Assisi 2004: Conclusioni del Meeting per la Pace e l’Uomo Nuovo

  1. Essere Pace tra Scienza e Spirito: Giovanni Tartara
  2. L’UOMO, GLI ANIMALI E IL RESPIRO DELLA VITA: Relazione di Silvia Mazzoleni
  3. Medicina psicospirituale, del Dr. Guido Di Matteo
  4. IL SERVIZIO RESO AL PROSSIMO COME DEMOLIZIONE DELL’EGO: Relazione di Teresa Zarrelli
  5. Intervista al Mandir da Assisi for Peace
  6. Il Meeting del Mandir ad Assisi – La Cittadella, settembre 2004
  7. Assisi “Meeting del Mandir della Pace sul sentiero francescano”
  8. Assisi – Meeting del Mandir della Pace – Tavola rotonda: PACE COME CO-EVOLUZIONE DELLA COSCIENZA
  9. Ervin Laszlo: La Saggezza al Punto di Svolta e la Co-evoluzione della Pace
  10. Poli e Cerbone: Biodiversità, Co-evoluzione e Vandana Shiva
  11. Elena Cerri: Ostetricia, Parto Naturale e Medicina Cinese
  12. Ludovico Galleni: Simbiosi tra Biosfera e Noosfera
  13. Vincenzo Tallarico: Mindfulness e Psicologia Transpersonale
  14. Massimo Srebot: Nascita Naturale e Cultura della Non Sopraffazione
  15. Assisi 2004: Conclusioni del Meeting per la Pace e l’Uomo Nuovo
  16. “Il valore del Lavoro Umano”
✦ Sintesi e Conclusioni: Assisi 2004

Sintesi Finale: Verso una Nuova Nascita dell’Umanità

Meeting del Mandir della Pace · Assisi

La Società Civile come Motore della Pace

D. Cosa sta facendo l’Italia e l’Unione Europea per la pace mondiale? Risponde Prof. Laszlo

Sono gli italiani stessi e gli europei che possono fare qualcosa, è la gente, la società civile che dovrà agire soprattutto…Nei governi tentano, in Europa, di non aiutare: c’è questo atteggiamento di guerra, di “occhio per occhio dente per dente” ed è molto pericoloso. La grande speranza è cosa fà la gente comune di tutte la parti del mondo, cosa è il movimento della pace, i movimenti anti-global o i movimenti sociali: quello è l’importante.

Piccoli Gruppi: Motori del Cambiamento

D. Il professor Lazlo afferma che piccoli gruppi possano produrre grandi cambiamenti, quindi possiamo trarre dalla storia gli esempi che diano più fiducia nella riuscita di questi piccoli gruppi?

Risponde il prof. Laszlo:

piccoli gruppi hanno cambiato il mondo per bene o per male: purtroppo nel 20° secolo i piccoli gruppi hanno cambiato il mondo per male cominciando con il leninismo. All’inizio Lenin era quasi solo era un piccolo gruppo che ha preso potere. Poi Hitler: per cominciare aveva un piccolo gruppo, dopo ha avuto grande potere. Mao e Castro avevano sempre piccoli gruppi…ma abbiamo avuto anche grandi pensatori che hanno cambiato il mondo con il loro pensiero e qui occorre riflettere e vedere come questi piccoli gruppi possano avere il peso politico ed economico. Probabilmente in Europa ci saranno milioni e milioni di persone, ad una prima stima è 80.000.000 di europei che hanno un’altra cultura e che chiamano culturali creativi….. in America ci sono 50.000.000 di adulti cosiddetti culturali creativi.

L’Europa e la Noosfera Pluralista

Risponde il Prof. Galleni:

La domanda sull’ Europa mi tocca particolarmente perché io vivo con grande passione questo momento che è un momento molto delicato di costruzione dell’Unione Europea. Riflettevo proprio sull’ idea della noosfera, di cui parlavo prima, che si può costruire o con un centro solo che si espande e impone un po’ la sua cultura a tutti, oppure con l’aggregazione di più centri. Il tentativo dell’ Europa è un po’ quello di costruire una struttura sopranazionale, partendo dal basso.Viè stato un momento importante: all’ inizio degli anni 50, dopo due guerre terribili e per evitare altre guerre, si propose la “comunità del carbone e dell’acciaio”: mettiamo insieme il carbone e l’acciaio, che erano gli strumenti per fare la guerra e mettiamoli in una comunità sopranazionale e mettiamoli in comune proprio per quelle nazioni che si erano scannate in due guerre, la Germania la Francia e l’Italia.

E’ stato un evento importante; ed è importante anche questo continuo riferirsi agli strumenti che abbiamo di volontà popolare: adesso siamo preoccupati per il referendum della Francia per la costituzione europea, ma questo continuo cercare di costruire una struttura sopranazionale e sempre dovendo convincere la gente e dovendo poi andare a vedere cosa accade, questo è secondo me un evento estremamente importante quindi è la costruzione dell’Europa in sè che è un segno importante.

Il punto è poi quello di riuscire a sviluppare questo progetto: uno dei politici che più hanno lavorato sulle teorie di Tailhard era un africano che è stato presidente del Senegal; egli, proprio riflettendo sulla noosfera, aveva questa idea: occorre costruire per aggregazione, per aggregazione di comunità, di villaggi, di regioni, di stati, che poi a poco a poco fanno nascere più punti e alla fine si può costruire una noosfera pluralista. Altrimenti c’è un centro unico che poi si diffonde da per tutto e alla fine non c’è più la possibilità di incidere. (N.d.r. come nei tumori!)Io cosi mi illudo: una delle speranze che mi rimangono è proprio questa Europa che si costruisce nella diversità, perché poi l’Europa è infinitamente diversa nelle sue varie componenti, ma riesce ad andare avanti in un processo di integrazione che è fondamentalmente un processo di pace.

Il Punto di Biforcazione dell’Umanità

🌀 Dinamiche di Trasformazione

Altro intervento del dott. Cerbone

Il professor Galleni prima parlava di punto di stabilità, mentre il dottor Srebot parlava di questa storia del vomito e di questi segnali che la donna manifestava, io credo che c’ è qualcosa che accomuna questi due momenti ed è in quello che diceva il professore Lazlo all’inizio, che io condivido pienamente: nei processi della teoria della complessità c’è un punto che si chiama biforcazione; biforcazione ha un significato: cioè in quel punto ci deve essere una rottura per trovare un nuovo punto di equilibrio; questo nella meccanica, nel pensiero meccanicistico non è considerato perché si pensa alla prevedibilità del processo; invece nella teoria della complessità non c’è prevedibilità, noi sappiamo che un punto di rottura è un punto di biforcazione, le variabili sono tantissime. Per la donna che succede? (io non parlo come donna parlo soltanto di quello che lei esprimeva prima ) c’è un corpo che si modifica, è una struttura che deve trovare un nuovo punto di equilibrio e lì trovare una nuova stabilità e allora questi sono segni, sono segnali di questo movimento che inizia. Inoltre noi ci siamo presentati come “terapeuta reichiani”, allora noi facciamo oggi una lettura di quello che siamo applicando il concetto e la teoria della complessità, perché c’è una cosa di cui nessuno di noi ha tenuto conto ed è il tempo: i processi sono irreversibili perché il tempo è irreversibile.

Inoltre io appartengo al mondo maschile con la mia specificità, ma parlare nei termini di sentirsi riconoscenti con il femminile che ci ha generato e ricercarne la forza e la creatività per superare il momento di crisi, il punto di biforcazione, significa aprire una novità e non è una novità qualsiasi, è una novità di pensiero culturale, che è in relazione con quello che diceva anche lei rispetto alla stabilità, alla noosfera e alla biosfera. Perché è necessario che si incontrino queste due dimensioni che appartengono a due culture differenti e devono trovare il punto di incontro per andare verso una coevoluzione se no non c’è vita; e non è una questione soltanto di ascolto o non ascolto è qualcosa di altro perché io credo che anche i monaci tibetani hanno la parola: non sono fatti solo di ascolto, l’ascolto è all’interno del processo della parola e senza la parola non c’è l’ascolto. La gestualità fa parte di qualcosa di antico, la parola è il processo più evoluto tra mente e corpo perché noi siamo fatti di tre cervelli: questa è la teoria di Mac Lean: esiste un cervello “rettiliniano”, un c. limbico e la corteccia. Noi oggi possiamo incominciare a discutere e mettere tutti e 3 questi cervelli insieme perché noi siamo delle stratificazioni in co-evoluzione e il tempo stratifica e un geologo lo sa bene: quando va a vedere il terreno può guardare il tempo come ha stratificato, come è passato e sono passaggi evoluti e che creano nuove evoluzioni.

L’Uomo Nuovo e il Destino Cosmico

dott.ssa Marialuisa Grosso

In sintesi, mi sembra che attualmente l’umanità stia vivendo un particolare momento di trasformazione. Se abbiamo superato da poco un punto di biforcazione e le tendenze ci portano verso il tracollo entropico, appare evidente la necessità di una risalita e di strategie nuove per un mondo nuovo. Mi viene in mente Giordano Bruno e l’Uomo Nuovo e il concetto di Giuliana Conforto (fisico nucleare…bruniana ) della Vita come Amore, come energia elettrodebole, che permea e rende coesa ogni cosa nell’universo…E ancora il pensiero di Aurobindo, studioso e maestro della saggezza vedantina, quando dice che “la materia è coscienza addormentata: tutto è coscienza, ancorché non consapevole di sè”.E, se la materia è uno stato dell’energia mi fa piacere soprattutto ricordare con forza Wilhelm Reich, di cui cito testualmente alcuni brani tratti da quel libro sorprendente che è “Superimposizione cosmica”: “L’uomo è, assieme a tutti gli altri esseri viventi, un frammento di energia orgonica cosmica specialmente organizzata”…. E ancora, similmente al pensiero di Teilhard de Chardin: “Poichè l’Io è un frammento di energia orgonica cosmica organizzata, questa piena consapevolezza (individuale) è un passo avanti nello sviluppo funzionale della stessa energia orgonica cosmica”…. “…Pertanto nell’autoconsapevolezza e nell’anelito alla perfezione della conoscenza e della piena integrazione delle proprie biofunzioni, l’energia cosmica diviene consapevole di sé. In questo divenire consapevole di sé, nel conoscere se stessa, nel crescere nella coscienza di sé, ciò che si chiama destino umano è tolto dal campo del misticismo (n.d.r. misticismo inteso come cercare qualcosa al di fuori di sè) e della metafisica. Esso (il destino umano) diviene una realtà di dimensioni cosmiche che si fonde comprensibilmente con tutte le grandi filosofie e tutte le grandi religioni dell’uomo ed intorno all’uomo”

Mi pare che la domanda sottesa ad ogni argomento sia proprio quella di una nuova nascita, un rivolgersi alla saggezza e all’energia del femminino che tutto accoglie e tutto genera e rigenera: il concetto di simbiosi richiama all’idea di un nuovo concepimento, una nuova accoglienza in un “grembo materno”, una mater, materia, matrice che rigeneri e trasformi. Ritrovando le antiche radici della vita che, evolvendo, fin qui ci ha condotto, personalmente sono fiduciosa in una nuova rivoluzione umana, una rivoluzione di coscienze, siamo pronti per un risveglio, per un venire alla luce. E sono convinta che, nato da pochi individui, in un piccolo gruppo, come un diapason, il nuovo pensiero è già patrimonio di tutti. Perchè era già lì come possibilità, pronto come seme da germinare, fin dalla notte dei tempi.

Sintesi curata da Marialuisa Grosso

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📚 Bibliografia Conclusiva: Scienza e Spiritualità

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    Il punto di biforcazione
    Ervin Laszlo · Macro Edizioni
    Un’analisi sistemica sulle crisi globali e sulla possibilità di un salto evolutivo verso una nuova società.
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    Superimposizione cosmica
    Wilhelm Reich · SugarCo
    L’opera che esplora la radice energetica e cosmica della vita, integrando biologia e astrofisica.
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    Il fenomeno umano
    Pierre Teilhard de Chardin · Queriniana
    La visione profetica di un’umanità che converge verso l’unità attraverso l’evoluzione della coscienza.
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    La futura scienza di Giordano Bruno
    Giuliana Conforto · Macro Edizioni
    Un ponte tra l’ermetismo rinascimentale e la fisica moderna per la nascita dell’Uomo Nuovo.
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    La vita divina
    Sri Aurobindo · Edizioni Mediterranee
    Il capolavoro sulla trasformazione della coscienza umana in coscienza divina sulla Terra.

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