Rennes-le-Château: Archeoastronomia e l’Alchimia del Femminino Sacro – Anna Manfredi

🏺 Arte e Mistero

Rennes-le-Château: Come in Alto così in Basso

Un’indagine archeoastronomica e alchemica di Anna Manfredi

Di Rennes-le-Château si è detto e si è scritto molto, indagando a fondo su svariati aspetti di questa località misteriosa. Tuttavia, a ben guardare, c’è stato un campo di ricerca poco battuto, quello archeoastronomico, che a mio avviso merita approfondimento, in considerazione di alcuni fatti.

Appare strano che un luogo sacro ed importante per i Galli, per i Romani (che lo avrebbero consacrato al culto di Iside), per i Visigoti, per i Catari, fino ai Templari, non abbia stimolato questo filone di indagine. Pur essendo nota la particolare attenzione che le popolazioni antiche e medievali mettevano nella scelta dei luoghi di culto con riferimenti precisi alla posizione di alcune costellazioni, tra coloro che si sono occupati di Rennes non è stato fatto quanto per altri siti archeologici, come ad esempio la Piana di Giza, in cui sono stati studiati gli allineamenti siderali delle piramidi.

Eppure gli spunti non mancano per verificare gli eventuali rapporti tra la posizione della chiesetta, della Torre Magdala, delle tombe significative, dei megaliti limitrofi, ed alcune costellazioni che potrebbero essere correlate. Interessante sarebbe anche studiare questi riferimenti simbolico-astronomici con le statue presenti nella chiesa stessa, soprattutto sulla scorta di quanto può suggerire il famoso ed enigmatico poemetto “Le Serpent Rouge”.

Certo, questo mio modesto contributo non intende avere carattere esaustivo, ma vuole solo accendere i riflettori su quello che ritengo un aspetto un po’ trascurato della ricerca. Pur nella complessità e vastità evidente di un tale approccio, si potrebbe partire, secondo il principio “smeraldino”, «come in alto così in basso», proprio da ciò che è più celebrato a Rennes-le-Château: il femminino sacro.

Il Femminino Sacro e l’Opera Alchemica

La storia del femminino sacro, con le possibilità evolutive della materia e della trasformazione alchemica del piombo in oro, con tutte le implicazioni interiori che tale opera porta con sé, è contenuta nei miti relativi ad alcuni asterismi che incessantemente, nelle varie stagioni, ruotano sulle nostre teste.

Nella misteriosofia, le costellazioni che raccontano di questa opera alchemica sono Cassiopea, Andromeda e la Vergine: tre diversi stadi della materia rispondenti alla nigredo, alla albedo e alla rubedo. È quindi facile dedurre le prime correlazioni tra esse e ciò che è presente a Rennes.

Innanzitutto, la dedicazione del luogo a Maria Maddalena, rappresentata sia in statua che nella “M” formata dalle cinque statue presenti nella navata della chiesa: San Luca, Sant’Antonio da Padova, Sant’Antonio Eremita, Santa Germana e San Rocco. Ebbene, la costellazione di Cassiopea forma con le sue stelle una enorme “M” nel cielo durante le stagioni primaverile ed estiva, e una “M” rovesciata in “W” in quelle autunnale ed invernale. Fu perciò dall’astronomo cattolico Schiller associata appunto a Maria Maddalena nel 1600.

Secondo il mito greco, Cassiopea era una regina nera, in quanto moglie di Cefeo, re degli Etiopi. Questo richiama la carnagione delle Madonne nere care ai Templari e il culto di Santa Sara nella Camargue. Cassiopea aveva lunghi ed ondulati capelli, attributo iconografico di Maria Maddalena, ed era rappresentata con una coppa nella mano: un richiamo sia alla coppa del Graal che ai capelli biondo-rossi della santa, simbolo della sua antica vanità prima della conversione.

Cassiopea: La Materia in Trono

Per la Scienza dello Spirito, Cassiopea è la Donna dominante, la Materia in trono, che governa con la forma la vita dell’uomo che inizia il suo girare incessante intorno allo Zodiaco per acquisire la consapevolezza della propria Divinità. Essa è messa in rapporto con l’Ariete, il primo dei segni dello Zodiaco, in cui si inizia il viaggio trasmutativo del “piombo” in “oro”.

È forse un caso che l’abate Saunière, Marie Dénarnaud e anche l’abate Gélis appartenessero a questo segno? Per dirla con Agatha Christie, «una coincidenza è una coincidenza, due coincidenze sono un indizio, tre coincidenze sono quasi una prova». Tutto il mistero di Rennes ruota intorno ad un presunto tesoro e al “camminare sull’oro” senza saperlo. Tale fatto potrebbe alludere a un oggetto che la Maddalena avrebbe ricevuto da Gesù Cristo, ereditato dagli Esseni e dalla discendenza di Salomone, come l’ipotetico contenuto dell’Arca dell’Alleanza.

Questo getterebbe una nuova luce sul perché Hitler, in piena guerra mondiale, abbia osato distaccare un’intera divisione per mandarla in un villaggio nei pressi di Rennes a scavare in cantine e cimiteri, e spiegherebbe la presenza di agenti del Mossad avvistati intorno al villaggio in tempi più recenti.

Il Serpent Rouge e il Percorso del Sole

Nel Serpent Rouge, nell’Ariete si parla di un ardimentoso pellegrinaggio e di una Regina di un regno perduto: simboli del salto quantico della materia liberata dalle sue stesse leggi incontrovertibili. E poi la pietra, un’ossessione per Saunière che raccoglieva pietre per la sua grotta di Lourdes, spostava lapidi e pilastri. Come non pensare al dipinto di Poussin “I Pastori d’Arcadia”?

I Gemelli richiamano il simbolo del mercurio volatile, catalizzatore nelle reazioni alchemiche. Sempre nel Serpent Rouge si parla di pietre disperse e si indica il numero 14, sacro ad Iside che ricompone il corpo di Osiride in 14 pezzi. Forse le quattordici stazioni della Via Crucis poste in senso inverso nella chiesa di Rennes potrebbero alludere al percorso inverso del Sole intorno allo zodiaco durante le varie ere astronomiche.

«La pietra filosofale non è altro che l’uomo capace di decantare se stesso e il mondo intorno.»

Andromeda e Santa Germana

Lo stadio intermedio della materia, l’albedo, è rappresentato da Andromeda, la fanciulla incatenata alla roccia e purificata. Un riferimento a questa costellazione potrebbe trovarsi in Santa Germana, pastorella vergine, prigioniera del suo corpo deforme, che riconverte il suo dolore in amore per i poveri, trasformando i pani in rose. La devozione alla santa a Rennes richiama l’archetipo della trasmutazione alchemica: il 17 gennaio, in direzione della sua statua, si formano le famose “mele blu”, simbolo del femminile e della radianza della materia in un diverso stato vibrazionale.

La Vergine e il Compimento dell’Opera

Il processo si conclude con la costellazione della Vergine. Nello zodiaco di Dendera era associata ad Iside, con un loto che fuoriesce dalla testa a significare l’illuminazione. Con la Vergine, la materia sublimata ha partorito il “Bambino d’oro”, il Cristo, la divinità disvelata nell’uomo nuovo.

Nel Serpent Rouge leggiamo di destrieri e zoccoli che lasciano l’impronta nella roccia, riferimenti ai quadri di Delacroix (come San Michele che vince il drago). San Michele è misteriosoficamente interscambiabile con Hermes-Mercurio, la guida nella catabasi personale verso le profondità dell’essere umano. Il demone Asmodeo, sovrastato dall’acqua della conchiglia, potrebbe essere il custode di un segreto sotto le quattro “stelle regali”: Fomalhaut, Aldebaran, Regulus ed Antares.

Certo, di suggestioni se ne potrebbero rinvenire tante e, come dicevo, il mio modesto contributo si propone solo di aggiungere nuove tessere a un intricato ed affascinante mosaico, nella speranza di contribuire allo sviluppo di un nuovo filone di indagine.

Anna Manfredi

Studiosa di esoterismo e simbolismo alchemico, Anna Manfredi esplora le connessioni tra le tradizioni misteriosofiche dell’antichità e i luoghi di potere della geografia sacra. La sua ricerca si focalizza sull’integrazione tra archeoastronomia e percorsi di trasmutazione interiore.

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