Cesare Frassinetti: Economia del Profitto, Economia del Dono

✦ Società, Pace e Diritti

Economia del profitto, economia del dono

Riflessioni di Cesare Frassinetti sul superamento del capitalismo verso una società della gratuità

“La vera misura della giustizia è la condizione degli ultimi e l’utilizzo delle risorse nel quadro delle compatibilità ecologiche.”

Il dibattito socio-culturale dei nostri tempi si divide essenzialmente in tre posizioni: chi difende lo status quo, chi crede in piccoli miglioramenti marginali e chi, invece, avverte l’urgenza di cambiare radicalmente la società. Le statistiche sulla distribuzione della ricchezza parlano chiaro: meno del 18% della popolazione mondiale si appropria dell’86% delle risorse, lasciando al 20% più povero appena l’1%. Questa macroscopica ingiustizia delinea una situazione obiettivamente insostenibile.

Eppure, gli opinion makers occidentali continuano a propugnare l’idea che tale struttura sia naturale, o che la ricchezza dei pochi possa, prima o poi, “gocciolare” verso il basso (il cosiddetto trickle-down). Al fondo di questa visione risiede l’egoismo, il self-interest di smithiana memoria, elevato a unico movente dell’azione economica.

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Dalle asimmetrie del Capitale al Capitale Cognitivo

Il capitalismo ha dimostrato una capacità camaleontica, trasformandosi dal modello mercantile a quello industriale, fino all’odierno capitalismo cognitivo, alimentato dalla rivoluzione informatica. Tuttavia, la domanda antica riemerge: perché chi detiene il capitale accumula ricchezze esponenziali, mentre chi lavora muore spesso nel disagio? Nel capitalismo cognitivo, dove il valore è creato dall’intelletto generale — ovvero dall’intelligenza collettiva prodotta dall’umanità — appare ancora più ingiusto che il profitto sia quasi esclusivamente appannaggio dell’imprenditore.

Non è scritto in alcun luogo che la ripartizione della ricchezza debba seguire solo le dinamiche di potere del “libero mercato”. L’intraprendenza va riconosciuta, ma non sacralizzata a scapito dei bisogni reali della collettività.

📖 Nota dell’Economista
Mentre i grandi giganti transnazionali programmano la nostra vita nell’ottica del massimo profitto a breve termine, la necessità di una programmazione democraticamente partecipata è l’unico strumento per assicurare un equilibrio fra i bisogni umani e le compatibilità ecologiche.

Il Terzo Paradigma: La Gratuità come Fondamento Sociale

Per superare l’attuale sistema è necessario un cambiamento profondo dell’essere umano. Il razionalismo funzionale ci porta a considerare gli altri in funzione dei nostri interessi, trasformando l’Io nell’ombelico del mondo. Al contrario, la crescita della nostra identità avviene solo attraverso la capacità di dono che riusciamo a esprimere nella relazione con gli altri, a cominciare dagli ultimi.

In sociologia, si sta affermando il “terzo paradigma”, secondo il quale il legame sociale si costruisce non solo sul calcolo individuale o sull’interesse collettivo imposto dallo Stato, ma sulla dimensione del dono e della gratuità. Nessuna struttura sociale durerebbe a lungo senza elementi di fiducia e reciprocità umana, intesa come “indebitamento di tutti verso tutti” in un rapporto tra uguali.

“Solo un soggetto che mangia può essere per l’altro: questo essere per l’altro è possibile solo nella donazione del pane che io stesso mangio.” — Emmanuel Levinas

Verso un’Impresa del Bene Comune

L’economia deve muoversi verso l’obiettivo centrale di rispondere alle necessità di vita di tutti. Questo richiede di cambiare la finalità stessa dell’impresa: non più la massimizzazione del dividendo, ma la qualità del soddisfacimento dei bisogni reali. Il codice civile andrebbe riformato in tal senso, riducendo l’egemonia dell’economia sulla società per renderla uno strumento del Bene Comune.

Questo percorso non parte da zero: esiste già un “arcipelago” di attività nel terzo settore e nell’economia solidale che si riconosce in questi valori. Ogni mano che si unisce a questa massa critica è la benvenuta per costruire una “terra promessa” dove l’incontro con l’Altro sia il cuore dell’agire economico.

Relazione presentata da Cesare Frassinetti al Meeting di Assisi (2003) organizzato dal Mandir della Pace, Sezione Etica ed Economia.

📚 Letture consigliate

  • 📘
    Totalità e infinito
    Emmanuel Levinas · Jaca Book
    L’opera fondamentale sul volto dell’Altro e l’etica della responsabilità.
  • 📗
    L’economia civile
    Stefano Zamagni · Il Mulino
    Un manifesto per un mercato che non escluda la reciprocità e il dono.
  • 📙
    Il pane del cammino
    Arturo Paoli · La Meridiana
    Riflessioni sulla condivisione e la spiritualità dell’impegno sociale.
  • 📘
    L’economia del dono
    Luigino Bruni · Città Nuova
    Dieci sogni per un’economia più umana e relazionale.
  • 📕
    L’invenzione dell’economia
    Serge Latouche · Bollati Boringhieri
    Una critica radicale alla religione del profitto e della crescita infinita.

Vedi Biografia e Impegno per la Pace

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