Religione sì… Religione no
di Alba Di Spirito
“Mia madre e i miei fratelli sono tutti coloro che fanno la Volontà del Padre Mio”. Quale tuonante Verità Gesù annunzia, rivelando che essa vive nella duplicità della vita: quella di terra e quella di cielo.
C’è la famiglia che per la terra è reale nei ruoli di padre, madre, figli, fratelli; c’è la famiglia che per il cielo si identifica nella conoscenza dell’Unico Padre e della Sua Volontà, alla quale gli uomini debbono piegarsi per potersi riconoscere veri, nella Sanguigna Paternità di Dio Padre. Così come non si elevano e si disconoscono i ruoli, se non sono solo ed unicamente in Dio, anche la Religione, nella sua “storia”, entra nella Parola che Gesù dona ed ammaestra.
L’essenza della Religione
Religione è ogni luogo, tempo e costume ove si esprimono i princìpi che regolano la vita dell’uomo, fino a condurlo ad essere unico soggetto autonomo delle proprie azioni materiali e spirituali. Religione è la Fondazione in cui il regolamento della vita materiale e spirituale si fonde e si pone quale coscienza nella quale le coscienze vanno ad attingere e confrontarsi, per raggiungere l’unità e, pertanto, la perfezione del saper vivere.
In essa, il Sapere occupa la solennità della Cattedra perché è da essa che le Leggi Eterne e temporanee dell’uomo vengono lette e garantite quali unici strumenti idonei alla elevazione. In essa vige l’autorità di forma e di sostanza nella quale ogni verità si riversa. Tutto per essere madre e padre di vite terrene viaggianti verso le vette celesti.
Dalla forma alla sostanza
Dio e religione sono una ed una sola cosa, così come figli, madre, padre, fratelli, sorelle sono una ed una sola famiglia. Tuttavia, nella Massima Verità, l’UNO è al di sopra di ogni unità costruita sulla terra. È una la famiglia che nel regolamento della terra si forma e si esprime; è una quella famiglia dove i membri si “guardano” e cercano di conoscersi senza scandalizzarsi l’uno dell’altro.
La religione costituisce la maternità e paternità nella quale si riversano gli inquieti affanni di una crescita comune. Essa è la garante e la portatrice suprema che, nella Sua Saggezza antica, livella e regola le coscienze per renderle una sola cosa nel pensiero, nelle parole, nei gesti. Questo modello deve essere la città che, costruita sul monte, offre lo scenario della Nuova Gerusalemme.
La Religione dello Spirito
Si oppone a questa visione l’ultimo suono di tromba che fa della religione la “Santa” o la distrutta, se nella sua ascesa non muore a se stessa per essere solo ed unicamente espressione di Dio nei tempi. È nella Sua maturata coscienza che la religione brilla e, solo se ottiene il passaggio dal nome all’anonimità di se stessa, può vantarsi di essere la Nuova Gerusalemme.
Colei che senza frontiere sa appartenere a Dio, divenendo in Lui priva di ogni forma e rimanendo ricca solo di sostanza. È la Nuova Era che porta la Religione ad essere il tempo del Nuovo Culto, ove lo sguardo poggia solo nella fede di colui che grida: “Abbà, Padre!”.
È la Religione dello Spirito quella a cui Gesù dà il Suo “SÌ” dichiarato, definendo le Religioni quelle sorgenti che passano quali identità personali, per essere solo Acqua Viva della Fonte di Dio. Dio è Spirito: sì alla religione che pone lo Spirito quale madre e padre dell’insegnamento che nutre, per formare la famiglia che adora nella sostanza, libera nella Libertà delle coscienze.
Amen.
Alba Di Spirito
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