La Torre di Babele: Evoluzione dei Paradigmi Scientifici e Frammentazione del Sapere

✦ Scienza e Filosofia

La Torre di Babele: Evoluzione dei Paradigmi Scientifici

Relazione del Prof. Claudio Cardella – Docente di Fisica, Università di Roma “La Sapienza”.

Il vero nome della torre di Babele era Etemananki, e con ogni probabilità era una grande piramide a gradini, una ziggurat, ma diversa dalle altre e molto più imponente. Gli architetti avevano concepito quell’edificio come una sfida al firmamento. Nelle intenzioni dei suoi costruttori, Etemananki sarebbe stato un testimone della grandiosa sapienza di quella gente ed era destinato a svelare ogni arcano e sbalordire quelli in grado di decifrarne il codice.

Quei costruttori, paradossalmente, vinsero la sfida con la loro stessa sconfitta: l’incapacità di conciliare una vasta mole di dati eterogenei in una struttura semplice, sembra aver generato una tale “confusione delle lingue” da ostacolare il compimento dell’impresa e avviarla al fallimento. L’uomo sembra non poter fare a meno dell’assoluto. Perlomeno alcuni uomini, gli emuli dei costruttori di Etemananki, che in ogni epoca hanno tentato di racchiudere tutto lo scibile in un’opera totale.

“La Babele delle lingue non ha risparmiato nessuna di quelle opere: la ‘parola d’ordine’, il codice, è sempre, inesorabilmente andato perduto.”

Il Linguaggio come Oggetto Frattale

La nostra mentalità, condizionata da un’epoca frettolosa, analitica e superficiale, non ha più voglia di decifrare alcun Etemananki, e forse ne ha perduto per sempre la capacità. Il linguaggio, con un pizzico d’immaginazione, può essere ritenuto un oggetto frattale perché è simile a se stesso ad ogni livello. A ben considerare, ogni concetto è un Etemananki e ancor di più se, come avviene, comporta un’infinità di elementi.

Successivamente, per nostra comodità, lo tronchiamo in modo da renderne più agevole la rappresentazione sulla nostra personale mappa del mondo. Questa possibilità di ridefinire continuamente ogni concetto arricchisce la nostra libertà di scelta e conferisce significato al libero arbitrio. È quasi impossibile sfuggire agli inganni che il linguaggio è sempre pronto a tenderci e che rendono così difficile la comprensione. Spesso le parole eludono il controllo della nostra consapevolezza, diventando origine d’innumerevoli lutti e impedimenti all’avanzamento della civiltà.

Soggettività e Teoria della Conoscenza

Esiste un’oggettività distinta dal soggetto conoscente, oppure i nostri organi sensoriali forniscono immagini che noi poveri illusi ci ostiniamo ad analizzare, scambiando il nostro sogno per la realtà esterna? In fondo l’unica realtà di cui possiamo affermare con assoluta certezza l’esistenza siamo noi stessi. Il “penso dunque sono” resiste ad ogni assalto ed è l’unico fondamento incrollabile a nostra disposizione per costruire una teoria della conoscenza.

Tuttavia, l’Io è un’entità troppo complicata perché sia assunta tal quale come punto di partenza. Dovremo perciò sostituire l’Io con delle entità più semplici e maneggevoli, che chiameremo assiomi. Sarà dunque l’insieme degli assiomi ammessi a formare la base su cui edificheremo la nostra teoria della conoscenza. Comprendere significa attribuire, a ciò che veniamo conoscendo, la medesima certezza che possiede il nostro Io intuitivo.

Paradigmi Scientifici come Strumenti di Potere

Nascono così i paradigmi scientifici. La nostra visione scientifica del mondo non è altro che la nostra interpretazione attuale dell’idea di natura e di realtà. Un paradigma scientifico è un linguaggio formale, un modo di ragionare intorno ai fenomeni sensibili. Ma a differenza di un linguaggio comune, un paradigma è il più delle volte un linguaggio specialistico ed è appannaggio esclusivo di un ristretto gruppo d’individui.

In altre parole, diventa uno strumento di potere, perché la concatenazione delle idee è regolata da un codice conosciuto solo dagli appartenenti alla “comunità scientifica”. La creazione di nuovi linguaggi specialistici si traduce spesso in una perdita di cultura comune, frammentando la conoscenza e nascondendola in una babele labirintica ove, come nel giardino dei sentieri che si biforcano di Borges, è difficile tornare indietro.

L’Arte come Linguaggio Universale

Per questo l’arte è da sempre ritenuta la più alta espressione dell’umanità. Essa costituisce un linguaggio immediatamente fruibile e che non decade nel tempo, pur essendone il fedele testimone. A differenza della frammentazione scientifica, l’arte mantiene l’unità del messaggio attraverso i secoli.

📚 Letture consigliate per approfondire

  • 📘
    La struttura delle rivoluzioni scientifiche
    Thomas Kuhn · Einaudi
    Il testo fondamentale per comprendere la nascita e il crollo dei paradigmi scientifici.
  • 📘
    Finzioni
    Jorge Luis Borges · Adelphi
    Include “Il giardino dei sentieri che si biforcano”, citato dall’autore.
  • 📘
    Logica della scoperta scientifica
    Karl Popper · Bollati Boringhieri
    Un pilastro della filosofia della scienza e della critica all’induttivismo.
  • 📘
    Linguaggio e realtà
    C.H. Waddington · Tecniche Nuove
    Riflessioni sulla natura dei concetti e dei linguaggi simbolici.
  • 📘
    L’ordine del tempo
    Carlo Rovelli · Adelphi
    Un esempio moderno di come la fisica debba confrontarsi con i limiti del linguaggio.

Relazione del Prof. Claudio Cardella
Assisi, 2001 – Convegno “L’Unità nella diversità: Insieme per la Pace”

Vedi Biografia e Impegno per la Pace

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