L’Insegnamento dei valori umani nelle scuole di Sai Baba

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L’Insegnamento dei Valori Umani nelle Scuole di Sri Sathya Sai Baba in India

Relazione del Prof. Giuseppe Tartara al Meeting di Assisi (14 settembre 2002)

Stiamo vivendo l’Era tecnologica in cui il Regno di Dio diventa il Regno dell’Uomo. Lo sviluppo delle scienze e della tecnica, la rivoluzione industriale e sociale diventano la contraffazione della Novità annunciata all’uomo come salvezza (Lc 2,10): il Battesimo non ha più ragione di esistere perché il peccato è stato cancellato, e invece la Tecnologia ha ragione di esistere e continuare perché va considerata la miracolosa salvezza dell’uomo. Essa porta le vaccinazioni che aumentano le difese immunitarie, il telefono che abolisce le distanze, la televisione che rende partecipi sull’istante agli eventi del giorno, il processo industriale che scopre nelle energie latenti del lavoro ricchezza e tempo libero, l’energia nucleare come unica fonte energetica senza emissione di carbonio.

La Tecnologia può essere considerata il Deus ex machina come nella tragedia greca, quando la storia s’impigliava nella macchinosa complessità della psiche umana e i meccanismi facevano scendere dall’alto il dio della salvezza; può essere considerata il Vitello d’oro come nella follia del deserto, quando una massa di schiavi s’impegnava a diventare popolo per vie autonome, senza Dio. Il mondo moderno, sedotto dal fascino della tecnologia, contraffà l’annuncio della novità salvifica cristiana. La “tecnologia” applicata da Gesù fu di prendere su di sé il peccato e, morendo sulla croce, come scrive Paolo (Rm 6,4), cancellarlo. Dunque non è più peccato e, con lo svuotamento magico del peccato, non è più possibile prendere sul serio il male. L’attesa del ritorno è delusa dalla storia che decreta la “Sconfitta di Dio”. L’uomo di oggi che vuol vivere la novità tutta nel presente, senza scrupoli, anche con l’accelerazione della tecnologia, torna a ripetere che la salvezza viene dalla macchina, che il benessere e la felicità cui aspira fin da principio viene dal vitello d’oro, dalla ricchezza, dalla libertà.

Sembra casuale che le scienze umane, dopo aver caratterizzato l’uomo in base all’uso degli utensili (homo faber), all’uso del cervello (homo sapiens), al possesso del linguaggio (homo loquens), alla coscienza della morte (homo moriens), invece di tenerlo in tensione sul problema della vita lanciato nel futuro, lo richiudano in se stesso, lo ritornino all’homo faber, al tecnologo come in un ciclo di morte. Siamo, in effetti, in un’era nuova; è l’Età dell’Acquario che segna l’apertura delle menti a cose nuove per le quali fino a ieri l’uomo non ha saputo aprire gli occhi. In quest’avventura prende senso sia la presenza di Sathya Sai Baba in mezzo all’umanità e sia il suo insegnamento come Maestro.

«Maestri, Studenti! Se l’uomo vuole progredire, se vuole raggiungere la salvezza ha bisogno di conoscenza e di austerità.»

La conoscenza che vi porterà più velocemente verso questa nuova Era è di due specie: quella relativa al mondo esterno e quella relativa al mondo interiore. La prima vi permette di guadagnare la vita, la seconda di capirne il significato. Mi chiederete quale sia la vera conoscenza. Vi rispondo che non si può chiamare vera conoscenza quella data col tipo di educazione che ricevete oggi nella scuola e nelle università. Quest’educazione vi aiuterà a vivere decorosamente, dallo spazzino fino al Primo Ministro; tutti lavorano per vivere. Ci sarà differenza nella posizione e nel ceto, ma tutto ciò che faranno sarà connesso con il mondo materiale. La conoscenza di Dio porta invece l’uomo alla sua destinazione finale.

L’uomo occidentale, mal interpretando la rivelazione cristiana, ha perso di vista la sua natura di radice Divina, libera, non imperfetta. Ciò che è imperfetto è la nostra capacità visiva, la nostra incapacità nel riconoscere la Verità. L’uomo ha la possibilità, anzi il dovere, di raggiungere la perfezione di Dio. Non è una bestemmia. Non si tratta neppure di un’altra filosofia, piuttosto di una liberazione totale che rende possibile l’Avvento del Regno. Questo è il programma educativo di Sathya Sai Baba.

Come Sathya Sai Baba intende la Scuola

In gran parte del mondo sono in atto processi di riforma e, talvolta, di radicale ripensamento dei sistemi educativi. Questo interrogarsi sulla scuola va ben oltre la riconsiderazione di alcune condizioni di fatto; suggerisce l’idea che oggi si sia offuscata la cognizione del valore, della funzione, della finalità della scuola. I giovani che erano arrivati a considerare la scuola come un male necessario, ora la subiscono come un male, e per giunta inutile, di fronte al quale è giusto ribellarsi.

A quest’era tecnologica Sathya Sai Baba dà una risposta radicale. Gli scambi culturali e le rapide comunicazioni, che rendono evidente l’interdipendenza tra le persone, chiedono che l’uomo dimostri, sempre di più, di essere l’erede della ricchezza morale dell’intera umanità, rappresentata da quei valori che sono il denominatore comune di tutte le tradizioni religiose, culturali, etiche, filosofiche e giuridiche nel mondo. I valori di base sono: la Verità, la Rettitudine, l’Amore, la Pace, la Non-violenza. Coltivarli significa gettare le fondamenta per la costruzione dell’uomo nelle cinque componenti strutturali: fisica (faber), intellettuale (sapiens), emotiva e psichica (loquens), spirituale (vivens / moriens).

Questo è l’impegno della scuola impostata da Sathya Sai Baba, per la formazione del carattere e della personalità della gioventù indiana. L’educazione attuale mira a fare dello studente un capo di famiglia e un cittadino, ma non gli dà il segreto di una vita felice. Con queste parole Sai Baba pone l’accento sul vero significato dell’educazione che è far giungere alla felicità. Ogni essere, a qualsiasi razza appartenga, qualunque fede professi, desidera essere felice. Ma la felicità non è, come può dire un pessimista, la cessazione di un dolore o il conseguimento di benessere materiale. La voce di Sai Baba si leva per dire che l’uomo è in sé beatitudine, che il bisogno di felicità viene da un duplice stimolo: l’imprinting, che riguarda la dimensione interiore, e l’expressing, che è quella esteriore.

Per questo l’uomo, dalla giovinezza alla vecchiaia, in modo permanente, ha bisogno di educazione per capire che l’erudizione, la ricchezza, il potere, la condizione economica e sociale elargiscono unicamente gioie, piaceri, glorie terrene. La felicità è il frutto dello sviluppo dell’interiorità. La formazione è richiamare tutti al proprio dovere, è insegnarci che la strada per la felicità non sarà giusta se non porta al rispetto, all’amore, alla coscienza del proprio dovere, cioè ai valori umani.

Sathya Sai Baba non crea quindi scuole ad esclusivo scopo religioso, ma il suo impegno è di elevare tutti alla vita spirituale. L’istruzione è un’attività cui dedica tutto se stesso al punto di sentire i ragazzi Sue creature. È venuto principalmente per loro, che rappresentano il futuro. Il cambiamento che sta apportando potrà apparire ancora lento ma è profondo perché il suo aspetto sottile mira al Carattere della persona e all’Amore universale. Insiste su questi due aspetti importanti, utilizzando pratiche spirituali come la meditazione, la preghiera di ringraziamento e di lode, che dirigono la mente lontano da pensieri futili. La disciplina e l’amore sono le cose più importanti.

La scuola di Sai Baba mira ad una duplice trasformazione: addestrare l’individuo al processo di autocultura creativa e costruire una società basata sulla collaborazione e sull’amore. Quello che conta è il carattere morale degli uomini che la costruiscono, guidati meno dalla ragione e più da una personalità che riveli l’anima umana.

La Formazione del Carattere

Il fine della saggezza è la libertà, il fine della cultura è la perfezione, il fine della conoscenza è l’amore, il fine dell’educazione è il carattere: l’impronta che sulle monete dà valore. Esprime l’impegno a dar senso alla propria personalità, parola in cui è colata la nozione di persona insieme con la forza che le è donata per costruire se stessi, dare il volto dell’uomo che dentro si agita per uscire allo scoperto.

Sai Baba invita a trovare quella forza che fa uscire dall’impasto caotico della vita e dire finalmente che il caos si è fatto ordine. Considerare la vita come bene di proprietà e valutarne il senso, la ricchezza, la potenza creativa significa compiere il miracolo della unificazione, passare dall’esistenza-ombra all’esistenza-immagine, capire e trascendere nel carattere la loro significativa unità, superare lo stato di dualità e raggiungere la pace. La purezza del pensiero è indispensabile per snidare le apparenze. La forza della volontà è indispensabile nel lavoro da iniziare con prontezza, continuare con pazienza, terminare con perseveranza.

Sai Baba dice che s’incontrano disarmonie nel comportamento, soprattutto dei giovani, scattate dalla mente e dal corpo a diversi livelli:

  • A livello fisiologico: quando l’attività motoria è antagonista all’attività di pensiero o quando gli ormoni si sviluppano prima della stabilità mentale.
  • A livello emotivo: per le sensazioni di paura, collera o depressione che offuscano la percezione.
  • A livello mentale: se l’attività di pensiero eccede sull’attività fisica, facendo dimenticare lo sviluppo dei muscoli.
  • A livello psichico: quando affiorano problemi dall’inconscio che possono essere risolti solo grazie alla dimensione spirituale.

I rimedi si trovano nell’educazione ai Valori Umani. Essi non possono essere imposti, ma devono essere aiutati ad affiorare dall’interno. Un bambino che ha fatto l’esperienza della calma interiore sa cosa significa molto più di cento discorsi. Grazie ai valori impara a conoscere se stesso, a non disperdere energie in sensi di colpa e a considerare ogni situazione un’occasione per apprendere.

La Forza e il Senso dell’Amore

L’Amore è indispensabile per rivelare il senso della giustizia, della non-violenza e della tolleranza. È la virtù che aiuta ad espandere la coscienza, favorendo l’integrazione nella società. La vita piena di alti e bassi può diventare faticosa per un uomo debole, ma per un uomo forte ogni ascesa è una gioia e ogni discesa un gioco. È una questione di carattere, di perfetta armonia tra corpo, mente ed emozioni nutriti d’amore.

Valore è tutto ciò che rende la vita degna di essere vissuta. I valori umani fondamentali per Sathya Sai Baba sono:

  • Verità (Sathya): Onestà, obbedienza, disciplina, perdono, umiltà.
  • Rettitudine (Dharma): Dovere, pulizia, puntualità, giusta condotta.
  • Amore (Prema): Gentilezza, simpatia, amicizia, carità, empatia, misericordia.
  • Pace (Shanti): Disciplina, autocontrollo, concentrazione, integrità, armonia.
  • Non-violenza (Ahimsa): Compassione, comprensione, altruismo, responsabilità, bontà.

La pratica di queste categorie conduce all’armonizzazione della personalità. Con l’azione giusta si mantiene il corpo sano; con la verità si sviluppa l’intelligenza; con la pace si equilibrano le emozioni; con l’amore si espande l’energia potenziale; con la non-violenza si manifesta lo spirito dell’uomo. L’amore nel pensiero è verità; l’amore nell’azione è giustizia; l’amore nei sentimenti è pace; l’amore nella comprensione è non-violenza.

«Il processo educativo è dunque il processo che permette l’esplicitarsi della perfezione latente nell’uomo.»

I Cinque Valori Umani

La Verità (Sathya)

È il primo principio della vita, il respiro stesso delle creature. Esistono due tipi di verità: una soggettiva, percepibile dai sensi, mutabile come il corpo; l’altra oggettiva, percepibile dal cuore, permanente e immutabile (giustizia, moralità, compassione, umiltà). L’umanità dell’uomo è la sua verità. Essa non è una formula astratta, ma un’esperienza vitale, un incontro con il senso definitivo delle cose. Lo Spirito è verità, colta con la Meditazione e la Preghiera.

La Retta Azione (Dharma)

La verità in azione è rettitudine. L’azione è indispensabile, ma se il pensiero è ispirato dal desiderio, l’azione non sarà retta. Se invece il pensiero ha come sostegno la verità, allora avremo l’azione giusta. Essa deve svolgersi secondo tempi, modi e luoghi giusti, connessa al ruolo sociale di ciascuno. Se ognuno compisse il proprio dovere secondo il proprio ruolo, l’armonia e la prosperità non mancherebbero.

La Pace (Shanti)

È lo scopo ultimo di ogni sforzo umano. Spesso l’uomo è agitato perché si tormenta pensando al futuro o ricordando il passato. La pace dipende dalle emozioni: se conosciamo noi stessi, possiamo controllarle. L’equilibrio perfetto si ottiene riconoscendo la caducità della vita. Niente fuori di noi può darci o farci perdere la pace; essa dipende solo dal nostro sistema emotivo individuale.

L’Amore (Prema)

È il comune denominatore. L’amore nelle parole è verità, nelle azioni è rettitudine, nei sentimenti è pace, verso tutto è non-violenza. È il filo che tiene insieme le perle di un rosario. L’amore è assenza di egoismo. L’umanitarismo è la consapevolezza di essere tutti fratelli. L’amore è l’energia più potente dell’universo, che cresce quando viene data agli altri.

La Non-violenza (Ahimsa)

È lo zenit dei raggiungimenti umani, il segno dell’uomo spirituale che esperimenta l’unità della creazione. Vuol dire non ferire alcuno con pensieri, parole e azioni. Si esprime nel quotidiano attraverso cinque assunti:

  1. Non sprecare denaro: il denaro è sacro se usato per lo svolgimento retto della vita.
  2. Non sprecare tempo: sprecare tempo significa sprecare la vita.
  3. Non sprecare energia: l’energia (fisica e spirituale) va usata per scopi leciti, evitando il consumismo.
  4. Non sprecare cibo: sprecare cibo significa negare il diritto alla vita altrui.
  5. Non sprecare conoscenza: la conoscenza va condivisa, altrimenti è sterile.

Responsabilità degli Educatori

Nel mondo odierno manca lo spirito dell’uomo, da ricostruire o addirittura da risuscitare. La famiglia deve riprendere il ruolo di dimostrare che Dio non è stanco degli uomini; lo Stato deve provare la democrazia libera da false autorità; la Chiesa deve aiutare l’uomo ad adorare Dio in spirito e verità; e la scuola deve essere luogo di iniziazione alle abilità che portano alla realizzazione totale.

Coloro che si occupano dell’educazione devono prendere coscienza del tesoro rappresentato dai bambini. Il successo nell’insegnamento dipende dalla purezza del pensiero. Tutti i mali del sistema attuale nascono dal fatto che vogliamo guidare i bambini sul giusto cammino mentre noi stessi non lo percorriamo. L’insegnante deve proporsi come esempio, praticando l’umiltà e il senso del dovere.

I valori non devono solo essere appresi, ma assimilati. La moralità non è una materia distinta come la matematica, ma qualcosa da “tirare fuori” (educare). Ciò si ottiene sviluppando l’autocontrollo: è la coscienza a valutare e la consapevolezza a decidere l’azione.

La Missione Educativa di Sai Baba

Sathya Sai Baba è venuto a rivoluzionare l’educazione, cambiando il sistema per insegnare a vivere secondo i valori dell’anima. Gli studenti delle sue scuole vivono dei suoi pensieri, in una comunione spirituale che annulla lo spazio e il tempo. Nessuna scuola risponde al suo scopo se vede nella persona soltanto un corpo e una mente da riempire, trascurando di farle prendere coscienza della sua vera identità, del suo Sé reale e imperituro.

Giovanni Tartara
Assisi, Mandir della Pace, 14 Settembre 2002

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