La religione come «ri-unione» dell’uomo con Dio nel Tempio dell’«Uno», sulle vie del Cristo Cosmico
di Maria Gabriella Lavorgna · Una riflessione sul legame tra spirito, fede e l’essenza universale del Cristo
Prima di passare alle riflessioni che il tema in oggetto comporta, vorrei precisare la differenza sostanziale che esiste tra Religione e Spiritualità.
La parola Religione, che viene dal latino re-ligio = ri-legare, quindi ri-unione, si riferisce ad un credo, in termini fideistici, elaborato dall’uomo in conseguenza di una rivelazione divina. In virtù di questo, rappresenta lo strumento di intermediazione tra l’uomo e Dio, tramite regole, dottrine ed insegnamenti da lui stesso dettate.
La Spiritualità invece, quale motore dell’Essere, segue i dettami che gli giungono dalla scintilla divina presente nel suo Sé interiore e quindi rappresenta l’intima e diretta relazione con Dio. Comunemente si pensa che “spiritualità” significhi meditare su Dio, visitare luoghi sacri o praticare riti devozionali, ma questo non è il significato corretto del termine.
Spiritualità significa distruggere la natura animale nell’uomo e risvegliare la sua consapevolezza Divina; implica il riconoscimento del fatto che le molte capacità che abbiamo provengono dallo Spirito e non dalla mente e quindi utilizzarle per ottenere forza spirituale, significa riconoscere che tutti i poteri vengono dal Divino.
Nei tempi moderni è evidente che l’umanità e i suoi popoli, se vogliono sopravvivere, si trovano davanti alla sfida del destino di compiere nuovi, grandi o piccoli “salti di qualità” o passi evolutivi. Ora i tempi sono maturi per separare la sfera dello spirito dalla materia: il mondo fisico, di cui percepiamo l’esistenza tramite la percezione sensoriale, da quello metafisico, comprensibile a livello coscienziale grazie all’intuizione.
Il Salto di Fede e la Coscienza Cosmica
L’insieme delle coscienze individuali costituisce la “Coscienza Cosmica”, ovvero l’emanazione della fonte di ogni conoscenza, ossia dell’Assoluto, inesauribile risorsa di un’Energia intelligente a cui ogni essere vivente può attingere.
È tempo che l’uomo faccia un “salto di fede”, che sfidi ciò che non conosce, senza la recinzione della difesa dietro cui oggi si barrica, superando le barriere del pregiudizio e della diffidenza, con una disponibilità predisposta alla ricerca della Verità. La Chiesa di oggi ha bisogno dello spirito e del coraggio di Giovanni XXIII, che convocando il Concilio Vaticano II aprì le porte della Chiesa ad un cambiamento radicale e alla rinascita.
Il Cristo Cosmico e la Via Interiore
Il “Cristo Cosmico” offre una via reale per percorrere questa strada. I cercatori della verità – cristiani, mistici e alchimisti – hanno affrontato molto chiaramente tali percorsi di perfezionamento. Anche molti altri esseri umani hanno fatto esperienze in questa direzione in maniera più o meno consapevole.
Gesù, il “Cristo Cosmico”, rappresenta il segnale che da allora anche gli uomini possono riacquistare di nuovo le loro caratteristiche originarie e dimenticate, e che è venuta l’ora di riparare agli stravolgimenti ormai diventati pericolosi. Lui poté riunire in sé il legame che è alla fonte originaria del senso della vita – Dio – con una coscienza umana altamente sviluppata. Lui è stato l’uomo che fu in grado di dimostrare in maniera consapevole che «il regno di Dio è dentro di noi».
L’Etica e l’Amore Universale
Il progresso verso la Pace inizia col far emergere dalle coscienze quel bisogno di solidarietà e amore cui ogni essere umano anela, nel rispetto e nella tolleranza delle reciproche convinzioni. Un livello di questo percorso è in primo luogo l’amore “verso il prossimo come verso se stesso”. Amare se stessi significa riconoscere il proprio compito all’interno della propria cerchia.
L’amore si collega all’insegnamento del Cristo, perché è la sua principale caratteristica, legata alla Sua saggezza. Anche la via della “buona azione” o della “buona novella” rende comprensibile la via cristiana nei suoi effetti interiori ed esteriori, ed il Perdono come arma consapevole per una cultura di Pace. Gesù ha mantenuto le regole etiche fondamentali, perché l’uomo normalmente “miete quello che ha seminato”. Lui però, anziché porre l’accento sulla legge esteriore, ha posto la responsabilità in maniera più forte nel singolo.
All’ideale di cattolicità globale il misticismo di Francesco D’Assisi può offrire un contributo notevole e positivo. Queste motivazioni trovano una sintesi concreta nella realizzazione artistica della statua di San Francesco che il “Mandir della Pace”, la Fondazione da me presieduta, ha recentemente donato al Comune di Assisi.
Mahatma Gandhi lo ha così definito: «La vita di San Francesco è la copia simile a quella di Cristo. Se san Francesco è l’essenza del cristianesimo, allora io sono cristiano».
Il superamento dei dogmatismi religiosi è l’unica strada percorribile per giungere ad una spiritualità universale che unisca tutti i figli dello stesso Padre. Il messaggio eterno di tutte le religioni è la realizzazione del Sé: qualunque sia il credo, lo scopo essenziale della Religione è di aiutare l’essere umano a sviluppare il suo più alto potenziale.
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