Ervin Laszlo: La Saggezza al Punto di Svolta e la Co-evoluzione della Pace

  1. Essere Pace tra Scienza e Spirito: Giovanni Tartara
  2. L’UOMO, GLI ANIMALI E IL RESPIRO DELLA VITA: Relazione di Silvia Mazzoleni
  3. Medicina psicospirituale, del Dr. Guido Di Matteo
  4. IL SERVIZIO RESO AL PROSSIMO COME DEMOLIZIONE DELL’EGO: Relazione di Teresa Zarrelli
  5. Intervista al Mandir da Assisi for Peace
  6. Il Meeting del Mandir ad Assisi – La Cittadella, settembre 2004
  7. Assisi “Meeting del Mandir della Pace sul sentiero francescano”
  8. Assisi – Meeting del Mandir della Pace – Tavola rotonda: PACE COME CO-EVOLUZIONE DELLA COSCIENZA
  9. Ervin Laszlo: La Saggezza al Punto di Svolta e la Co-evoluzione della Pace
  10. Poli e Cerbone: Biodiversità, Co-evoluzione e Vandana Shiva
  11. Elena Cerri: Ostetricia, Parto Naturale e Medicina Cinese
  12. Ludovico Galleni: Simbiosi tra Biosfera e Noosfera
  13. Vincenzo Tallarico: Mindfulness e Psicologia Transpersonale
  14. Massimo Srebot: Nascita Naturale e Cultura della Non Sopraffazione
  15. Assisi 2004: Conclusioni del Meeting per la Pace e l’Uomo Nuovo
  16. “Il valore del Lavoro Umano”
✦ Scienza e Conoscenza

La Saggezza al Punto di Svolta: Co-evoluzione e Pace

Meeting “L’Oriente incontra l’Occidente” · Assisi, La Cittadella

🎤 Introduzione: Marialuisa Grosso

Se siamo qui il nostro pensiero è di trovare qualcosa, è di cambiare qualcosa, di trovare o meglio di ritrovare modi e tempi e spazi più vitali, nel senso di più funzionali alle istanze della vita. Ma i tempi i modi e gli spazi che viviamo sono sempre più annodati e ristretti… tra tempi storici e tempi biologici c’è un gap, una frattura che sembra crescere a forbice. Fortunatamente la vita è intelligente e se, nella trappola che abbiamo costruito, il cum-petere per un territorio è sempre più distruttivo, dal suo nucleo stesso nasce qualcosa di nuovo (che in realtà nuovo non è del tutto) e che dal caos ricrea strutture ed armoniche in un processo neghentropico, cioè anti-entropico (la vita è neghentropica nel senso che si oppone al disordine e all’entropia in cui sembra che si muova l’universo).

Che fare? Che fare perchè la pace sia veramente vita e non semplice “non violenza”. Occorre cambiare prospettive, modo di pensare, paradigma. Fermarsi ad ascoltare e trasformare, darsi tempo, perchè questo in fondo fa la vita in un continuo processo di riordinamento e ciclicità: c’è sempre una pulsazione, un ritmo, dalla tensione-carica alla scarica e rilassamento. Se siamo qui è la vita stessa che ci conduce, per ritrovare modi nuovi in un processo evolutivo che vede coinvolta natura e cultura, per partecipare ad un salto di qualità, un salto quantico che, pur nella crisi, anzi, proprio grazie alla crisi, ci conduce al prossimo ciclo, ma un po’ più avanti, in un processo a spirale.

“La dichiarazione di Budapest: la saggezza al punto di svolta”

Il Professor Laszlo, ungherese di nascita e cittadino del mondo di adozione, esperto in Scienze dei sistemi complessi e dei sistemi evolutivi, autore di numerosi libri, membro dell’International Academy of Philosophy of Science e candidato al prossimo Nobel per la Pace, è fondatore del Club di Budapest, organismo internazionale di cui fanno parte 14 paesi e di cui sono membri M. Gorbaciov, il Dalai Lama, Desmond Tutu ed altri personaggi di rilievo.

La sfida al terrorismo e la cura dell’umanità

Dalla “Dichiarazione di Intenti” Laszlo cita: “se vogliamo riuscire a sradicare la violenza nel mondo dobbiamo agire saggiamente, la violenza e il terrorismo non saranno sconfitti attraverso la rappresaglia, basata sul principio “occhio per occhio, dente per dente”. Le radici ultime della violenza sono più profonde della promessa dei terroristi e delle affermazioni religiose dei fondamentalisti. Uccidere un gruppo di terroristi non risolverà il problema: fintanto che le radici non verranno rimosse altri gruppi omicidi cresceranno al loro posto. Il terrore che affiora nel mondo di oggi è sintomo di frustrazione dei sentimenti e di una diffusa sensazione di ingiustizia. Sono tutti sentimenti di lunga data, eliminare il sintomo non cura la malattia. Fin quando le cause non verranno eliminate non ci sarà pace nel mondo, ma solo un incerto interludio tra atti di violenza ed ostilità su scala sempre più allargata.

La gente che frustrata nutre odio e desiderio di vendetta non può interagire in spirito di pace e di cooperazione. Il Club di Budapest ritiene che la saggia risposta alla violenza e al terrorismo sia quella di aiutare i popoli ad essere in pace con se stessi e con i loro simili, vicini e lontani. Promuovere solidarietà e cooperazione nella comune causa dell’equità e della giustizia è l’unica strada possibile verso una pace duratura sulla terra. L’idea è un po’ come voler curare un cancro, si vuole solo eliminare una cellula cancerosa: normalmente non basta, perché ne ricrescono altre, bisogna curare la paziente, la paziente è l’umanità”. Dunque, prosegue il professore, pace come co-evoluzione.

Punti di Biforcazione e Innovazione Culturale

E, come ha introdotto M. Grosso, nella evoluzione c’è sempre un vettore che va in avanti, ha una direzionalità. Tuttavia andiamo verso tale direzionalità in maniera non lineare, molto molto non lineare. L’evoluzione di un sistema complesso è sempre attraverso delle fluttuazioni a non linearità forte, non è mai un processo lineare continuo. Fa sempre dei salti che rappresentano punti di instabilità. Sono punti critici del sistema e dopo questi punti critici c’è un passo in avanti nel prossimo livello del sistema oppure un passo verso il caos, verso la distruzione del sistema: o si ristruttura completamente oppure non esiste più. Nel sistema biologico questi sistemi di ristrutturazione sono mutazioni genetiche. Nel sistema umano sono delle mutazioni culturali, dunque, nuove strutture sociali, una nuova cultura, nuove istituzioni. Questo grande processo va sempre più avanti, in questo momento siamo su un punto critico, perché l’innovazione tecnologica cambia il rapporto tra uomo e natura, cambia anche i rapporti nella società, cambia anche il modo di gestire tali cambiamenti, il rinnovo dei valori e della cultura in senso ampio.

La scelta tra trasformazione e caos

Prima vengono i cambiamenti tecnologici e poi quelli culturali, questi cambiamenti devono essere dominati e allora abbiamo bisogno di cambiamenti culturali, istituzionali, sociali, di rinnovamento. I problemi della pace nascono perché vogliamo gestire la società con idee, istituzioni e con valori vecchi. Abbiamo a che fare con questi salti, che costituiscono un punto critico di questo momento, un punto di biforcazione. Di questi punti di biforcazione abbiamo avuto vari momenti nel passato: dal paleolitico al neolitico, dall’epoca medievale a quella moderna, classica, eccetera. Adesso siamo in un nuovo salto critico, che è molto rapido, non abbiamo più secoli a disposizione, ma dobbiamo risolvere il problema in dieci, quindici anni al massimo, probabilmente nei primi due decenni di questo secolo, trovare la maniera di andare al di là della società industriale per trovare una società basata sull’informazione, sulla democrazia (n.d.r. “Democrazia vera, tale che nasca dal cuore degli individui, non imposta da fuori”) sulla libertà, che coinvolga tutto il mondo, tutti i popoli dell’umanità.

Questo punto critico può essere concepito come una scelta tra due grandi cammini, due traiettorie, una va giù, è una rotta verso il caos, verso la distruzione, verso l’anarchia globale. L’altro possilbile, è una rotta verso una trasformazione positiva nel mondo. Le due vie sono possibili. Anche un paio di anni fa era molto chiaro che ci troviamo su un punto negativo, siamo a questo punto di conflitto. Vi sono due polarità opposte, che non comunicano. Nel mondo in generale vi sono dei grandi contrasti e c’è la possibilità che questa polarizzazione converga nelle violenze, nelle guerre. Qual è la prospettiva per andare avanti? E’ uno scenario di cambiamento.

Oltre lo Tsunami: Una Solidarietà Attiva

E’ possibile creare dei nuovi movimenti, dei movimenti di pace e solidarietà. Come abbiamo avuto dopo l’esperienza dello Tsunami, che dimostra che la società civile è capace di grandi atti di solidarietà, però non è ancora organizzata per manifestare tale solidarietà in maniera attiva, effettiva. Il grande problema di oggi è cambiare, nei prossimi cinque anni dobbiamo trovare il modo di rinforzare questi grandi movimenti di pace, movimenti di dialogo, altrimenti sarà sempre più difficile cambiare rotta. Sono punti di irreversibilità, di non ritorno: sappiamo dove si trovano nella natura, ma non sappiamo dove si trovano nel mondo, nella società. Sicuramente ci sono nella società dei punti di irreversibilità ed ecco che nasce il terrorismo. In mancanza di igiene viene fuori il problema della salute. Dobbiamo agire. La prima idea che viene fuori dal Club di Budapest è agire di fronte a questi problemi. Infatti l’ultimo progetto che lanciamo ora nel Club di Budapest sul livello internazionale è un progetto di “Solidarietà globale dopo lo Tsunami” come mobilizzare la solidarietà prima e non solo dopo le catastrofi. Attraverso internet e la televisione chiediamo alla gente di rispondere con idee costruttive. Qui, per finire, occorre un cambiamento profondo di civiltà.

Dalla visione Meccanicistica all’Holos

Nell’epoca della pietra si aveva una visione mitica del mondo, poi si sono avute le grandi civiltà in India, Cina, Egitto, Babilonia, Mesopotamia, che erano basate sulla teocrazia. A partire dai Greci e dai Romani è sopravvenuta l’idea del logos, della razionalità, di tentare di spiegarsi e di dominare i problemi non attraverso il mito e la teologia, ma attraverso il pensiero, la razionalità umana, che combinata con la grande visione di Galileo e di Newton ha dato luogo ad una visione meccanicistica del mondo, una visione dove si può manipolare l’enorme progresso tecnologico.

Oggi tale visione meccanicistica del mondo favorisce coloro che hanno il potere, che hanno la ricchezza e gli altri soggetti presenti sul mercato non hanno la possibilità di avanzare. Occorre un’altra mentalità, l’holos, ossia una visione più sistemica dell’evoluzione, in modo che tutti i popoli possano evolvere verso una civiltà planetaria. Può essere un’utopia, ma non ci sono alternative. L’unica alternativa sarebbe una società in cui regna il caos. Dunque occorre andare avanti, scegliere la strada per andare avanti, abbiamo bisogno di una nuova etica, basata non solo sull’ambiente, sull’individuo, sull’ego, ma sull’evoluzione. L’etica co-evolutiva è un grande compito, è già tardi, ma non è troppo tardi. Tutti gli eventi come questa manifestazione sono elementi importanti.

🦋 I Sistemi Farfalla

Cosa sono i sistemi farfalla? In un sistema caotico dei piccoli cambiamenti possono produrre grandi effetti. Anche piccoli gruppi possono fare dei grandi cambiamenti. Una famosa antropologa, Margaret Mead dice che non si deve mai dubitare che dei piccoli gruppi possano cambiare il mondo. L’iniziativa di tutti conta oggi per realizzare movimenti di pace e solidarietà, per la comprensione fra popoli (cambiamenti di stili di vita più dei cambiamenti nel mondo imprenditoriale). “Non possiamo aspettare gli altri, ma dobbiamo cominciare noi!”.

Prof. Ervin Laszlo
Fondatore del Club di Budapest · Filosofo dei Sistemi

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📚 Bibliografia di frontiera: Ervin Laszlo

Informatico. Lavora in una società del Gruppo IBM e aiuta nella gestione del sito del Mandir della Pace.
Cura i siti:

Esonet.org – La Tradizione Iniziatica tra Oriente e Occidente e
il sito ufficiale dell’O.M.A.T. – Ordine Martinista Antico e Tradizionale

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