Quando il dialetto diventa poesia dell’anima
C’è un libro che profuma di Roma antica e di spiritualità contemporanea, che sa di vicoli di Trastevere e di silenzi mistici dell’Oriente. È “Ppiù ggiro er monno…”, la straordinaria raccolta poetica di Maria Gabriella Lavorgna che trasforma il vernacolo romanesco in lingua dell’anima.
Un’opera unica nel suo genere
Cinquanta poesie che sono altrettanti passi in un cammino interiore. L’autrice, viaggiatrice instancabile che ha attraversato le terre mistiche dell’India e del Tibet, compie un miracolo sincretico: porta l’altezza metafisica delle filosofie orientali nei vicoli di Roma, sui banchi del mercato rionale, sulla balconata del Gianicolo.
Cosa troverai in questo libro
La voce autentica di Roma – Il romanesco non è qui un folklore, ma una lingua capace di spogliare l’essere umano dalle ipocrisie della modernità. È la lingua del cuore, della verità schietta, dell’ironia che consola.
Un ponte tra mondi – Oriente e Occidente, sacro e quotidiano, viaggio esteriore e viaggio interiore si intrecciano in versi che sanno essere al tempo stesso profondi e leggeri.
Temi universali – Dalla denuncia sociale alle riflessioni sul destino, dall’amore alla pace, dalle tasse alla spiritualità: ogni poesia è un frammento di verità che si rivela attraverso la voce luminosa del dialetto.
Le sezioni del viaggio
Il libro si articola in cinque sezioni tematiche che guidano il lettore attraverso un percorso emozionante:
- Manifesti, Visioni e Spirito Civico – Roma, la pace, il mondo che cambia
- Vita Quotidiana, Radici e Sentimenti – La città che diventa casa, famiglia, scuola
- Tradizioni e Società – Matrimoni, villeggiature, Natali, gite
- Filosofia Popolare, Esistenza e Fato – Il dialetto che diventa sapienza
- La Chiusura del Cerchio – Il giudizio, la candela, gli affetti, la rinascita
Perché leggerlo
“Ppiù ggiro er monno e più m’encanti ‘Roma’”
Questo libro è per chi ama Roma, certo. Ma è anche per chi cerca una poesia che parli al cuore senza filtri, per chi crede che la saggezza più alta possa nascondersi in un tramonto sul Tevere, in una battuta ironica, in un gesto di umanità.
È per chi sa che il viaggio più lungo è sempre quello che ti riporta a casa.
Un’eredità poetica
Come scrive Fattino Tedeschi nella prefazione: “Gabriella scrive versi con un linguaggio intenso e popolare senza mai mettere fuori gioco il sentire dell’anima”. Un’opera che si inserisce degnamente nella grande tradizione dei poeti romaneschi, da Trilussa a Belli, portando però una voce nuova, femminile, contemporanea e profondamente spirituale.
Un assaggio della poesia che ti aspetta
“E p’esse ‘n pace cor resto der criato,
abbasta ricordasse quer che sete;
la ‘Verità’… nun è quer che vedete;
è ner silenzio la chiave der tesoro…
ma in fonno ar core… anco si resta muto!”
Ppiù ggiro er monno…
Canzoniere dello Spirito in Vernacolo Romanesco
di Maria Gabriella Lavorgna
Un libro che si legge con gli occhi, si ascolta con le orecchie e si custodisce nel cuore. Perché Roma, si sa, non si racconta: si sente, si respira, si porta dentro come una musica antica.
Scopri il viaggio. Lasciati incantare dalla voce di Roma.
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