Risveglio spirituale e guarigione di Italia Rizzo

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Testimonianza di Guarigione: Dalla Malattia al Risveglio

Intervento di Italia Rizzo al meeting di Assisi “L’Oriente incontra l’Occidente” (14 Luglio 2000 – 27 Settembre 2014)

“Io non sono il corpo, né la mente, ma l’Atma, la scintilla Divina, l’Inquilino del corpo. Per questo erano in me tutte le potenzialità per guarire.”

Sono stata invitata dalla D.ssa Lavorgna a condividere con voi la mia esperienza. Ho accettato con gioia, perché è sempre bello condividere. Ho sempre avuto problemi di salute fin dall’infanzia, ma la situazione è precipitata quando, da ragazza, ha colpito il mio corpo una forte forma di ipertiroidismo: il Morbo di Basedow, con tutta una serie di altre complicazioni. Dopodiché sono riuscita ad avere un periodo di relativo benessere, che mi ha concesso il Signore per far nascere due bambini.

Ma quando il più piccolo aveva tre anni, la mia salute è precipitata in un baratro. Ho iniziato a stare sempre peggio, con i sintomi più disparati, fino a finire immobile a letto per diversi mesi; non perché fossi paralizzata, ma perché non avevo più la minima energia. Questo corpo era come un tizzone in un caminetto che si stava spegnendo sempre più; come una macchina senza più benzina né batteria. Avevo bisogno di essere toccata per sentirmi viva, per non lasciarmi andare, come si fa con i neonati prematuri.

La Ricerca di una Cura Olistica

La medicina ufficiale non era riuscita a fare una diagnosi; avevo deciso quindi di rivolgermi ad un medico che definirei “Olistico”, il quale, fortunatamente, era disposto a venirmi a trovare quasi ogni giorno a casa mia. Egli riuscì a comprendere che tutti i miei disturbi derivavano dal sistema nervoso centrale. Avevo preso per anni le medicine più disparate, soprattutto medicine per il naso perché ho sempre avuto problemi con il respiro. Queste ultime, secondo la diagnosi del mio medico, avevano intossicato e degenerato tutto ciò che si trova dietro le fosse paranasali, compresi il midollo allungato e il sistema nervoso centrale. Era come se avessi tanti tubi arrugginiti che mandavano messaggi sbagliati a tutto il corpo. Così non c’era una ghiandola endocrina che funzionasse a dovere.

Il medico aveva anche sospettato un tumore al cervello, perché i sintomi non escludevano quest’ipotesi. Per fortuna mi risparmiò questo suo sospetto perché si rese conto che l’unica chance che avevo per guarire era di riuscire a mantenere alto l’umore. In quella situazione questo corpo non riusciva più ad espellere le sostanze tossiche; era così avvelenato da rifiutare violentemente qualsiasi ulteriore medicina, sia allopatica che naturale. Si era creata una situazione di ipersensibilità portata a livelli estremi, da non riuscire ad assumere nemmeno i fiori di Bach.

📖 La Rinascita attraverso il Silenzio Persino il cibo non era più tollerato dal mio corpo: ogni boccone era per me un grave malessere. In questa situazione non mi restava altro da fare che un digiuno terapeutico. Per dodici giorni bevvi solo qualche sorso d’acqua, per altri dieci succhi e centrifugati di frutta e verdura; finché, pian piano, riuscii a prendere un po’ di forza. Fu per me come una morte ed una rinascita.

Il Risveglio dell’Atma

Mi sentivo proprio come una crisalide dentro il bozzolo, ad aspettare di avere finalmente le ali per spiccare il volo. Ero consapevole che più nulla e nessuno potevano aiutarmi dall’esterno, se non le parole di incoraggiamento, di fiducia, di speranza che il mio amico medico mi elargiva. Così, messa con le spalle al muro, incominciai ad invocare con tutto il cuore l’aiuto Divino, ed incominciai a sentire sempre più forte l’anelito per Dio. Era come se mi fossi risvegliata da un lungo sonno, per ricordarmi che io non sono il corpo, né la mente, ma l’Atma, la scintilla Divina, l’Inquilino del corpo. Per questo erano in me tutte le potenzialità per guarire.

Perché l’Atma è Dio ed era stato proprio Lui: il Grande Ingegnere dell’Universo, a progettare il mio corpo, quindi Egli stesso, dall’interno, poteva aggiustare tutti i pezzi rotti. Tutta la vita ero stata in balia dei medici, in cieca obbedienza; fu meraviglioso, quindi, credere che con l’aiuto Divino potevo farcela senza dovermi appoggiare agli altri come fossero le mie stampelle. Mi diedi così da fare su due fronti: il primo, indispensabile, fu la preghiera, la ricerca costante del contatto con il Sé; poi, considerato il detto: “aiutati che Dio ti aiuta”, incominciai a darmi da fare attivamente e concretamente per risvegliare in me le potenzialità di guarigione.

Il Contatto con Madre Natura

Mi inventavo le cose più strane per cercare di far fluire energia nel mio corpo. Per me fu decisivo il rapporto profondo, direi epidermico, con Madre Natura. Quando non riuscivo più a stare in piedi, anziché a letto, mi sdraiavo all’aperto, per terra sotto gli alberi, anche d’inverno, con il sacco a pelo. Tutte le mattine camminavo a piedi nudi sull’erba, anche con la neve, per risvegliare i centri nervosi con il massaggio che l’erba e la terra mi facevano sotto i piedi. Ho provato a rotolarmi quasi nuda sulla terra appena arata, a farmi massaggiare la pelle dai forti acquazzoni estivi, a fare il bagno nei ruscelli gelidi di montagna. Parlavo con gli altri, con gli animali, con le pietre, con il cielo. Mi sembrava tutto così meraviglioso! Parlavo pure con i miei organi. Dicevo, ad esempio: “surrenali, lavorate, gioite! Cellule mie, lavorate, gioite!” Mi ripetevo in continuazione frasi positive.

Ad ogni passo dicevo come un mantra: “sono sana, sono forte, sono viva, sono una scintilla divina, sono luce, sono amore!” Appena l’umore scendeva lo ritiravo su. Durante i malesseri ricordavo a me stessa che non sono il corpo; facevo l’esercizio del sorriso interiore e mandavo la luce a tutti gli organi. Usavo molto anche la visualizzazione. Mentre ero ferma ed immobile, immaginavo di nuotare, di scalare una montagna, di correre su un prato con le braccia verso il cielo, come un calciatore che fa il goal decisivo per il campionato. Cercavo con tutti i mezzi di mantenermi in uno stato emotivo di calma e gioia, e questo era possibile solo pensando a Dio, al Suo Amore per me, alla Sua Onnipresenza.

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L’Incontro con l’Avatar

Dopo i mesi di immobilità, appena alzata dal letto, dipinsi ad acquerello un Essere di Luce che mi veniva incontro con le braccia aperte, con una testa enorme piena di riccioli come un’aureola. Sapevo di aver dipinto il mio vero essere, me stessa. Passarono sei mesi prima di scoprire chi fosse il soggetto del dipinto, durante i quali continuai ad invocare Gesù: “Rivelati a me! Dove sei? Ti voglio vedere, Ti voglio sentire!”.

Finché, durante un seminario di guarigione, un’amica parlò di Sai Baba. Non avevo mai sentito nominare il Suo nome, ma appena lo udii iniziai a piangere di un pianto di profonda commozione. Immediatamente fui sicura che il Signore era tornato. Il concetto di Avatar, cioè del Divino che si fa carne per aiutare l’umanità, l’avevo ben appreso dal grande Yogananda; per questo la forte emozione che provai al solo udire il Suo Nome non mi lasciò dubbi sulla sua natura divina.

Sai Baba ha risposto a tutte le preghiere che avevo rivolto a Gesù, facendomi chiaramente capire che Dio è uno, con qualsiasi nome è invocato, e che ritorna in vesti umane di era in era, ogni qual volta ne abbiamo un gran bisogno; perché la Madre Divina non abbandona mai i suoi figli. Da allora è iniziato il periodo più felice della mia vita, perché l’Avatar non ha mai smesso di darmi i segni della Sua onnipresenza e del Suo amore. Ho ben compreso che tutta la mia sofferenza è stata, per me, come un treno espresso che mi ha condotta ai Suoi piedi.

Italia Rizzo — Testimone di guarigione spirituale e autrice.

“Non siamo mai soli, possiamo farcela davvero! Anche se la situazione può sembrare disperata, noi possiamo farcela! E con che cosa? Con il nostro amore sincero per Dio, ma, soprattutto con il Suo amore infinito per noi!”

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