Tavola Rotonda “Israele-Palestina”

  1. Tavola Rotonda “Israele-Palestina”
  2. Assisi 2000: Scienza Vedica, Fisica Nucleare e la Particella di Dio. Relazione di G. Lavorgna
🕊️ Dialogo e Pace

Gerusalemme: Oltre la “Berlino” del Terzo Millennio

Tavola Rotonda Israele-Palestina · Assisi, Luglio 2000

«Gerusalemme non deve diventare la Berlino del 2000, ma il centro della tolleranza, della fratellanza e della pace universale.»

In un clima suggestivo e coinvolgente, pervaso da un profondo senso di universalità, il Lyrick Theatre di Assisi ha ospitato nel luglio del 2000 un incontro storico. Nell’ambito del meeting “L’Unità nella Diversità”, promosso dal Mandir della Pace, si sono confrontati Nemer Hammad (Delegato Generale dell’Autorità Palestinese in Italia) e Amos Radian (Ministro Plenipotenziario dell’Ambasciata d’Israele).

L’Incontro di Assisi: Un’Atmosfera Superiore

Ad Assisi non ci sono “diversi”. Qui tutto sembra diffondere l’incomparabile spiritualità della pace. Mentre le luci del teatro illuminavano il palco, un ideale fascio luminoso sembrava far risaltare solo i due protagonisti, mettendo in ombra tutto il circostante. Il loro contraddittorio, espresso con rispetto e passione, ha alimentato in tutti i presenti una trepidante aspettativa: quella di veder prevalere i valori interiori sugli egoismi e sugli interessi di parte.

Il Genoma della Fratellanza

Se la biologia ci insegna l’inesistenza di differenze genetiche reali tra gli esseri umani, esiste un “genoma non biologico” ancora più potente: quello della fratellanza. È questo il legame che unisce uomini di tutte le razze, fedi e culture, ed è l’unico strumento capace di accompagnare i grandi cambiamenti e le azioni di riscatto.

Popoli Fratelli in una Terra Comune

Palestinesi ed israeliani non sono solo “cugini”, come spesso amano definirsi, ma popoli fratelli. Sono accomunati dal destino, dalla storia e dalla cultura della fede, uniti in una striscia di mondo dai rigidi confini naturali che li stringono in un abbraccio ineluttabile. La fratellanza tra questi popoli, vicendevolmente oppressi ed oppressori, deve rappresentare l’obiettivo primario dell’umanità intera.

Proprio qui ad Assisi, luogo natale di quel San Francesco che ha fatto della fratellanza un sentimento universale, il tentativo di dialogo si è specchiato nelle grandi speranze globali. Nonostante il peso del passato, fatto di morti e diffidenze, la volontà di ricercare i fili che conducono alla pace si è dimostrata più forte degli estremismi e degli integralismi.

«Dobbiamo riuscire ad isolare “Caino”, evitare che la mano fratricida colpisca ancora. Gerusalemme deve rappresentare il simbolo mondiale della convivenza, il centro della tolleranza universale dove nessuno può imporre veti.»

Riflessione di Nunzio Buongiovanni
Assisi, Meeting “L’Unità nella Diversità”

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