Tolleranza, seme di pace: Riflessioni di M. Gabriella Lavorgna sulle cause che determinano i contrasti e le differenze irriducibili tra Oriente e Occidente

incontro-con-sai-babaQuando accadono eventi terribili in ogni parte del mondo di violenza inaudita, davanti ai quali ci sentiamo impotenti, molti restano nel silenzio attoniti. Si susseguono reazioni di paura, rabbia, odio, vendetta, minacce, disperazione etc …poi…arriva il momento delle riflessioni di cosa possiamo fare da soli e comunque ipotizzare possibili soluzioni per attuare strategie di Pace. Il tema d’attualità, alla luce dei fatti di cronaca riportati, che ripetutamente calcano le scene in questi giorni, ci invita a riflettere sul problema inerente la libertà di culto. A tal proposito vorrei fornire la mia testimonianza se la stessa per i suoi contenuti può contribuire allo sviluppo di una cultura di Pace.

Sono promotrice di un movimento di volontariato, denominato “Il Mandir della Pace” (la parola “Mandir” vuol dire tempio in sanscrito) che promuove servizi culturali, sociali e umanitari per una nuova civiltà di Pace. Da circa 20 anni ad Assisi, sulle orme del sentiero francescano, promuovo il meeting “L’Oriente incontra l’Occidente: l’Unità nella diversità insieme per la Pace” ove Arte/ Scienza/Etica/Economia/Ecologia/ Ricerca olistica/Spiritualità e dialogo interreligioso, esplorando i misteri della vita, della mente e dello spirito, contribuiscono a determinare l´ordito per la diffusione di una cultura di Pace, attraverso lo “Strumento della consapevolezza”.

L’iniziativa è rappresentata dalla sinergica Cooperazione tra due filoni culturali, non più in antitesi o in alternanza, per divenire processo evolutivo non più esterno (l’azione) ma processo interiore, finalizzato al dialogo costruttivo tra i nostri opposti: i due emisferi cerebrali, (Razionalità ed Intuizione), ove questa realtà bipolare, che ha comportato grandi conflitti ideologici, tramite l’integrazione degli stessi, e’ alla base per costruire una nuova Coscienza. Per far sì che si espanda una coscienza di massa che conduca ad un livello di società spirituale occorre comprendere il concetto che “Tutto è interconnesso”. Gli uomini devono solo ri-membrare, cioè tornare a ricordare di essere membri di un unico sistema …e che quindi il presunto insieme è già interamente collegato: “ut unum sint”, citando il messaggio cristiano.

L’Unità di intenti, percorso che conduce alla Pace, nasce proprio in virtù del momento storico che stiamo vivendo, in cui i motivi di conflitto in campo mondiale, rivolti a stabilire supremazie e linee di confine tra ideologie diverse, sono soprattutto di carattere religioso che danno adito a delle riflessioni ben più sottili nell’ambito delle strategie politiche internazionali. Essa si determina coll’apporto di varie correnti di pensiero, di fede, di concezioni di vita a livello politico, ambientale, economico e sociale, verificandone i parametri di convergenza nella ricerca di possibili accordi; Pace è cessazione di contrasti di ogni tipo e di ogni grado(Non Violenza), è applicazione di Valori (Verità e Rettitudine), è il raggiungimento di una civiltà superiore dove l’armonia e l’ordine non vengono imposti ma nascono dalla Consapevolezza di mettere in discussione le proprie idee cercando di intendere le altrui, tramite la “Tolleranza e la Compassione”.

Ora, come ebbe a suggerire il MAHATMA GANDHI, il cambiamento del nostro “assetto interno” può aprire la possibilità di operare cambiamenti anche fuori di noi, dal dialogo con gli altri esseri umani alla creazione di migliori forme di convivenza e/o di comportamento. E qui entra in gioco, per effetto di una controllata volontà, la compagna naturale, conseguenza della serenità di spirito: la tolleranza, che dal punto di vista della convivenza umana, inizia dal rispetto della persona nei confronti delle opinioni altrui. Questo dovrebbe condurre, innanzi tutto, alla soluzione di un problema secolare: riportare alla loro fondamentale “Unità”, salvandone la diversità, le varie credenze religiose troppo spesso divise dalla pretesa di molte di esse di possedere l’unica verità possibile. La riduzione di ogni credo religioso a “giusta opinione” è uno dei grandi sentieri che conducono al “MANDIR” dove risiede la benigna divinitas pacis. Se si riesce a conquistare l’equilibrio interiore, con esso verrà la pace, procuratrice di ogni felicità.

Ed ecco che, per quanto sia difficile…. . . dobbiamo avere la consapevolezza che proprio nei momenti piu’tragici restare con la mente ferma e il cuore aperto, fa una gran differenza. “Paura”, emozione compulsiva del genere umano come riflesso difensivo in situazioni di pericolo, puo’ provocare effetti devastanti. Il terrorismo scommette sempre sulla paura. Non solo la paura che diffonde nella società, ma la politica della paura con cui lo stato reagisce. Affermava Gandhi che la non-paura produce prima o poi non-violenza (“ahimsa”= innocenza, nel senso letterale di non nuocere). È nei momenti di paura che diventa ancora più importante restare vigili e critici, per non lasciare che atteggiamenti di qualunquismo e manipolazione prendano il sopravvento. Perchè è in questi momenti che siamo chiamati a risplendere in tutta la nostra luce e a dare il meglio di chi siamo, in ogni pensiero e singolo gesto per noi stessi e per il mondo. Cambiando se stessi, cambierà il mondo che ci circonda e la sua vibrazione.

Forse non sarà mai possibile estirpare dal mondo la guerra, il contrasto, le sue forme aggressive di attuazione, sia a livello fisico che a quello morale, perché nella natura la violenza fa da sfondo ed in alcuni casi è addirittura necessaria: “La guerra è madre di tutte le cose” disse Eraclito da Efeso, grande osservatore e studioso della natura. Anche se ciò potrebbe apparire come controsenso, cioè che la vera Pace implica anche il concetto di conflitto come faccia della stessa medaglia, la prassi sarebbe quella di non rifiutare, di non separare ma di inglobare ogni genere di contraddizione potandone “la pianta tentacolare” che insidia ovunque la società umana.

La forbice è il principio della tolleranza e la premessa è la volontà di amare. “Accettare gli altri con la stessa benevolente comprensione dell’egoismo con cui guardiamo noi stessi e con la stessa ottica accettare la natura di cui siamo parte nel rapporto uomo-­animale-ambiente”. Il concetto di “AMORE” implica il rispetto e la compassione per entrambe come chiavi di volta della ricerca e della realizzazione della Pace. Queste motivazioni trovano una sintesi concreta nella realizzazione artistica della statua di San Francesco che il Mandir della Pace ha donato al Comune di Assisi. La statua – contornata da un’aura contenente i simboli delle più note religioni- è l’iconografia inedita del messaggio francescano, oggi più che mai interprete sublime di quella spiritualità universale che dovrebbe illuminare gli uomini del terzo millennio. Da questa tangibile testimonianza di Comunicazione si intravede la soluzione del problema con l’auspicio che l’esempio trasmesso dal “poverello” a tutte le creature porti al superamento dei dogmatismi religiosi, unica strada percorribile per giungere ad una concreta spiritualità universale.

M. Gabriella Lavorgna

Pres. Mandir della Pace

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