Giovanni Simona: Scienza Olistica, Gaia e l’Unità del Cosmo

  1. Giovanni Simona: Scienza Olistica, Gaia e l’Unità del Cosmo
  2. Vittorio Marchi: Il Dio di domani è UNO
🔬 Scienza e Coscienza

L’Oriente incontra l’Occidente: Gaia e la Scienza Olistica

Meeting per una nuova civiltà di pace · Assisi, Ottobre 2005

«La Terra ha l’aspetto organico, autosufficiente, di una creatura viva, ricca di conoscenza, meravigliosamente capace di amministrare la luce solare che la tocca.»
— Lewis Thomas, The Lives of a Cell

Vista dalla superficie lunare, la caratteristica più stupefacente della Terra — una cosa che toglie il respiro — è che sia viva. Le fotografie ci mostrano in primo piano la superficie asciutta e butterata della Luna, morta come un osso calcinato dal sole. Ma alta, librata senza appoggi entro la membrana umida e luccicante del suo chiaro cielo azzurro, c’è la Terra sorgente, unico corpo esuberante di vita nella nostra parte del cosmo.

Se rimirassimo quell’immagine per un tempo sufficientemente lungo, vedremmo mulinare i grandi banchi di nubi candide, che coprono e scoprono le masse seminascoste delle terre emerse. E se continuassimo a guardarla per un tempo geologico, vedremmo i continenti stessi muoversi, allontanarsi sulle zolle tettoniche che galleggiano alla deriva sui fuochi interni del pianeta.

“Un essere umano è una parte di una totalità chiamata da noi universo, una parte limitata in tempo e spazio. Egli fa esperienza di sé stesso, dei suoi pensieri e delle sue sensazioni, come di qualcosa separata dal resto, una specie di illusione ottica della sua consapevolezza. Questa illusione è come una prigione per noi, ci restringe ai nostri desideri personali e all’unione con poche persone, le più vicine. Il nostro obiettivo è di liberarci da questa prigione, allargando il nostro cerchio di comprensione fino ad abbracciare tutte le creature viventi e tutta la natura nella sua bellezza.”
— Albert Einstein

Alla fine del ventesimo secolo si è delineata una società globale a scala planetaria, caratterizzata da importanti squilibri d’ordine ecologico, socioeconomico e psicologico. La crisi è un ostacolo ma anche un’opportunità: infatti di fronte all’accavallamento estremo dei problemi attuali, il mondo scientifico risponde sviluppando una scienza olistica e sistemica, attenta alla complessità dei fenomeni, che indaga sulle relazioni e sull’interdipendenza tra gli esseri viventi allo scopo di individuare nuove vie per una regolazione degli squilibri attuali.

L’importanza di questo nuovo orientamento è sottolineata da Gregory Bateson, il quale spiega che per rispondere in modo creativo ai bisogni della Terra e dell’Umanità è essenziale porsi l’interrogativo seguente: “Qual è la struttura che collega tutte le creature viventi?”

Nuovi Paradigmi e l’Ipotesi di Gaia

Secondo la visione olistica (da holos, che in greco significa “il tutto”) l’universo è prima di tutto un’unità caratterizzata da un’interdipendenza complessa delle sue parti. Parallelamente biologi ed ecologi di varia provenienza pensano di aver identificato una capacità di autoregolazione globale della Terra ed hanno così promosso l’ipotesi di Gaia. Questa ipotesi descrive il nostro pianeta come un organismo vivente, dotato quindi di un certo grado di coscienza.

Indagando nel cuore della materia, vari fisici pensano infatti di aver identificato un’unità fondamentale, un livello di manifestazione integrale dell’universo. David Bohm parla di “Wholeness”. Il celebre fisico James Jeans non esitava ad affermare che l’universo assomiglia sempre più a un grande pensiero piuttosto che a una grande macchina. Costa de Beauregard ipotizza l’esistenza di un’infrapsiche di cui l’universo materiale non sarebbe che un doppio passivo e parziale.

· · ·

Materia, Pensiero e Percezione

La materia nell’universo non è più considerata quale principio fondamentale ma risulta essere un fenomeno complementare causato da interferenze di campi energetici. Queste interferenze sono le manifestazioni di un “Campo di creazione unificato”, di un “Olomovimento, onnipresente e onnipenetrante”.

A questo proposito, Arthur Eddington afferma: “Riconoscendo che il mondo fisico è totalmente astratto e senza realtà al di fuori del suo legame con la coscienza, ristabiliamo la coscienza nella sua posizione fondamentale invece di considerarla come una quantità trascurabile che si manifesta talvolta nella natura inorganica a uno stadio avanzato dell’evoluzione”.

L’astrofisico Trinh Xuan Thuan spiega che nel mondo microscopico ogni tentativo di cattura della realtà oggettiva fallisce. La realtà viene irrimediabilmente modificata e si trasforma in realtà soggettiva che dipende dall’osservatore: “Le note di musica che gli atomi ci mandano vengono modificate dal fatto stesso che le udiamo”.

L’Azione della Mente sul Cervello

I paradigmi emergenti comportano risvolti sorprendenti per quel che concerne la definizione della mente. In questo senso ha una rilevanza particolare il paradigma “mentalista” promosso da Roger Sperry e John Eccles. Quest’ultimo presenta un’ipotesi sull’interazione mente-cervello fondata sulla fisica quantistica: l’interazione avverrebbe tra micrositi cerebrali chiamati dendroni e psiconi mediatori delle intenzioni mentali.

L’ipotesi di Eccles è assai interessante per rivalutare le potenzialità della mente come fattore di azione sul corpo e quindi come forza di autoguarigione. Abitare la Terra come pianeta vivente significa non soltanto imparare ad abitarla in modo rispettoso a livello fisico, ma anche a livello psicologico e mentale.

«L’unità e la pienezza sono reali e la frammentazione è la risposta-reazione di questa totalità all’azione dell’essere umano guidata da una percezione illusoria, che risulta dal pensiero frammentario e separativo.»
— David Bohm

Conclusione: Contraria Sunt Complementa

Una nuova sinergia tra scienza e tradizione ci può aiutare a capire meglio come si forma la percezione. Quando lo spirito e l’impegno nella ricerca sono intensi, allora le differenze “irriducibili” tra gruppi di lavoro sono un indizio di un principio unificante più profondo da cercare insieme.

“Contraria sunt complementa”: lo stemma di Niels Bohr ci invita a riflettere sulla complessità della conoscenza: il contrario di un’idea profonda è un’altra idea profonda.

Relazione di Giovanni Simona, geografo
Assisi, Meeting “L’Oriente incontra l’Occidente”

📚 Letture consigliate



Scopri di più da

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

Commenta