Il cuore verde della Natura di Eleonora Mingoia

Rassegna ecologico-ambientale ”Cun tucte le creature”-Villa Lina -Ronciglione -1|2 ottobre 2016cum-tucte-le-creature-stampa

Il cuore verde della natura

Educare mente, cuore e mani permette al bambino di crescere consapevole delle sue potenzialità, mettere in relazione queste capacità con il mondo esterno e tutto quanto circonda l’essere umano quindi la natura in primo ordine consente di vivere in armonia.

Oggi il rispetto del lavoro dell’uomo è venuto a mancare, vediamo soprattutto nei giovani contratti che ricordano lo schiavismo delle comunità primitive quando queste venivano occupate dai coloni.

Rispettare e amare ogni uomo per il suo Fare, per le sue azioni che migliorano la convivenza civile e non per il posto che occupano nella società. Rispettare il lavoro dell’uomo che Dio ha creato e benedetto, la terra e ciò che ci circonda.

Il mondo è la nostra casa, per questo quando sentiamo fermenti di guerra il nostro cuore trema.

La vera sapienza del cuore consiste nell’ascolto delle esigenze degli altri, nel rispetto e nella comprensione delle convinzioni altrui, mantenendo con chiarezza le proprie, senza aver paura, rispettando le culture diverse, rinunciando per amore di pace alla propria volontà.

Una pace costruita per lodare con tutte le creature le bellezze della nostra madre Terra.

Il “Mandir della pace” è nato per questo, raccogliere gli uomini di buona volontà per decidere insieme e cercare l’Unità delle cose.

Gli esseri umani sono semplici non hanno bisogno di credere in qualcosa di dogmatico, nel nostro cuore sappiamo che la natura è divina poiché ne facciamo parte, la nostra non è una fede astratta poiché l’immanenza del divino non ha bisogno di prove e di miracoli.

Quando agli albori della civiltà umana l’unica divinità era l’antica Madre, gli uomini erano un tutto unico con il divino ed erano parte integra della natura e vivevano in Armonia con il creato seguendo le leggi naturali.

In sostanza è dalla terra che bisogna ripartire lo aveva ben capito San Francesco quando dal suo cuore scaturì il Cantico delle creature che oggi tutti insieme meditiamo e studiamo per riprendere la matrice della nostra vera evoluzione umana.

Siamo commossi quando ci dona l’unica soluzione “con tutte le creature” e non conosce distinzioni di paesi o etnie. Il cantico riafferma il valore dell’uomo-natura, non come soggetto individuale, ma dentro la difesa dei diritti dell’umanità,del necessario equilibrio fra l’uomo e gli elementi naturali. Gli uccelli e altre specie che popolano il pianeta.

Il cantico ci dono lo spunto per una armoniosa educazione del creato, direi un processo di trasformazione del mondo produttivo capitalistico che ha fatto dimenticare attraverso il denaro quello che davvero conta per vivere e lodare .

L’educazione alle relazioni sociali, il rapporto con la terra, il senso vero della natura dell’ambiente come una totalità che ci contiene da cui dipendiamo e non hanno niente a che fare con le formule ambigue dell’ecologismo progressista.

Il cantico ci invita a recuperare il vero modello di sviluppo che si avvicina molto alla saggezza degli uomini primitivi che abbiamo sterminato, sempre più in crisi di identità, senza memoria storica e senza un futuro di sviluppo sostenibile.

Il cantico delle creature

A una prima lettura appare quasi idilliaco e poetico, ma rileggendo con amore il testo ci avviciniamo al cuore di San Francesco che con coraggio si era allontanato dalle futilità del mondo mercantile per trovare ristoro nelle cose semplici.

Sorridere perché anche oggi ho visto la luce del sole che illumina la terra anche dove la polvere della guerra stermina la vita di persone innocenti, dove il terremoto porta distruzione, il sole ci fa sperare che tutto sarà asciugato e illuminato .

Ammirare le stelle e la luna che conforta dopo una giornata faticosa e ci accompagna nel talamo dell’amore coniugale.

Camminare seguendo l’energia del vento che semina e permette alla natura di rigenerarsi.

Ringraziare il Signore per il dono abbondante dell’acqua che mi permette tutti i giorni di dissetarmi e mantenere in equilibrio il mio corpo,purificando ogni giorno dalle impurità dello smog e altre contaminazioni.

Ringraziare per madre terra abitata da tante comunità contadine, da famiglie ed extracomunitari che con il loro duro lavoro rappresentano un legame con gli antenati.

Alimentare il fuoco, protettore della notte mantenendo un legame sacro con il cosmo.

Perdonare nel silenzio del mio cuore i miei errori e quelli dei miei fratelli.

Pregare perché la morte sia dolce e mi accompagni in una visione della vita priva del superfluo e possa con coraggio consolare gli uomini afflitti dal lutto improvviso.

Lodare nel silenzio del deserto, ascoltare la tua voce e sentire la tua mano che mi indica con sicurezza la via umana della mia evoluzione trasmettendo ai miei simili con umiltà i tuoi insegnamenti.

Quando la pace diventa verde.

Oggi vediamo sotto i nostri occhi tanto inquinamento e poco rispetto per la natura, stiamo mettendo in pericolo la nostra sopravvivenza sul pianeta senza preoccuparci delle future generazioni.

Il lavoro dell’educazione deve andare di pari passo con le politiche ambientali, non si può insegnare ai bambini il rispetto del pianeta se poi gli adulti non agiscono di conseguenza.

Le nostre città ormai sommerse dalla immondizia a volte sembrano uscite dal bombardamento della incuria e degrado.

Il nostro disagio ormai lo sentiamo sulla pelle e il nostro olfatto con disgusto ci fa allontanare dai luoghi dove viene scaricata l’immondizia.

In questi giorni dopo il terremoto di Amatrice ho raccolto l’espressione di un agricoltore che si lamentava di essere stato lascito solo con i suoi animali: “senza alcun aiuto si esprimeva così ma non potrebbe funzionare il filo logico del cervello per risolvere i problemi?” Costernato raccoglieva le sue forze per proteggere il bestiame. Dico che quest’uomo è un vero costruttore di pace con il cuore verde. Colui che rimane dopo la morte e il dolore a custodire la natura merita considerazione e protezione. Forse gli animali sono meno importanti delle persone?

Una riflessione sulla parola ecologia (il termine deriva dal greco oikos, casa, e logos discorso) è una scienza vera e propria, che studia le relazioni fra gli organismi viventi (animali, vegetali, funghi e batteri) e il loro ambiente.

Purtroppo questa relazione si è inquinata, la crescita esponenziale della popolazione, l’immensa richiesta di energia, il rilascio di sostanze tossiche hanno compromesso la casa dove abitiamo, modificato la composizione dell’atmosfera, le grandi deforestazioni, la distruzione della casa comune con politiche senza cervello mettendo in serio pericolo la pace anche lì dove apparentemente non esiste il conflitto.

La consapevolezza di vivere in una città pulita, in ospedali più umani, in scuole armoniose, dovrebbero sollecitare le nostre comunità a una opposizione non violenta, costruendo percorsi di sostenibilità ambientale per es. volontariato cittadino per la pulizia del quartiere, disponibilità a donare il superfluo, riciclare le cose che abbiamo.

Tutto si può riutilizzare se donato con amore, le malattie della terra appena menzionate possono essere risolte…non è solo un problema di risorse ma di amore e consapevolezza umana.

Bisogna dipingere il nostro cuore di colore verde….noi siamo abituati a vedere il cuore di rosso…forse dobbiamo cambiare colore al nostro cuore….e guardare fuori dal nostro corpo ed entrare in relazione con quello che ci circonda.

San Francesco con il cantico aveva fatto questo trasformato il suo cuore e chiamato a raccolta i suoi fratelli per un mondo migliore.

Dr.ssa Eleonora Mingoia pedagogista, arteterapeuta-fondatrice della Scuola dell’Armonia Umana
e.mingoia@tiscali.it
339-1098801

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