
Atlantide come tempio sommerso di Luce
Un viaggio tra mito, archeologia e geofisica alla ricerca della civiltà perduta
Per molti la storia o l’esistenza del continente Atlantide, esistito prima del diluvio universale, è pura fantasia… eppure se ne parla molto e numerose testimonianze ci arrivano da studiosi ed intellettuali. Ciò vuol dire che dietro ad ogni nostra forma di pensiero, dietro ogni nostro modo di dire, si nasconde qualcosa che è andato perduto. Purtroppo, più un evento è cronologicamente lontano e non collocabile in uno spazio temporale ben definito, più viene visto come una leggenda, una fiaba o una favola. Il mito non è fantasia ma un racconto simbolico che contiene una verità. Per la conoscenza esoterica, il mito di Atlantide rappresenta il passaggio verso la nostra razza, la razza aria.
Esamineremo insieme le testimonianze e i resti archeologici attribuiti a questa civiltà antichissima e poi sarà il lettore a decidere se credere o meno all’esistenza del continente perduto.
Il Continente dell’Acqua
Atlantide è il continente che secondo molti studiosi di storia antica è esistito prima del diluvio universale. Si sostiene che gli abitanti di Atlantide fossero dei giganti e che l’atmosfera in cui vivevano fosse un’atmosfera acquosa; non a caso in lingua maya la sillaba ATL vuol dire acqua, forza dell’acqua. Da qui deriva il termine greco atlas, che significa instancabile, da cui la parola atleta. Atlas era il re della Mauritania e si credeva fosse il figlio di Giove. È rappresentato come una divinità che sostiene il globo e questa immagine esiste anche nell’America precolombiana.
In quasi tutte le culture vi è la credenza che il mondo sia iniziato con un diluvio, quello che noi conosciamo come diluvio universale. Troviamo tracce del diluvio non solo nella Genesi ma anche nel Codice Boturini, nel Popol Vuh (raccolta di miti e leggende maya), ne Le stanze di Dzyan (libro trovato in Tibet che descrive tutte le ere dell’uomo nelle diverse umanità) e nel Codice Dresda. Gli Aztechi sostenevano di essere originari di Aztlán, una terra sconosciuta; in lingua nahuatl, Aztlán significa proprio “gente di Aztlán”.
Secondo alcuni studiosi il termine Aztlán deriverebbe dalle parole nahuatl aztatl (airone o uccello dalle piume bianche) e tlan(tli) (posto del): Aztlán vorrebbe quindi dire “posto degli aironi”. Secondo un’altra teoria, deriverebbe dal nome del dio Atlas e significherebbe “vicino all’acqua”. In Messico esiste inoltre un’area chiamata Chichén Itzá che significa “salvati dalle acque”.
L’Ubicazione di un Mito
Oggi esistono molte teorie sull’ubicazione di Atlantide: Mediterraneo, America, Canarie, Mar del Nord. Come mai? Perché Atlantide era tutto; solo nell’ultimo periodo era rimasta di essa un’isola, perciò leggiamo spesso che Atlantide era un’isola. Invero Atlantide era un intero continente, ma nell’ultimo periodo della sua esistenza era solo un’isola poiché aveva già subito molte devastazioni.
Negli anni ’80 del XIX secolo Augustus Le Plongeon, studioso francese, sostenne di essere in grado di decifrare i testi degli antichi Maya in cui vi erano riferimenti al continente Mu (o Lemuria), il continente che sarebbe esistito prima di Atlantide, inghiottito da violente eruzioni vulcaniche. Pochi credettero a Le Plongeon, anche se molti studiosi oggi ritengono che Mu sia effettivamente esistita. Uno di essi è William Niven, secondo il quale i sacerdoti di Mu avevano inviato emissari nella Mesoamerica per insegnare e tramandare una conoscenza segreta e preparare un luogo di rifugio in caso di catastrofe. Questo luogo è con molta probabilità quello noto in molte popolazioni come regno sotterraneo: Agharti, identificato altresì come Shangri-la.
Le Testimonianze di Platone
Se pochi credettero all’esistenza di Mu, per Atlantide fu diverso forse perché ne parlano anche noti intellettuali, in primis Platone. Il filosofo fa riferimento ad Atlantide (o Poseidonia) nei suoi dialoghi Timeo e Crizia.
Nel Timeo Platone scrive che suo zio Crizia narra di Atlantide. Crizia racconta che Solone, grande legislatore e suo antenato, aveva visitato l’Egitto nell’800 a.C. e notò che gli Egizi erano eccessivamente evoluti per quel periodo. Così indusse un gruppo di sacerdoti di Sais a parlare del loro passato; uno di essi asserì che la Terra aveva subito molte catastrofi dovute agli elementi naturali e che proprio nel 9.600 a.C. vi fu una grande catastrofe dovuta all’acqua.
Il sacerdote disse inoltre a Solone che al di là delle colonne d’Ercole esisteva un’isola: Atlantide, grande quanto la Libia e l’Asia messe insieme (intendendo per Libia il Nordafrica e per Asia il Medio Oriente). Nel Crizia Platone continua il suo racconto affermando che fu fondata dal dio del mare Poseidone. Scrive che col passare del tempo l’essenza divina degli Atlantidei svanì per lasciare il posto ad una componente sempre più umana, e Atlantide sparì in un giorno e una notte.
I Luoghi del Mistero e la Teoria di Hapgood
Il testo Gli eredi di Atlantide scritto da Colin Wilson e Rand Flem-Ath è molto illuminante. Gli autori sostengono che siti sacri misteriosi come le piramidi egiziane, cinesi e sudamericane non siano stati costruiti dagli indigeni per motivi locali, ma siano tutti collegati ad una civiltà antidiluviana: Atlantide. I luoghi misteriosi più noti sono l’Egitto, l’America e l’Isola di Pasqua.
Wilson e Flem-Ath sono fautori della teoria di Charles Hapgood (1904-1982) secondo il quale Atlantide era collocata nell’attuale Antartide. Se accettiamo l’idea che la crosta terrestre sia mobile, dobbiamo pensare che prima della catastrofe con cui è nata la nostra civiltà, l’attuale Antartide si trovasse più a nord. Hapgood sostenne che la crosta terrestre può scivolare sotto il peso delle calotte polari portando alla deriva interi continenti. Nel 1952 Hapgood dimostrò, con l’aiuto di Einstein, che il globo un tempo era coperto dai ghiacci, teoria oggi universalmente accettata per l’era precambriana.
James Croll ha dato una spiegazione accettata al fenomeno delle ere glaciali: esse dipendono dall’inclinazione dell’asse terrestre. L’inclinazione dell’asse è oggi di 23,4°, ma c’è stato un lievissimo spostamento recente a causa dello tsunami del 2004.
L’Egitto e il Mistero di Orione
La conoscenza egiziana derivava sicuramente dalla conoscenza atlantidea. Robert Bauval, ingegnere belga ed autore di The Orion Mystery, realizzò che le tre piramidi di Giza riflettono in terra la disposizione delle tre stelle della cintura di Orione. Bauval sostiene che l’ultima volta che le piramidi rispecchiarono esattamente la cintura di Orione fu nel 10.500 a.C., una data che rappresentava probabilmente l’inizio della loro storia.
Anche la Sfinge è orientata secondo la costellazione di Orione del 10.500 a.C. Orione è un’importante costellazione dal punto di vista religioso e spirituale perché si sostiene sia la “patria degli dei”.
Le Americhe e le Analogie Maya
La civiltà Maya ha molte analogie con quella egizia. Entrambe possedevano straordinarie conoscenze astronomiche e costruivano piramidi. In Messico è stato ritrovato un bassorilievo che raffigura una coppia di elefanti sulla stele B del tempio di Copán: come facevano i Maya a ritrarre degli elefanti se essi erano scomparsi da più di tredicimila anni? Ricordiamo che Platone nel Crizia accenna proprio alla presenza di elefanti ad Atlantide.
Tra i vari ritrovamenti misteriosi menzioniamo le sfere di granito della Costa Rica, disposte a volte in gruppi di tre a formare triangoli o lungo le cosiddette ley lines (linee energetiche della Terra). Sia i Maya che gli Egizi avevano un calendario precisissimo; quello Maya, che si ferma al 2012, derivava probabilmente dalla popolazione atlantidea.
Agharti e il Re del Mondo
Con il termine Agharti (o Amenti) si identifica il regno sotterraneo che avrebbe il suo centro in Tibet. La funzione di Agharti è quella di conservare la conoscenza e tramandarla ai posteri e alle persone più evolute. Si dice sia abitata dai sopravvissuti di Atlantide, esseri molto più evoluti di noi, governati dal “Re del Mondo” (identificato come Manu o Melquisedec), il cui centro è la capitale Shamballah.
René Guénon e Julius Evola ci ricordano le innumerevoli leggende sui regni sotterranei. Anche Plinio il Vecchio in Storia Naturale accenna ad abitanti del sottosuolo fuggiti dopo la distruzione di Atlantide. Gli abitanti di Agharti possiederebbero un’energia particolare detta VRIL, una riserva inesauribile di energie universali concentrate. La leggenda di Atlantide e quella di Agharti sono indissolubilmente connesse: un tempio di Luce che, seppur sommerso o nascosto, continua a irradiare la sua antica saggezza.
Forse nessuno potrà mai dire con certezza come fosse formata la Terra prima del diluvio, ma più passa il tempo, più si comincia ad accettare l’idea che noi non siamo stati i primi ad abitarla, e che le tracce di una sapienza perduta attendano solo di essere riscoperte.
📚 Letture consigliate
-
Gli eredi di Atlantide
Colin Wilson & Rand Flem-Ath · Piemme
Un’analisi illuminante sui legami tra i siti sacri del mondo e una civiltà antidiluviana. -
Mappe degli antichi re del mare
Charles Hapgood · Edizioni Mediterranee
Lo studio rivoluzionario sulle antiche carte geografiche che raffigurano il mondo prima dell’era glaciale. -
Il mistero di Orione
Robert Bauval & Adrian Gilbert · Corbaccio
La scoperta della correlazione astronomica tra le piramidi di Giza e la costellazione di Orione. -
Impronte degli dei
Graham Hancock · Corbaccio
Un classico dell’archeologia eretica che ricerca le tracce di una civiltà perduta in tutto il globo. -
Il Re del Mondo
René Guénon · Adelphi
Un’opera fondamentale sul simbolismo del centro spirituale e del regno sotterraneo di Agharti.
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