Medicina psicospirituale, del Dr. Guido Di Matteo

  1. Essere Pace tra Scienza e Spirito: Giovanni Tartara
  2. L’UOMO, GLI ANIMALI E IL RESPIRO DELLA VITA: Relazione di Silvia Mazzoleni
  3. Medicina psicospirituale, del Dr. Guido Di Matteo
  4. IL SERVIZIO RESO AL PROSSIMO COME DEMOLIZIONE DELL’EGO: Relazione di Teresa Zarrelli
  5. Intervista al Mandir da Assisi for Peace
  6. Il Meeting del Mandir ad Assisi – La Cittadella, settembre 2004
  7. Assisi “Meeting del Mandir della Pace sul sentiero francescano”
  8. Assisi – Meeting del Mandir della Pace – Tavola rotonda: PACE COME CO-EVOLUZIONE DELLA COSCIENZA
  9. Ervin Laszlo: La Saggezza al Punto di Svolta e la Co-evoluzione della Pace
  10. Poli e Cerbone: Biodiversità, Co-evoluzione e Vandana Shiva
  11. Elena Cerri: Ostetricia, Parto Naturale e Medicina Cinese
  12. Ludovico Galleni: Simbiosi tra Biosfera e Noosfera
  13. Vincenzo Tallarico: Mindfulness e Psicologia Transpersonale
  14. Massimo Srebot: Nascita Naturale e Cultura della Non Sopraffazione
  15. Assisi 2004: Conclusioni del Meeting per la Pace e l’Uomo Nuovo
  16. “Il valore del Lavoro Umano”

Medicina e Spiritualità

La Medicina Psicospirituale

A cura di Maria Giovanna Amu — Intervista al Dr. Guido Di Matteo

Assisi, 9 settembre 2004 – Meeting “L’Oriente incontra l’Occidente”

Il Dottor Guido Di Matteo ci parla di un nuovo aspetto della medicina e ci spiega cosa si intende per medicina psicospirituale. Oggi sappiamo scientificamente che viviamo in un universo in piena espansione, movimento, crescita e divenire. Per analogia, la stessa cosa accade nel microcosmo della nostra coscienza, che si apre a dimensioni sconosciute. Questa trasformazione è in atto anche nelle scienze, tra cui la medicina in particolare, la quale diventa medicina psicospirituale nel momento in cui l’Uomo viene considerato nella sua accezione olistica.

Nel passato, il sacerdote, l’educatore, il medico e la guida spirituale erano rappresentati dalla stessa persona, dotata di una coscienza spirituale risvegliata e di conoscenze superiori alla media. Fu Ippocrate il primo a puntualizzare gli stretti rapporti che intercorrono tra corpo e psiche attraverso la caratterizzazione dei quattro umori fondamentali dell’uomo: il sanguigno, il flemmatico, il collerico, il melanconico, e a constatare l’influenza che le varie emozioni — il timore, l’ira, l’ansia — esercitano sulle funzioni organiche dell’uomo. Platone poi afferma che il grande errore dei medici del tempo era di considerare separatamente anima e corpo. Analoghi concetti sostiene Aristotele, per il quale l’uomo non può essere scisso in “anima pensante e corpo vivente”.

Nei secoli successivi, durante lo sviluppo delle antiche civiltà greca e romana e per tutto il medioevo, questo concetto di integrazione fra “psiche e soma” persiste. Perde d’importanza nel Settecento e Ottocento, di fronte ai nuovi orientamenti sperimentali e meccanicistici delle scienze. È solo all’inizio del Novecento che la medicina psicosomatica mette nuovamente in rilievo la stretta integrazione tra “psiche e soma” e l’influenza che i fattori psichici possono avere sulle funzioni organiche.

«Mentre secondo Freud la religione è una nevrosi infantile da superare, per Jung costituisce un elemento indispensabile di crescita, salute e individuazione.»

Con gli studi di Freud viene introdotto un nuovo metodo d’indagine psicoanalitica che consente lo studio della personalità umana e si pongono le basi per una seria conoscenza della genesi psichica inconscia dei fenomeni psicosomatici. Sarà poi Jung a chiarirci l’interrelazione fra psicologia e religione. Infatti, mentre secondo Freud la religione è una nevrosi infantile da superare, per Jung costituisce un elemento indispensabile di crescita, salute e individuazione.

La medicina occidentale tradizionale è essenzialmente unidimensionale, basata su presupposti materialistici e razionalistici, mentre la medicina emergente ricerca la soluzione, che non possiamo trovare sul piano fisico, sul piano psicologico (con la medicina psicosomatica) e, oltre, sul piano spirituale, mediante la medicina energetica e vibratoria e quella sacra con l’uso della preghiera in terapia. Ciò richiede un modo di concepire il processo terapeutico radicalmente diverso.

Il paziente deve essere attivo, responsabile della sua salute e co-creatore della sua guarigione; deve cioè prendere atto del fatto che la malattia, con la sofferenza, oltre all’aspetto negativo e distruttivo, ha anche la funzione di segnalare una disarmonia nel nostro essere; deve perciò cambiare le sue attitudini e il suo comportamento, valutare i problemi relazionali con se stesso e con gli altri, trasformare, insomma, la propria vita nel modo di pensare, di volere, di sentire, di parlare e di agire.

Il nostro modo di percepire e di reagire al mondo è infatti una proiezione della nostra coscienza e, come tale, è per noi più reale del mondo stesso. Il primo passo verso la guarigione dalla malattia, e non solo dai sintomi, è inevitabilmente il primo passo verso il risveglio spirituale e l’illuminazione. I primi cristiani e gli iniziati di tutte le religioni lo sapevano bene. Cos’è infatti la salute se non l’armonia, il libero fluire della Vita e della Luce attraverso i nostri corpi energetici — spirituale, mentale, emotivo ed eterico-fisico — connessi con i diversi piani della creazione? Per ottenere ciò dobbiamo vivere in risonanza con l’armonia cosmica attraverso la conoscenza e il rispetto delle Leggi di Natura, che sono Leggi di Dio.

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