Ayurveda, “Scienza della Vita”. Il Principio Vedico della salute -Relazione di Bruno Romano

Assisi 9/9/2005-Mandir della Pace”L’Oriente incontra l’Occidente per costruire una civiltà di Pace

Tema della Tavola rotonda:La guarigione fisica e spirituale attraverso la trasformazione dell’animo umano

Intervento di Bruno Romano
Vorrei fare solamente alcune considerazioni riguardanti sia il tema specifico del mio intervento, che quello più generale del Convegno. Per far questo, ho scelto una parola chiave di ciascun tema, che spero ci porterà a chiarire alcuni principi fondamentali dei testi classici e della Scienza Tradizionale che formano il corpo dell’Ayurveda. Dal tema del mio intervento ho scelto la parola “salute” e dal tema del convegno quella di “anima” o “spirito”.
Comincio con il dire che nella lingua vedica la parola “salute”, così come noi la intendiamo, spiegandola con il concetto negativo di “assenza di malattia”, non esiste. Per indicare la salute si usa un altro termine: “swasta”, che si può tradurre come “equilibrio”. Questo termine indica, senza alcun dubbio, un funzionamento ed un rapporto armonico di tutti gli organi del corpo e di tutte le funzioni vitali, ma ha anche implicazioni ben più vaste. Infatti l’equilibrio del quale parliamo è un equilibrio del fisico, della mente e dello spirito. Questi tre elementi sono come le tre gambe di un tavolino che, se non sono perfettamente uguali faranno costantemente vacillare tutta la struttura ad ogni minima scossa, rendendola instabile. Non è possibile quindi avere una buona salute fisica se questa non è accompagnata da una mente stabile e da un animo felice. Ovviamente esistono una serie di prescrizioni di condotta, igieniche ed alimentari che riguardano il mantenimento di uno stato ottimale di salute fisica. Ma, tra le raccomandazioni dei testi classici ci sono molte raccomandazioni che riguardano uno stato di serenità mentale. Siamo così a familiarizzarci con la seconda gamba del nostro tripode, la mente.
Se per la scienza moderna la mente è un concetto astratto, che non appartiene alla materia, ma al mondo delle idee, per l’Ayurveda invece, questa è composta di materia sottile (sooksma). La mente elabora i dati che vengono dai sensi e ci rende in grado di interagire con l’esterno. Le percezioni sensoriali non hanno la possibilità di svolgere alcuna funzione quando la mente non è attiva, come durante lo stato di sonno. Gli stati di coscienza sono dunque determinati da questo elemento di materia sottile del nostro corpo e sono sostanzialmente tre: Veglia, Sonno profondo e Sonno con sogni.

Inoltre, il modo in cui la mente interpreta i dati dei sensi, non è sempre uguale, ma cambia, a seconda delle qualità individuali (guna) innate o acquisite per motivi familiari, sociali, ambientali etc… Per meglio intenderci, possiamo paragonare la mente ad un vetro posto davanti ad una fonte luminosa: il vetro può essere perfettamente trasparente (satwa), oppure colorato di rosso (rajas) o di nero (tamas). A seconda del colore assunto, la mente interpreterà in modo diverso gli stimoli dei sensi, reagendo in modo adeguato alla propria colorazione. Abbiamo così la diversificazione dei caratteri individuali, con persone che tendono ad esperienze spirituali e ad una vita pura e sincera, altre che sono di natura irrequieta e battagliera e che hanno l’azione come scopo principale della propria vita ed infine, persone più riflessive, che amano la quiete ed il riposo, non amano primeggiare e rifuggono da impegni e responsabilità. Parlare del colore della mente, anche se è una metafora, ci è utile per ricordarci che stiamo sempre parlando di materia. Il carattere e la formazione intellettuale dell’individuo hanno quindi una base nella materia di cui egli è composto.
La mente si identifica con le cose con le quali entra in contatto, per questo riflette il colore delle sue qualità innate o acquisite.
La luce che la mente riflette come un vetro colorato è quella dello Spirito, terza gamba del nostro tripode. Come con il colore, la mente è totalmente identificata con la luce dello spirito e per questo, a volte, nei testi classici si nomina l’una per l’altro. Al contrario della mente, che è sempre mobile a causa della sua colorazione e del suo identificarsi con gli stimoli dei sensi, l’anima invece è un motore immobile, frazione di un’Anima Cosmica che, imprigionata e riflessa dalla mente, sembra individuale ed espressione del proprio ego.
Solamente se l’energia dello spirito si può irradiare liberamente attraverso la mente (rendendola felice di ciò che riflette), il corpo, libero da tensioni, preoccupazioni, infelicità e dolore, può raggiungere il suo stato di salute perfetta.

shantij

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