Assisi – Meeting del Mandir della Pace – Sezione “Il Dialogo della Pace”
I venti di guerra soffiano in tutte le stagioni e continuamente si vede crescere il seme della distruzione. La vita e la morte sono congiunte in indissolubile sposalizio, l’una sostenendo l’altra, a compimento del ciclo. E così succede anche nella storia della progenie umana, impegnata in una altalenante opera di Distruzione e Ricostruzione.
Sappiamo tuttavia che una nota legge della fisica recita che in natura nulla si crea, nulla si distrugge ma tutto si trasforma, ad indicare che l’evoluzione universale e, tanto più quella umana, ha il compito di far progredire la sostanza di tutte le cose, trasformandola di continuo, fino a distillarla in “Materia Spirituale”, in modo che sprigioni la luce celata ed illumini il creato di sublime coscienza.
Questo è dunque il cammino a cui noi tutti siamo chiamati. Noi tutti che aborriamo la guerra; eppure siamo incapaci di eliminarla o di fermarla quando la spada del potere viene sguainata da quei signori che in nome della pace scatenano la “bestia”. Non ne siamo capaci perché non riusciamo a convergere sotto il vessillo della inclusività e dell’amore incondizionato e divenire realmente “l’Umanità Una”.
Troppa è la separatività che ci accompagna nel vivere quotidiano ed alimenta i nostri sogni di carriera, i nostri desideri di conquista del posto più alto. Troppo è l’egoismo che induce a chiuderci nei nostri castelli, sollevando il ponte levatoio. Eppure dovremmo conoscere che non ci sono scorciatoie; che la via va percorsa fino in fondo, passo dopo passo, con pazienza e perseveranza, equipaggiati di Buona Volontà.
Ma che cos’è la buona volontà? È quella risorsa umana che produce azione convergente. Significa trovare punti d’incontro e riunire gli sforzi per aggregarsi nel paziente lavoro di trasformare le miserie e le sofferenze fino a renderle un amalgama coeso con cui cementare i mattoni della speranza. Significa operare per la pacifica convivenza dei Popoli della Terra che si riconoscono vitalizzati dallo stesso sangue ed animati dalle comuni istanze di libertà e uguaglianza.
Se non saremo capaci di Trasformare la nostra vita in esperienza di crescita, se non riusciremo a cambiare il segno dei nostri rapporti da separativo in unificante, allora continueremo a servirci delle guerre come inevitabile strumento di cambiamento. Noi esseri umani possiamo e dobbiamo imparare che, tra il bene e il male, esiste un punto equidistante che si chiama Innocuità; che tra l’amore e l’odio vi è la Tolleranza.
Se sapremo coltivare queste virtù del “giusto mezzo”, potremo far fiorire sentimenti di comprensione e rispetto sempre più duraturi e fondare, sulla loro stabilità, la vera Fratellanza dei Popoli.
Edoardo Conte
Presidente Fraternity
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