Poli e Cerbone: Biodiversità, Co-evoluzione e Vandana Shiva

  1. Essere Pace tra Scienza e Spirito: Giovanni Tartara
  2. L’UOMO, GLI ANIMALI E IL RESPIRO DELLA VITA: Relazione di Silvia Mazzoleni
  3. Medicina psicospirituale, del Dr. Guido Di Matteo
  4. IL SERVIZIO RESO AL PROSSIMO COME DEMOLIZIONE DELL’EGO: Relazione di Teresa Zarrelli
  5. Intervista al Mandir da Assisi for Peace
  6. Il Meeting del Mandir ad Assisi – La Cittadella, settembre 2004
  7. Assisi “Meeting del Mandir della Pace sul sentiero francescano”
  8. Assisi – Meeting del Mandir della Pace – Tavola rotonda: PACE COME CO-EVOLUZIONE DELLA COSCIENZA
  9. Ervin Laszlo: La Saggezza al Punto di Svolta e la Co-evoluzione della Pace
  10. Poli e Cerbone: Biodiversità, Co-evoluzione e Vandana Shiva
  11. Elena Cerri: Ostetricia, Parto Naturale e Medicina Cinese
  12. Ludovico Galleni: Simbiosi tra Biosfera e Noosfera
  13. Vincenzo Tallarico: Mindfulness e Psicologia Transpersonale
  14. Massimo Srebot: Nascita Naturale e Cultura della Non Sopraffazione
  15. Assisi 2004: Conclusioni del Meeting per la Pace e l’Uomo Nuovo
  16. “Il valore del Lavoro Umano”
✦ Scienza e Biodiversità

Biodiversità e Co-evoluzione: Una Nuova Economia

Relatori: Ferdinando Cerbone e Alessandra Poli · Intervista a Vandana Shiva

Il dott. Cerbone e la dott.ssa Poli sono psicologi cofondatori del centro “coevoluzione” di Bologna, centro studi di ricerca clinica e formazione Reichiana. Reichiana significa secondo il pensiero di Wilhelm Reich, che fu a suo tempo allievo e collaboratore di Freud e sviluppò per primo l’idea che molti disturbi di tipo psicologico non sono collegati soltanto alla psiche, ma sono radicati nel corpo. Oggi il lavoro reichiano si caratterizza anche per lo studio della teoria della complessità, dei sistemi complessi.

Non è più il lavoro reichiano di 40 anni fa, ma è qualcosa che con il tempo è cresciuto.“Pace come coevoluzione”: intendiamo la coevoluzione come passaggio storico da costruire insieme uomini e donne. Oggi assistiamo ad un impoverimento globale dell’intera comunità. Tutti i processi si stanno consumando e questo è dovuto all’insostenibilità dei modelli di sviluppo centrato sulla logica del profitto e non della condivisione dei beni materiali ed immateriali. Per noi la coevoluzione è il frutto della differenza sessuale di genere che tesse ed imbastisce i fili della comunicazione, permette di aprire la possibilità al nascere di relazioni e può ristabilire un ordine superiore.

Il debito dell’uomo verso il femminile

Per operare in questa direzione è necessario un passaggio storico epocale non semplice e questo invito alla riflessione è rivolto essenzialmente a noi uomini. Oggi è fondamentale riconoscere che noi dobbiamo restituire alle donne ciò che a loro appartiene. Noi uomini siamo debitori dell’amore che le donne ci hanno donato e che noi abbiamo mercificato per ottenere potere. La non sostenibilità dei processi è generato da questo conflitto interno al genere maschile, animato dalla paura del vuoto identitario. L’uomo senza potere non riconosce se stesso, non sente e per sentire e volere deve affidarsi all’opera materna che gli consegna la novità della vita generata. In un tempo lontano le donne ci hanno affidato il loro sapere e noi lo abbiamo manipolato, eppure esse non sono capaci di sentire l’odio e continuano a profondere misericordia ed amore per quel figlio che non è stato capace di trasformare il verbo amore in un processo co-evolutivo.

Abbiamo eretto chiese e credi, ideologismi e dogmi, ma questo non è stato sufficiente ad arginare le nostre paure. Ancora oggi continuiamo a manipolare, imponiamo leggi e dichiarazioni, proclami, non ci sono gli occhi che possono guardare l’altro, il mondo. Siamo prigionieri nella caverna, immersi nel buio della non conoscenza. Non credo che sia un’eresia dichiarare che la donna è la vera incarnazione della Trinità, donna, madre, che genera attraverso il suo sé il nuovo mondo e non abbandona i suoi figli. La saggezza nella donna incarnata, non viene a patto con il potere maschile, perché è altro. Noi dobbiamo riconoscere che il debito contratto e non restituito sta generando conflitti che producono guerra, miseria e smarrimento. Se in questi anni abbiamo assistito, oggi è il momento di agire, ce lo dicono le donne, che non hanno mai smesso di lottare e di rivendicare la loro differenza. I processi si stanno incanalando verso l’entropia.

Questa terra madre incomincia a sentire la fatica dell’opera. Stiamo sfruttando a dismisura ciò che ci viene concesso gratuitamente senza il dono della restituzione. Produrre pace significa muoversi nel corpo proprio verso l’altro, donandosi allo scambio della differenza che crea conflitti ed è questo tipo di conflitti che produce nuova energia e che fa salire la spirale della coevoluzione. Questo genere di movimento la donna lo conosce dall’interno quando vive l’esperienza della maternità.Il Dottor Cerbone, produttore del video che mostra l’intensa e semplice attività delle donne Indiane nelle campagne, intervista Vandana Shiva, direttrice della “Research Foundation for Science,Technology end Ecology”, New Delhi, laurea in fisica con anni di lavoro negli Stati Uniti, un grande cuore umanitario, e soprattutto amore per la Vita.“Le donne Indiane, soprattutto quelle che lavorano nei campi sono depositarie di grandi conoscenze olistiche nel campo della biologia e della biodiversità, sia perché debbono possedere queste conoscenze per poter produrre ciò che mantiene in vita gli esseri, sia perché per cultura, almeno fino ad un recente passato, esse hanno deliberatamente scelto di lavorare in completa partnership con le altre specie.

Vandana Shiva: La Sapienza delle Donne della Terra

Nella cultura Indiana tutti gli esseri compongono un’unica famiglia, non ci sono specie inferiori a quella umana, noi non siamo qui per dominare ma per cooperare con le altre specie, essere in pace con loro, saper riconoscere i loro bisogni e al tempo stesso saper prendere il minimo per soddisfare i nostri. Le donne, come esperte di questa scienza tradizionale, hanno sempre utilizzato tecniche non violente. Il vitello ha abbastanza latte e c’è latte anche per i bambini. La foresta è abitata da una gamma di specie sufficientemente vasta e c’è anche legna per il focolare, in questo modo tutto è sostenibile, perché sempre i bisogni degli altri sono tenuti in considerazione. Dove sta quindi la peculiarità scientifica, tecnologica, economica di tutto questo?

Nella relazione che le donne hanno con la biodiversità, sia a causa della divisione del lavoro che si è storicamente determinata, sia per i caratteri peculiari assunti dalla cultura pluralistica che si è sviluppata in India. Tutto ciò crea il contesto per lo sviluppo di una grande biodiversità, nonostante l’alto numero raggiunto dalla nostra popolazione e di una conoscenza gestita dalle donne, soprattutto dalle donne più anziane. A questo punto cosa succede? Arriva un gruppo di uomini arroganti che pensano: “Io posso possedere tutto questo, io posso manipolare tutto questo, occuparmi di ciò che accade a voi, ai contadini, alle altre specie, purché io possa trarne profitto per un po’”.

🔬 Scienza o Frode?

La ragione che continuo a portare in favore di un modo di vivere più pacifico, più sostenibile, ragione che ho appreso vivendo nella mia società è che quell’altro modo è troppo violento, troppo falso ed ingannevole. Questa gente continua a proclamare di produrre di più, quando in realtà produce di meno, a pretendere di produrre scienza quando non crea che imbrogli, tutta una parte della scienza di oggi non è altro che frode ed inganno, una grande violazione dell’integrità e della verità. Io penso quel che penso e dico quel che dico, perché per me si tratta di qualcosa che riguarda il nucleo più profondo del nostro essere, non stiamo semplicemente parlando di una tecnologia oggi in uso, ma di ciò che consideriamo come la nostra verità più intima, l’essenza della nostra umanità, perché la manipolazione genetica, l’ingegneria genetica e le biotecnologie non riguardano soltanto le altre specie, per quanto anche questo implicherebbe molto rispetto, ma noi stessi, siamo noi esseri umani ad essere manipolati.

Oltre la Sostenibilità: L’Economia della Biodiversità

F. Cerbone: Domanda: Cerbone: Di questi tempi molte persone anche negli ambienti alternativi parlano di sostenibilità, io credo che questo sia riduzionismo. Credo soltanto nella biodiversità, perché penso che la sostenibilità è soltanto una parte della biodiversità. Le ultime posizioni di Jeremy Rifkins un po’ mi preoccupano: parla della necessità di una nuova economia, che deve essere economia della sostenibilità. Io credo, invece, in una economia della biodiversità, che è una cosa diversa.

V. Shiva: Risposta: V. Shiva: “A mio parere, se adottiamo modi di vivere che rispettano la biodiversità ed un’economia incentrata sulla biodiversità come principio fondatore ed organizzatore, la sostenibilità ne discende come una conseguenza naturale, ma se si parte dal concetto della sostenibilità in astratto mancano le basi per definirlo. Da dove viene e che cosa significa questo concetto? Così facendo ci si muove nel miraggio della sostenibilità senza mai raggiungerla”.

F. Cerbone: D: Cerbone: “Questo è molto importante. In Italia come altrove che si sia scoperta la nuova era della sostenibilità; ma che cosa è la sostenibilità se non partiamo dalla biodiversità e dal suo rispetto, per questo dico forse la nuova rivoluzione può venire dalla biodiversità delle donne. Dobbiamo cominciare da lì. Io sono un uomo, ma so di avere una parte femminile, perché quelle sono le nostre radici”.

V. Shiva: R: V. Shiva: “Voglio darle una nostra pubblicazione: “Donne diverse per la diversità”. Umanità significa inclusione del femminile. E’ nel momento in cui si inizia a togliere o a staccare questa parte femminile dagli uomini, ma anche dalle donne che hanno inizio il dominio, la sopraffazione, la violenza, il riduzionismo e tutto il resto. E allora queste cose cominciano a diventare il comportamento dominante non solo degli uomini, ma anche delle donne che imitano gli uomini, che hanno espulso la loro parte femminile”.

Dott.ssa Alessandra Poli e Dott. Ferdinando Cerbone
Fondatori del Centro “Coevoluzione” · Bologna

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📚 Bibliografia consigliata: Vandana Shiva

✦ Scienza e Cultura della Differenza

Alessandra Poli: La Pace e l’Ordine Simbolico della Madre

Il Sapere della Cura e la Politica della Differenza

La dottoressa Poli è psicologa, amica e collega di F. Cerbone, cofondatrice del Centro co-evoluzione.

Co-evoluzione: Guarigione e Opera Materna

“Ringrazio Ferdinando che ha inaugurato questo tentativo di uomo nuovo, di capire che cosa vuol dire oggi, come uomo, il restituire significato alla propria esperienza di essere stato messo al mondo da una donna. Ringrazio anche Marialuisa che ha avuto il coraggio di mettere vicine queste due parole “Pace” e “co-evoluzione”, perché non sempre si riesce ad osare dei piccoli gesti che poi produrranno nel tempo, come siamo tutti d’accordo, delle grosse trasformazioni. “co-evoluzione” nasce dall’analisi dei percorsi energetici che sottendono la sofferenza e la guarigione possibile. Esiste un’opera materna che si fa garante di un’economia relazionale di partecipazione condivisa nel tempo della necessità: un sapere della cura che le donne mettono al mondo come pratica di fare il mondo.

La Politica della Differenza e la Lingua Materna

La politica della differenza sessuale rende visibile la forza della differenza con cui le donne (e quindi gli uomini ne hanno una specificatamente da ritrovare e riconnettere con il debito vitale all’origine della loro vita), praticano dagli anni ’70 una politica che usa le parole della lingua materna, ossia le parole che parlano della realtà, quando il senso e il significato si mantengono radicati all’ordine da cui sono generati e che usano un ordine di riferimento simbolico che tiene uniti il corpo, il sentire, il desiderio e lo sguardo sul futuro ( come quando aspettiamo un bambino/a, lo stiamo già portando nel corpo e gli/le raccontiamo la realtà e il sogno che questa tenera presenza ci comunica strada facendo).Come Vandana Shiva ha detto, questo sapere si costruisce per relazioni e genealogie femminili vissute, dove il sapere della cura e sulla vita, non si basano su sostenibilità neutra o di parte, ma sulla responsabilità di rendere possibile la vita nelle sue relazioni funzionali e primarie che intrecciano le esistenze, nello scambio libero, regolato dalla lettura amorevole della possibilità che per ognuno/a rende accettabile la vita.

Pace oltre la Parità Neutra

Pace in questa prospettiva, significa riconoscere gli obiettivi determinati dalle differenti necessità, nello sbilanciamento, nella necessità, che è il contrario naturale della parità e dell’uguaglianza neutre; la differenza sessuale garantisce perché ci allena a passare attraverso gli scacchi e ai conflitti. Per evolvere occorre passare attraverso agli scacchi e ai conflitti, perché questo è nell’ordine di un percorso evolutivo. Per evolvere bisogna passare attraverso momenti di trasformazione non definiti, quindi non idealizzabili nè valutabili con la certezza di prospettive esterne, momenti in cui occorre stare nei vuoti di senso, sapendo però che la relazione imbastisce continuamente tra me e l’altro/a il possibile nuovo.

Dalla rimozione alla vita: Le Madres della Plaza de Mayo

Questo stare nell’abbraccio delle relazioni, anche in attesa che il significato si generi, è il procedimento che le donne garantiscono al mondo da sempre e che le rende nuove ai percorsi politici. Imparare a confliggere, in questa prospettiva, significa partire dalla vita e non dalla sua rimozione: come le “madres della Plaza de Majo” insegnano con la loro pratica. Anni e anni di presenza nella piazza per far vedere che i loro figli e figlie non sono morti – dato che sono spariti/e – e che loro rinascono dall’esperienza che questa nuova generazione stava facendo di lotta per una vera libertà dal potere. Le “madres” dicono: noi ci siamo e voi potenti fate i conti con noi e con la cultura che cresce dai nostri corpi che camminano, le nostre vite che invecchiano nelle relazioni tra noi e tra noi e il mondo che ci conosce e ci incontra.Le donne algerine, in mezzo alla barbarie degli stupri e delle violenze, hanno costruito delle relazioni di visibilità.

“Cominciate da me”: Il principio di auto-regolazione

Le guerre sono pensate e agite dagli uomini: pace significa vedere come le donne vivono la pace mentre ci sono le guerre.”“Cominciate da me!”- Consapevolezza e nascita non violenta: il principio di auto regolazione.

Dott.ssa Alessandra Poli
Psicologa · Cofondatrice del Centro Co-evoluzione

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📚 Bibliografia per una Cultura della Differenza

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    L’ordine simbolico della madre
    Luisa Muraro · Editori Riuniti
    Un’opera cardine del pensiero femminista sulla necessità di riconoscere l’autorità simbolica della madre.
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    Io, tu, noi. Per una cultura della differenza
    Luce Irigaray · Bollati Boringhieri
    Riflessioni sulla soggettività femminile e sulla costruzione di relazioni basate sul rispetto della differenza.
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    Bambini del futuro
    Wilhelm Reich · CUEN
    Sulla prevenzione delle nevrosi e lo sviluppo dell’autoregolazione naturale nell’infanzia.
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    Terra viva. La mia vita in difesa della biodiversità
    Vandana Shiva · Aboca Edizioni
    La biografia di una donna che ha fatto della cura della vita e della terra la sua missione politica.
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    La funzione dell’orgasmo
    Wilhelm Reich · SugarCo
    Il testo fondamentale di Reich sulla natura dell’energia vitale e il suo radicamento nel corpo.

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Cura i siti:

Esonet.org – La Tradizione Iniziatica tra Oriente e Occidente e
il sito ufficiale dell’O.M.A.T. – Ordine Martinista Antico e Tradizionale

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