Assisi – La famiglia umana sui sentieri della Pace

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🌍 Società, Pace e Diritti

La Famiglia Umana sui Sentieri della Pace

Meeting del Mandir della Pace (Assisi, 2003)

«Gloria a Dio in cielo e pace in terra agli uomini che egli ama». Con questo canto di lode la lieta notizia della nascita di Gesù di Nazareth, Salvatore, Cristo e Signore (Lc 2,11), viene annunciata ai pastori. Così l’evangelo di Luca, quasi fin dalle sue prime pagine, ci introduce al tema della pace, un tema tanto caro a tutta l’umanità.

È provvidenziale che all’alba del terzo millennio e, significativamente oggi, qui ad Assisi, ci fermiamo a considerare con meraviglia “la Famiglia umana sui sentieri della pace”. Il tema generale di questo Meeting: “L’Oriente incontra l’Occidente: Insieme per la pace nel terzo millennio”, promosso dalla Fondazione “Il Mandir della Pace”, lancia davvero un forte invito a spalancare i nostri cuori ed estendere i nostri sguardi per scoprire quel mondo nuovo e quella umanità nuova che spesso emergono in molti angoli del nostro pianeta, in modo quasi invisibile, talvolta anche nell’infuriare delle guerre e delle sofferenze di ogni genere.

In questi ultimi anni assistiamo anche ad un sorprendente moltiplicarsi di libri attorno al tema: “Educazione alla pace e alla solidarietà”. Sarebbe realmente irrealistico lasciare alle Forze Armate il monopolio istituzionale non solo della guerra, ma anche della pace. La famiglia umana sui sentieri della pace è un titolo attraente che dice tanto e che allo stesso tempo suscita tante aspettative nel cuore.

La mia professoressa di antropologia filosofica, Suor Ernestina Marchisa, spesso sottolineava: «Non vediamo l’umanità camminare per le strade, ma vediamo uomini e donne, persone umane». Fin dall’inizio voglio sottolineare che parlerò della famiglia umana costruita da singoli (fratelli e sorelle, voi ed io), del nostro impegno quotidiano irto di fragilità, di gioie, di dolori, di successi e, soprattutto, di sforzi lodevoli che, a livello personale e comunitario, stiamo portando avanti, convinti che la pace è tanto un impegno quanto un dono.

Fissando lo sguardo sul clima di speranza che si respirava a Genova prima dello scoppio della violenza (G8), possiamo domandarci: se basta così poco per distruggere la pace e la speranza, quale tipo di autoeducazione alla pace siamo chiamati ad assumere? Di fronte a innumerevoli violenze ci viene spontanea la domanda: sono cose che stanno avvenendo nel nostro pianeta o sono cose di un altro mondo?

L’urgenza delle situazioni a livello planetario richiama l’attenzione ai problemi del mondo in modo proporzionale alle responsabilità di chi governa le singole nazioni. La storia, e soprattutto i profeti e i saggi di ogni tempo, hanno testimoniato coi fatti che è indispensabile trasformare il modello di vita, non solo nei suoi aspetti economici e di interdipendenza tra le nazioni, ma anche e soprattutto partendo da una diversa “maniera” di stile personale nel vivere e considerare sé stessi in rapporto a tutto ciò che ci circonda.

È veramente commovente che l’ideale della pace stia assumendo tinte diverse secondo il contesto culturale nel quale uomini e donne di buona volontà stanno portando avanti scelte concrete. L’impresa della pace sembra un sogno, una “utopia”. E segni nuovi spuntano oggi nelle nostre scuole, nei nostri centri di lavoro, nelle nostre famiglie, negli ambienti in cui “ci siamo” per promuovere la pace. Segni nuovi di maggior apertura per realizzare il sogno dell’unità; quell’”Ut Unum Sint” che bruciava il cuore di Gesù è vivamente stimolante anche ai nostri giorni. La rete dell’amore di Dio Padre avvolge il mondo e invita l’umanità ad entrare sempre più in un dialogo d’amore. Oggi questo dialogo si esprime con il linguaggio della pace, frutto di una conquista quotidiana e dell’impegno per costruire armonia anche in mezzo ai contrasti.

Una Comprensione Biblica della Pace

La parola ebraica che indica la pace è Shalom, dal significato di wholeness (interezza) o well-being (benessere). Siamo abituati ad usare Shalom come un saluto o come un addio, ma fondamentalmente fa riferimento a pienezza, salute totale, prosperità totale. Qualsiasi cosa che contribuisce al benessere può essere espressa in termini di Shalom. Esso avvolge la totalità delle benedizioni di Dio su una persona che appartiene alla comunità dell’alleanza. In una comunità dove regna lo Shalom, esistono armonia e opportunità di crescita per ciascuna persona.

Nei testi di Isaia (2,4) e Michea (4,3-4) viene espresso nel modo migliore il significato di Shalom: quando le nazioni si sottometteranno al regno di Dio non ci sarà più guerra, non ci saranno più addestramenti alla guerra e non più industria di guerra. La conseguenza sarà il ritorno a un semplice stile di vita pieno di pace, e l’interesse non sarà più quello di accumulare molto, ma di far crescere le relazioni interpersonali. Un altro significato di Shalom è l’assenza di guerre fra le nazioni (1 Samuele 7:14).

La Bibbia offre vari spunti per collocare la pace in un orizzonte sempre più vasto, come: pace e sicurezza (2 Re 20:19); pace e verità (Zaccaria 8:19); pace e giustizia (Isaia 32:16-18 e Salmo 85:10). La pace è il frutto della giustizia. La vera pace, come afferma il profeta Geremia, richiede una conversione sincera (6:13-16).

«Vi lascio la pace, vi do la mia pace»
— Gv 14,27

Con la venuta di Cristo, la parola pace assume un nuovo significato: la pace è un dono che i discepoli di Gesù possono offrire agli altri (Mt 10:12-13). Per l’Apostolo Paolo, eminente teologo e maestro dell’evangelizzazione, la pace è concordia (Rm 14:19). Paolo esorta i suoi a vivere in pace con tutti (Rm 12:18-19). La persona di Gesù, la sua comunione intima e profonda con suo Padre, il suo essere pienamente guidato dallo Spirito e la sua missione totalmente dedicata al bene delle persone, la morte che lui ha abbracciato per l’umanità e la sua risurrezione, continuano a proporci un messaggio di pace e di amore. Vista nell’ottica di Cristo, la pace assume connotazioni ben marcate: essa va ben oltre l’assenza di guerra e caos; è la retta relazione con Dio e con Cristo, è una relazione retta fra persone, è uno stato personale di tranquillità e serenità.

Educazione alla Pace e Metodologia

Un permanente processo di educazione alla pace esige programmi educativi che promuovano la “cultura della vita”, incluso il rispetto per la dignità umana, l’armonia, la pace, la giustizia e i diritti umani. Non si può sognare un’era di pace senza assumere l’esigenza di costruire comunità caratterizzate dallo spirito di servizio e dalla condivisione delle risorse.

Una delle finalità principali dell’educazione alla pace è la formazione di un uomo “non violento”, che abbia cioè fiducia in sé e negli altri; che sappia intervenire in modo creativo e personale nella realtà che lo circonda per modificarla nel senso dell’umano; che si impegni a risolvere attivamente i conflitti senza violenze e prevaricazioni, ma facendo leva sulle risorse costruttive già presenti; che sappia operare nel quotidiano con collegamenti più ampi nella dimensione mondiale; che sia sempre alla ricerca della verità senza darla per scontata o rivendicandone l’esclusivo possesso. Per l’insopprimibile dimensione etico-politica, l’educazione alla pace è sempre, al contempo, educazione al cambiamento e alla giustizia, alla solidarietà e alla convivialità planetaria delle culture e dei popoli.

La metodologia deve saper incorporare approcci formali e non formali e allo stesso tempo ininterrotti. Le strategie devono essere interdisciplinari e devono abbracciare la persona nella sua totalità, tenendo conto che la pace è più che un insieme di conoscenze e una ampia relazione. L’uso massimo ed intelligente della ricca eredità informatica per informare e formare aprirà un affascinante campo da esplorare per il proseguimento della pace. L’uso dell’e-mail e di Internet può offrire un servizio rapido, degno e notevole per essere collegati in rete e raccontare che “ci siamo anche noi”, con i nostri piccoli passi.

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Dialogo Interreligioso e Culture Autentiche

Le molteplicità di pressioni che il nostro secolo sta vivendo esigono una maggior mobilitazione delle risorse delle grandi religioni per il dialogo e la pace. Stiamo acquisendo una rinnovata consapevolezza che le religioni hanno una rilevanza nella misura in cui sono in grado di lavorare insieme per l’umanità, oltrepassando i pregiudizi del passato. Jørgen S. Nielsen mette in evidenzia l’importanza di reinserire la religione come fattore di riconciliazione e sviluppo della comunità.

Il lavoro in rete su religione e società che l’UNESCO sta incoraggiando proietta nuova luce sul ruolo della religione per la costruzione di una cultura di pace. A tutti i livelli la famiglia umana deve sentire l’esigenza di considerare la religione come un fattore serio. Spinti dal bene comune, tutti noi abbiamo il dovere di affrontare le sfide e di lavorare per la pace, lottando contro ogni forma di ingiustizia. Il grande successo che il Buddismo ha avuto viene attribuito al suo messaggio profondamente umano: Shakyamuni, il fondatore, vive nella memoria dei suoi fedeli come messaggero di pace e il suo messaggio annuncia perdono e riconciliazione assoluta.

Quante volte ci siamo resi conto che alcuni luoghi meravigliosi di pace si trovano in zone poco sviluppate, dove le persone vivono in armonia fra loro pur con un semplice pasto al giorno. In molti casi, la povertà materiale crea uno spazio nei cuori che apre verso l’altro nel rispetto, nell’amore e nella condivisione. In queste regioni l’umanità sta tracciando sentieri autentici di pace, quella che esprime la vera sete per la giustizia e la gioia che viene dallo Spirito Santo (Rm 14:17). Sarebbe stato ideale avere oggi un rappresentante di quelle regioni a parlarci; forse ignorerebbe di essere considerato un esperto di pace, ma lo è perché tessere relazioni di pace è una realtà che vive nel suo quotidiano.

Testimoni sul Sentiero

Madre Teresa di Calcutta, grande ambasciatrice di pace, seminava pace nei cuori dei suoi poveri. Con le sue parole emblematiche «Works of love are works of peace» (i lavori d’amore sono lavori di pace), Madre Teresa ha conosciuto il segreto di far nascere la pace in molti cuori.

Signore,
tu sai che non mi occupo di armi.
Desidero soltanto
essere tuo strumento
nel portare pace al mondo.
Mio Signore,
dove c’è la pace
le armi non hanno importanza.
Dove c’è la pace
la gente si può amare
come tu ci ami.
Dacci la pace,
o Signore,
e fa’ che le armi siano inutili
in questo mondo meraviglioso.

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