Donne di Fede: In Assemblea per l’Azione
Kyoto, Giappone · 24-25 Agosto 2006
Guidate dal rispetto per le differenti religioni e dalla fede nel potere delle donne di arricchire la cooperazione multireligiosa, il movimento “Religioni per la Pace” ha mobilitato quattrocento donne di fede provenienti da 10 tradizioni religiose e 65 paesi. L’Assemblea di Kyoto è stata un momento cruciale per riflettere, discutere e promuovere azioni comuni per contrastare la violenza e costruire una sicurezza condivisa.
La Forza Interiore e il Ruolo delle Donne
Le donne religiose sono spesso in prima linea come costruttrici di pace, mediatrici di riconciliazione e attiviste in circostanze difficili. Esse fungono da testimoni sensibili delle realtà umane, specialmente in tempi di conflitto. L’Assemblea ha messo in luce come la forza interiore e la creatività femminile siano risorse preziose che, se mobilitate, possono consolidare intere comunità.
Affermazioni Condivise
- Condanna di ogni forma di abuso dei diritti umani sulle donne, sia in tempo di guerra che di pace.
- Denuncia dell’intensificazione della violenza mentale, fisica e psicologica.
- Riconoscimento della marginalizzazione delle donne all’interno delle stesse comunità religiose come una sfida da superare.
Chiamata all’Azione: Punti Chiave
La “Chiamata all’Azione” emersa a Kyoto si basa su un impegno collettivo e una responsabilità condivisa. Tra le azioni prioritarie identificate:
- Lotta alla povertà: Sostenere l’empowerment economico delle donne attraverso reti globali e locali.
- Partecipazione decisionale: Richiedere un aumento della presenza femminile nei processi di potere a tutti i livelli.
- Educazione e Formazione: Dedicare tempo e risorse all’istruzione sulle tecniche di costruzione della pace e trasformazione dei conflitti.
- Rompere il silenzio: Agire contro la violenza sessuale e il traffico di esseri umani.
- Sostenibilità: Collaborare con organizzazioni internazionali e leader religiosi maschili per proteggere la Terra e ridurre la povertà.
«Noi facciamo appello a noi stesse per personificare il cambiamento che vogliamo vedere nel mondo ed essere strumento nel realizzare pace e sviluppo sostenibile per le nostre famiglie, le comunità ed il mondo intero.»
Resoconto di Maria Gabriella Lavorgna
Delegata all’Assemblea Mondiale “Religioni per la Pace” – Kyoto 2006
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