidente invece, la fede nella dottrina insegnata dalla Chiesa è premessa alla fede in Dio e i fedeli non sono né tenuti né incoraggiati alla ricerca. Un altra differenza sostanziale e che, mentre in Occidente l ascetica e la mistica sono mete riservate a pochi contemplativi, a monaci che rasentano lo stato di santità, in Oriente la religiosità e la devozione implicano tutte la scelte della più alta ascesi: la rinuncia, l abbandono totale a Dio, il ritiro spirituale dalle cose del mondo ,il distacco, il dominio dei sensi, ecc. L ascetica è appannaggio e dovere di tutti, ma ciò che divide due culture così diverse come quella orientale e occidentale sono solo dei dettagli dottrinali che dipendono da visioni umane. In realtà, l unico obiettivo di tutti è quella felicità suprema ambita da chiunque, persino da persone diaboliche, e che trova il suo complemento solo in Dio, un Dio che ha mille volti, ed una sola Essenza. Se tutti vedessimo solo l essenza del Divino, non ci sarebbero più conflitti fra religioni. Non ha senso quindi proporsi come obiettivo l unificazione formale, ritualistica, culturale delle religioni. Le religioni dovranno rimanere con le loro culture locali, coi loro riti così diversi. Il significato del rito è solo quello di essere uno strumento per migliorare l ottica di chi guarda il Divino e per accelerarne ]’unione. C’è una storiella divertente che fa capire quale sia lo spirito che mantiene divisi gli uomini che si dicono religiosi. Si narra che in Irlanda, a Belfast, fosse nata una discussione teologica tra un prete cattolico, un pastore protestante e un rabbino. La loro discussione si fece così accesa che apparve fra loro un angelo per dirimere la questione, chiedendo a ognuno di loro di esprimere un desiderio a favore della pace. La rabbia li aveva accecati e per primo si levò il protestante che disse «Se tutti i cattolici sparissero dalla faccia della nostra terra, ci sarebbe pace». Intervenne il prete cattolico: «Se non ci fosse nemmeno un solo protestante qui, noi vivremmo in pace». Il rabbino rimase in silenzio, e l angelo gli chiese con insistenza di esprimere il suo desiderio, Allora disse: «Signore, esaudisci i loro desideri ed io sarò appagato!», La pace potrà splendere nel cuore di tutti gli uomini solo quando essi metteranno a tacere tutte le loro ambizioni. Il punto d unione è uno solo: tutti cercano lo stesso ed unico Dio che si può trovare solo nell’Amore. “C è una sola religione: la religione dell amore . Chi è Mario Mazzoleni Mario Mazzoleni è un Dottore in teologia ,giornalista e scrittore; In età giovanile ha sviluppato la sua formazione frequentando il Seminario e studi teologici della Romana Chiesa Cattolica . Ha praticato ,da prelato ,attività di giornalismo nella sede Vaticana . Tra i numerosi interessi ,si è dedicato ad approfondire studi sulle culture e filosofie orientali, sino all’incontro illuminante con il maestro indiano di spiritualità” SAI BABA” che lo ha indotto a riflettere su una serie di argomentazioni, al di là dei pregiudizi e delle diffidenze di carattere occidentale. Da tale esperienza sono scaturite le seguenti pubblicazioni: “Un sacerdote incontra Sai Baba” “L’albero dei desideri” “L’Pensiero di Sai Baba
Chi adorano i musulmani come Allah? Chi adorano istiani come Geova o il Padre Celeste? Chi adorano i Vishnuiti come Vishnù? Chi adorano i Shivaisti come Sambhu? Chi esaudisce le loro preghiere? Chi dà loro salute, prosperità e gioia? E’ Dio, l’unico e solo Dio per tutti. L India da tempo immemore ha insegnato al mondo il messaggio dello spirito ed ha indicato i mezzi per ottenere ed assicurare gioia ed equanimità. Essa è stata per molti secoli la maestra spirituale del mondo. La preghiera che l India ha insegnato al suo popolo è: «Possano i popoli di tutta la terra essere felici». Questa è l essenza del pensiero indiano da tempi antichissimi. Questo ideale fu diffuso ed alimentato dai governanti di questo Paese, dai veggenti, dai saggi e dagli Yoghi che guidarono il Paese e dalle caste madri indiane che allevarono le generazioni in una atmosfera di valori spirituali. Ma quando il Paese fu coinvolto nelle vicissitudini della storia e il popolo fu soggetto alle pressioni di altri popoli, l ideale soffrì un regresso e le astrazioni della fede presero forma concreta cristallizzandosi in nomi e forma. Ciascuna di queste concretizzazioni si trasformò in sette che svilupparono teorie proprie. La religione Vedica divenne la generatrice di innumerevoli sette o credi come Ganajathia (centrata sul concetto di Ganapathi), Saaktheia (centrata sul concetto dell’energia cosmica come espressione del Divino), Soura (centrata sul sole come la sorgente, il sostegno e il fine del compimento spirituale) e Ceerasaiva (centrata su Shiva come il motivatore interiore di tutti gli esseri, ecc. Ciascuna di queste sette e molte altre che seguirono, elaborarono i loro rituali, i modi di culto e le priorità nei loro raggiungimenti spirituali e svilupparono il loro proprio corpo di dottrine sull individuo, sul mondo oggettivo e su Dio. Lo scopo di questi codici fu, in ogni caso, quello di purificare la mente e di insistere sulla pratica di alte virtù morali. Ma ciò fu presto ignorato e la sua importanza venne intaccata da superficiali conformismi. Il desiderio di ingrandimento personale porta le fedi, le sette e le religioni a diventare rigide e scarne. Oggi esiste un grande bisogno di riscoprire la sorgente di tutte le fedi che rende fertili i riti e le cerimonie, mentre un analisi pacata rivelerà che questa sorgente non è altro che la corrente sotterranea dell entusiasmo morale e dell avventura spirituale. La parola usata per indicare la religione è Matha e la parola per indicare la mente è Mathi. Dalla combinazione di queste due parole si deduce che è compito principale della religione rendere la mente ferma e forte. Lo scopo, l obbiettivo, la chiave, l essenza di tutti i credi, fedi e religioni sono la sublimazione della mente affinché essa possa garantire all uomo la liberazione e conferire felicità alla società della quale egli è una unità. Principi furono raccolti e pratiche furono adottate intorno a questo primordiale bisogno e i risultati furono i credi. Le religioni cercarono di imprimere santi ideali nel cuore dell uomo, ma i suoi desideri egoistici per il potere e il successo derivante dalla competizione non gli hanno permesso di sbocciare e crescere e lo hanno portato nella maggior parte dei casi ad usarle come strumento di tortura e persecuzione. Invece di unire l’umanità in un comune sforzo esse sono diventate un sistema di mura cintate, vigilate dall odio e dal fanatismo. Così ciascuna religione è divenuta un campo armato che affonda nell ambizione, nell ego e che cerca di allargare la sua influenza e prevenire le defezioni. E’ per questa ragione che la religione viene condannata come la radice dei conflitti e del caos e che l animosità è oggi presente in ogni parte del mondo. Ciò che invece si deve proclamare a gran voce è che la religione non è la causa di questo andamento. Le lotte fazionistiche e l odio fanatico sono dovuti essenzialmente ad un ego indisciplinato al quale è stata data la libertà di esprimersi. La religione invece si sforza di distruggere queste cattive tendenze e quindi deve venire sostenuta e non condannata. Ciò che è da condannare è la ristretta e pervertita attitudine ad odiare coloro che non la pensano come te e che hanno differenti opinioni sulla Forza misteriosa che anima l universo. I conflitti e le guerre di religione sono generati dall ignoranza e dalla avidità. Quando la gente non comprende che la famiglia umana è una unità indivisibile, cade nel buio dell ignoranza, della paura e incomincia a detestare il prossimo e le altre religioni. L amore solo può convincere l uomo della verità che ”Esiste una sola casta, la casta dell umanità e che esiste una sola religione, la religione dell Amore”. Poiché nessuna religione esalta la violenza e disprezza l amore, non è giusto incolparla dei caos esistente ora nel mondo. E deplorevole che i religiosi intraprendano campagne denigratorie e facciano propaganda per fare proseliti. Sarebbe sufficiente che ognuno vivesse gli ideali proposti dal fondatore della propria religione, senza invidia né odio e il mondo sarebbe più felice e diventerebbe una pacifica dimora dell uomo. La religione Indù professò l unità di tutta la creazione e dichiarò che !a diversità non è che una genuina rappresentazione della verità. Ma, dato che la fede nell unità può giungere alla coscienza solo in una mente risvegliata e purificata, essa ha proposto sia la dualità che la molteplicità con i vari Dei messi a rappresentare le facce dell intero. Le fedi Shivaite e Vishnuite furono le principali che utilizzarono queste dualità centrando su Shiva e Vishnù gli aspetti dell’ Uno. Questo processo di scissione dei diversi aspetti e punti di vista si verificò in tutte le grandi religioni. L Islam ha la Shia e la setta Sanni, mentre la cristianità ha i cattolici e i protestanti. Ma per profondo che sia il divario, nessuna setta nega Dio e nessuna setta esalta la violenza e il falso. I nomi potranno essere differenti ma non il concetto. Ci si può riferire a Dio come Allah, pregarlo come Nanaz, i Pundits possono essere conosciuti come Khajis e gli scolari possono essere acclamati come Mullahs, le scritture possono essere i Veda per gli Indù, il Korano per i mussulmani, la Bibbia per cristiani, ma la corrente sotterranea di energia è in ogni caso l’Amore, l’amore di tutti gli esseri verso tutti gli esseri. I fondatori ebbero sempre in vista l’unità di tutta la vita e la marcia progressiva dell’uomo dall umanità ai più alti stadi della Divinità. LA FILOSOFIA ADVAITA: MONISMO Il primo fra gli interpreti dei Veda che fondò una scuola di filosofia su cui basò la sua disciplina spirituale fu Shankaracharya. Durante la sua breve vita stabili sicure fondamenta alla logica e alla intuizione che la verità è solo l’Uno e che tutto è un apparenza sull’Uno. Questa è la regola dell “Uno senza il Secondo”. La filosofia Advaita mostra l’individuo, la natura e Dio in perfetta armonia. Gli assiomi Vedici: «lo sono l’Uno, voglio diventare i molti», «Dio è immanente in tutto», «Tutto ciò è avvolto e interpretato da Dio» sono stati spiegati dall intelletto di Shankaracharya come potenti verità. RAMANUJA CHARYA LA FILOSOFIA VISHITADVAITA O MONISMO QUALIFICATO Il monismo propugnato da Shankaracharya sulla base dei testi Vedici rappresentò una soluzione semplice per soddisfare i bisogni interiori della maggioranza degli individui. Gli uomini erano legati ai culti e ai riti che li avvicinavano al potere Divino e difficilmente riuscivano a comprendere la verità dell unità della loro realtà interiore. Le loro emozioni e le loro attività dovevano essere sublimate quindi attraverso discipline fondate sulla devozione. Pertanto Ramanuia Charya commentò i testi Vedici da un diverso punto di vista e diede una interpretazione modificata dell Advaita che si chiamò poi «Qualificata» (Vishistha). Il cammino della devozione fu indicato per portare l’uomo sino ad immergersi nel Divino. Lo scopo è l’unione del fiume con il mare. Le acque del mare trasformate in vapore dal calore del sole e condensate in nubi, si trasformano in pioggia che poi bagna la terra e forma i fiumi che a loro volta ritornano al mare. Immergersi nella sorgente dalla quale si è preso nome e forma è l’ultimo destino dell uomo. Il fiume ha un amore travolgente per il mare dove infine l’amato, l’amante e l’amore, tutti e tre, si immergono nell’estasi illuminante. L’amore o Prema è l’attaccamento verso Dio che non permette che si possa diminuire la sua qualità o la sua grandezza. Dio è amato dal devoto per se stesso e non per ottenere un beneficio, un favore o una benedizione. Questo amore è spontaneo, è sublime ed è come il bambino che di fronte allo specchio si diverte nel vedere la propria immagine riflessa, ma senza alcun desiderio né attaccamento. MADHVACHARYA: FILOSOFIA DVAITA – IL DUALISMO Il completo arrendersi e l annientamento della personalità sono pure gli obbiettivi di molti aspiranti. Lo zucchero non può essere assaggiato e gustato dallo zucchero, ma una formica può gustare la sua dolcezza. Madhvacharya cercò di soddisfare questo desiderio dell uomo dichiarando che l’individuo rimarrà sempre separato dall universo e che non ci può essere unione. Nell’Advaita un lampo di illuminazione intellettuale rivelò che solo l Atma esiste e che tutto il resto è solo apparenza illusoria. La Visista Advaita dice che il fiume è una parte integrante del mare. La Dvaita infine dice che la purezza deriva dall adorazione e che quest ultima è sufficiente per ottenere la grazia di Dio. ALTRI FILOSOFI E ALTRE RELIGIONI Altri veggenti indicarono il cammino verso lo stesso obbiettivo. Guru Nanak annunciò che l’universo appartiene a Dio e che l’uomo non dovrebbe desiderare di accumulare o di appropriarsi, anche minimamente, del tesoro DIVINO. Consigliò di proteggere la pianticella della devozione dalla peste del dubbio e della pigrizia rimanendo vigili e coltivando i valori. Delle maggiori religioni posso menzionare il Buddismo. Il Budda fu così colpito dalle sofferenze della vita umana che investigò nel comportamento della mente e dell intelletto per cercare di scoprire i rimedi e le discipline per superarlo. Analizzò i vagabondaggi della mente che portano l’uomo nel vortice dei desideri, le vie della ragione e individuò le aree dove il pregiudizio prende le radici. Predicò il Dharma (la Virtù e la Compassione) e indicò il cammino verso l illuminazione, il Nirvana. Il Jainismo predicato da Mahavira è una religione che diventò un movimento in tutta l’India. Tale religione esaltò Jina o l’eroico conquistatore dei sensi, delle emozioni e degli stratagemmi dell’intelletto. Insegnò all uomo a svolgere i propri doveri con fede ferma ed entusiasmo. Dichiarò che tutte le cose e gli esseri sono santi e pellegrini sulla via della realizzazione e pertanto ogni offesa recata ad essi deve essere scrupolosamente evitata. La religione Parsi fu fondata da Zoroastro che volle che l’uomo avesse sempre il fuoco della saggezza acceso nella propria coscienza affinché i mali pensieri e le cattive tendenze potessero essere ridotti in cenere. Tutti i pensieri, le parole e le azioni devono essere riempiti dalla luce della virtù. Il fuoco della saggezza deve distruggere tutti i desideri mondani e rendere l’uomo puro per entrare nel paradiso della libertà. L adorazione e gli atti di servizio altruistico sono necessari per ottenere tale illuminazione. LA RELIGIONE DEL SAI Se accettiamo il senso letterale del termine religione che vuoi dire: «Legare l’uomo a Dio» la religione del SAI è l’essenza di tutte le fedi e di tutte le religioni, incluso l’Islam, il Cristianesimo e il Giudaismo. Il motivo che sta dietro alla formazione e all’ espansione di tutte queste fedi è sempre lo stesso. I fondatori e i propagatori furono tutte persone piene di amore e di saggezza e il loro scopo, il loro obiettivo, il loro compito era lo stesso per tutti. Nessuno di loro aveva il proposito di dividere, di confondere o di distruggere. Essi cercavano di vedere il bene, di fare il bene, di essere buoni, di controllare le passioni e le emozioni, gli impulsi e gli istinti, dirigendo le facoltà della ragione verso canali benefici all’individuo e alla società. Essi sapevano che la mente, che è il campo dove crescono i desideri, gli attaccamenti e le ambizioni, doveva essere pulita e orientata in modo corretto. SAI considera la pratica delle discipline predicate dalle varie religioni molto più importante che la fede cieca in un fascio di teorie filosofiche. Nessuno ha il diritto di dare consigli agli altri sino a quando egli stesso non mette in pratica ciò che predica. Anzitutto stabilisci il regno dell’Amore nella tua propria casa, fra i tuoi familiari, fai diventare la famiglia un centro di vita armoniosa, di comprensione e di mutua fede. Il santo dovere dell uomo è di essere sempre cosciente dell’Atma che dimora in ogni essere vivente e questo lo renderà conscio della sua affinità con gli altri. Questa è la base della fratellanza e la paternità di Dio. Elimina il vizio dell’egoismo, il male della cupidigia e il veleno dell’invidia. Quando cerchi la gioia fuori di te, ricordati che esiste una gioia più grande che giace ed attende nel profondo della tua coscienza. Quando hai paura di qualche cosa ricordati che la paura nasce, si ciba e trova terreno fertile nella tua mente e tu puoi vincerla negandola. Come può la paura sbarrare il cammino di un aspirante spirituale? Essa non può contaminare il Sadhaka che ha la luce di Dio nel suo cuore. La fede in Dio Onnipotente è l armatura che il Sadhaka deve vestire, e tutti gli uomini di tutti i Paesi sono Sadhaka, sia che ne siano coscienti oppure no. Sii fermo e non vacillare! Sii fedele al tuo ideale e non disperare. Prega fintanto che Dio non ti ascolti e non allontanarti da Lui se la Sua Grazia non è ancora discesa su di te perché essa non è al tuo comando. Quando una religione cerca di estendere la propria influenza ricorre alla diffamazione delle altre religioni ed esagera la propria eccellenza. Ricorre alla pompa e alla pubblicità invece che alla pratica e alla fede. SAI vuole che i fedeli di ciascuna religione coltivino la fede nell’ eccellenza della propria e realizzino la sua validità attraverso una pratica intensa. Questa è la religione del SAI, la religione che nutre tutte le religioni ed enfatizza la loro comune grandezza. Adottate questo principio con gioia e coraggio.

2-Relazione di Abdel Qader Atif Imam Centro Islamico di Perugia
Vorrei ringraziare tutti coloro che hanno organizzato questo incontro e alla promotrice e coordinatrice del Mandir della Pace Dr.ssa Gabriella Lavorgna. Un particolare saluto e ringraziamento all’amico Padre Massimiliano Mizzi Direttore del Centro Francescano Internazionale per il dialogo interreligioso di Assisi che ha indicato il mio nome per partecipare a questo incontro e permettendomi così di poter esprimere il mio pensiero su un argomento così importante. Infine un caloroso saluto a tutti i presenti e a tutti i partecipanti a questo meeting che ha per tema “l Oriente incontra l Occidente: insieme verso un Terzo Millennio”. Con il permesso degli organizzatori vorrei aggiungere qualcosa al titolo. Vorrei poterlo pronunciare così: Verso un Terzo Millennio di Pace con Giustizia e Tolleranza. Il Terzo Millennio verrà di sicuro, non c è alcun dubbio, ma quello che non è certo è se con esso giungerà anche la pace con giustizia e tolleranza fraterna. Per questo motivo io mi dichiaro pessimista e non ottimista. Qualcuno di voi presenti potrebbe obiettare: ma come! Tu, uomo religioso e di fede ti dichiari pessimista? Come può essere? Voglio subito chiarire un concetto: mi dichiaro umanamente pessimista perché quello che stiamo vedendo accadere sul nostro pianeta è profondamente triste. Mi coglie il pessimismo poiché oggi, in questo mondo moderno prevale l intolleranza e la prepotenza, l ingiustizia e la corruzione. Non potremo quindi mai avere un terzo millennio sereno se non riusciremo veramente a cambiare tutto quello che ora appare completamente negativo al nostro spirito. Ho invece assoluta speranza e fede e, quindi, ottimismo, nell aiuto di Dio e nella Sua infinita Misericordia. Allah (Gloria a Lui, l Altissimo) dice nel sublime Corano: ” In verità Allah non modifica la realtà di un popolo finché esso non muta nel suo intimo”. Perciò non avremo mai un terzo millennio tranquillo se rimaniamo come prima e non cerchiamo di cambiare. L Islam 14 secoli fa è stato inviato da Dio per correggere e ricostruire ciò che l attività dell uomo aveva corrotto e distrutto. L Islam è stato inviato per completare e perfezionare l etica della vita umana su questa terra ma purtroppo questa è mancata e manca tuttora e l uomo, per i suoi perduranti, negativi comportamenti, ne subirà certamente tristi conseguenze. Allah dice nel Suo libro: “La corruzione è apparsa sulla terra e nel mare a causa di ciò che hanno commesso le armi degli uomini affinchè Dio faccia gustare parte di quello che hanno fatto, forse ritorneranno (sui loro passi)”. Perciò se l Uomo non torna sulla strada giusta, quella che Dio ha disegnato per lui, l Umanità sarà
perduta e ben misera sarà la sua fine. Oggi giorno con tutte le scoperte scientifiche e con tutto il progresso tecnologico che abbiamo raggiunto, non si riesce ad assicurare una benché minima parvenza di vivibilità a tutto il genere umano. La fame e la miseria nel mondo aumentano anziché regredire; c è soltanto confusione, paura generalizzata, se non terrore, prepotenza dilagante. La sapienza umana e le sue capacità operative vengono messe a disposizione del male. Un esempio eclatante è quello della proliferazione delle armi nucleari. Si sta svolgendo una spasmodica maratona per la fabbricazione di bombe atomiche, all idrogeno, che possano distruggere l Umanità intera. Nel campo alimentare impera la carne pazza o, per meglio dire, la mucca pazza, alimenti e bevande alla diossina e chissà ancora quante altre cose a noi sconosciute. Nel campo sanitario malattie nuove, strane, pericolose, incurabili, tipo l AIDS, tumori di ogni sorta e altre malattie anche di natura psicologica. Nel campo sociale constatiamo il degrado anche nella famiglia. Sono sempre più rare le famiglie unite e solidali. Nel campo sociale la fa da padrone l egoismo soggettivo e di massa, la povertà di molti a fronte della ricchezza sempre più massiccia di pochi, l arretratezza, l oppressione, il sesso dilagante, il razzismo, ecc.. Visto il quadro della situazione, mi riesce quindi difficile riuscire ad individuare su quale base umana possiamo iniziare a costruire il futuro per un ipotetico terzo Millennio di Pace. Fin qui ecco spiegato il mio pessimismo nei confronti dell Uomo. Per fortuna viene in mio soccorso (ed anche in soccorso di tutti) l Opera e la presenza del Signore. Così dice il nostro Signore Creatore di ogni cosa, il Sapiente, Colui che conosce la natura e la sostanza di ciò di cui abbiamo bisogno: “In verità questa è la Mia retta Via; seguitela e non seguite i sentieri che vi allontanerebbero dal suo tracciato. Ecco cosa vi comando affinché siate timorati di Dio”. Quindi, ci indica di seguire la Sua Via e di agire sul giusto binario. Mi sia permesso, a questo punto, soffermarmi brevemente su alcuni principi dell Islam, sulla base dei quali l Umanità potrà iniziare a costruire la Pace per il Terzo Millennio. LA PACE. E questa una parola che corre spesso sulla bocca di molti. Troppi, forse, perché questa parola possa essere ritenuta valida e la sua essenza credibile. Purtroppo, ancora molti non sanno e tanti altri dimenticano che Pace è uno dei nomi di Dio, Allah, il Creatore di ogni cosa. Islam vuol dire obbedienza ad Allah e quindi, di conseguenza, obbedienza alla Pace. L Islam è stato mandato sulla terra da Allah per creare un mondo pacifico, un mondo tranquillo e felice, un mondo vivibile per tutti. Occorre soltanto seguire la linea che Allah ha disegnato per noi. Il saluto islamico che si rivolge a chi si incontra è “Pace su di voi”. Un saluto dal grande significato e molto importante per chi lo comprende realmente. Ogni tanto Iddio manda dei segni agli uomini, perché essi comprendano e ne traggano beneficio. Un segno è senz altro quello che la stessa frase, sempre dettata da Dio, è stata rivelata anche ad un Grande della Fede Cristiana Cattolica: Francesco d Assisi: Questi Segni, io sono convinto, sono stati inviati per unire gli uomini e non per dividerli. Gli insegnamenti dell Islam ai suoi fedeli sono chiari e determinanti: ci chiede e ci insegna ad essere in pace con noi stessi, ad essere in pace con Dio, ad essere in pace con il prossimo, ad essere in pace con la Natura e con l ambiente intorno a noi. Ogni punto di questi insegnamenti ha un grande significato e grandi finalità. Per questo essere in pace con sé stessi vuol dire smettere di pensare male, non odiare gli altri e non invidiare chi ha avuto più fortuna. Ciascun uomo deve pulire la propria coscienza da ogni peccato, curare il cuore da ogni male, deve avere grande amore per gli altri e tenere in considerazione la propria morale. Deve cacciare via dalla mente ogni brutto pensiero e tenere in altissima considerazione la propria morale; deve cacciare via dalla mente ogni brutto pensiero che corrompe la coscienza e che abbassa il tono della propria morale di vita. Deve lottare in sé stesso contro la vendetta. Si conosce troppo poco dell Islam, purtroppo, perché queste cose possano essere sapute da tutti. La realtà è questa e spesso, anche per colpa di noi islamici, lo ammetto, la mancanza di informazione è stata la causa di notevoli incomprensioni se non addirittura di veri e propri scontri cruenti. C è ancora troppa confusione nelle coscienze e nelle menti ma, ne sono certo, con la buona volontà di tutti e l aiuto di Dio, si riuscirà a raggiungere l armonia fra gli uomini. E a questo punto che cambio il mio atteggiamento e divento ottimista. L Islam ci spiega che essere in pace con Dio vuol dire conoscere Dio (Allah), amarLo degnamente, obbedirLo, seguire la strada che ha disegnato per l Umanità e non uscire dal binario. Anche se le tentazioni di farlo sono tante e forti, Dio ci guiderà lungo il retto sentiero e non saremo abbandonati al male. L Islam ci dice ancora che essere in pace con gli altri significa rispettare le idee altrui, le fedi e le culture degli altri e che l uomo deve creare patti e accordi, trovare soluzioni a qualunque problema. Impone all uomo di non mancare mai a patti stipulati e sottoscritti e, tantomeno, di farlo per interessi o scopi profani che alla fine potrebbero condurre solo a disgrazie delle quali ne subiscono conseguenze nefaste i più deboli, incapaci di difendersi. Bisogna ascoltare gli altri e le loro ragioni senza crearsi pregiudizi ne formulare giudizi. Dobbiamo tentare di comprenderci e rispettarci reciprocamente, spuntando pensieri cattivi, incomprensioni e atteggiamenti che a loro volta possono creare grande panico e grande confusione, malintesi che alla fine possono far scoppiare guerre fra popoli, conflitti fra Nazioni, motivandoli in mille modi. Cari amici se l uomo crede di farcela da solo sbaglia di grosso! La storia umana ci dimostra chiaramente che quando l uomo ha dimenticato i comandamenti del suo Creatore si è perso ed è finito male. Al contrario, quando ha lasciato che la Voce di Dio arrivasse fino a lui, ha avuto successo e tutto è andato per il verso giusto. Infine, l Islam ci guida a cercare di essere in pace con la natura vivente e la natura non vivente che ci circonda e che attira la nostra attenzione. Ascoltate cosa dice il sublime Corano, il Libro del Signore, a proposito di questo in un capitolo intitolato Le Api: – “1. Egli ha creato i cieli e la terra secondo verità. Egli è ben più alto di ciò che Gli associano. – 2. Creò l uomo da una goccia di sperma, ed eccolo manifesto oppositore. – 3. Creò le greggi da cui traete calori e altri vantaggi e di cui vi cibate. – 4. E come è bello per voi, quando le riconducete (all ovile) e quando uscite al pascolo. – 5. Trasportano i vostri pesi verso contrade che non potreste raggiungere se non con grande fatica. In verità il vostro Signore è dolce, misericordioso. – 6. E (vi ha dato) i cavalli, i muli e gli asini, perché li montiate e per ornamento. E crea cose che voi non conoscete. – 7.Guidarvi sulla retta via è prerogativa di Allah, poiché altre vie se ne allontanano. Se volesse vi guiderebbe tutti. – 8. Egli è Colui che ha fatto scendere l acqua dal cielo, bevanda per voi ed erba per i pascoli. – 9. Per mezzo Suo ha fatto germinare i cereali e l olivo, le Palme e le vigne e ogni altro frutto. In verità in ciò vi è un segno per gente che sa riflettere. – 11. Vi ho messo a disposizione la notte e il giorno, il sole e la luna. Le stelle sono sottomesse al Suo Ordine. In realtà in ciò vi sono segni per gente che comprende. Ha creato per voi sulla terra tutte le cose, di diversi colori. In verità in ciò vi è un segno per gente che ricorda. – 12. Egli è Colui che vi ha messo a disposizione il mare affinché possiate mangiare pesce freschissimo e trarne gioielli con i quali vi adornate. Vedi la nave scivolarvi sopra sciabordando, per condurvi alla ricerca della Sua grazia, affinché Gli siate riconoscenti. – 13. Ha infisso sulla terra le montagne, affinché non oscilli sotto di voi e ha disposto fiumi e sentieri affinché non vi smarriate. – 14. E ha stabilito punti di riferimento: le stelle che vi fanno da guida”. Così, con queste frasi, il Signore ha stabilito un grande rapporto con la natura che ci circonda dalla quale noi traiamo giovamento e che dobbiamo rispettare. Il messaggero dell Islam Mohammad (Pace su di lui) ci ha insegnato a non bestemmiare il tempo né il clima freddo o caldo, a non insultare il vento, a non offendere il gallo, simbolo dei ritmi naturali e altri animali; ci ha educato a non sputare sulla terra e nei luoghi di culto, ci ha impedito di fare i nostri bisogni fisici nell acqua ferma, ha proibito di bruciare piante o tagliare alberi, ci ha insegnato a non consumare acqua più del necessario. anche se ci troviamo su di un fiume. Un detto del Profeta recita così: “Anche se è arrivato il giorno del Giudizio ed hai in mano una piantina, coltivala, e Dio ti ricompenserà”. Dice ancora: “Qualsiasi collaborazione nel pulire le strade dalla sporcizia è un bene che fa parte della fede”. E così l Islam ha indicato al fedele di essere in sincronia con la natura e di rispettarla. Il Profeta ci ha educato a rispettare gli animali esprimendo in un suo detto che una donna fu castigata da Dio perché aveva tenuto una gatta in gabbia fino alla morte senza dargli del cibo o lasciarla libera e così fu mandata all inferno. In un altro detto si narra che un gruppo di ragazzi stava tirando a segno su di un uccello premiando chi fra loro lo avesse centrato. Al sopraggiungere di un compagno del Profeta fuggirono precipitosamente. Il compagno del Profeta, raggiuntili, chiese loro: chi ha fatto ciò? Dio maledice chi fa queste cose. Il Profeta disse che Dio maledice chi usa un essere vivente per divertimento. Ci sono molti altri racconti che ci parlano del rispetto verso gli animali. Ed infine, concludendo, posso dire che nella secolarizzata società contemporanea si è diffusa la pericolosa tendenza dì considerare tutte uguali le vie e le ipotesi di realizzazione spirituale con la sola condizione che s inseriscano in un quadro etico coerente e rispettoso del pensiero altrui. Tendenza miope e sciagurata nonché foriera di quella catastrofe morale e spirituale che osserviamo nella progredita civiltà attuale nella quale l uomo è divenuto una belva assetata di potere e ricchezza, pronta a calpestare ogni cosa per ottenerli o un passivo produttore di merci e servizi, con la sola aspirazione del massimo consumo per il maggior profitto con la minore spesa. La via che ci è indicata dal Creatore è l unica capace di condurre l uomo alla salvezza nell altra vita e costruire, in questa, una società su basi etiche certe e condivise nelle quali anche coloro a cui Dio non ha dato denaro e potere possano vivere decorosamente e dignitosamente. Così, nel sublime Corano Dio dice: ” O VOI CHE CREDETE! ENTRATE TUTTI NELLA PACE, NON SEGUITE LE TRACCE DI SATANA. IN VERITA EGLI E IL VOSTRO DICHIARANTE NEMICO”. Sura 2. AL BAQARA

3- intervento del Presidente International Society for Krishna

Dobbiamo saper riconoscere di cosa ha bisogno la società di oggi alle soglie del terzo millennio. Non più limitata, come nel Medioevo, dalle frontiere che separano le comunità tra loro, la società umana ha guadagnato in ampiezza e tende oggi verso uno Stato mondiale, comune a tutti. Secondo lo Srimad-Bhagavatam, gli ideali del comunismo spirituale sono fondati sull unità della razza umana, anzi sull unione dell energie di tutti gli esseri viventi. Tutti i grandi pensatori moderni hanno avvertito la necessità di raggiungere questi ideali. Il messaggio dello Srimad-Bhagavatam risponde realmente a questa esigenza di universalità che anima la società umana. Inizia perciò con l aforisma “janmady asya yatah” della filosofia del Vedanta, volendo così affermare l ideale di una causa comune. Al giorno d oggi l umanità non si trova più nell oscurità dell oblio. Ha compiuto notevoli progressi nel campo degli agi materiali, dell educazione e dello sviluppo economico, ma in qualche punto dell organizzazione sociale esiste una falla e per questo motivo scoppiano grandi conflitti, spesso anche solo per ragioni insignificanti. Abbiamo dunque bisogno di un “indicazione” che ci permette di realizzare l unione degli uomini, attraverso cui conseguire un fine comune nella pace, nella fratellanza e nella prosperità. Quest esigenza sarà soddisfatta dagli insegnamenti dello Srimad-Bhagavatam e della Bhagavad-GITA, opere culturali che mirano alla rispiritualizzazione dell umanità intera. Nella Bhagavad-Gita Krishna rivela la formula per ottenere la pace: “bhoktaram yajna-tapasam sarva-loka-mahesvaram suhridam sarva-bhutanam jnatva mam santim rochati”. “Sapendo che Io sono il beneficiario ultimo di tutti i sacrifici e di tutte le austerità, il Signore Supremo di tutti i pianeti e di tutti gli esseri celesti, l amico e il benefattore di tutti gli esseri viventi, la persona pienamente cosciente di me trova sollievo alle miserie materiali e ottiene la pace”. Le anime condizionate che sono prigioniere dell energia illusoria desiderano ardentemente la pace in questo mondo, ma ignorano le condizioni necessarie per ottenerla. La Bhagavad-Gita qui rivela la formula per ottenere la pace di riconoscere Krishna come il beneficiario di tutte le attività dell uomo. L uomo deve offrire ogni cosa al servizio trascendentale del Signore Supremo perché il Signore è il proprietario di tutti i pianeti e dei loro esseri celesti. Nessuno eguaglia il Signore. Secondo l autorità dei Veda (Svetasvatara Upanisad 6.7). Egli Supera anche Brahma e Siva, i più grandi tra gli esseri celesti (tam isvaranam paramam mahesvaram). Nella morsa dell illusione, gli esseri viventi cercano di dominare tutto ciò che li circonda, mentre in realtà sono completamente dominati dall energia materiale dei Signore. Il Signore regna sulla natura materiale e tutte le anime condizionate sono sottomesse alle rigide leggi di questa natura. Senza comprendere tale verità fondamentale non è possibile raggiungere la pace in questo mondo, né a livello individuale né a livello collettivo. La pace perfetta si ottiene dunque diventando completamente coscienti di Krishna, cioé realizzando che Krishna è il Signore Supremo e tutti gli esseri individuali, compresi i potenti esseri celesti, Gli sono subordinati. “L anima saldamente ferma nella devozione raggiunge una pace perfetta, perché offre a Me il risultato di tutte le sue attività, mentre una persona che non è unita col Divino, ed è avida del frutti del proprio lavoro rimane condizionata”. L Associazione Internazionale per la Coscienza di Krishna, l ISKON, trasmette questa scienza spirituale che ci permette di conoscere la sorgente ultima d ogni cosa, l Essere Supremo, ed anche la relazione che ci unisce a Lui. Essa è costituita da una congregazione mondiale di devoti e studiosi che praticano il Bhakti-yoga, l eterna scienza del servizio d amore e devozione a Krishna, Dio, la Persona suprema. Hare Krishna, hare Krishna hare hare hare harè hare Rama, hare Rama hare hare hare harè

ASSISI-9/9/1999 Discorso di SWAMI KRIANANDA discepolo di Yogananda L UNITA NELLA DIVERSITA Siamo esseri umani e cerchiamo tutti le stesse cose: l amore, la gioia, la comprensione e la saggezza. In questo tutte le grandi religioni sono veramente uno, non vi è, infatti, una differenza sostanziale una dall altra. Quindi è importante essere tolleranti verso tutti. Se tu giudichi una persona in realtà stai giudicando te stesso, e se giudichi te stesso giudicherai tutti. Quando ho sentito la benedizione di San Francesco, la prima volta alla Porziuncola, ho avvertito una dolcezza così grande che non avrei mai immaginato che esistesse. Gli ho chiesto, “Come è possibile avere una dolcezza così bella?” e la risposta è venuta. Per accogliere tutti come tuoi fratelli e sorelle, per non giudicare nessuno. Per accettare tutti così come sono e per non avere desideri. Viviamo in un epoca in cui è necessario dare una certa enfasi a questa verità, una certa concretezza, ma come farlo? Non è possibile parlare di questo con ogni persona che si incontra e non sarebbe neanche così utile. Questa verità si realizza soprattutto quando tu hai la pace e l amore per Dio nel tuo cuore. La luna dà più luce di tutte le stelle. Se tu diventi una luna d amore divino, è molto più importante che parlare di questo amore a tutti, perché quell amore può toccare il loro cuore. Sono in molti a dire: “Sì amo tutti, solo odio quello li…” Noi dobbiamo cambiare questo odio in amore e come farlo? Per fare questo non bastano le parole dobbiamo proprio sentire, sperimentare la presenza di Dio in noi stessi, e questo avviene nella meditazione, nella comunione inferiore con Lui, nella preghiera. Perché, la pace verrà da Lui non possiamo crearla noi stessi. Così penso che nelle comunità Ananda abbiamo un opportunità enorme di imparare ad amare una bella varietà di persone, ci sono, infatti circa 800 membri tra tutte le comunità. Ho ricevuto oggi una lettera da un membro di Ananda in America, che mi scrive “… Ho un complesso, non so come sopportare una certa persona…… ho pensato, se non può amare quell Individuo, come può amare l umanità?” Queste persone che in un modo o nell altro si comportano in maniera spiacevole con noi o con altri, sono le nostre prove! Noi possiamo superare le nostre antipatie soltanto quando sperimentiamo la presenza di Dio interiormente. Così incominciamo ad avere una visione dell umanità dove tutti sono un espressione dell Amante. La Coscienza di Dio si esprime in ogni anima: magari ignorantemente tramite qualcuno, saggiamente attraverso qualchedun altro, ed è come l elettricità la cui natura non cambia sia che fluisca in una bella lampada che in una brutta. Quindi la cosa più importante è servire il tuo vicino e pensare alla coscienza di Dio che è dentro di te. Si è bene aiutare gli altri, personalmente ho fatto donazioni ad una scuola cattolica in Sri Lanka e altre cose, ma posso io aiutare tutto il mondo? E ridicolo, la cosa più importante è servire il tuo vicino e purtroppo è il proprio vicino che tutti odiano. Come dicono in India il tuo vicino è il tuo nemico, il suo vicino è il tuo amico. Noi dobbiamo cambiare questo e vedere che tutti sono Uno. In questo mondo se non possiamo arrivare a questa comprensione, ci sarà la guerra, perché se sei capace di odiare una persona e non c è la pace nel tuo cuore, puoi facilmente capire che la guerra continuerà. Ma se noi possiamo cambiare uno, cioè noi stessi, sarà come un onda che toccherà altri. Se potessimo intendere la religione più come indicazione di direzione piuttosto che un qualche cosa di assoluto, vedremmo che in tutte le grandi religioni c è veramente il desiderio di alzare la coscienza dell uomo. Questo verrà fatto in diversi modi ma certamente è una necessità per tutti. Non è molto importante la sua definizione; infatti le definizioni non possono dare la comprensione di che cosa sia la Verità. Tutti noi cerchiamo una Verità che ci elevi, che ci renda più espansivi nel cuore facendoci pensare al benessere altrui e la religione dà questo. Tu lo desideri non perché diversamente Dio ti punirebbe ma perché c è un desiderio in te stesso di espandere la tua coscienza, le tue simpatie. Puoi vedere subito se una persona non è espansiva nel cuore, lo noti dal volto, dalla gestualità che è molto chiuso in se stesso. Purtroppo ci sono tante persone così nel mondo. Quindi propongo di basarci sul principio “della direzione”, così noi possiamo lanciare un movimento veramente di pace: senza pensare di arrivare a punti fissi, senza localizzarsi sulle definizioni, piuttosto avere rispetto verso tutti per il semplice fatto che ognuno vuole andare nella tua stessa direzione, ha la tua stessa meta. Le persone sono ispirate quando vedono due cose: quando qualcuno cerca di elevare la sua coscienza e quella degli altri, e quando dimentica sé stesso cercando di includere il benessere dei suoi fratelli anziché lottare gli uni contro gli altri. Su questi due fondamenti possiamo creare la pace sulla terra! OM SHANTI SHANTI AMEN
SWAMI KRIANANDA è un discepolo di Paramansa Yogananda dal 1948 ed ha vissuto con lui gli ultimi tre anni. Yogananda è un maestro indiano che portò in occidente l antica scienza del KRYA YOGA. Trattasi di preziose tecniche di meditazione per i ricercatori di tutte le religioni che cercano la realizzazione dei sé, l unione con Dio. Kriananda ha fondato le comunità di Ananda in America e in Italia. Attualmente risiede ad Assisi dove condivide con residenti ed ospiti la sua saggezza

Assisi 2001 L Unità nella diversità INSIEME PER LA PACE NEL TERZO MILLENNIO “Shantimandir -Il Mandir della Pace” Atti del Convegno GIANCARLO SANCHINI Karma Bhakti, Inani Yoga nel Vangelo di Giovanni- Relazione di Giancarlo Sanchini (Pastore Valdese)

La storia degli uomini è ricca di scritti sacri, di rivelazioni e di mezze rivelazioni, di siano imposture o, nella migliore delle ipotesi il frutto di una ispirazione imperfetta. E stata questa scoperta che mi ha spinto, ormai molti, molti anni fa, ad approfondire lo studio dei sistemi filosofico-religiosi in presunta religioni, di sette, di scuole e di sistemi salvifici ai quali si attaccano con estrema intolleranza unita ad una grande passione soprattutto gli spiriti dotati di una conoscenza limitata o nulla. Questi uomini la cui ignoranza è molto spesso inversamente proporzionata alla loro intolleranza, pretendono che solo questo o quel libro sia l unico Verbo eterno di Dio e, per logica conseguenza che tutti gli altri essendo la mia formazione culturale avvenuta nel suo ambito, ho avuto più facilità a comprendere l insegnamento di colui opposizione al Cristianesimo, ed a compiere alcune scoperte che mi hanno poi permesso di guardare alla religione nella quale sono stato allevato con occhi più disincantati, ma probabilmente con maggiore amore. Premetto che non ritengo il Cristianesimo ne superiore ne inferiore alle altre religioni ma, che ne è stato il “Maestro” cioè Gesù di Nazareth detto il Cristo. Insegnamento che pure non si discosta nelle sue linee essenziali da quello di altri grandi Maestri universali. Il Vangelo che, sempre a mio giudizio, interpreta meglio il Suo Messaggio è quello scritto presumibilmente in Asia Minore, ad Efeso, verso la fine del primo secolo nell’ ambito di una chiesa che aveva come riferimento l Apostolo Giovanni, il discepolo che Gesù, il Maestro, amava. E in questo Vangelo che il rapporto che si instaura tra il Maestro divino ed i Suoi discepoli diviene, attraverso l azione di Gesù, unità e presenza costante, unità e presenza che trascendono e non rendono neppure più necessaria una stretta vicinanza fisica. Il Maestro diviene parte integrante della vita del Suo discepolo, parla in lui ed attraverso lui. Ne diviene guida ed assume l incarico di condurlo verso la salvezza. Lo fa divenire uno con la Sua divina realtà. Devo a questo punto fare riferimento al massimo poema epico indiano : la Bhagavad Gita. In questo poema Krishna, uno dei principali Avatar di Vishnù, divino Maestro ed amico di Arjuna, l’essere umano smarrito nelle problematiche esistenziali, Krishna dicevamo prende le redini del carro da guerra dell’ amico e lo guida alla scopertà delle verità intrinseche nelle quotidiane battaglie e nelle contraddizioni di cui la vita è piena. Quante volte l essere umano si trova ad un bivio? Quante volte pur con tutte le buone intenzioni si trova a scegliere tra due o più soluzioni che possono decidere il destino della propria esistenza? Quante volte la decisione sembra dover pregiudicare un rapporto, fare del male ad alcune persone care, oppure offenderle? La scelta giusta non è quella di ritirarsi dalla battaglia, cioè una non scelta, ma quella di affrontare la situazione. Con amore, con giustizia, ma anche con fermezza. Perchè secondo l’ insegnamento dato ad Arjuna e, attraverso questi a tutti gli esseri umani, qualsiasi azione ma anche qualsiasi non azione porterà ad una catena di cause e di effetti. a quello cioè che nella religione induista viene chiamato Karma. Il Karma non può mai essere evitato, ma si può affrontare e risolvere attraverso una unione, termine che è alla base del significato, in verità un pò più complesso, della parola Yoga, con colui che guida la nostra vita, cioè Dio. Il rimedio suggerito da Krishna è quello di sgombrare la mente dai sentimenti personali e di rimettere il frutto dell’ azione nelle mani del Signore della propria esistenza. Nelle mani del Signore di tutte le esistenze. Sua sarà l azione, Suoi saranno i frutti. In Giovanni il concetto viene espresso in altri termini, ma i presupposti sono gli stessi. In questo Vangelo viene espressamente dichiarato che è la Verità la potenza salvifica per eccellenza. Ma per attingere alla Verità bisogna di nuovo compiere una prima azione. Quella di sgomberare la mente da tutti i pregiudizi, da tutti i pensieri precostituiti e fuorvianti per raggiungere il massimo della possibile obiettività. Perchè solo così si può raggiungere la Verità. Che inoltre in questo Vangelo è anche uno degli attributi di Gesù, il quale, per Sua stessa ammissione è Via, Verità, Vita. La Verità salva dunque per un duplice fattore, perchè aiuta a tenere libera la mente dai pregiudizi accumulatisi nel nostro cammino culturale, perchè aiuta a liberarci da inutili e fuorvianti fardelli e perchè prospetta il diretto intervento di colui che la impersona, il divino Maestro attraverso una unione con Lui. Azione che diviene anche in questo caso Yoga. Unità con il divino Maestro e, attraverso questi con il Signore della propria esistenza. Con il Signore di tutte le esistenze. Ritornando alla Bhagavad Gita, Krishna indica ancora le vie per l’unione dell’ essere umano con il Supremo reggitore dell’universo tutto. Sono le vie della devozione e della conoscenza che vengono rispettivamente chiamate in Sanscrito Bhakti ed Jnani Yoga. Sono strettamente collegate perchè solo attraverso il riconoscimento in Dio dell’origine imperitura di tutti gli esseri, scatta nelle grandi anime l’Amore e l’amicizia nei confronti del Creatore di tutte le cose. Queste anime sono pronte ad aprirsi alla luce ed all’ampiezza della natura più divina a cui l’uomo può accedere. E un cammino stretto al principio, irto di incertezze e difficoltà ma inesprimibilmente largo alla fine. E un sentiero che conduce alla liberazione ed alla perfezione. Non è una crescita dell uomo in Dio ma, al contrario una crescita della consapevolezza della presenza di Dio nell uomo. Ed è questo il vero scopo della vita. La trasformazione continua della natura inferiore dell’ uomo affinchè dalla crisalide nasca la farfalla. In una crescita che, attraverso l esempio possa coinvolgere tutta la società. Fede ed ampliamento della coscienza. Consapevolezza ed amicizia con Dio. Amore e conoscenza della realtà del Signore della nostra esistenza, del Signore di tutte le esistenze. In una unione, in uno Yoga sempre più forte. In Giovanni il concetto è ancora più chiaro e viene in continuazione ribadito da Gesù ai Suoi discepoli, i quali vengono ripetutamente invitati a consolidare il loro rapporto con Lui. Perchè, essendo stati scelti, hanno la possibilità di compiere il cammino con Lui, attraverso Lui, per mezzo di Lui. Dice Gesù: Io sono la vera vite. Voi siete già stati liberati grazie alla parola che vi ho annunciato. Rimanete uniti a me ed io rimarrò unito a voi. Come il tralcio non può dare frutto da solo senza l apporto della vite, neppure voi potete dare frutto se non rimanete uniti a me. Io sono la vite, voi siete i tralci. Ed ancora: Il mio comandamento è questo: amatevi come io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo, morire per i propri amici. Io non vi chiamo più servi, perchè il servo non sa cosa fa il padrone. Vi ho chiamato amici perchè vi ho fatto sapere tutto ciò che ho udito dal Padre mio. Non siete voi che avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho destinato a portare molto frutto, un frutto duraturo. Allora il Padre vi darà tutto ciò che gli chiederete nel mio nome. Questo io vi comando, che vi amiate gli uni gli altri. E con questo comandamento, rivolto a tutto il genere umano che vorrei chiudere questa mia breve riflessione. Con un ultima annotazione. Sia nel testo induista che nel Vangelo di Giovanni la salvezza non dipende da nessuna istituzione ecclesiale, ma semplicemente da un contatto personale e diretto con il Signore di tutte le Esistenze. Un Dio che è Padre e Madre di tutta l umanità e che esprime Sé stesso nel divenire della creazione. Può essere raggiunto solo attraverso un cammino individuale che presupponga però la propria resa nei confronti dell Assoluto che diviene così partecipe, guida e fattore della propria vita attraverso un elevazione spirituale che porterà come frutto attraverso l esempio, l elevazione di tutta la società.
Giancarlo Sanchini E predicatore laico della Chiesa Valdese. Da anni appassionato e profondo conoscitore di storia delle religioni, nell’ incontro con le grandi filosofie orientali e principalmente con quello che definisce il suo grande Maestro: Sri Sathya Sai Baba ha trovato lo spunto risolutivo per la comprensione dell’ intrinseca unità di tutte le religioni. I frequenti viaggi professionali uniti alla conoscenza di varie lingue gli hanno permesso di rafforzare la cognizione di un umanità etereogenea, ma unita nelle sue aspettative essenziali. In quest ‘ottica ha da alcuni anni iniziato un attività di scrittore . Sono stati pubblicati “Ritorno all’ Assoluto” Ed. Biblos – “Ruah-Il vento di Dio” Ed. Milesi di prossima pubblicazione “Una voce nel deserto” Ed. Milesi.

ASSISI-9/9/1999 SINTESI DELL INTERVENTO DEL M. TOR0 della Grande Fratellanza Universale. Per prima cosa dobbiamo imparare a far pace col nostro corpo, con ogni parte di esso, con ogni suo organo, anche con quelli che ci sembrano “non degni”. Quindi amarlo, rispettarlo, ringraziarlo per il lavoro che svolge. Successivamente cercheremo di fare la pace con la nostra famiglia, con la moglie o il marito, con i figli, quindi con i vicini di casa, i colleghi, e così di seguito. Spesso aspettiamo l intervento degli extraterrestri, li cerchiamo, vogliamo parlarci assieme e ci dimentichiamo di guardare e di comunicare con coloro che ci sono più vicini, con i quali, ovviamente… si fa più fatica… Per la legge dell evoluzione la generazione attuale è migliore della nostra, così come noi siamo migliori rispetto ai nostri padri; di conseguenza, i nostri nipoti ci supereranno. Ma noi ancora pensiamo che erano migliori gli antichi greci, o quelli che provengono da altre galassie, gli atlantidei: vi dico invece che questa umanità è la migliore perché è qui viva, questo giorno è il migliore che possiamo avere, oggi è meglio di ieri: approfittiamone. Così dobbiamo cominciare a conversare e a praticare la pace. Ci sono già religioni bellissime, perché inventarne delle altre? Stiamo parlando di unità nella diversità, l Unità, Dio, si trasforma in diversità; ma se mi chiedete perché lo faccia non lo so. Tutti siamo figli di Dio, tutti, e la madre è la Terra. Siamo figli di uno stesso Padre Celeste e della stessa Madre, la Natura: siamo perciò fratelli e sorelle, siamo nati in paesi diversi, abbiamo la pelle di colore diverso, è così che cominciamo a vedere l espressione della divinità nella diversità, in modi diversi, ma questo non ci rende, diversi nell essenza, nel senso di essere figli di un unico Dio. Ci rende diversi solo formalmente: benvenuta la diversità! Dobbiamo essere pronti, preparati alla differenza, che bello è essere uomini e donne diversi, non ci deve essere uguaglianza, deve esserci differenza. Così dobbiamo approfittare dell opportunità di questa diversità; se mettiamo tutte le religioni in un frullatore ciò che ne risulta è qualcosa di vomitevole. Così l unità la raggiungeremo solo in Dio, ma possiamo riconoscere Dio soltanto nella diversità. Se cerco Dio solo lì non lo trovo, ma se lo vedo in colui che mi sta vicino, soprattutto in chi mi dà fastidio, allora sì che lo trovo. Se voglio cercare Dio solo nelle cose buone, belle, che profumano non sono nella strada corretta; devo cominciare ad imparare a trovarLo in uno scarafaggio, nel mio nemico, in ogni parte, perché Dio non sta in ogni parte ma E ogni parte. Prepariamoci dunque alla Pace perché le guerre finiscono da sole. “Che i morti seppelliscano i loro morti” diceva Gesù. Oggi è un bellissimo giorno: 9.9.99. Secondo le profezie di Nostradamus noi già non esistiamo più. Nostradamus, come qualsiasi altra profezia, ci serve per renderci conto che tutte le profezie non servono a niente, la realtà ci mostra qualcosa di diverso, il mondo non sta finendo; quello che succede è che sta cominciando, perché tutto ciò che comincia avrà una fine. Ma ci sono persone che guardano solo la fine e non sono capaci di vedere l inizio. Gli esseri umani, tutti quanti, sono iniziati, nessun essere umano è terminato. Per questo si parla di Grandi Iniziati e di Iniziati. Il Maestro Gesù, il Cristo, era un Iniziato non un terminato. Quindi approfittiamo di questa opportunità dataci da questo nuovo mondo che è ogni nuovo giorno. Abbiamo tanto parlato di incontro, di ricerca. Quando Cristo diceva che bisogna custodire bene i bambini indicava un profondo insegnamento: infatti i bambini non sanno ricercare, ma trovare. E tremendo uscire per strada con i bambini, perché per loro tutto è nuovo, trovano di tutto. Allora, importante non è ricercare, perché chi ricerca si dispera. Molti, nei vari movimenti, dicono che sono ricercatori della verità e se chiediamo a questi ricercatori della verità se la conoscono, rispondono che non la conoscono. Allora, come la troveranno? Se non la conoscono non la possono trovare. Quindi l unico modo è andare incontro alla Vita, perché la verità è ovunque. L invito è trovarsi, essere aperti, osservare, ascoltare, apprendere. Non siamo venuti qui per essere castigati da Dio, siamo qui, stiamo vivendo, per ricordare che siamo Suoi figli. GUSTAVO TORO MAESTRO DELLA RED GRAN FRATELLANZA UNIVERSALE

ASSISI-9/9/1999 LA PACE NEL TAOISMO a cura di GIULIA BOSCHI L Universo taoista è multiforme, variegato come quello buddista: molte scuole e diverse interpretazioni con pochi minimi comuni denominatori. Fra il taoismo contemplativo di Laozi e Zhuangzi, quello ascetico degli anacoreti, quello autoritario dello Huangiao, quello edonista- individualista di Yangehu o la chiesa taoista di Zhang Daolin esistono forti punti di contrasto. Ancora più eterogenei sono gli oltre 8000 testi raccolti nel cosiddetto “Canone taoista”. In breve si può dire che taoista è tutto ciò che non appartiene espressamente ad un altra scuola. Sebbene fra gli antichi testi taoisti figuri anche un classico della Grande Pace (Taiping Jing) utilizzato soprattutto dalla scuola dei “maestri celesti”, il concetto di pace non è trattato in maniera esplicita nei testi fondamentali. Esso appare tuttavia in filigrana proprio in quei concetti che costituiscono l ossatura comune delle tante scuole taoiste: Dao, De, Ziran, Wu Wei. Sintetizzando al massimo potremmo dire che le tre caratteristiche principali del concetto taoista di pace sono: armonia dinamica, spontaneità ed aderenza alla “gerarchia divina”. ARMONIA DINAMICA- Riguarda l interazione armonica fra opposti che i cinesi chiamano Yin e Yang. “Uno Yin uno Yang, ecco ciò che si dice Dao” è scritto nel Daodejing.De. Virtù è la perfetta aderenza individuale a questa realtà universale. La grande pace deve necessariamente comprendere pace e non-pace: non c è Assoluto senza entrambe le facce della medaglia. Ciò implica un coinvolgimento di entrambi gli opposti; in Cinese lo stesso carattere che si usa per “armonia” significa anche “unire” “fondere insieme”; l elemento oscuro viene penetrato dal chiaro e se no, fa carburante; maggiore la velocità, maggiore l equilibrio; come per una sfera fatta ruotare su un dito, tutto ciò che raggiunge la velocità della luce è luce. Non si tratta di ottenere una condizione immutabile di irreversibile assenza di elementi di disturbo ma di velocizzare il processo di pacificazione e sublimazione del turbamento, sino a renderlo istantaneo. Postulando che il corpo, l energia della libido della nigredo – rappresenti il nostro aspetto più oscuro, e lo Spirito la luce immateriale del nostro essere, nel taoismo non si intende mortificare il corpo per esaltare lo spirito, ma sacralizzare il corpo attivandone tutte le risorse latenti affinché corpo e spirito possano diventare una cosa sola. SPONTANEITA – Per quanto riguarda il metodo, come dice Laozi, la norma del Dao è la spontaneità (naturalezza) Ziran. Quindi non ci si deve sforzare per ottenere uno scopo, semmai lavorare per rimuovere tutti gli ostacoli, chiamiamoli cattive abitudini fisiche e mentali, che si frappongono alla naturale espressione del sé. Ciò comporta, in altre parole, abbandonare l azione egoica affinché il proprio agire sia perfettamente armonico con una dinamica superiore. E ciò che i taoisti chiamano Wu Wei: imitare la spontaneità e la creatività della natura, la generosità e tolleranza della terra, la regolarità e lungimiranza del cielo. Il mondo naturale è rivelazione divina, non accidente. Dall alto delle montagne è più facilmente raggiungibile un accesso alla sapienza ben diverso da quello che può offrire la cultura urbana. Il carattere cinese per “anacoreta” è composto dai due simboli dell uomo e della montagna. Gli scempi ambientali della nostra epoca non pregiudicano solo la nostra salute e sopravvivenza fisica, ma anche la pace che deriva dalla contemplazione estatica della natura. GERARCHIA DIVINA- Il Classico dei Mutamenti offre un importante lezione sulla pace: tutti sanno, I Ying si basa su sessantaquattro esagrammi formati dall unione a coppie di otto trigrammi fondamentali. Nel ristagno il cielo è sopra e la terra sotto; nella pace l ordine è inverso rispetto a quello consueto: il cielo sotto la terra. Innumerevoli sono le chiavi di lettura di questa espressione simbolica, ne accenno solo due: l una in ambito individuale l altra in ambito sociale. Anche l ideogramma Ping (pace) concerne entrambi: lo troviamo nell espressione Pingan “serenità” e gongping” equità”. La serenità che deriva dal retto agire è il presupposto per la quiete della mente. Bisogna considerare che il cielo è infinitamente più grande e potente della terra, ma, come nell esagramma Tai, si pone sotto di essa. Il forte deve essere al servizio del debole: questa è la differenza fra la gerarchia umana dove il forte mette il debole al proprio servizio e quella divina, fatta propria anche da ordini cavallereschi e monastici. ——————————————————————————– GIULIA BOSCHI conosciuta al grande pubblico come attrice, si dedica da anni allo studio delle civiltà dell Estremo Oriente. Si è laureata con lode all Università Ca Foscari dì Venezia. La sua tesi, parzialmente pubblicata, trattava gli esperimenti scientifici condotti nella Repubblica Popolare Cinese per stabilire la natura fisica della bioenergia. Ha inoltre scritto diversi articoli su riviste specializzate. Dai lunghi periodi di permanenza in Cina deriva la sua esperienza di traduttrice ed interprete. Sua la traduzione in lingua italiana presso Erga Editrice del Metodo pratico di autoelevazione con il Qigong tradizionale cinese, di Li Xiaoming, il primo manuale completo delle tecniche base di alchimia interna taoista che sia stato pubblicato nel nostro paese. Diplomatasi in agopuntura e Micromassaggio, Giulia Boschi insegna da cinque anni Sinologia Medica presso l Istituto Superiore dì Medicina Olistica ed Ecologia presso l università di Urbino. La Sinologia Medica è una disciplina che si colloca a metà strada fra l umanesimo e la scienza; essa considera gli aspetti storico-filosofici della Medicina Tradizionale Cinese in senso lato (incluse le “pratiche di lungavita, riconducendoli alla pratica clinica).

ASSISI-9/9/1999 INTERVENTO DI SISTER WENDY DELL’UNIVERSITA’ BRAHMA KUMARIS La Pace si ricerca e si percepisce sia all esterno che all interno di noi. E diventata una cosa così utopica che la gente ha iniziato a mettere in dubbio la sua esistenza: La Pace è energia ,di alta qualità, emanata costantemente, da un unica fonte indeperibile E ENERGIA PURA che riesce a insinuarsi nel caos e grazie alla sua qualità, riporta ordine ed equilibrio nella natura e nella gente. L ESSERE è UNA RISERVA di risorse vitali, una delle quali è la Pace. Nella sua forma la più pura la pace è silenzio interiore colmo di verità: La pace consiste in pensieri puri ,sentimenti puri e vibrazioni pure. Quando l energia dei pensieri parole ed azioni è equilibrata, stabile e libera da ogni tipo di violenza, inclusa la più sottile, anche ira, invidia reazioni negative ,allora l Individuo è in pace con se stesso, con gli altri e con il mondo. Il primo passo di quel processo è di guardarsi dentro, un osservazione accurata ed onesta dei propri pensieri, dei propri sentimenti e, motivazioni. L educazione alla. pace, la risoluzione di conflitti ed altre iniziative dì pace devono prendere in esame la connessione tra l individuo e la pace nel mondo, muovendo verso la necessità di conoscere il proprio essere interiore. Non è la bomba o il fucile di per sé ad essere pericoloso, ma la, mano che lo regge. L autenticità delle proprie azioni dipende dall autenticità dell individuo. Per riacquisire il potere della Pace, e la Pace si può definire “potere”, bisogna abbracciare i principi fondamentali della spiritualità. Aprendo le finestre del proprio essere interiore, I’Individuo è in grado di chiarire e discernere attitudini ed atteggiamenti distruttivi che causano caos e ci privano di pace. La pace comincia con me . La gente dice che vuole pace nel mondo, ma che tipo di pace desidera? La gente chiede la pace, ma a chi è affidata tale responsabilità ? Può qualcuno che non conosce la pace, essere strumento per creare pace? La pace è la caratteristica essenziale di ciò che viene definita una società civile, ed il carattere di una società può essere delineato attraverso la coscienza collettiva dei suoi membri. Domanda: perché la gente si associa, ai Brahma Kumaris? Spesso dopo aver cercato una soluzione altrove, quando si ritrovano sempre più delusi, ricercano una via spirituale. Non c’è una soluzione magica o facile, dove possiamo chiedere a qualcun altro di darci pace. 1’impegno deve venire da noi stessi, ed essere desiderato profondamente. Quando perdiamo l abitudine di dire agli altri come fare, di dare colpa agli altri, ma accettiamo umilmente, o per logica o per disperazione di fare il primo passo noi, allora cambia tutto. Si interrompe la catena della negatività per accettare la diversità, tollerare, non alimentare ]a violenza. La pace che ritroviamo e sviluppiamo dentro di noi diventa in quel caso un vero potere. Non è passività, ma una forza concreta che tagli L’escalation della negatività. Questo “potere” va stimolato ed alimentato attraverso il contatto e l interazione con L’Unica Fonte eterna ed illimitata di pace. Le nostro riserve allora traboccheranno di una forza silenziosa. Quando tutte le menti saranno focalizzate sull’Unica sorgente costante di pace e sincronizzate con l intero mondo allora la pace potrà essere dichiarata. ——————————————————————————– L’Università Brahma Kumaris, fondata nel 1937 in India, e che ora è presente con circa 3000 sedi in più di 65 paesi del mondo, è un organismo non governativo affiliato al dipartimento dell’informazione pubblica ed all’UNICEF, con statuto di membro consultivo presso il Consiglio Economico e Sociale dell’ONU. In questo ruolo, l’Università ha organizzato, coordinato e collaborato a numerosi progetti di portata nazionale ed internazionale. Il più grande “Cooperazione globale per un mondo migliore” ha avuto l’adesione di 129 paesi. A livello nazionale vengono organizzati seminari e conferenze (corso di pensiero positivo, educazione ai valori, corso antistress, corso di meditazione, ecc.). Lo scopo non è unicamente quello di discutere sulle sfide quotidiane, ma anche di scoprire gli strumenti necessari per la pace nel mondo. In Italia l’Università ha organizzato un Forum internazionale dedicato alla riscoperta dell’etica dell’arte e un Forum sulla medicina. Ogni attività è gratuita ed offerta come servizio alla Comunità.

ASSISI-9/9/1999 INTERVENTO DEL REV.FAUSTO TAITEN GUARESCHI Domanda: una riflessione su ”COLTIVARE LA PACE-EDUCARE ALLA VIOLENZA” La non violenza non è una virtù da convento che deve essere pensata dall’individuo che cerchi la pace e la salvezza eterna, ma una regola di condotta per la società che voglia vivere conformemente alla dignità umana e progredire. Verso il raggiungimento della pace che ha sospirato per generazioni” (Gandhi) Arrivati sulla luna, e son 30 anni, non possiamo più sognare, non più come una volta. Non possiamo credere alle leggende. . “La vita è un gioco”, diceva Eduardo, “Un gioco che ha bisogno di essere sorretto dall illusione. la quale a sua volta deve essere alimentata dalla fede”. Di questi giorni sembra difficile, credere;Il gioco tra falsità e verità sembra essersi inceppato. Oggi puntiamo alla realtà di fatto, al tempo reale,, quando in realtà non c’è tempo. Per credere non c è bisogno della sola verità, perchè c è la falsità del credere e la verità del dubitare, e i due procedono insieme mano nella mano. La verità va creduta ma mai a scapito della falsità. “Tutto comincia da una stanza vuota” e vivere finalmente liberi ci appartiene da sempre. Ora, se superare se stessi è l essenziale, se essenziali sono salvezza e pace del cuore, l’ossessione per la verità come conoscenza, equivale a rimuovere l illusione di questo se stessi che si libera per gioco: nulla nell’intero Universo mai è stato celato. Così più che essere liberati o salvati da qualcuno non possiamo nemmeno liberarci da noi stessi, essere fautori della nostra libertà, nè della nostra pace nè in umile attesa di una salvezza concessa dall alto o dal basso. La luna vera quella _che riflette la luce del sole in cielo- non è meno reale della luna falsa riflessa in uno stagno, in un pozzo nel mare, in una goccia di rugiada o di urina:” Tutto comincia in una stanza vuota” Come tante onde che sembrano rincorrersi ma non si rincorrono, semplicemente appaiono o scompaiono, pienamente, solamente, unicamente onde. Sempre splendide, non mancano di nulla perchè, mantengono il tutto e possono sparire così come si sono manifestate. Così anche il nascere sembra inseguire il morire, ma non c è morte che segua la vita perchè la vita è la liberazione della vita nel suo consumarsi. “La vita è la totale manifestazione della vita, la morte la totale manifestazione della morte. Totalità è detta Dharma”. Attraverso il loro consumarsi vita e morte passano attraverso la libertà e vengono chiamate “la grande, vita del Buddha”. Nell implacabile pace e quiete dell eruzíone vulcanica – cioè, di un azione immotivata, inutile, del vomìto del vulcano, dopo la vita e prima della morte – ogni idea di tempo è perduta, il tempo diventa forma dell azione che. nella sua piena espressione, nella sua piena attività, sono libertà dal nascere e dal morire. Nella sua piena espressione, la pace – non più confusa con la stabilità di un cuore turbato – equivale alla non-violenza come prassi. Ma se con Gandhi, questa non- violenza “non è virtù da convento”, allora la vera pace, deve ìncludere anche l idea di violenza, di conflitto, cioè la prassi di una pace che non rifiuta ma che sappia masticare a fondo ogni genere, di contraddizione. Voler pensare ad “una educazione alla vita che non contempli la limitatezza da superare con l accettazione della sofferenza e del disordine, finisce nel risultato grottesco dell’autodistruzione Rev. Taiten Guareschi “ottimista inguaribile sulla via del fallimento totale” è l’autopresentazione più ricorrente del Maestro Taiten Guareschi. Dopo aver approfondito Io studio dello Zen con Taisen Deshimaru Roshi per quindici anni. nel 1983 gli viene riconosciuta dal Maestro Narita Shuyu la discendenza legittima nella linea di successione dei Buddha-Patriarchi della Scuola Zen Soto. Da allora è tra gli insegnanti europei, i più autorevoli del Buddha-Dharma. Per suo impulso. nasce Fudenji. Monastero Zen dove sperimentalmente lavora al trapianto dello stile di vita tipico dello Zen con uscite frequenti per rispondere alla grande richiesta di interventi presso Atenei. Istituti e Convegni in Italia e all estero.

ASSISI-9/9/1999 Discorso di SWAMI KRIANANDA discepolo di Yogananda L’UNITA NELLA DIVERSITA
Siamo esseri umani e cerchiamo tutti le stesse cose: l’amore, la gioia, la comprensione e la saggezza. In questo tutte le grandi religioni sono veramente uno, non vi è, infatti, una differenza sostanziale una dall’altra. Quindi è importante essere tolleranti verso tutti. Se tu giudichi una persona in realtà stai giudicando te stesso, e se giudichi te stesso giudicherai tutti. Quando ho sentito la benedizione di San Francesco, la prima volta alla Porziuncola, ho avvertito una dolcezza così grande che non avrei mai immaginato che esistesse. Gli ho chiesto, “Come è possibile avere una dolcezza così bella?” e la risposta è venuta. Per accogliere tutti come tuoi fratelli e sorelle, per non giudicare nessuno. Per accettare tutti così come sono e per non avere desideri. Viviamo in un epoca in cui è necessario dare una certa enfasi a questa verità, una certa concretezza, ma come farlo? Non è possibile parlare di questo con ogni persona che si incontra e non sarebbe neanche così utile. Questa verità si realizza soprattutto quando tu hai la pace e l amore per Dio nel tuo cuore. La luna dà più luce di tutte le stelle. Se tu diventi una luna d amore divino, è molto più importante che parlare di questo amore a tutti, perché quell amore può toccare il loro cuore. Sono in molti a dire: “Sì amo tutti, solo odio quello li…” Noi dobbiamo cambiare questo odio in amore e come farlo? Per fare questo non bastano le parole dobbiamo proprio sentire, sperimentare la presenza di Dio in noi stessi, e questo avviene nella meditazione, nella comunione inferiore con Lui, nella preghiera. Perché, la pace verrà da Lui non possiamo crearla noi stessi. Così penso che nelle comunità Ananda abbiamo un opportunità enorme di imparare ad amare una bella varietà di persone, ci sono, infatti circa 800 membri tra tutte le comunità. Ho ricevuto oggi una lettera da un membro di Ananda in America, che mi scrive “… Ho un complesso, non so come sopportare una certa persona…… ho pensato, se non può amare quell Individuo, come può amare l umanità?” Queste persone che in un modo o nell altro si comportano in maniera spiacevole con noi o con altri, sono le nostre prove! Noi possiamo superare le nostre antipatie soltanto quando sperimentiamo la presenza di Dio interiormente. Così incominciamo ad avere una visione dell umanità dove tutti sono un espressione dell Amante. La Coscienza di Dio si esprime in ogni anima: magari ignorantemente tramite qualcuno, saggiamente attraverso qualchedun altro, ed è come l elettricità la cui natura non cambia sia che fluisca in una bella lampada che in una brutta. Quindi la cosa più importante è servire il tuo vicino e pensare alla coscienza di Dio che è dentro di te. Si è bene aiutare gli altri, personalmente ho fatto donazioni ad una scuola cattolica in Sri Lanka e altre cose, ma posso io aiutare tutto il mondo? E ridicolo, la cosa più importante è servire il tuo vicino e purtroppo è il proprio vicino che tutti odiano. Come dicono in India il tuo vicino è il tuo nemico, il suo vicino è il tuo amico. Noi dobbiamo cambiare questo e vedere che tutti sono Uno. In questo mondo se non possiamo arrivare a questa comprensione, ci sarà la guerra, perché se sei capace di odiare una persona e non c è la pace nel tuo cuore, puoi facilmente capire che la guerra continuerà. Ma se noi possiamo cambiare uno, cioè noi stessi, sarà come un onda che toccherà altri. Se potessimo intendere la religione più come indicazione di direzione piuttosto che un qualche cosa di assoluto, vedremmo che in tutte le grandi religioni c è veramente il desiderio di alzare la coscienza dell uomo. Questo verrà fatto in diversi modi ma certamente è una necessità per tutti. Non è molto importante la sua definizione; infatti le definizioni non possono dare la comprensione di che cosa sia la Verità. Tutti noi cerchiamo una Verità che ci elevi, che ci renda più espansivi nel cuore facendoci pensare al benessere altrui e la religione dà questo. Tu lo desideri non perché diversamente Dio ti punirebbe ma perché c è un desiderio in te stesso di espandere la tua coscienza, le tue simpatie. Puoi vedere subito se una persona non è espansiva nel cuore, lo noti dal volto, dalla gestualità che è molto chiuso in se stesso. Purtroppo ci sono tante persone così nel mondo. Quindi propongo di basarci sul principio “della direzione”, così noi possiamo lanciare un movimento veramente di pace: senza pensare di arrivare a punti fissi, senza localizzarsi sulle definizioni, piuttosto avere rispetto verso tutti per il semplice fatto che ognuno vuole andare nella tua stessa direzione, ha la tua stessa meta. Le persone sono ispirate quando vedono due cose: quando qualcuno cerca di elevare la sua coscienza e quella degli altri, e quando dimentica sé stesso cercando di includere il benessere dei suoi fratelli anziché lottare gli uni contro gli altri. Su questi due fondamenti possiamo creare la pace sulla terra! OM SHANTI SHANTI AMEN

SWAMI KRIANANDA è un discepolo di Paramansa Yogananda dal 1948 ed ha vissuto con lui gli ultimi tre anni. Yogananda è un maestro indiano che portò in occidente l antica scienza del KRYA YOGA. Trattasi di preziose tecniche di meditazione per i ricercatori di tutte le religioni che cercano la realizzazione dei sé, l’ unione con Dio. Kriananda ha fondato le comunità di Ananda in America e in Italia. Attualmente risiede ad Assisi dove condivide con residenti ed ospiti la sua saggezza.

shantij

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