




Inlakesh: L’Identità come Relazione
L’opera di Raffaella Corcione Sandoval e il concetto di In lak’ech
“Gli ultimi saranno i primi” si configura, in questa opera, non come enunciazione morale, ma come dispositivo critico capace di sovvertire le gerarchie implicite che strutturano la percezione dell’umano.
Inlakesh traduce questo principio in forma plastica attraverso una composizione che riunisce otto identità etniche differenti attorno a un unico centro simbolico: il cuore. Questo elemento, lungi dall’essere un semplice riferimento anatomico, si impone come matrice condivisa di vita, empatia e interconnessione, annullando ogni pretesa di separazione fondata su differenze culturali, sociali o razziali.
In tale prospettiva, la nozione di “ultimi” si espande fino a includere tutte le soggettività storicamente marginalizzate o rese invisibili. L’opera non si limita a rappresentarle, ma le reinscrive all’interno di un sistema relazionale in cui la marginalità si trasforma in principio generativo di un nuovo ordine simbolico.
Il riferimento al concetto mesoamericano di <i>In lak’ech</i> — “io sono un altro te” — introduce una dimensione ontologica: l’identità non è più concepita come entità autonoma e separata, ma come configurazione relazionale. Riconoscere l’altro equivale a riconoscere se stessi, dissolvendo così ogni gerarchia tra centro e periferia, tra norma e differenza.
All’interno della struttura scultorea, tale visione si manifesta in un equilibrio privo di dominanze: nessuna figura prevale, poiché tutte partecipano di uno stesso principio vitale. La composizione si offre dunque come un campo di coesistenza, in cui la pluralità non è ridotta, ma armonizzata.
Inlakesh propone infine una rilettura contemporanea di un paradigma arcaico, trasformandolo in un invito a ripensare le modalità di relazione tra gli esseri umani. In questo senso, “gli ultimi saranno i primi” non si esaurisce in una promessa di riscatto, ma si configura come una pratica di sguardo: un esercizio di decentramento attraverso cui la differenza si rivela come condizione primaria dell’unità.
Raffaella Corcione Sandoval
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