L’Unità nella diversità: ponti tra Oriente e Occidente
Relazione di Gabriella Lavorgna
Partecipo a questo Simposio “Raggi di un’unica luce”, nell’ambito del Festival dell’India, in qualità di promotrice di un movimento di pensiero che si chiama “Il Mandir della Pace” (la parola “mandir” in sanscrito vuol dire “tempio”). Dal 1998 ad Assisi promuovo e coordino un meeting internazionale dal titolo “L’Oriente incontra l’Occidente, sul sentiero francescano, per una civiltà di Pace”.
L’iniziativa, sostenuta da forze di volontariato, si propone di contribuire — tramite i canali dell’Arte, della cultura e della Comunicazione — alla promozione e allo sviluppo di tematiche per la diffusione di una cultura di Pace, di solidarietà, di osservanza dei diritti umani e dell’ecologia, nell’assoluto rispetto delle diverse visioni sociali, politiche e religiose. Momenti culturali ed artistici divengono strumenti di risveglio della consapevolezza per una cooperazione tra i popoli da Occidente a Oriente.
L’incontro tra due mondi
L’Oriente incontra l’Occidente per far luce, senza reticenze e pregiudizi ideologici, con lo spirito di operare una sintesi utile al superamento degli schemi attuali. Questo incontro vuole rappresentare la sinergia costruttiva di due grandi filoni culturali:
- L’Occidentale: con la sua dominante estroversa, razionale, materialistica, orientata all’azione.
- L’Orientale: con la sua impronta intuitiva, introspettiva, incline alla spiritualità.
L’integrazione di questi due emisferi cerebrali, che spesso non riescono a trovare la giusta armonia, permette di ritrovare se stessi, travalicando l’aspetto puramente culturale per divenire un processo evolutivo interiore di integrazione degli opposti.
Il ruolo delle religioni e l’Assoluto
Tutte le religioni nella storia dell’umanità hanno assunto un ruolo fondamentale perché hanno sopperito ai dubbi esistenziali dell’uomo, aprendogli il sentiero verso la ricerca della divinità e del senso della vita. Esse hanno stabilito, sin dagli albori, le prime regole di comportamento.
Tuttavia, nel lungo corso della storia, per affermarsi sono stati necessari adattamenti, compromessi e talvolta irrigidimenti dovuti all’ingerenza del potere temporale. Ciò ha determinato un allontanamento delle religioni dall’essenza della divinità e, contemporaneamente, dell’uomo dalle istituzioni religiose.
Il concetto di Divinità, tuttavia, è identico per tutti e non potrebbe essere altrimenti, perché è sinonimo di Verità. Queste considerazioni mi hanno spinto a ricercare le radici della verità fino a trovarla nell’Assoluto metafisico. L’Assoluto trascende il Dio formale di cui ci parlano le religioni; è un concetto così astratto da non poter essere circoscritto. Egli è:
- Assolutamente indeterminato;
- Privo di forma perché infinito;
- Immobile perché occupa ogni immaginabile spazio;
- Onnisciente e Onnipresente in quanto Mente Universale e Coscienza Cosmica.
L’incontro con i Veda e Sathya Sai Baba
Questi princìpi li ho trovati nei Veda, antiche dottrine che ancora oggi sono il baluardo dell’induismo. In questo percorso è stato illuminante l’incontro con il maestro spirituale indiano Sathya Sai Baba, che ha risvegliato in me ciò che interiormente già possedevo, rafforzando la mia fede cristiana nel trovare il punto di incontro tra questi due insegnamenti di base.
Queste dottrine, pur parlando del Dio unico e senza causa, sono rimaste a lungo ignorate dall’Occidente. Ora i tempi sono maturi per separare la sfera dello spirito dalla materia, il mondo fisico dalla realtà metafisica, comprensibile grazie all’intuizione. L’insieme delle coscienze individuali costituisce la Coscienza Cosmica, emanazione dell’Assoluto.
L’urgenza del dialogo
L’incontro tra rappresentanti di differente fede è oggi più che mai necessario per superare divergenze e fratture che causano conflitti insanabili. Oltre al dialogo interreligioso (reciproco scambio di conoscenze), è fondamentale quello intra-religioso, che si attua all’interno di ogni individuo che entra in contatto con opinioni diverse dalla propria, scoprendo se stesso attraverso l’altro.
Le differenze tra i popoli non dovrebbero costituire un impedimento, bensì un arricchimento. La saggezza dei maestri afferma che bisogna “nascere ogni giorno”: ridiscutere con se stessi, aprire il varco al dubbio e non accettare teorie ad occhi chiusi. Come suggerito dal Mahatma Gandhi, il cambiamento del nostro “assetto interno” apre la possibilità di operare cambiamenti anche fuori di noi.
Francesco d’Assisi: Yogi dell’Amore Universale
In questo nuovo ordine spirituale, il misticismo di Francesco d’Assisi offre un contributo notevole. Francesco, yogi dell’Amore Universale, ha trovato posto nel cuore di buddisti e induisti. Il Mahatma Gandhi lo definì così: “La vita di San Francesco è la copia simile a quella di Cristo. Se San Francesco è l’essenza del cristianesimo, allora io sono cristiano”.
Egli non fu un esclusivista, ma un ricercatore di Dio nelle creature. Quando ogni essere avrà finalmente compreso il senso di questi concetti, allora il mondo sarà trasformato per determinare un futuro di Pace. Si tratta solo di prendersi tutti per mano e provare a parlare lo stesso linguaggio: il linguaggio dell’Assoluto.
Relazione di Gabriella Lavorgna – Presidente Fondazione “Il Mandir della Pace”
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