“Il punto di incontro tra scienza e fede: “Ut Unum sint”- Relazione del Prof.Vittorio Marchi

Meeting”L’Oriente incontra l’Occidente insieme per la Pace” promosso dalla Fondazione Il MANDIR della Pace istituita da M.Gabriella Lavorgna
Assisi/Valfabbrica 7/10 sett. 2006
Tema dell’ intervento:“Il punto di incontro tra scienza e fede: “Ut Unum sint”-
Relazione del Prof.Vittorio Marchi(docente di fisica Università La Sapienza di Roma)
In apertura del proprio intervento il Prof. Marchi ha ricordato con commozione i suoi incontri da giovane studente con il più celebre frate d’ Italia dopo S. Francesco: padre Mariano, al secolo l’ ex prof. di latino e greco Paolo Roasenda, scomparso nel 1972, per anni conduttore di una celebre rubrica TV , seguita da milioni di telespettatori, incantati dal suo celebre : “Pace e bene a tutti” in finale di trasmissione. Risalendo da quel lontano passato, lungo il percorso dell’ arduo sentiero che conduce al pensiero francescano, il Prof. Marchi è arrivato oggi a toccare il tema teologico della “Dualità”, del “Su” ( Creatore ) e del “Giù” ( Creato ) “ut unum sint”, secondo lo spirito del “Cantico delle creature”, espresso da Francesco. Nella sua ricerca, egli ha voluto suscitare nei presenti l’ esigenza di porsi una profonda domanda. Perché la Teologia, alla quale il genere umano ha creduto di potersi affidare con tanta fede ( ma in realtà, credenza ) ha così clamorosamente fallito?“Perché – è stata la sua risposta – una teologia del due, cioè della separazione produce una sociologia della separazione. Ed una sociologia della separazione genera una psicologia della disunione. Ed una psicologia della disunione crea a sua volta una patologia della divisione e della contrapposizione”. Cosa che si è puntualmente verificata tra i popoli della terra, così che si è visto che ciascuno di questi non ha pensato ad altro che a rivendicare per sé il primato del proprio Dio e della propria civiltà e della propria conoscenza, in modo unilaterale. E così, per conseguenza si sono viste anche tutte quelle catastrofi, stragi ed atrocità che ancora oggi, cosa di quasi tutti i giorni, insanguinano tanta parte dell’ umanità nel mondo.Il fondamentalismo soprattutto delle tre grandi religioni monoteiste, ha finito per produrre un pericoloso separatismo ed una rischiosa incomunicabilità soprattutto tra l’ islam e l’ occidente con una forte riduzione del potere di dialogo tra le diverse sfere delle diverse comunità religiose. C’ è stato il miraggio di un Dio misterioso, occulto ed irraggiungibile, professato da dottrine frutto di superstizioni inculcate da oligarchie confessionali dogmatiche ed ignoranti, che sono sfociate non di rado nei vari fanatismi ed integralismi religiosi, provocando spesso profonde divisioni tra gli umani; fratture che nel corso dei secoli si sono sovente inasprite tra il Nord e il Sud, l’ Est e l’ Ovest del mondo. E che talvolta si sono tradotte in violente lacerazioni tra Terra e Cielo.E’ evidente che chi sosteneva ed afferma ancora oggi questo “credo” è un falso maestro, un mendico che si spaccia per mecenate e che proclama di voler regalare un milione ad un beneficiario che non potrà mai riceverlo. E che quindi si deve accontentare.C’ è stato quindi un passaggio evolutivo dell’ umanità che è stato terribile perché nella maggior parte degli uomini ha suscitato una FEDE che è rimasta un puro assenso mistico, confessionale o mentale a qualcosa di misterioso o di inaccessibile alla ragione, coacervo di parole e di mero nulla. Una fede che si è proiettata verso un regno di Dio extracosmico, quando invece è stato detto: “Dove andate a cercarlo, il regno di Dio è dentro di voi”. Dal che non doveva quindi essere troppo complicato dedurne che la FEDE non è e non è mai stata un “aver fiducia” o “un affidarsi o “un consacrarsi” o “un rimettersi” anima corpo ad un dettato della coscienza che viene da altri, ma un cercare con tenacia e speranza per avere come meta ultima il “trovare”, scavando non fuori, ma dentro se stessi.E’ stato detto: “Il Padre è in te”. L’ Intero nella parte. Ma, non è stato creduto. Le vecchie religioni hanno chiamato miscredente colui che non crede in un Dio esterno. Qui sta la nuova differenza con la nuova, che più che seguire il cammino delle religioni tradizionali segue il cammino dello spirito. Nel mondo dello spirito la fiducia risiede in se stessi, ovvero nel “Maestro interno”, che è altra cosa rispetto al Maestro esterno della religione, il quale al massimo può dare solo lo spunto per indicare la via, ma che non può fare null’ altro. Nel mondo dello spirito non c’ è mai stato posto per l’ “Io e l’ altro”, per l’ adorante e l’adorato, perché i due sono sempre stati e sono UNO.
Gesù lo ricordava spesso : “ Io è il Padre siamo UNO”. Ma aggiungeva anche: “Non avete letto le scritture? Pure tutti voi siete come dei”.Dunque in questo aveva ragione lo stesso Jean Paul Sartre, paradossalmente ritenuto un filosofo ateo, quando diceva: “ L’ enfer c’ est les autres” ( il male è l’ “altro” ). Cioè chiunque si crede “a parte” , “da parte” o “super-parte”, staccato e separato dal Tutto. Troppi mali infatti sono derivati all’ umanità per obbedire alla cieca autorità di un dogma creazionista, contrapposto per secoli a quello darwiniano di tipo evoluzionista, dal momento che l’autorità, esercitata fraudolentemente, è sempre stata quel valore che si propugna, si ottiene e si conserva togliendola agli altri.Di qui i conflitti e le sindromi da primato. Gli orrori delle guerre che hanno per secoli e millenni prodotto flagelli e ed odi implacabili tra i popoli.In occidente a partire da Giustiniano, e cioè dal V secolo dopo Cristo, si sono visti gli effetti prodotti da una feroce ed inquisitoria autorità religiosa fondata sulla dualità, sacro e profano.In oriente invece fanatismo ed intolleranza religiosa hanno avuto forse minori “bagliori” (roghi). E forse questa maggiore propensione naturale al raggiungimento della pace e dell’ amore tra gli uomini ( Ved. Gandhi ), fondata sul concetto dell’ Unicità della Vita, è stata poi quella che ha prodotto una più alta dignità dell’ individuo, restituita all’ uomo, che si rivolge alla parte più profonda del suo se stesso.Ancora oggi infatti questa assenza di confini tra essere ed essere e tra cosa e cosa la ritroviamo nelle parole del Samadhi di Paramahansa Yogananda, in cui si legge: “TU sei ME, IO sono TE, Conoscenza, Conoscitore, Conosciuto in UNO”. TA TWAM ASI, Tu sei Quello. Il Fattore che si fa sua fattura.E’ un concetto quantistico che fa meraviglia., ma la cosa più strabiliante è che il concetto di UNO espresso da questa affermazione dell’ Assoluto Dio monistico di Yogananda, a differenza del Dio monoteistico di parte ( tipo Allah, Brahaman, Yhwh ) delle grandi religioni del mondo, coincide perfettamente con principio della Scienza sulla “non-località” spazio-temporale, di un eterno e infinito Uni-verso, ribadito dalla fisica. Dice infatti la 1^ legge della fisica quantistica: in ogni accadimento naturale, si produce un effetto in cui, con perfetta sincronia, accordo e partecipazione l’ Osservatore, l’ Osservato e l’Evento fisico in essere sono totalmente coinvolti nello stesso processo in divenire, di cui sono coautori, reciprocamente interattivi.Praticamente, secondo tale assunto, che ha del prodigioso, l’ Universo e l’ Uomo sono la stessa cosa.In tempi recenti lo diceva anche il grande fisico John Wheeler quando definiva l’Universo, l’Osservato, una struttura “a partecipazione di osservatore”, reciprocamente influenzabili.C’ è indubbiamente tra le “parti” una transizione di stato genetico non facile da afferrarsi.Ma, al di là dell’ obbiettiva difficoltà di questa “autocoscienza” , non si vede la ragione per cui debba ripetersi all’ infinito il paradosso della “fede” che una mentalità ambiguamente “double face” di certi ambienti religiosi ha sempre portato avanti con ferrea insindacabilità: che fede è quel modo di credere nell’ Inaccessibile ( celebre ossimoro ) che tale è destinato a rimanere perché il Grande Mistero del Tutto costituisce un problema che la mente umana non ha è in grado di portare a soluzione.Il fatto è pero che obiettivamente non è così. Bisogna smascherare la mistificazione, come dimostrano anche le ultime scoperte che si sono prodotte nel nuovo campo emergente delle neuroscienze.Un campo che a livello funzionale ha trovato la sua più autentica espressione in un nuovo riscontro della realtà universale che è davvero sconvolgente.La notizia è che dalla cosmologia alla geologia, dalla paleontologia all’ antropologia, risalendo su dall’ osservazione astronomica / ex-astrologica ) e/o astrofisica a quella ontologica, confortata dai dati in possesso della ricerca microbiologica, ci sono serie conferme sulla attendibilità di un processo cosmico che ha portato allo sviluppo di un fenomeno apparentemente unico: a partire dalla comparsa della vita biologica sulla superficie della Terra c’ è stata una lunghissima evoluzione, durata miliardi e miliardi di anni, che ha portato l’ Universo Organico “univivente” a configurarsi fino al punto di assumere il corpo del suo stesso Osservatore.Sembrerebbe una favola se questo risultato non coincidesse perfettamente con le stesse conclusioni alle quali è pervenuta, come si è visto sopra, la fisica quantistica .Ed invece non lo è se si risale tra l’ altro con la memoria alle rivelazioni fatte dai vecchi saggi dell’ antichità che ce lo avevano preannunciato con largo anticipo sui tempi del grande sviluppo tecnologico già da millenni: L’ UNO detto DIO ( esiste il libro della Macroedizioni, elaborato appunto dal Prof. Marchi che lo illustra) ovvero l’ UNIVERSO è una struttura organica interamente viva, vitale e infinita di natura onnipervadente e intelligente. Visibile e invisibile.Diceva il grande fisico James Jeans: “Incomincio a credere che l’ Universo più che una grande macchina sia un grande Pensiero”.Ebbene questo stato delle cose, l’ immenso ed infinito “SISTEMA esistente, energeticamente vibrante e interamente pensante, doveva solo riuscire a capirlo. E per riuscire a comprenderlo doveva sapere come farlo. E per sapere come farlo doveva informarsene. E per informarsene doveva creare un evento informazionale che fosse ridiretto verso se stesso, cioè che fosse ( appunto ) UNI-VERSO.Oggi questo suo prodotto lo chiamiamo uomo. Gesù, da perfetto biologo, che aveva un po’ più di esperienza di SE’ e delle cose del “Padre”, cioè della Totalità dell’ Esistente rispetto al comune sapere dei suoi simili, lo chiamava “Il figliol dell’ Uomo”. Cioè il Dio reso corporeo.Vero, non vero? Questo lo può stabilire solo la FEDE. Ma non la fede dei fideisti, per i quali la fede è sempre stata una cieca resa alla cosiddetta volontà divina. E per i quali la “fede” non è la FEDE, ma è solo credenza. Un idolo che sostituisce altri idoli. La FEDE di cui qui si parla è quella che viene unicamente da una effettiva esperienza spirituale. Quella che non si può presumere. E che non si basa su ciò che è possibile, ma su ciò che è.Ebbene se è vero che questa è una facoltà ( rara ) che è privilegio esclusivo di poche ed assolute grandi anime del passato, allora non c’ è dubbio che in Francesco essa la si avverte risuonare come un soffio che si “espande” in tutti quegli aspetti e manifestazioni della vita, che ci rendono tutti parenti, perché tutti nati da una stessa matrice: il cosmo, le stelle, la Natura, vibrante nel suo cantico delle creature, unite tutte insieme a “ lo frate Sole, la sora Luna e le stelle, la sor’Acqua, lo frate Focu, la matre Terra,e perfino la sora nostra Morte corporale”.Ecco questa è la fede, quella che vediamo sperimentata da Francesco come un “luogo” che una volta visitato si sa con certezza che quello è effettivamente il posto in cui si è stati. E che quindi nulla è più incrollabile di quel luogo. Così che il giorno che lo si è conosciuto per quello che è, nessuna cosa al mondo da quel momento in poi riuscirà più a scuotere quella FEDE.Tant’ è che solo in quel momento si avrà la vera FEDE, la certezza di sapere che quel luogo esiste ed è in noi stessi.A quel punto, il miracolo che è accaduto una volta può ripetersi ancora. Non solo, ma visto così, al confronto, l’ elemento magico della FEDE , comunemente fraintesa, dovrebbe essere qualcosa di stupido e di superato. Ma purtroppo non è così.L’ esperienza di S. Francesco è per un piccolo nucleo di mistici, mentre le masse hanno bisogno della componente mitologica della fede.Tutti vorrebbero estorcere o trafugare la grazia dell’ “illuminazione”. Cosa impossibile, perché la Scienza si insegna e si impara da altri e tramite altri, mentre la Conoscenza non è trasferibile e, come ha mostrato S. Francesco, si acquisisce unicamente con lo sforzo sviluppato dalle proprie esperienze di Vita. La conoscenza, diversamente dalla Scienza che è qualcosa che si impara e si insegna, è invece “qualcosa” che si diventa.Quando ci si rivolge ad un tonsurato confessore e si implora “Signore, Signore” per chiedere aiuto e conforto, basterebbe pensare “Io non mendico da un mendico”. Come può un mendico donarmi qualcosa o indulgere per me?”.Basterebbe cioè usare un po’ del proprio pensiero critico. Ma purtroppo il più delle volte non è così.Purtroppo ce n’ è abbastanza per concludere che la maggior parte degli uomini, per vivere meno angosciosamente, ha ancora bisogno, oggi come oggi, di questo tipo di fede. Non è forse con lo stesso tipo e atto di fede che siamo abituati a dire, quando le cose vanno male, salviamo l’ Ambiente? Ma chi l’ ha detto? Come se noi e l’ Ambiente fossimo due entità, separate e distinte, anziché una stessa cosa. Non sarebbe allora più ragionevole dire: salviamo noi stessi, nella forma antropica, giacchè l’ Ambiente ha sempre trovato modo di salvarsi da solo, indipendentemente da quella microscopica fauna antropica che lo popola?Dovrebbe essere così semplice: distrutto l’ ambiente, distrutti noi. Ed invece…..
Con l’ inizio del XXI secolo diversi scienziati, ricercatori ed esperti hanno già avuto modo di fare il punto sulla entità di errori commessi dalla comunità mondiale.Nel 1995 durante un convegno a Killarney in Irlanda, lo psichiatra ed innovatore Stanislav Grof ha svolto un intervento che ha fatto da eco alle preoccupazioni espresse da molti studiosi sul deterioramento delle condizioni di vita che minacciano il mondo. Tra i pericoli immediati, citati da Graf, ricordiamo:L’ inquinamento industriale del suolo, dell’ acqua e dell’ aria;
Le minaccie di scorie e di incidenti nucleari;La distruzione dello strato di ozono;
L’ effetto serra; La progressiva perdita di ossigeno a livello planetario, causata dalla indiscrinata azione di deforestazione di ampie zone della superficie terrestre;
L’ avvelenamento del “plancton” all’ interno delle acque degli oceani;
La tossicità patogena provocata dagli additivi ( chimici ) introdotti all’ interno della nostra catena alimentare e nel ciclo delle nostre bevande;
La tossicità cancerogena causata dalla contaminazione delle colture agricole;
La pericolosità biologica, fonte di imprevedibili mutazioni genetiche, degli OGM ( organismi geneticamente modificati ) in termini di alterazione della qualità naturale dei prodotti che sono alla base della nostra alimentazione.E, in effetti, riflettendo il parere di molti altri scienziati, una qualunque tra le emergenze menzionate da Grof rappresenta da sola un pericolo reale già presente nei sistemi vitali terrestri. Il fatto poi che tutte le situazioni citate siano in effetti già simultaneamente presenti in quasi tutte le zone della nostra sfera terrestre, assume i contorni potenziali di una minaccia quasi inconcepibile.Se poi a queste emergenze si aggiungono altre calamità, questa volta di tipo sociale, tecnico o geografico, pericolosamente incombenti, quali: I nostri vasti antagonismi nazionali ed internazionali;

· I nostri ridondanti arsenali nucleari e chimici;

· La nostra tumultuosa crescita demografica;

· Le forti ed aspre contese sociali tra abbienti e non a abbienti ( le lotte di classe e di popolo );

· La carenza delle risorse idriche e gli squilibri alimentari tra zone ricche e povere del pianeta:

· Le nostre avventate alterazioni dell’ ambiente naturale del pianeta;
si giunge presto alla conclusione che di questo passo non dovremmo essere molto lontani da una situazione prefigurante un tracollo irreversibile delle difese del pianeta.Può darsi come fanno certi esperti che si trovano sempre in servizio permanente effettivo quando si tratta di distribuire alle masse una sorta di ottimismo ad oltranza e di impegnarsi attivamente sul fronte di tranquillizzanti “ missioni consolatorie”., che tutto questo sia solo uno scenario potenzialmente catastrofico.Sta di fatto che, almeno per il momento, le statistiche in uso ci mostrano chiaramente che il pianeta “ha la febbre”, non foss’ altro che per il fatto che le temperature della terra si stanno sensibilmente innalzando, i ghiacci polari stanno fondendo ed i ghiacciai delle catene montuose di tutto il mondo si stanno ritirando.
L’ INGHILTERRA & SIR DAVID KING
Nel Gennaio 2004, Sir David King, capo dei consulenti scientifici del primo ministro inglese Blair ha parlato del disastro che incombe su tutto il mondo e che era suo dovere dire a tutti cosa stava per accadere. Tutte le informazioni sono state pubblicate sulla rivista Science. Come conseguenza l’ Inghilterra ha emesso una diffida nei confronti di Sir David King.

L’ AMERICA & PENTAGONO

Il mese successivo, Febbraio 2004, uno studio speciale condotto da uno dei dipartimenti del Pentagono avvisa che a causa del Riscaldamento Globale e del conseguente scioglimento dei ghiacci polari, la Corrente del Golfo, il cosiddetto “Convettore Termoalino Nord Atlantico”, costituita da acqua calda, proveniente dal Sud dell’ Equatore e che evita che il Nord America e l’Europa Settentrionale si ghiaccino, sta rallentando e minaccia di fermarsi. Il che, se avvenisse, produrrebbe una piccola Era Glaciale ed un enorme flusso migratorio da Nord a Sud dell’ Europa, proveniente da Finlandia, Danimarca, Svezia e Norvegia, una evacuazione che spopolerebbe in massa le regioni del Nord Europa per congestionare un’ affollata regione del Sud Europa.

Queste informazioni sono state pubblicate il 9 febbraio 2004 sulla rivista Fortune, dopo che l’ amministrazione Bush si era mostrata piuttosto contraria alla diffusione del rapporto.

L’ ALTERAZIONE DELL ’ ECOSISTEMA
Ignoriamo lo scioglimento dei ghiacci del mondo ( 40% del polo Nord in 33 anni ), il processo di desertificazione e di deforestazione e il riscaldamento globale del pianeta causato dall’inquinamento delle emissioni di CO2 , responsabile dell’ effetto serra, il rallentamento ed il vicino blocco della Corrente del Golfo, pubblicati dalle riviste Science e Fortune.

Non conosciamo gli scenari degli imprevisti cambiamenti climatici, la minaccia di inverni polari.
Nessuno ci parla del parere di 20 Premi Nobel e di 1700 scienziati tra i migliori del mondo, facenti parte della Union of Concerned Scientists ( Unione degli Scienziati Preoccupati ), preoccupati dello scioglimento del Polo Sud, del distacco della Placca Larsen A, della Placca Larsen B e della minaccia di scivolamento nell’Oceano della Placca di Ross che comporterebbe la sommersione di diverse città costiere del mondo, per effetto dell’ innalzamento del livello degli oceani di ben 5 o 7 metri. Non sappiamo che il senatore James Inhofe, consigliere del Environment and Public Works ( dell’ Ambiente e dei Lavoro Pubblici ) si augura che il congresso degli USA respinga i profeti di sventura che spacciano propaganda, mascherata di scienza, in nome della salvazione del pianeta da un disastro catastrofico.

Tutti allarmi ingiustificati?

Intanto però in un rapporto del Pentagono, curato dall’ Office of Net Assessment (Ufficio Valutazioni Nette), diretto da Andrew W. Marshall, si raccomanda che gli Stati Uniti si tengano pronti per motivi di sicurezza nazionale e incomincino a costruirsi un muro dell’ altezza di 13 metri intorno a tutto il paese, al confine con il Messico, per tenere fuori coloro che vorrebbero immigrare nel tentativo di sfuggire ai problemi climatici mondiali, già annunciati da 562 tornadi registrati nel solo mese di Maggio nel 2004, dagli uragani mai abbattutisi, a memoria d’ uomo, nel Sud America, sulle coste di Argentina ( Luglio 2004 ) e del Brasile ( Marzo 2004 ).

E come hanno funzionato le comunicazioni per informare gli abitanti della terra che tali cambiamenti ambientali sono talmente imponenti che ben difficilmente la razza umana disporrà di tecnologie capaci di riportare tali cambiamenti alla normalità?Semplice. Con l’ oscurità dell’ informazione, con soluzioni comunicative del tipo simile a quelle che non hanno impedito la catastrofe prodotta dallo Tsunami nell’ area del Sud-Est asiatico.Tutti fenomeni naturali, dovuti all’ orogenesi himalaiana, le cause che spiegano il fenomeno del mare moto del sud-Est asiatico? E tutti i sismi artificiali registrati dal 1998 in poi dagli osservatori sismici di tutti il mondo (Canada, Australia, Russia e Pakistan ) in seguito ad esplosioni nucleari sotterranee che si sono verificate nell’ area geografica dove si trovano India, Pakistan e Cina? Tutti esperimenti ininfluenti sulla tettonica già molto instabile, causata dello scontro delle placche continentali indiana ed australiana in atto nell’ ambito dell’ intera area? Purtroppo non stiamo vivendo solo lo scontro tra due placche o zolle continentali terrestri, ma anche lo scontro tra due mondi, fatti di aspetti di una realtà bipolare che ha comportato grandi conflitti ideologici, religiosi etnici, economici e sociali tra Oriente ed Occidente.

Una cultura di morte, necrofila, sta per egemonizzare ed impossessarsi di una cultura di vita o biofila, in una sorta di infettante “cupio dissolvi” generale. Ovviamente questo irrazionale suicidio globale degli esseri umani non dovrebbe avere il sopravvento sulle leggi della ragione. Ma, purtroppo, sembra paradossale, al momento non è così.Il pericolo oggi nasce dalla combinazione mondiale di due poli culturali fatti di separazione ideologica ed avanzamento tecnologico, seguita dalla micidiale miscela composta da filosofie di vita che insegnano verità separatiste e teologie eslusiviste.

LE ARMI ULTRAFISICHE E LE GUERRE INVISIBILI

C’ è un gap abissale che separa noi come “mostri tecnologici” da noi come esseri spirituali.
Per questo oggi siamo assurdamente convinti di poter risolvere le controversie in atto nel mondo ( 22 guerre di fatto e 36 aree di crisi ) con mezzi di distruzione di massa, che prima erano inimmaginabili.
Conosciamo poco dei progetti occulti Pandora, Styx, Monarch, MKULTRA e HAARP e dei loro budget che ammontano e si elevano ad una gigantesca massa di miliardi per la costruzione delle armi ultrafisiche nella prospettiva dello scoppio di guerre invisibili, pulite come si asserisce cinicamente, senza il versamento di una sola goccia di sangue, mentre i 2/3 del mondo ( 400 bambini ogni minuto ) muore di fame, di stenti, malattie e indifferenza.Per ora, a farla da padroni, si dice a scopo di deterrenza dissuasiva, sono:
a) la tecnologia moderna per la manipolazione delle menti e del controllo del pensiero con la tecnica del Mind Control;
b) la tecnologia basata sulle armi neurologiche in grado di interferire con le funzioni mentali dei “bersagli” colpiti”. ( La guerra in cui le vittime sono eliminate, senza essere ferite, perché sono trasformate in robots;

c) la tecnologia della guerra atmosferica, basata su sistemi di irraggiamento a fasci di energia ad alta frequenza per la desertificazione e la modificazione climatica di vaste aree del globo ( con controllo e manipolazione di uragani e cicloni);

d) la tecnologia basata sullo sviluppo di armi strategiche a tecnologia Tesla applicata all’ uso di microchip o pulci da inserire negli organismi ( sistema cerebrale o sottocutaneo ) da telecomandare a distanza;

e) la tecnologia fondata sull’ uso di armi a microonde in grado di produrre “degradatori organici” di ogni tipo nell’ ambito della conduzione di una guerra invisibile;

f) la tecnologia basata sull’ incidenza frequenziale di tecniche “radio-biologiche” in grado di incidere sui processi informativi ed energetici del pensiero in relazione alla cosiddetta dimensione “paranormale” ( la Parafisica è il campo elevato della tecnologia in cui oggi si è trasformata la parapsicologia che porta il suo nome ).

g) la tecnologia fondata sullo sviluppo della telepatia amplificata in modo elettronico, capace di agire nel campo extrasensoriale .
Ce n’ è abbastanza per riempire tutti i musei del mondo dei più foschi orrori di nichilismo esistenziale.Quando impareremo allora che senza la coscienza di essere tutti Uno di Noi si va verso il baratro di una anoressia spirituale e l’ abisso di una eutanasia globale?

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shantij

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