Qual è il sentiero che porta alla pace? (tratto dal libro ”La mente spirituale “di Russell Targ e Jane Katra) e relazione al Meeting del Mandir della Pace ad Assisi del 11 settembre 2000

Parlando in termini del 21 secolo dobbiamo attivare la nostra mente per partecipare all’internet psichica alla quale siamo già connessi, superando così l’illusione della separazione. Tutte le principali religioni hanno lo stesso obiettivo: fare in modo che noi possiamo conoscere e sperimentare Dio. Milioni di persone in tutto il mondo hanno trovato Dio attraverso i Veda, la Bhagavad Gita, la Torah, il Nuovo testamento e il Corano. La dottrina formale insegnata da ciascuna religione può essere vista, senza voler mancare dì rispetto, come una sorta di “software sacramentale”. L ‘intento originale di ogni religione era di offrirci un sacramento o un rituale che ci consentisse di sperimentare e di parlare con Dio. Provate a pensarci: per secoli e secoli abbiamo continuato a combattere guerre sante per il software. Ken Wilber, scrivendo dei diversi cammini spirituali, dice: “Essi non sono credo, né teorie, né idee, né teologie e nemmeno dottrine. Sono piuttosto veicoli, sono pratiche sperimentali. Sono esperimenti da eseguire…” Qui nella Silicon Valley. sulle rive della magnifica baia di San Francisco. noi viviamo in un mondo di tecnologia e di ristoranti. Molti abitanti, di questa regione incredibilmente prospera, si concentrano disperatamente sul denaro, sul corpo e sulle cose materiali. La tragedia della nostra prosperità è che, mentre dovunque nascono nuove opportunità per fare soldi, il fare, il dare e il ricevere l amore spesso sono tenuti in scarsa considerazione ‑ nonostante la proliferazione di annunci personali. Durante la recessione economica degli anni ottanta sono molti quelli che hanno perso il proprio appartamento e si sono trovati costretti a dormire nella loro BMW. Nell ultimo grande progetto al quale io, Russell, ho lavorato come scienziato aerospaziale, al mio gruppo fu assegnato un miliardo di dollari per installare un potentissimo laser su un Boeing 747 come arma per abbattere i missili nemici. Questo programma impegnava un centinaio di scienziati e di ingegneri che lavoravano in un atmosfera di profonda disarmonia e disprezzo reciproco. Una volta un collega mi ha detto: “C era così tanta paura in quella riunione che potevi sentirne l odore quando entravi nella stanza “. Ho voluto scrivere questo libro per aiutare i miei fratelli e sorelle del campo aerospaziale a trovare un modo per fare una nuova scelta ‑ anteporre la gratitudine per il nostro privilegiato tenore di vita invece della paura. La gente teme di non rispettare le scadenze, di superare il budget, di non riuscire a soddisfare requisiti tecnici impossibili, di vedere la propria carriera finire in un vicolo cieco o di perdere il proprio lavoro. Nella Silicon Valley la gente ha molta più paura della povertà che della morte o della malattia. A un certo punto della mia vita ero in preda a una tale crisi di disperazione che guidavo di proposito la moto senza casco, con l idea che se mi fossi ammazzato non sarebbe stato per colpa mia; alla fine ho capito che vivere su una sedia a rotelle con una frattura cranica NON avrebbe di certo contribuito a migliorare le mie prospettive future . Noialtri schiavi dell industria aerospaziale siamo preoccupati per una miriade di problemi: come pagare il mutuo, dove trovare i soldi per l’università dei figli, come trovare un compagno e se Jerry Rice dei San Francisco 49ers sarà in grado di giocare la prossima partita. La figura seguente, tratta da Utne Reader, è uno scioccante ma realistico ritratto della coscienza di molti maschi: i pensieri vertono in ugual misura su sesso, carriera e sport. Questi diagrammi, pur se divertenti, sono anche una raffigurazione tristemente vera del modo in cui molti di noi vivono: un sentiero verso la disperazione. Come membro attivo di questa società, è molto difficile per me sapere dove focalizzare la mia attenzione per trovare la pace. Ho purtroppo scoperto che non la troverò mai nella mia copia quotidiana del New York Times. Decenni di dolore circondato dall abbondanza mi hanno insegnato che niente potrà mai farmi felice. La felicità non si può trovare o raggiungere, è un processo e un stato della mente autodeterminato. Quell evento elettrizzante che ho aspettato così a lungo, quando finalmente si verifica, svanisce in un istante e poi mi ritrovo nel mio stato mentale precedente qualunque fosse. Affermazioni e pensieri che cominciano con 1o sarò finalmente felice quando…7 sono semplicemente falsi. Per esempio, può sembrare incredibile ma sono molte di più le vite rovinate da una vincita alla lotteria di quelle salvate: divorzio e bancarotta sono conseguenze molto più comuni di benessere o libertà finanziaria. Questo può spiegare,come C ha suggerito il prof.di religione RobertThurman, il crescente numero di celebrità che si convertono al buddismo:hanno capito che il loro scopoultimo di fama e ricchezza non porta alla felicità. Nel suo fondamentale libro,Flow, lo psicologo Mihaly Csikszentminhalyi ha intervistato milioni di individui a proposito delle loro esperienze di vita interiore e ,in base a questi dati, così descrive la fonte di felicità delle persone: Ho scoperto”che la felicità non è un qualcosa che può accadere, non è il risultato di un evento fortunato o della casualità, non si può comprare con il denaro oppure ottenere con il potere, non dipende dagli eventi esterni, ma piuttosto da come li interpretiamo. La felicità, infatti, è una condizione che deve essere preparata, coltivata e difesa privatamente da ogni individuo. Le persone che imparano a controllare l esperienza interiore saranno in grado di determinare la qualità della loro vita, che è quanto di più vicino alla felicità ;ciascuno di noi può sperare di raggiungere Anche il filosofo e maestro spirituale Andrew Cohen ha detto a pro­posito della ricerca della pace della mente: “A meno che l individuo non rimanga per almeno il 51 per cento del tempo in quello stato di non cono­scenza della mente”, scrive, ‑‑‑sarà impossibile ostentare un qualche grado di perfezione, che è la vera espressione della definitiva fonte dell’essere.­ In altre parole, la scienza e l analisi non sempre sono la rispo­sta. Molte scuole di psicanalisi insegnano che è inutile, per un bravo terapista, cercare di descrivere al paziente il suo problema. Il paziente lo deve sperimentare. Per la mente razionale questo è molto difficile da capire. Dobbiamo sperimentare la risposta al livello di consapevolezza non arnalitico, visionario o somatico, perché è qui che risiede il problema. Uno dei principali problemi di molte chiese e sinagoghe al giorno d’oggi è che nessuno ha difficoltà particolari a parlare di Dio, ma il silenzio diventa insopportabile quando ci viene chiesto di sperimentare Dio. L’esperienza di Dio è ineffabile e silenziosa. Mentre il desiderio di vita spirituale si diffonde sempre di più in America, sta nascendo in noi la consapevolezza che questo richiede sia l affrontare il nostro disagio di fronte al silenzio che l essere disponibili al cambiamento. Sono molti, anche fra gli scienziati, quelli che stanno cominciando acapire che, se continuiamo a focalizzare la nostra vita sull’esteriorità,sull’acquisizione di sempre nuove cose nel futuro, come soldi, beni materiali sesso o perfino morte, Il risultato sarà inevitabilmente una qualche combinazione di disperazione, rabbia, risentimento e paura. Seguendo Ilsuggerimento di Andrew Cohen ho preparato un diagramma che rappre­senta il territorio che va dalla disperazione alla beatitudine. Sono fidu­cioso sulla correttezza dei due punti estremi del diagramma riportato nella pagina seguente. Se passiamo il 100 per cento del nostro tempo pen­sando ai soldi, al corpo e a cose del genere. questo c i porterà certamente alla disperazione. E passare il 100 per cento del nostro tempo sperimen­tando amore e unione con gli altri ci porterà probabilmente ad abbando­nare, fluttuando beatamente, il piano materiale, rnagari perché ci siamo dimenticati di mangiare. Non sto stupidamente trascurando la sessualità ‑ tutto il contrario, questa è, naturalmente, un nutrimento per il corpo, per la mente e per lo spirito. La nostra preoccupazione è che il punto di vista materialistico e possessivo su questo argomento, così diffuso nei mezzi di comunicazione, nelle chiacchiere di spogliatoio e nelle normali conversazioni, finisca troppo spesso con il produrre volgarizzazione, pena e dolore. In questo modello, il passo più importante per chiunque è quello che porta dalla paura alla gratitudine. La gratitudine riguarda la grazia: gli immeritati doni di Dio, o dell Universo, che rendono la nostra vita migliore e più ricca rispetto a qualsiasi altro luogo o epoca nell intera storia del mondo. lo mi sono accorto che, se mi concentro sulla gratitudine per qualche momento, posso ancora passare l altra metà del mio tempo a preoccuparmi, ad analizzare e a recriminare. Non è necessario rinunciare a una mente raziocinante per arrivare alla pace e al significato della vita. Può sembrare solo un piccolo passo,ma ha il potere di provocare un grande cambiamento nella mia attenzione e, perciò, nella mia esperienza. La cosa più interessante riguardo a questo passo è che non devo fare niente, mi basta solo cambiare la mia mente. Per esempio, ogni mattina, quando mi sveglio, ho la facoltà di scegliere quale programma mentale attivare: posso cominciare la giornata pensando ai conti da pagare o ai lavori da finire, oppure posso aprire gli occhi e rendere grazie per il nuovo giorno di vita che mi è stato dato, per la buona salute di cui godo e per il fatto di vivere in una comunità pacifica. L essere nato in un paese relativamente pacifico, per esempio, non ha avuto niente a che fare con la mia buona fortuna, quindi l essere grato è probabilmente la cosa più giusta da fare. Ma chi è che devo ringraziare? Per alcuni il problema non si pone: si deve ringraziare Dio. Per me, l immagine antropomorfa di Dio non è una risposta molto soddisfacente. Un buddista ringrazierebbe il suo karma ,la legge di causa ed effetto, che assomiglia molto al principio organizzatore dell’Uni verso di Einstein. Altri potrebbero ringraziare l universo oppure il Dio dell’amore, descritto dai mistici di ogni epoca. Quest’ultimo è la manifestazione di Dio che viene sperimentata più spesso: Svegliandomi ogni mattina posso scegliere “La vita è uno schifo e alla fine dovrò morire oppure “Ti ringrazio Dio per un altro giorno di infinite possibilità. Un altra decisione difficile! Un modo per passare dalla paura alla gratitudine è di coltivare coscientemente un qualche tipo di rituale che ci aiuti a far tacere il nostro vocìo mentale .Un simile cammino potrebbe darci un contributo per sperimentare quella amicizia sconfinata che secondo Buddha sgorga facilmente da una mente rilassata e a diventare consapevoli della nostra vera natura , che è una coscienza sconfinata. Il Buddha ha insegnato una preghiera per ottenere tutte queste cose chiamata la preghiera metta o preghiera della bontà amorosa. Perfino uno scienziato può sentirsi a proprio agio con questa orazione vecchia di 2500 anni, perché non ci chiede di credere in qualcosa Essa potrebbe risultare gradita agli scienziati anche grazie alla sua notevole efficacia. Cinque brevi frasi copre alcuni dei principali aspetti della vita: pace, amore, gratitudine e comunità. Possa io essere in pace. Possa il mio cuore rimanere aperto. Possa Io risvegliarmi alla luce che è la mia vera natura. Possa io essere guarito. Possa io essere una fonte di guarigione per tutti gli esseri viventi. Possa io essere in pace. Noi non possiamo avere la pace, la nostra sfida è di imparare a essere in pace. Possa il mio cuore rimanere aperto. Questa preghiera constata che il nostro cuore è già aperto per dare e ricevere amore. Rimanere in questo stato di pace è essenziale per sapere come uscire dalla separazione che tendiamo ad alimentare per affermare la nostra amata individualità e Il nostro controllo. Possa io risvegliarmi alla luce della mia vera natura. La nostra vera natura è l amore. L universo è colmo di coscienza che anima e ispira ciascuno di noi e che noi esprimiamo con la nostra amorosa attenzione. Possa io essere guarito. Il primo passo verso la guarigione è quello di riconoscere che il perdono libera il nostro spazio mentale dalle vecchie animosità. Possa io essere una fonte di guarigione per tutti gli esseri viventi. Nel nostro mondo non locale, se ciascuno di noi è un centro di amorosa bontà, possiamo contribuire a guarire tutti gli esseri viventi, o almeno quelli intorno a noi, muovendoci noi stessi dal risentimento al rispetto.
Note sugli autori : Russell Targ è stato un pioniere delle ricerche sul laser e negli anni settanta e ottanta è stato uno dei fondatori del programma di ricerca sulle capacità paranormali dello Stanford Research Institute. Ha anche svolto ricerche per la Cia, occupandosi delle possibili applicazioni della mente non locale in campo spionistico. Ha scritto numerosi libri, fra cui Mind Reach: Scientist Look at Psychic Abilities e The Mind Race:Understanding and Using Psychic Abilities. Ha fatto parte del personale scientifico della Lockheed Missile and Space e attualmente si occupa di fenomeni extrasensoriali presso la Interval research Corporation di Palo Alto,California Jane Katra ha praticato la guarigione spirituale per più di 25 anni .Ha conseguito un dottorato di ricerca in educazione sanitaria e ha tenuto corsi di nutrizione presso l’Università dell’Oregon. La dottoressa Katra attualmente lavora part time come allenatore del sistema immunitario dedicandosi contemporaneamente alle ricerche sulla coscienza. Vive nel Nord-Ovest degli Stati Uniti. E’ autrice, insieme a Russell Targ , dei “I Miracoli della Mente: il potere di coscienza e della guarigione spirituale Entrambi sono membri del Comitato scientifico del Mandir ed hanno partecipato al meeting di Assisi l 11/9/2000 ——————————————————————————–

shantij

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