Massimo Srebot: Nascita Naturale e Cultura della Non Sopraffazione

  1. Essere Pace tra Scienza e Spirito: Giovanni Tartara
  2. L’UOMO, GLI ANIMALI E IL RESPIRO DELLA VITA: Relazione di Silvia Mazzoleni
  3. Medicina psicospirituale, del Dr. Guido Di Matteo
  4. IL SERVIZIO RESO AL PROSSIMO COME DEMOLIZIONE DELL’EGO: Relazione di Teresa Zarrelli
  5. Intervista al Mandir da Assisi for Peace
  6. Il Meeting del Mandir ad Assisi – La Cittadella, settembre 2004
  7. Assisi “Meeting del Mandir della Pace sul sentiero francescano”
  8. Assisi – Meeting del Mandir della Pace – Tavola rotonda: PACE COME CO-EVOLUZIONE DELLA COSCIENZA
  9. Ervin Laszlo: La Saggezza al Punto di Svolta e la Co-evoluzione della Pace
  10. Poli e Cerbone: Biodiversità, Co-evoluzione e Vandana Shiva
  11. Elena Cerri: Ostetricia, Parto Naturale e Medicina Cinese
  12. Ludovico Galleni: Simbiosi tra Biosfera e Noosfera
  13. Vincenzo Tallarico: Mindfulness e Psicologia Transpersonale
  14. Massimo Srebot: Nascita Naturale e Cultura della Non Sopraffazione
  15. Assisi 2004: Conclusioni del Meeting per la Pace e l’Uomo Nuovo
  16. “Il valore del Lavoro Umano”
✦ Scienza e Arte della Nascita

La Nascita come Atto di Forza e Consapevolezza

Dott. Massimo Srebot · Direttore Ostetricia e Ginecologia

L’Evoluzione dei Sintomi: La Natura non Sbaglia

Il dottor Srebot è medico, direttore di ostetricia e ginecologia presso il Presidio Ospedaliero di Pontedera.

“Vorrei portare la nostra esperienza di Pontedera, che può avere il valore di una piccola tessera di un mosaico, pero è abbastanza in linea con gli altri contributi e mi sento in linea anche con la relazione introduttiva del prof. Lazlo Parlare di donne come uomo è, non dico imbarazzante, ma particolare e sono perfettamente d’accordo con alcune cose dette da Alessandra Poli relative parto. Personalmente ipotizzo una chiave un po’ diversa: in fin dei conti le prime manifestazioni che ci sono nella donna incinta sono la nausea e il vomito; la stragrande maggioranza delle donne ha nausea e vomito, qualcuna in maniera esagerata, qualche altra per niente. Allora, in termini evoluzionistici, se una certa cosa che si è confrontata per decine centinaia di migliaia di anni con l’ambiente quindi è risultata favorevole in qualche modo, perché ignorare questo dato cercando farmaci, (che poi fra l’altro non esistono), per cercare di cancellarlo, per individuarlo come patologia. In fin dei conti, se fosse stato cosi sfavorevole, si sarebbe estinto: in natura si selezionano cose estremamente sofisticate, quindi perché quelle donne che non hanno nessun disturbo non sono la maggioranza? Invece la maggioranza ha questo tipo di manifestazioni.

Forse (ipotesi…confrontiamoci) nelle decine di migliaia di anni le persone che riuscivano a manifestare che erano incinta (dato che il test di gravidanza in farmacia non c’era!), in qualche modo forse venivano supportate dal gruppo in maniera maggiore fin dall’inizio. In momenti di difficoltà, di confronto con l’ambiente, nella ricerca del cibo, le persone che manifestavano qualcosa di particolare potevano essere supportate meglio e allora questo si è selezionato in positivo; chi non ha dato segno di essere incinta si è selezionato in termini negativi, come se ci fosse un richiamo ad una situazione molto particolare.

Il Travaglio come Richiamo all’Ambiente

E’ una proposta. D’altro canto, e non voglio dare chiavi di lettura di tipo ormonale-neuroendocrino-recettoriale ma semplicemente evoluzionistico, la stragrande maggioranza delle donne partorisce attraverso un travaglio di parto faticoso, doloroso mentre una piccola parte di donne partorisce velocissimamente senza quasi accorgersene. Non credo che ci sia una punizione divina dietro questa cosa, ma una selezione… e allora può darsi che la chiave di lettura sia questa (è una proposta): le donne che si sono rese conto in qualche modo che stava accadendo qualcosa di estremamente importante attraverso sensazioni estremamente forti, e hanno avuto il tempo di trovare la compagnia giusta e il luogo giusto, sono sopravvissute, quelle che, in mezzo alla savana o alla foresta, hanno partorito di colpo senza assistenza hanno avuto invece minor possibilità di sopravvivere.

E’ come un richiamo all’ambiente…Avevo già l’ispirazione ad un certo tipo di lavoro, altrimenti, 22 anni fa, le mie figliole non sarebbero nate in casa, facendo scandalo nell’ ambiente dove lavoravo. Nell’ambiente ospedaliero l’atteggiamento fa sì che si mettano in moto dei meccanismi naturali di rallentamento e di ostacolo al travaglio e all’ espletamento del parto, i quali vengo messi in moto, entro certi limiti, là dove la percezione inconscia è: “questo ambiente non è quello giusto e questa compagnia non è quella giusta; meglio che mi muova a trovare quella giusta, altrimenti come faccio a mettere al mondo un figliolo quaggiù”.

L’Espropriazione del Parto: Oltre la Medicalizzazione

Non sempre ci riusciamo, ma il nostro tentativo è andare in questa direzione favorendo la fiducia delle donne e promuovendo una nascita naturale…(N.d.r. evitando le resistenze inconsce).Tornando un attimino indietro alla storia recente, in fin dei conti negli anni sessanta si manifestò una falsa pretesa di assicurare la salute: sicuramente ci sono dei problemi… la patologia esiste, e su quella è giusto intervenire; è necessario perché oggi non si tollera una selezione della specie che preveda il danno o la morte né del neonato o tanto meno della madre. Però vediamo che l’80% dei parti va proprio liscio come l’olio.

Si è scatenato questo meccanismo: dalla richiesta di supporto da parte della donna (questa naturale richiesta della persona giusta, questo richiamo naturale che c’è dietro e che probabilmente si fonda su una selezione avvenuta decine di migliaia di anni fà), si è evoluta oggi una cultura, ahimè, maggioritaria contro la quale ci scontriamo in questo momento, perdendo, devo dire francamente. Perché se vediamo le proposte di legge sul parto, dall’analgesia in su, c’è tutta una serie di belle cose (magari addolcite con ipotesi di parto a casa) contro le quali non ho nulla salvo un problema di costi e di gestibilità nel pubblico. Quindi, negli anni sessanta si è sviluppata questa cultura : io gestisco la tua gravidanza, gestisco il tuo parto tu mi dai un bel pò di soldini e hai la sicurezza.

Questo ha significato espropriare la donna di una esperienza, a mio giudizio estremamente importante, derubarla con l’inganno vero e proprio della possibilità di dimostrare a sè e agli altri di quanto è capace di fare. Io sono un uomo, quindi se riesco a dirlo io in base alla mia esperienza di lavoro, vuol dire che sento questa cosa come estremamente forte. Io credo, al di là del salto in termini di salute, in quello che si può fare restituendo alla donna questa forza, questa percezione di quanta forza ci può essere nel superare questo tipo di passaggio. Ovviamente c’è una sicurezza, la dove c’è una patologia interveniamo, magari anche nel sospetto di una patologia per l’amor del cielo, non vogliamo incidenti che possano succedere trascurando queste cose, siamo scrupolosissimi.

Una Cultura di Non Sopraffazione

🕊️ Nascita e Pace Sociale

Ma cerchiamo di recuperare questo tipo di manifestazione forte, perché la donna che sarà consapevole di essere forte di questa esperienza, rimanifesterà la stessa cosa nei confronti del figlio, cercherà il pediatra al momento giusto e non per una consolazione che è nefanda perché poi il pediatra le darà un farmaco che al 99% farà del male e quindi si perde in salute. Fondamentalmente dietro questo mio giudizio c’è …(ecco il collegamento con la cultura di pace)….una cultura di non sopraffazione e di non soggezione alla sopraffazione, perché rifiutare di essere dipendenti da una pratica medica vuol dire rifiutare di essere dipendenti da tante altre cose, vuol dire una cultura di non sopraffazione e di non soggezione quindi di rapporto paritario di aiuto: io ti dò il giusto aiuto perché sono capace di farlo, ma se tu riesci ad andare per conto tuo meglio.

Il Professionista come Guida Silenziosa

E’ come se, in questo caso il professionista fosse l’adulto che con un piede da una parte e dall’altra di un fosso aiuta a far scavalcare questo fosso a dei bambini: ci sono quelli che saltano da soli ed è bene che saltino da soli, perché come si toccano vanno nell’acqua, se invece qualcuno ha bisogno semplicemente di un incoraggiamento, glielo diamo; è ovvio che se uno ha bisogno di una mano lo facciamo saltare e quello che non ce la fa lo prendiamo in collo e lo portiamo dall’ altra parte: ma attenzione, perché se il bambino che salterebbe benissimo da solo viene toccato, va nell’ acqua.

La Forza delle Donne per un Futuro Diverso

Così succede con la “malpractise” che frequentemente portiamo indosso. Quindi una cultura diversa un modo, di operare diverso: sono d’accordo e queste cose non si dicono soltanto, si fanno tutti i giorni, faticosamente scontrandosi contro indirizzi diversi, che sono presenti nella stragrande maggioranza dei colleghi, sono presenti nelle richieste della maggioranza delle donne purtroppo anche a causa delle mode, perché, ad esempio, un anno e mezzo fa sono state monopolizzate da un esimio collega delle trasmissioni di domenica, in cui si diceva che il “cesareo” è il miglior modo per partorire.

Ahimè, purtroppo in commissione sanitaria è passata una legge sulla partoanalgesia che è feroce da questo punto di vista e non so come le donne l’abbiano potuta far passare, veramente non so… anche se posso immaginare, ma mi scandalizzo. Penso che noi, invece possiamo partire in tanto grazie a delle ostetriche che ci mettono l’anima e che cercano di dare un contributo attivo e soprattutto dall’esperienza delle donne e dalla forza delle donne che hanno avuto la possibilità di partorire in un certo modo e poi diffondere politicamente e culturalmente un qualcosa di diverso. Perché io credo che… e torno alla piccola tessera di un mosaico grande, apparentemente scollata…penso che anche questo contributo sia nella direzione giusta!

Dott. Massimo Srebot
Ginecologo · Direttore Presidio Ospedaliero di Pontedera

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📚 Bibliografia: L’Arte della Nascita

  • 🤰
    La scientificazione dell’amore
    Michel Odent · Feltrinelli
    Un’analisi fondamentale su come la medicina moderna abbia influenzato il legame primario tra madre e figlio.
  • 🤰
    Per una nascita senza violenza
    Frédérick Leboyer · Bompiani
    Il classico che ha introdotto il concetto di parto dolce, rispettando la sensibilità del neonato.
  • 🤰
    Venire al mondo e dare alla luce
    Verena Schmid · Feltrinelli
    Un manuale di fisiologia e psicologia della nascita per professionisti e genitori consapevoli.
  • 🤰
    La gioia del parto
    Ina May Gaskin · Bonomi Editore
    La testimonianza della più celebre ostetrica del mondo sul potere spirituale e fisico del parto naturale.
  • 🤰
    Il bebè è un mammifero
    Michel Odent · Macro Edizioni
    Un invito a riscoprire le radici biologiche della nascita, liberate dalle interferenze tecnologiche non necessarie.

Informatico. Lavora in una società del Gruppo IBM e aiuta nella gestione del sito del Mandir della Pace.
Cura i siti:
– Esonet.org La Tradizione Iniziatica tra Oriente e Occidente
– http://www.martinismo.eu Il sito ufficiale dell’O.M.A.T. – Ordine Martinista Antico e Tradizionale

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