I Pionieri dell’Antropocentrismo Cristiano

Società e Cultura

I Pionieri dell’Antropocentrismo Cristiano

Un’analisi critica sulle radici dottrinali del dominio dell’uomo sulla natura e sugli esseri senzienti — di Franco Libero Manco

Il cristianesimo è sicuramente la religione più antropocentrica che il mondo abbia conosciuto. Ma chi furono i pionieri di tale concezione che pone irrazionalmente l’uomo al centro della creazione col diritto di disporre della vita e della morte degli esseri non umani?

Paolo di Tarso e la Dottrina della Sottomissione

Il primo, nell’ambito della cristianità, fu sicuramente Paolo di Tarso, il quale, in alcune delle sue tante missive, scrive della sottomissione dei servi e delle donne, e del rispetto cieco per le autorità superiori in quanto provenienti da Dio. In merito alla visione antropocentrica e al problema degli animali, San Paolo è categorico: “Continuate a mangiare tutto quanto si vende al macello, senza informarvi a motivo della vostra coscienza”. In Corinzi 9,9 ribadisce persino: “Che vuoi che Dio si prenda cura dei buoi?”.

L’esigenza etica di essere vegetariani era però già sentita in quel periodo, lasciando supporre che Cristo stesso potesse essere stato vegetariano e che Paolo abbia travisato alcuni aspetti del messaggio evangelico originale.

Da Sant’Agostino a San Tommaso d’Aquino

Sant’Agostino concorda perfettamente con la linea paolina, giustificando la schiavitù come conseguenza del peccato originale e considerando gli animali privi di intelligenza, utili solo al divertimento dell’uomo, come nelle battute di caccia.

Anche per San Tommaso d’Aquino gli animali non hanno un’anima. Secondo la sua dottrina, la divina Provvidenza li ha dati ad uso dell’uomo, il quale può ucciderli senza colpa. La loro vita e la loro morte sono subordinate al nostro vantaggio. Questa visione riduce le creature a meri “beni mobili”, negando loro qualsiasi diritto di carità o amicizia.

La Critica ai Gesuiti e alla Civiltà Cattolica

In tempi più recenti, testate prestigiose hanno continuato ad attaccare i vegetariani, descrivendoli paradossalmente come individui “straordinariamente violenti” o “sadomasochisti”. Franco Libero Manco ribalta queste accuse, evidenziando le contraddizioni storiche di un’istituzione che ha benedetto corride e roghi dell’Inquisizione pur professando l’amore.

Oggi, i difensori della nonviolenza universale si trovano ancora a dover combattere contro pregiudizi secolari. L’antispecismo non è una moda, ma una condotta imprescindibile di chi ha fatto dell’amore universale lo scopo dominante della propria vita.

Conclusioni

Se la dottrina della sottomissione e del disprezzo per le altre creature è il fulcro di questa visione, l’aspirazione verso una spiritualità più inclusiva e nonviolenta diventa una scelta necessaria. Come affermava Giordano Bruno, il cammino verso la verità richiede il coraggio di essere, se necessario, eretici di fronte all’ingiustizia.

Bibliografia Consigliata

Riconoscere i diritti di ogni essere vivente è il primo passo verso una società autenticamente umana e spirituale.

Vedi Biografia e Impegno per la Pace

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