Nel cuore di Assisi, città simbolo dell’incontro tra i popoli e della fraternità universale, si è rinnovato l’appello delle religioni e delle culture del mondo a favore della pace. L’Incontro Internazionale promosso dalla Comunità di Sant’Egidio ha riproposto allo scenario internazionale l’attualità dello Spirito di Assisi, nato dal profetico incontro voluto da Giovanni Paolo II, come segno di dialogo, riconciliazione e speranza per l’intera famiglia umana. Con profonda gratitudine pubblichiamo il videomessaggio integrale di Papa Leone XIV e la registrazione della cerimonia conclusiva, affinché possano essere condivisi e custoditi come testimonianza di un comune impegno per la costruzione di una cultura della pace.In un tempo segnato da guerre, sofferenze e divisioni, le voci dei rappresentanti delle diverse tradizioni religiose si sono unite in un unico coro, ricordando che la pace non è soltanto un obiettivo politico, ma una scelta spirituale e umana che nasce nel cuore di ogni persona. La fraternità, il rispetto reciproco e la consapevolezza di appartenere a un’unica comunità di destino sono emersi come i fondamenti indispensabili per edificare un futuro più giusto e solidale.Il messaggio del Santo Padre e le parole pronunciate durante la cerimonia finale richiamano tutti gli uomini e le donne di buona volontà a diventare costruttori di ponti, seminatori di dialogo e custodi della dignità di ogni essere umano.Lo Spirito di Assisi continua così a illuminare il cammino dell’umanità, ricordandoci che la pace è un patrimonio comune da custodire e da trasmettere alle nuove generazioni. Essa nasce dall’incontro, si alimenta nell’ascolto e fiorisce quando la diversità viene riconosciuta come una ricchezza e non come una minaccia. Come ama ricordare il Mandir della Pace, l’Unità non cancella le differenze, ma le armonizza in una visione più ampia, dove Oriente e Occidente, tradizioni spirituali e culture differenti possono riconoscersi parte di una sola famiglia umana, unita nel comune anelito alla pace, alla giustizia e alla fratellanza universale.
“La pace attende uomini e donne che sappiano guardare oltre i confini dell’io per riconoscersi nell’universalità del Noi.”
Oggi, 27 ottobre 2026, da Assisi, nel 40° anniversario dello storico incontro voluto da San Giovanni Paolo II, Papa Leone XIV ha inviato il suo videomessaggio alla cerimonia finale dell’Incontro Internazionale “Pace disarmata e disarmante”.Un messaggio che sentiamo nostro, come il Mandir della Pace – Da Cuore a Cuore ❤️🖤
“Dobbiamo ricostruire ovunque la pace, non preparare altre guerre! La guerra non può mai essere fatta in nome di Dio!”
”La preghiera può sembrare debole di fronte alle potenze del mondo, ma è la forza umile dei credenti.””Egli faccia di noi strumenti disarmati della sua pace.”
Condividiamo con gioia il testo integrale sul nostro sito.
Nello Spirito di Assisi
Cari fratelli e sorelle!
Vi trovate ad Assisi quarant’anni dopo la Giornata di Preghiera per la Pace del 27 ottobre 1986. Quell’evento fu voluto da San Giovanni Paolo II, che sottolineò in tale circostanza il legame intrinseco che unisce un autentico atteggiamento religioso con la viva sensibilità per la pace.Rivolgo il mio saluto più cordiale ai Patriarchi e ai Leader religiosi, molti dei quali, nel corso degli anni, hanno partecipato attivamente alle diverse giornate di preghiera e di dialogo che si sono succedute. Saluto con affetto Mons. Felice Accrocca, Pastore della Chiesa assisana, le Famiglie Francescane e quanti sono convenuti. Avrei desiderato essere con voi, presso la tomba di San Francesco, in questo importante anniversario, per vedere i vostri volti e dare insieme una bella testimonianza che vivere da fratelli e sorelle è già possibile!Ringrazio il Dicastero per il Dialogo Interreligioso e la Comunità di Sant’Egidio, per avere seguito con impegno questa strada tracciata dai miei Predecessori. Mi consola il lungo e fedele cammino compiuto in questi anni, che ha dato molti frutti. Ha detto Papa Francesco riguardo a quella indimenticabile Giornata dell’ottobre 1986: «Non poteva e non doveva restare un evento isolato. Voi avete continuato tale cammino e ne avete accresciuto lo slancio».In effetti, San Giovanni Paolo II, dopo quel primo storico incontro, invitò a “continuare a vivere lo spirito di Assisi”. Era, allora, il tempo della “guerra fredda”, uno scenario molto diverso da quello odierno. Dopo il 1989, non pochi sostennero che la globalizzazione avrebbe assicurato al mondo una pace stabile. Purtroppo, come ho scritto nella Magnifica humanitas, «si è affidata quasi ciecamente ai mercati la capacità di produrre benessere, democrazia e stabilità, mentre in realtà la globalizzazione non ha generato automaticamente unità e pace, ma ha suscitato reazioni fondamentaliste, identitarie e nazionalistiche» (Lett. enc. Magnifica humanitas, 201).In questo quadro, «è avvenuta una preoccupante riabilitazione della guerra, come strumento di politica internazionale» (ibid., 190). Tradendo così la memoria del Novecento e l’inutile strage di milioni di vite umane, di nuovo — come si legge nel Catechismo della Chiesa Cattolica — «l’accumulo delle armi sembra a molti un modo paradossale di dissuadere dalla guerra eventuali avversari. Costoro vedono in esso il più efficace dei mezzi atti ad assicurare la pace tra le nazioni» (N. 2315). Proprio in questi tempi di cultura della potenza, c’è bisogno di far crescere lo spirito di Assisi, che è rifiuto della legittimazione religiosa della guerra, spirito di mediazione e dialogo, esperienza contemplativa e azione creativa per un futuro di pace. Sì, perché la pace deve tornare a essere l’ideale comune dei popoli, la stella che guida ogni nostra scelta, il criterio che smaschera l’ingiustizia, l’orizzonte comune di tutte le genti.Dobbiamo ricostruire ovunque la pace, non preparare altre guerre!
- La guerra non può mai essere fatta in nome di Dio! Non c’è nessuna guerra santa: solo la pace è santa!
- Per noi credenti, «combattere in nome della religione significa, in realtà, colpire la religione stessa» (Magnifica humanitas, 223).Per questo la strada iniziata ad Assisi nella comune ricerca della pace è, prima di tutto, la via della preghiera. La preghiera può sembrare debole di fronte alle potenze del mondo, ma è la forza umile dei credenti. Ci rivolgiamo a Dio che dona la pace: tocchi il cuore di chi vuole la guerra e il terrorismo. E non dimentichiamolo: non si prega mai invano!La preghiera è scuola di dialogo con Dio, con le persone e con tutte le creature. Pensiamo a San Francesco, di cui abbiamo celebrato l’ottavo centenario della morte. Il mondo ha bisogno di dialogo. Il cammino di Assisi impegna i leader religiosi a far crescere il clima di dialogo tra i fedeli e nella società, perché al linguaggio dell’arroganza si sostituisca quello della pace, del negoziato, della comprensione. Questo potrà «allontanare gradualmente l’umanità dalla spirale della violenza» (ibid., 221).Fratelli e sorelle, le nostre preghiere ottengano da Dio la desiderata pace per tutti i Paesi del mondo! Egli faccia di noi strumenti disarmati della sua pace.
- «Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio!» (Mt 5, 9).
- Guarda il videomessaggio: https://www.youtube.com/embed/CZqaTsNApII
Video allegati
Fonte: L’Osservatore Romano – Videomessaggio di S.S. Papa Leone XIV inviato ai partecipanti all’Incontro internazionale “Pace disarmata e disarmante”, Assisi, 27 ottobre 2026, nel 40° anniversario della Giornata mondiale di preghiera per la pace convocata da San Giovanni Paolo II nel 1986.
Link ufficiale: osservatoreromano.va
Video: Vatican News su YouTube
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