Etica e Valori Umani
Se ci fosse un uomo… Riflessioni su Giorgio Gaber
L’ultimo testamento spirituale dell’uomo che cercava Dio dentro se stesso — di Pietro Abbondanza
L’ultima canzone dell’ultimo CD di Giorgio Gaber è bellissima e si intitola “Se ci fosse un uomo”. In alcune canzoni del suo ultimo CD, ed in particolare in questo testo, traspare una nuova luce, diversa da quella del suo precedente CD “La mia generazione ha perso”, in cui un cinico e deluso Gaber bastonava l’“uomo nuovo”.
Nel suo ultimo CD, invece, non è più così “deluso” ma ci canta di “star bene”… e ci racconta di un altro “Uomo nuovo” che sta nascendo all’alba di un nuovo mondo: “un uomo cui non basta il crocifisso ma che cerca di trovare un Dio dentro se stesso”.
Sembra ci sia stato un risveglio spirituale in quest’Uomo, forse anche grazie alla sua malattia… un risveglio spirituale che lo ha preparato al grande passaggio… e questa sua ultima canzone è senza dubbio il suo testamento spirituale.
Il grande Gaber se ne va verso una nuova vita e ci saluta con una speranza, anzi di più con una certezza: “con la certezza che in un futuro non lontano al centro della vita ci sia di nuovo l’uomo”.
Pietro Abbondanza
Se ci fosse un uomo
Se ci fosse un uomo
un uomo nuovo e forte
forte nel guardare sorridente
la sua oscura realtà del presente.
Se ci fosse un uomo
forte di una tendenza senza nome
se non quella di umana elevazione
forte come una vita che è in attesa
di una rinascita improvvisa.
Se ci fosse un uomo
generoso e forte
forte nel gestire ciò che ha intorno
senza intaccare il suo equilibrio interno
forte nell’odiare l’arroganza
di chi esibisce una falsa coscienza
forte nel custodire con impegno
la parte più viva del suo sogno
se ci fosse un uomo.
Questo nostro mondo ormai è impazzito
e diventa sempre più volgare
popolato da un assurdo mito
che è il potere.
Questo nostro mondo è avido e incapace
sempre in corsa e sempre più infelice
popolato da un bisogno estremo
e da una smania vuota che sarebbe vita
se ci fosse un uomo…
Allora si potrebbe immaginare
un umanesimo nuovo
con la speranza di veder morire
questo nostro medioevo.
Col desiderio
che in una terra sconosciuta
ci sia di nuovo l’uomo
al centro della vita.
Allora si potrebbe immaginare
un neo rinascimento
un individuo tutto da inventare
in continuo movimento.
Con la certezza
che in un futuro non lontano
al centro della vita
ci sia di nuovo l’uomo.
Un uomo affascinato
da uno spazio vuoto
che va ancora popolato.
Popolato da corpi e da anime gioiose
che sanno entrare di slancio
nel cuore delle cose.
Popolato di fervore
e di gente innamorata
ma che crede all’amore
come una cosa concreta.
Popolato da un uomo
che ha scelto il suo cammino
senza gesti clamorosi
per sentirsi qualcuno.
Popolato da chi vive
senza alcuna ipocrisia
col rispetto di se stesso
e della propria pulizia.
Uno spazio vuoto
che va ancora popolato.
Popolato da un uomo talmente vero
che non ha la presunzione
di abbracciare il mondo intero.
Popolato da chi crede
nell’individualismo
ma combatte con forza
qualsiasi forma di egoismo.
Popolato da chi odia il potere
e i suoi eccessi
ma che apprezza
un potere esercitato su se stessi.
Popolato da chi ignora
il passato e il futuro
e che inizia la sua storia
dal punto zero.
Uno spazio vuoto
che va ancora popolato.
Popolato da chi è certo
che la donna e l’uomo
siano il grande motore
del cammino umano.
Popolato da un bisogno
che diventa l’espressione
di un gran senso religioso
ma non di religione.
Popolato da chi crede
in una fede sconosciuta
dov’è la morte che scompare
quando appare la vita.
Popolato da un uomo
cui non basta il crocifisso
ma che cerca di trovare
un Dio dentro se stesso.
Link Utili
Fondazione Giorgio Gaber
Sito ufficiale: www.giorgiogaber.it
Bibliografia Consigliata
Giorgio Gaber ci ha lasciato un’eredità che va oltre la musica: un invito a riscoprire l’uomo al centro della vita, libero da sovrastrutture e capace di guardare dentro di sé.
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