Vivere come un Fiore di Loto: Scienza e Vedanta con G. Venkataraman

Società e Cultura

Vivere come un Fiore di Loto: Scienza e Vedanta

Dialoghi sulla spiritualità con il Prof. G. Venkataraman

Domanda: Come si fa a vivere nel mondo “senza essere del mondo”?

Risposta del Prof. Venkataraman: Credo che la domanda essenzialmente significhi: “Come si fa a vivere senza attaccamenti?”. Prima di rispondere, dovrei spiegare perché sorge questa domanda. Essa nasce dalla conoscenza delle Sacre Scritture, del Vedanta, che parla della rinuncia agli attaccamenti.

Oggi molti studenti sono tagliati fuori dalle loro radici spirituali. Il distacco è una virtù, mentre l’attaccamento non è solo un peso, ma un vero e proprio “intasamento spirituale”.

Lo Spirito Umano e la Scienza

La parola “spiritualità” ha molto a che fare con lo “spirito”. Anche un ateo riconosce lo spirito umano come la forza che spinge l’uomo a superare i propri confini, a conquistare l’Everest o svelare i misteri del Cosmo. Tuttavia, molti scienziati liquidano la spiritualità perché non segue le regole della scienza materiale.

Io sono un fisico, e vi dico che la Spiritualità è la Scienza dello Spirito. Essa possiede una sua metodologia di esplorazione, di analisi logica e di verifica delle ipotesi, affinata da menti eccelse per millenni.

Il Vedanta: L’Antica Scienza dello Spirito

Le mie risposte si basano sul Vedanta, una filosofia che ha ispirato grandi scienziati come Erwin Schrödinger e Brian Josephson (entrambi Premi Nobel). Il Vedanta ci insegna che l’anima individuale (Jivatma) risiede in un corpo, ma è parte dello Spirito Universale (Atma).

Il Jivatma è come l’aria in un palloncino: fino a quando il palloncino esiste, l’aria è intrappolata. Ma quando scoppia, l’aria interna si mescola immediatamente con quella esterna, libera.

Liberare l’Anima dal Palloncino

Vivere nel mondo senza esserne del mondo significa rinunciare all’attaccamento affinché l’Anima possa unirsi all’Atma e godere della Beatitudine eterna. Se restiamo legati al corpo, subiamo l’altalena della dualità: piacere e dolore, successo e fallimento.

La formula è semplice: mentre siete sulla Terra, fate ciò che dovete fare, ma non attaccatevi ai frutti delle vostre azioni. Questo ci porta al concetto chiave.

La Parola Chiave: Equanimità

Molti si chiedono: “Come può un responsabile di un’azienda non essere attaccato al proprio lavoro?”. La risposta risiede nell’atteggiamento: “Farò del mio meglio e lascerò il frutto interamente a Dio”. Questo significa praticare l’Equanimità (Samabhava).

Nella Bhagavad Gita, Krishna raccomanda fortemente l’equanimità come il migliore di tutti gli Yoga. Vivere come un fiore di loto significa proprio questo: essere nell’acqua (nel mondo) senza permettere all’acqua di bagnarci (di influenzare la nostra pace interiore).

Bibliografia Consigliata

L’arte di vivere senza farsi influenzare dal mondo è la meta suprema di ogni ricercatore spirituale.


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