Il salto quantico per il cambiamento di coscienza -Rel.ne di M.Gabriella Lavorgna

Dal mio libro ”Lo specchio dell’anima”
Per operare dei veri cambiamenti ,per far luce quando la confusione regna sovrana e si attribuiscono responsabilità al mondo che ci circonda occorre fare un salto quantico di cambiamento di coscienza.
Consapevolezza che si manifesta con l’attitudine all’azione ed attiene quindi alla sfera del fare. Pensiero, parola ed azione sono collegati da un unico filo conduttore ,con corpo, mente e anima, alla cui base sta la coerenza .
Pace, Amore, giustizia, fratellanza, libertà, uguaglianza(nella diversità), benessere, armonia, tutti miraggi umani che per ora rappresentano una irraggiungibile araba fenice, dipendono, per la loro realizzazione solo dal livello della coscienza di chi deve dare la risposta a questa domanda. Perchè oggi si assiste ad un folle essere umano, dalla mente “obnubilata”, in preda ad un cieco e cupo vaneggiamento della “Coscienza”ed in balia di una sorta di sbronza psichica(perché questo è quanto sta avvenendo oggi nel cuore dell’Umanità,), la causa della quale l’individuo, vedendoci” doppio”, combatte , odia, incrimina, discrimina, sottomette, ammorba, distrugge, litiga e se la prende sempre con un “Altro”, che è invece solo un’allucinata Visione di se stesso.
La logica del profitto ha sovvertito la nostra società, una società dove le relazioni umane si fondano sempre più sulla menzogna, inquinando in modo intollerabile i valori del rispetto e della qualità della vita. La dimostrazione che l’attuale sistema economico sia sbagliato è sotto gli occhi di tutti: basta vedere gli effetti concreti prodotti sui comportamenti degli uomini e, come conseguenza, i disastrosi squilibri ecologici e sociali.
A condurre questo dilemma è la visione dualistica , e fintanto che permane questo convincimento che presuppone sinonimi e contrari, non sussiste alternativa ,la cui risposta l’ho trovata invece nell’ottica senza confini della visione olografica dell’Universo.Come sostenuto dalle religioni e dalle filosofie orientali, il mondo materiale è una illusione. Noi stessi pensiamo di essere entità fisiche che si muovono in un mondo fisico, ma tutto questo è pura illusione. In realtà siamo una sorta di “ricevitori” che galleggiano in un caleidoscopico mare di frequenze e ciò che ne estraiamo lo trasformiamo magicamente in realtà fisica.
La Vita è cambiamento, è un onda in divenire, si tratta di un processo dinamico. Ogni nostro istante non è mai uguale all’altro e noi non siamo mai gli stessi da un istante all’altro. L’equilibrio è sapersi districare nella polarità degli eventi, non evitando gli estremi perché la vita contiene dolore e piacere contemporaneamente. Il positivo e il negativo sono due aspetti della medesima energia.“Se vuoi chiama il Mondo”La Valle del fare anima”, scoprirai così a che serve il Mondo. Al tempo in cui leggevo questi brevi versi di un poeta inglese, ero reduce da un viaggio in Oriente; in India per la precisione dove trascorsi un mese, durante il quale era come se mi presentassi senza pelle nelle strade e nelle piazze, o nei templi brulicanti di ogni sorta di Umanità. Tutto ciò che mi sfiorava mi segnava. Le immagini forti di quella realtà penetravano in me e andavano dritte al centro come frecce scoccate da un arciere particolarmente capace di colpire il bersaglio. Tornai in Italia trasformata , anche se non ne avevo ancora la consapevolezza. Da quel momento, come se fossi stata protagonista di una esperienza iniziatica cambiai atteggiamento nei confronti della vita e tutte le mie scelte successive furono orientate a cercare di far luce su quanto avevo vissuto a livello psicologico profondo nel corso di quel viaggio. In special modo attraverso i sogni, il mio inconscio mi sollecitava ad assumere la responsabilità della mia vita , facendo emergere l’esigenza imprescindibile di viverla pienamente, integrando alcune parti di me stessa che fino a quel momento avevo invece tagliato fuori dalla coscienza. Ho sentito l’esigenza di parlare della mia esperienza personale per riuscire a dare l’idea di cosa significa per ognuno di noi entrare in relazione con questa parte psichica, lasciata magari per anni inascoltata e che può fare irruzione improvvisamente nel corso della nostra esistenza.
Realizzare il Sé , con lo “sguardo dell’anima”ha un triplice effetto sull’Essere umano, perché lo spinge a dare un senso alla Vita , determina una nuova visione del Mondo e riorganizza la coscienza , orientata su nuovi valori. Se i pensieri e le emozioni sono ben allineati sullo stesso obiettivo allora ogni azione sarà forte, sicura e facilmente produrrà successo. Quando uno pensa una cosa e riesce anche a sentirla allora si dice che ha fede, che ci crede, è una persona sicura di Sé. Ma per giungere a ciò dobbiamo riuscire a far pace con la nostra ombra. In questo senso essa rappresenta una tappa fondamentale che non è sempre facile attraversare perché comporta il confronto con tutti quegli aspetti che non vogliamo riconoscere come nostri e che quindi proiettiamo difensivamente fuori da noi, in quanto rappresentano una minaccia per il nostro equilibrio psicologico. Ciò produce l’illusione che il male è solo fuori di noi, consentendoci di poterci autorappresentare come creature fatte soltanto di “luce”. Ma anche in natura le cose non stanno esattamente in questi termini infatti si è mai visto qualcuno camminare al sole senza fare Ombra? Pur essendo illuminati dalla luce i nostri corpi gettano un’ombra scura. In tutti c’è una parte che occultiamo anche a noi stessi. Il processo educativo è finalizzato sin dai primi anni a farci sviluppare il lato luminoso della personalità. E allora quella parte oscura , lasciata inascoltata e che di conseguenza non viene nutrita perché non riceve il debito riconoscimento dove va a finire? E come se la chiudessimo in un sacco immaginario e che ci portiamo inconsapevolmente sulle spalle lungo il percorso della nostra vita. Vorremmo non aprirlo mai quel sacco per guardare cosa contiene, ma tutte quelle parti nascoste al suo interno regrediscono e diventando ostili, sottraggono una grande energia psichica all’individuo. E’ energia messa al servizio delle difese e non della coscienza che, con il passar del tempo subisce un depauperamento. In altre parole se abbiamo riempito troppo quel sacco ci resta poca energia creativa. Il sacco è comunque pieno di energia a cui però non possiamo attingere. Aprire quel sacco , guardare cosa c’è dentro, riconoscere gli oggetti solo apparentemente estranei a noi costituisce il primo momento del confronto e dell’integrazione con l’Ombra. Guardando la nostra ombra significa sostanzialmente confrontarsi con l’archetipo del Bene e del Male. Nel nostro Sé interiore c’è il potere alchemico che dà forza alla vita , la pura essenza che non ha bisogno di identificarsi con la materia e le emozioni, la possibilità di rinascere , di ricominciare in ogni momento dall’inizio, ed attingere al potere di guarigione , che è connesso con tutto l’Universo, tramite l’apertura del cuore. Abbiamo la possibilità di affrontare ogni perdita, piccola o grande che sia ,con la cognizione che è necessario accedere alla parte più profonda per poter rinascere. La maturità emotiva , passa quindi per la comprensione e l’accettazione del nostro lato oscuro. Paradossalmente, questo è il modo in cui possiamo trascenderlo, smettendo di proiettare i nostri conflitti interiori sugli altri e sul mondo che ci circonda. Viviamo ordinariamente nella Dualità, il laboratorio del nostro divenire, nella percezione del bene e del male. Il piacere è positivo, il dolore è negativo. Questa è la distinzione comune e generalmente accettata dall’essere umano. Affermare di sapere cosa è giusto e cosa è sbagliato è soltanto una convenzione. Abbiamo “convenuto” con noi stessi ciò che è bene e ciò che è male. L’antica tradizione indiana, fonte di saggezza vedica, a cui sono approdata e che mi ha tolto il velo dell’ignoranza, mi ha chiarito questa visione del mondo, definendo con il termine “Maya”, ciò che offusca la visione della realtà. Ovvero l’illusione , che rende credibile quello che in verità è solo un sogno. Maya è il gioco della Creazione, la riflessione speculare del bianco e del nero, del bello e del brutto, del positivo e del negativo; salvo poi accorgersi che non esiste distinzione, che tutto è parte dell’Uno, Infinito.
In conclusione per operare dei veri cambiamenti occorre comprendere che non è il mondo ad essere diviso ma è la Coscienza umana che ha bisogno di separare per fare esperienza del mondo . Abbiamo diviso l’umanità stessa a seconda della cultura, della politica, della religione, o di qualsiasi aspetto adatto a marcare una differenza, e di tutto ciò che succede in ogni tipo di relazione con l’alterità, ma se non impariamo a riconoscere la vera identità dell’Essere umano, nella sua dignità di Essere vivente, non possiamo pensare di arrivare a riconoscere ed accogliere i valori che provengono dal Rapporto Uomo- Natura-Animale- Ambiente.
Trovare nella diversità i punti d’incontro e riunire gli sforzi per aggregarsi nel paziente lavoro di masticare e digerire (trasformare) le miserie e le sofferenze fino a renderle una amalgama uniforme e coesa di “Umanità Una”,con cui cementare i mattoni della speranza, operando per la pacifica convivenza dei Popoli della Terra che si riconoscono vitalizzati dallo stesso sangue ed animati dalle comuni istanze di libertà e uguaglianza.
Le società di oggi sono caratterizzate da pluralismo di valori, infatti in esse coesistono differenti culture e gruppi sociali , ma è indispensabile individuare dei fondamenti comuni per poter progredire verso una armoniosa convivenza.
Nonostante gli obiettivi e i valori siano certamente molti , tutti fanno riferimento comunque all’uomo e quindi è possibile costruire un equilibrio sociale che non comporti prese di posizioni autoritarie e che abbia come scopo il riunire le diverse visioni del mondo.
Ogni divisione , apparentemente in opposizione, appartiene alla stessa Unità:l’Amore, la tolleranza, la solidarietà rappresentano l’unico collante in grado di realizzare una coesione tra le coscienze degli uomini per avviare un autentico processo di pace” .
Gabriella Lavorgna Pres.Fondazione”Il Mandir della pace”

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