East & West/Oriente e Occidente: quale dialogo?Relazione di M.Gabriella Lavorgna

Al fine di attuare una politica indiana a largo spettro, il 23-29 settembre 1935 (XIII) si tenne a Roma, sotto l´alto patronato di Vittorio Emanuele III, il Congresso internazionale degli Orientalisti. E il Presidente del Congresso, l’eccellente Indologo e Buddhologo Carlo Formichi scrisse così nel suo discorso inaugurale la frase del poeta: «East is East and West is West, newer the twain shall meet», ergente una barriera tra Oriente e Occidente. Finché crederemo diverso da noi l´Orientale perche’ appartiene a culture, tradizioni, fedi diverse, apparentemente antitetiche alle nostre credenze, allora sì, East is East and West is West nella consumazione dei secoli. Ma se avvicinando l´Oriente scopriremo che le qualità fondamentali umane risultano le medesime allora cadranno come per incanto le barriere fra Oriente ed Occidente e, magari, ci sentiremo più fratelli di molti Orientali remotissimi da noi che non di molti Occidentali vicinissimi a noi. E più si studia l´Oriente e più si scoprono queste qualità fondamentali umane.”
Le differenze fra Oriente e Occidente ci sono, per fortuna, ma queste non dovrebbero impedire il dialogo e l’amore e, comunque, la collaborazione e la coesistenza pacifica:”L’Unità nella diversità “
Le differenze non dividono ma arricchiscono!
Il progresso verso la pace inizia, insomma con il far emergere dalle coscienze quel bisogno di unità e di solidarietà che porta a vivere meglio con gli altri e con lo stesso ambiente intorno a noi: dall’equilibrio umano a quello ecologico queste le premesse necessarie alla realizzazione di un’autentica situazione “pacifica”.
Un altro gradino da salire è costituito dal non accostarsi a concezioni di vita e di cultura diverse dalle nostre attraverso ottiche di esotismi intellettuali o di pura erudizione.
Una strada più percorribile sarebbe quella dell’apprezzamento dei valori e dell’ essenza dei contenuti, secondo una ricerca dei messaggi a carattere universale che essi contengono, senza rifiutare possibili coinvolgimenti.
Attraverso il gioco delle diversità reali o apparenti potrebbe rivelarsi una via che conduce all’unità.
Questi differenti e pur univoci atteggiamenti mentali e modi di agire sembrano dimostrare chiaramente un fatto: bisogna essere in pace con se stessi per costruire la pace.
E’ importante a tal punto sottolineare e definire quella gamma di significati ed attinenze con cui si dispiega questa parola così breve e così immensa, la cui concreta realizzazione determinerebbe una svolta epocale.
Qual è la causa che determina i contrasti e le differenze irriducibili , e quindi l’incomunicabilità, nonostante tanta diffusa tecnologia, in particolare tra i due emisferi come l’Oriente e Occidente?
Il Prof. Vittorio Marchi, docente di fisica dell’Università La Sapienza di Roma,membro del Mandir della Pace, risponde in questo modo: ”Non c’è dubbio che queste sofisticate tecnologie abbiano contribuito ad elevare il patrimonio cognitivo del genere umano ma questa “sindrome di non comunicazione “pone comunque l’interrogativo di quali siano i fini delle stesse.
E’ possibile che l’impegno per sviluppare al massimo le potenzialità tecnologiche abbia fatto trascurare alle grandi potenze, implicate nella gestione del denaro pubblico,la necessità di costruire in parallelo delle coordinate di pensiero trasmissibile , a livello scientifico, culturale, etico-sociale, di comprensione universale. Esiste quindi una possibilità perché nella storia delle Comunicazioni e delle relazioni tra gli uomini si rovesci questo tipo di rapporto per far sì che si espanda una coscienza di massa che conduca ad un livello di società spirituale in cui si comprenda il concetto che “Tutto è interconnesso”.
Gli uomini devono tornare a ri-membrare, cioè tornare a ricordare di essere membri di un unico sistema , e che quindi il presunto insieme è già interamento collegato “Ut unum sint, ricordando il messaggio cristiano….
Tra i grandi dell’Occidente, l’unico santo cristiano che psicologicamente e spiritualmente realizzi “ un Ponte tra l’Europa Cristiana ed il mondo indo-buddista” è certamente S.Francesco. La vita e gli ideali del santo di Assisi sono talmente prossimi alla psicologia e alla filosofia orientale che Dante, parlando di lui e della sua città natale così si esprime: “Però chi d’esso loco fa parole, non dica Ascesi che direbbe corto, ma Oriente se proprio dir vuole”(Par.C IX-52). I valori religiosi sono in stato di decadenza in Occidente e lo sbandamento generale cui noi assistiamo non sono altro che le doglie del parto di una rinascita spirituale nella storia dell’Umanità.”Vidi un nuovo cielo ed una nuova terra” disse nella sua visione apocalittica S.Giovanni. In questo nuovo ordine di “cieli nuovi e nuova terra” ci chiediamo quale sia il contributo, che oltrepassa i confini della chiesa Occidentale e cattolica per giungere ad un cattolicesimo globale, talmente universale che nell’unico amore di Dio abbracci tutto il mondo. A questo ideale di cattolicità, che trascenda ed oltrepassi i confini del Cristianesimo storico dell’ Occidente, il misticismo di Francesco può offrire un contributo grande e positivo.
Francesco, yoghi dell’Amore divino Universale, ha trovato posto nel cuore degli Indù e dei buddisti ed il Mahatma Gandhi lo ha così definito:”La vita di S.Francesco è la copia simile a quella di Cristo. Se S. Francesco è l’essenza del Cristianesimo allora io sono cristiano. Egli non fu un’esclusivista come molti missionari, ma un ricercatore di Dio nelle Creature e delle Creature nel Creatore. Quale serafico amore scaturì dal cuore di Francesco d’Assisi! Se i cristiani fossero come Cristo, o come S. Francesco, la terra sarebbe un Paradiso.”
Spinti dall’impegno di creare nuovi ponti tra le religioni d’Oriente e d’Occidente, superando le muraglie che le religioni esclusiviste hanno costruito, comprendiamo le parole di papa Giovanni XXIII:“Ricerchiamo quello che ci unisce, dimentichiamo ciò che ci divide, aiutiamoci a creare un unico mondo, con un unico Dio Padre, un’unica cittadinanza religiosa e civile, unendoci in un unico Amore universale :il regno di Dio sulla terra.

Assisi 2015
M.Gabriella Lavorgna Pres. Mandir della Pace

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