Il valore del Lavoro Umano
Relazione di Giovanni Tartara al Meeting “L’Oriente incontra l’Occidente sul sentiero francescano” (Assisi, Settembre 2004).
(Gn 26, 12)
Leggo nel libro di Mosè non un apologo, ma un fatto storico che esprime l’essenza, il valore del lavoro umano. Ne è paradigma: Isacco ripristinò i pozzi che i Filistei avevano turato, li denominò con gli stessi nomi con cui li chiamò suo padre. Nonostante le contese, Isacco non si fermò all’apparenza del bene, ma inseguì l’invisibile vena che porta ricchezza, il misterioso “essere” del lavoro concesso alla scoperta solo per l’uomo.
Dicono che il lavoro ebbe inizio il giorno della disobbedienza, come castigo. A me non pare. Ogni animale chiede a Dio il suo cibo, senza aver disobbedito; l’uomo lavora senza sosta, è occupato nell’attività quotidiana prevista dal suo programma di vita, senza pena, tranne forse il “gemito del parto” (Rm 8, 22), se lo traduco in esperienza umana.
Il lavoro umano si distingue da quello animale per il pensiero creativo. Se per gli animali il lavoro è istinto e sequenza ripetitiva, per l’uomo è dominazione creatrice. L’uomo è faber: formatore e forgiatore che mette la sua firma sulle opere, rendendo la terra densa di presenza.
ESSENZA TECNOLOGICA: La Salvezza dalla Macchina
La storia del pensiero scientifico è scandita da tre grandi rivoluzioni: la scoperta dell’uomo (pensiero greco), la scoperta della ragione (Umanesimo e Rinascimento) e la scoperta della scienza moderna. Oggi, per l’uomo nuovo, la salvezza sembra venire dalle macchine. La tecnica è considerata intrinsecamente buona perché ci aiuta, rimediando alla fatica e abolendo le distanze.
Tuttavia, questa accelerazione tecnologica ha portato anche alla “confusione delle lingue”. La tecnologia della comunicazione spesso consuma e distrugge la parola, rendendola inconsistente. La vera “tecnologia della carità”, come quella applicata da Gesù, resta invece insuperabile: il male non esiste per essere studiato, ma per essere sconfitto con la potenza dell’amore.
ESSENZA ORGANIZZATIVA: Lo Spirito di Corpo
L’organizzazione è l’energia dell’uomo grande. Quando l’impresa sviluppa il lavoro specializzato applicando il concetto di “organismo”, il lavoro produce ricchezza in modo nuovo. L’azienda diventa un organismo vivente che, come il nostro corpo, vuole informazioni corrette per essere motore di sviluppo.
In questo contesto, il posto di lavoro può diventare un luogo di devozione e d’incontro con Dio, un nuovo tempio della civiltà moderna dove lo spirito di corpo estingue le barriere tra gli uomini, portandoli alla responsabilità comune del creare.
ESSENZA SOCIALE: Libertà e Sicurezza
Il volto politico e sociale del lavoro si basa su due principi: la libertà e la sicurezza. La libertà di agire è la scoperta fondamentale che diventa origine primaria dello sviluppo. La sicurezza economica, d’altro canto, non è solo miglioramento del reddito, ma la dimensione intrinseca di assicurare a ogni persona una possibilità di lavoro autonomo e decisionale.
ESSENZA ETICA: Oltre il Relativismo
L’etica moderna sembra configurarsi come dottrina del dialogo sociale, dove i valori vengono continuamente collaudati. Tuttavia, l’imprenditore ha bisogno di una robusta nervatura morale sostenuta dalla propria coscienza. L’azienda è ricca non perché ha impianti, ma perché sa cavalcare i mercati per dare libertà e benessere, seguendo il principio del “non fare agli altri quello che non vuoi sia fatto a te”.
Realizzarsi nel lavoro è un dovere esclusivo dell’uomo. Quando aspiriamo al lavoro con distacco dal profitto egoistico, diventiamo uomini liberi che Dio ama. È tempo di imparare ad amministrare il denaro e il tempo libero, consapevoli che entrambi vanno coniugati con il verbo “dare”.
📚 Letture consigliate
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La Ricchezza delle Nazioni
Adam Smith
Il testo fondamentale che analizza la divisione del lavoro come sorgente della prosperità nazionale. -
Il contratto sociale
Jean-Jacques Rousseau
Un’opera cruciale sulla libertà civile e l’unione dei membri di una società attraverso il patto sociale. -
La sconfitta di Dio
Sergio Quinzio
Una riflessione profonda sul silenzio di Dio e la crisi della parola nella modernità. -
L’uomo artigiano
Richard Sennett
Un’analisi sulla nobiltà del fare e sul valore del lavoro ben fatto come espressione dell’essere umano.
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