i maestri di saggezza

I MAESTRI DI SAGGEZZAI MAESTRI DI SAGGEZZA……………… 1

Premessa…………. 1

La Costituzione della Gerarchia (1)…………. 2

Una giusta precisazione (2)…………. 2

Che cos’è, in ultima analisi, questa Gerarchia? (4)…………. 2

Chi è a capo della Gerarchia? (5)…………. 2

I componenti della Gerarchia (6)…………. 2

L’opera della Gerarchia (7)…………. 3

La Gerarchia vista dal Maestro Djwal Khul (8)…………. 3

I Maestri visti da Giuseppe Filipponio (9)…………. 4

I Maestri visti da David Anrias (10)…………. 4

Alcuni Maestri e la loro opera (11)…………. 4

Il Buddha e il Cristo (12)…………. 5

L’influenza dei Maestri sulle Scuole di esoterismo (13)…………. 6

Il lavoro attuale della Gerarchia (14)…………. 6

La Gerarchia vi ama e lavora per voi (15)…………. 6

L’illusione riguardo ai Maestri…………. 7

Un messaggio del Maestro D.K. (17)…………. 7

IL TOCCO DEL MAESTRO…………. 8

VIVIAMO IN UN MOMENTO DIFFICILE……………… 9

State all’erta perché sta arrivando la fine di un’era (18)…………. 9

Grande è l’urgenza dei tempi (19)…………. 9

Ci aspettano tempi migliori (18)…………. 9

L’amore, da un certo punto di vista, è libertà (18)…………. 10

ASPIRANTI, DISCEPOLI E MAESTRI……………… 10

IL SENTIERO DELL’ASPIRANTE……………… 11

La vita spirituale non consiste… (36)…………. 11

I messaggi devono essere offerti con amore (15)…………. 11

Il Sentiero della Purificazione e della Prova (20)…………. 11

Come diventare aspiranti? (15)…………. 12

Sono necessari vari sacrifici…………. 12

Le difficoltà dovute all’ambiente (21)…………. 12

Coltivate le virtù e liberatevi dai complessi (15)…………. 13

L’istruzione privata è sospesa (22)…………. 13

Prima di andare a letto… (23)…………. 13

Nella notte andate a scuola… (24)…………. 14

Quando vi alzate… (23)…………. 14

Nessuno corre il rischio di passare inosservato (25)…………. 14

Sappiate che il cammino spirituale rende più sensibili (26)…………. 14

Nessun fattore esterno ostacola la crescita spirituale (26)…………. 15

L’INIZIAZIONE (27)……………… 15

Le iniziazioni sono delle cerimonie assai semplici (15)…………. 16

IL SENTIERO DEL DISCEPOLO ACCETTATO (28)……………… 16

Come diventare un discepolo (15)…………. 16

Qual’è la differenza tra un allievo ed un discepolo? (15)…………. 17

A un Maestro necessita il consenso dei suoi allievi (15)…………. 17

Il discepolo resta sempre libero nella sua identità (15)…………. 18

Un Maestro non dirà mai cosa fare e cosa non fare (15)…………. 18

Il Maestro conosce le necessità dei suoi allievi (15)…………. 19

La solitudine vi mette alla prova (15)…………. 19

Diventare discepoli è una grande responsabilità (15)…………. 19

IL SERVIZIO……………… 20

Com’è l’amore vero? (15)…………. 20

Dare e ricevere (29)…………. 20

L’amore ci rende completamente disponibili (15)…………. 21

Non possiamo conoscere Dio… (15)…………. 21

Prima di servire l’umanità dobbiamo “servire” noi stessi (30)…………. 21

Come realizzare i progetti per il bene (15)…………. 22

Come possiamo aiutare i Maestri? (31)…………. 23

Altri modi per aiutare i Maestri (32)…………. 23

La Benedizione (33)…………. 24

Autoesame…………. 25

IL COLLEGAMENTO CON LA GERARCHIA……………… 25

Come stabilire un collegamento con i mondi spirituali (15)…………. 25

Come porre una domanda… (15)…………. 25

Come creare un rapporto con la Gerarchia (34)…………. 26

Come collegarsi con la Gerarchia (34)…………. 27

LA GRANDE INVOCAZIONE……………… 28

Origine della Grande Invocazione (35)…………. 28

Diffusione della Grande Invocazione (35)…………. 29

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI……………… 30

SOMMARIO……………… 32

I MAESTRI DI SAGGEZZA
Autore: dr. Mario Rizzi
Premessa
La storia classica colloca nel 3000 circa a.C. l’avvento dell’età del bronzo e dal 2600 al 2480 a.C., la costruzione delle più grandi e famose piramidi, quelle di Giza (fatte co­struire dai faraoni Cheo­pe, Chefren e Micerino della IV dinastia).
Perciò, secondo la storia, nei 4 – 5 secoli dopo la fine del Neolitico l’uomo, da selvaggio che era, avrebbe raggiunto la capacità di erigere dei monumenti la cui progettazione e costruzione ri­chiede delle avanzatissime conoscenze matematiche, fisiche ed astronomiche.
Questa assunzione non regge e, a rigor di logica, dobbiamo invece concludere che l’elaborazione della prima religione, così come la progettazione di queste grandi piramidi, sia stata opera di per­sonaggi con una capacità e cultura molto al di sopra di quella della comune umanità.
Possiamo pertanto arguire che questi “personaggi” altro non fossero che i Sacerdoti di Atlantide. Gli stessi Antichi riconoscevano che da questa razza, “civile, guerriera e dotta”, provenivano la scienza degli astri e le leggi del governo degli uomini. Questa nostra ipotesi viene confermata dal brano seguente, tratto dal volume Il sistema solare, di E. Powell (Edizioni Adyar):
“All’incirca 400.000 anni fa, essendo l’Egitto isolato e scarsamente popolato, una Loggia di Ini­ziati (esseri altamente evoluti, N.d.R.), a causa del diffondersi delle ‘arti nere’ nel suo paese (Atlantide, N.d.R.), era emigrata in Egitto, dove poi proseguì il suo lavoro per circa 200.000 an­ni.”
“Circa 210.000 anni fa, la Loggia Oc­culta fondò la prima dinastia divina in Egitto e un impero, facendo venire a questo scopo il primo gruppo di coloni.”
“Da questo tempo a 200.000 anni fa, furono costruite le due grandi Piramidi di Giza, per servire da un lato come Templi permanenti di Iniziazione, e dall’altro come santuari per la custodia di al­cuni potenti talismani, in previsione della sommersione che gli Iniziati sa­pevano imminente.”

“E’ lecito supporre che i poteri occulti furono impiegati per facilitare il trasporto ed il solleva­mento dei grandi blocchi di pietra usati nella Grande Piramide. Molte migliaia di anni dopo, Che­ope diede il suo nome a una delle Piramidi.”
Possiamo perciò dedurre che, nel lungo corso dell’evoluzione dell’umanità, vi siano sempre stati dei Grandi Esseri che hanno prestato la loro opera affinché le cose procedessero secondo un piano prestabilito moltissimo tempo fa.
Anche oggi vi sono Grandi Esseri che guidano l’evoluzione dell’umanità. L’insieme di questi Es­seri illuminati viene chiamato con vari nomi, tra cui: “Gerarchia Planetaria”, “Centro dei Maestri di Sag­gezza” e “La grande Loggia bianca”.
La Costituzione della Gerarchia (1)
La Gerarchia del nostro pianeta è nota sotto il nome di Grande Fratellanza Bianca, il cui Capo è Sanat Kumara, L’Es­sere sublime chiamato anche il Grande Iniziatore, l’Antico dei Giorni …
Con lui operano Esseri di elevatissimo sviluppo spirituale, ed una serie di Maestri che fanno parte della Fratellan­za Bianca e lavorano a favore dell’umanità e per l’evoluzione del Piano Divino sta­bilito per questo nostro pianeta. Tutto lo svolgimento dell’evoluzione fu, fin dal principio, portato sotto la cosciente e saggia guida dell’iniziale Fratellanza Bianca che esiste tuttora e continua il suo lavoro…
L’opera della Fratellanza Bianca è più importante di quanto possa apparire, essa non solo si inte­ressa dell’umanità ma anche di altri aspetti che riguardano il regno animale e quello vegetale.
Una giusta precisazione (2)
Vorrei ricordarvi che quando voi pensate alla Gerarchia, lo fate in termini di Maestri (come fa la maggior parte della gente), oppure in termini di Iniziati superiori. Non è esatto. Tutti i discepoli che vengono accettati sono nella periferia della Gerarchia e della sua influenza.
Il lavoro della Gerarchia nella fase iniziale (3)
Per molti millenni, dopo la nascita dell’umanità, il lavoro della Gerarchia non fu molto significa­tivo, perché nessuno uomo era pronto per far parte di questa Grande Fratellanza. Ad un certo momento, mentre in Atlantide vivevano i Semiti, si verificarono le giuste condizioni affinché gli uomini, volenterosi di sottoporsi allo sforzo dell’autodisciplina, fossero istruiti ed iniziati onde renderli idonei di far parte della Gerarchia.
Che cos’è, in ultima analisi, questa Gerarchia? (4)
Che cos’è, in ultima analisi, questa Gerarchia? E’ un grande corpo di salvezza composto di Unità di Vita dedicate e liberate che operano in formazione di gruppo, con tutte le forme e le vite di tutti i regni e particolarmente con tutte le anime.
In questa sua opera la Gerarchia dà importanza uni­camente all’aspetto coscienza di tutte le forme; il mezzo at­tualmente impiegato per salvare e servire è la mente, come si esprime tramite le menti di tutte le persone umanitarie, degli aspiranti, dei discepoli (di ogni raggio e grado) e degli Inizia­ti; la Gerarchia può esprimersi anche per mezzo di correnti di pensiero e di idee, imponendo per loro tramite i suoi con­cetti gerarchici alle menti embrionali del pubblico; essa diri­ge anche il la­voro educativo di tutte le nazioni, affinché le masse non evolute possano divenire, quando sarà il loro tur­no, il grande pubblico intelligente.

Chi è a capo della Gerarchia? (5)
Sebbene il Cristo o Signore Maitreya, sia il capo della Gerarchia, questa è in realtà l’Ashram (Scuola spirituale, N.d.R.) di Sanat Kumara, l’Antico dei Giorni.
Il Cri­sto (uso uno dei Suoi nomi ufficiali) è, in verità, il Maestro dei Maestri e il coordinatore dell’intera vita del grande Ashram, congiuntamente agli altri due Ufficiali gerarchici, il Manu e il Mahachohan… La Gerarchia è l’Ashram di Sanat Kumara, ma Egli ha delegato la sua autorità ai cosiddetti “Sal­vatori del Mondo” che si sono succeduti lungo le età; l’espres­sione della loro vita incarnò ogni volta la meta prevista per il periodo durante il quale rimasero in carica.
I componenti della Gerarchia (6)
Alcuni componenti della Gerarchia sono attualmente incarnati in un corpo fisico, altri, invece, vi­vono in un corpo eterico (energetico, N.d.R.) nei mondi sottili. Alcuni di essi, incarnati in un corpo fisico, dimorano nelle Montagne dell’Himalaia, ma la maggior parte è disseminata in tutto il mondo e dimora, in incognito, in varie Nazioni.
I componenti della Gerarchia cercano di aiutare l’umanità nel suo cammino spirituale attraverso gruppi o movimenti tra cui possiamo elencare, per brevità: Templari, Massoni, Rosa croce e la Società Teosofica. E’ comunque certo che i Maestri hanno il pieno rispetto del libero arbitrio de­gli umani, questo, chiaramente, ne limita il raggio d’azione.
Alcuni di essi sono esseri umani che hanno raggiunto un alto grado di perfezione ed hanno così conseguito la “resurrezione della carne”, ovvero non hanno più l’obbligo di rinascere in un corpo fisico per procedere con la loro evoluzione. Tra essi citiamo, per brevità, i Maestri: Morya, Koot Hoomi, il Veneziano, Serapis, Hilarion, Gesù, Saint Germain e Djwal Khul.
Così ne parla Alice Bailey nel suo volume Iniziazione umana e solare:
“Attualmente questi Maestri sono incarnati nel mondo intero con il solo scopo di partecipare alle attività, alle occupazioni ed al lavoro di disseminazione della verità nelle differenti Chiese, scien­ze e filosofie. Pro­ducono così in seno ad ogni organizzazione un’espansione, un’apertura, una di­sintegrazione cosi necessarie ed altrimenti impossibili.
Sarebbe saggio che gli studenti di occultismo riconoscessero questi fatti e coltivassero la loro ca­pacità di identificare le vibrazioni della Gerarchia che si manife­stano attraverso i discepoli nei posti e nei gruppi più impensati”.
L’opera della Gerarchia (7)
I Maestri contribuiscono in mille modi a far progredire l’umanità. Dalle più alte sfere riversano sulla Terra la luce e la vita che possono essere, libera­mente come i raggi del sole, ricevute e uti­lizzate da tutti coloro che sono sufficientemente recettivi.
… E poi i Maestri, che hanno un legame particolare con le religioni, le utilizzano come serbatoi nei quali riversare energia spirituale perché sia donata ai fedeli di ogni religione come un “mezzo di grazia”.

C’è quindi il grande lavoro intellettuale per mezzo del quale i Maestri inviano potentissime forme pensiero (pensieri concentrati su una certa idea, N.d.R.) che captate dagli uomini geniali, ven­gono da loro assimilate e donate al mondo. Nello stesso modo Essi inviano ai loro discepoli le loro voci notificando i compiti che devono svolgere … il lavoro di guida e supervisione nell’insegnamento ai giovani discepoli e l’invio di un aiuto specifico in numerosi casi.
Nel mondo fisico sorvegliano il susseguirsi degli eventi, correggono e neutralizzano, per quanto è permesso dalla Legge, le tendenze nefaste, riequilibrano conti­nuamente le forze che si oppon­gono o ne facilitano il progresso rinforzando il bene ed indebolendo il male.
La Gerarchia vista dal Maestro Djwal Khul (8)
La Gerarchia, è formata da esseri umani e spirituali nel contempo. Questi Maestri, desiderosi di aiutare l’umanità si sono presi la responsabilità di assistere l’uomo nella sua evoluzione. Tra loro vi sono studenti, Iniziati, così come Alcuni Maestri soggetti ai Chohans e ai Kumaras che, a loro volta rappresentano gli Esseri consapevoli più evoluti nella nostra sfera planetaria. Essi non sono dissimili alle descrizioni fatte per gli Angeli e gli Arcangeli nelle religioni Occidentali.
La Gerarchia sta lavorando, a livello politico, per creare una cooperazione internazionale e una sintesi economica. Nel campo della religione, invece, cerca di diffondere la coscienza spirituale e una religione di tipo universale. Nei domini della scienza, istruzione e psicologia, il suo scopo è quello di espandere la coscienza, la conoscenza e le capacità umane in generale.
I membri della Gerarchia inviano costantemente nel mondo pensieri, ideali, semi di attività e pro­getti, allo scopo di influenzare coloro che operano in campo politico, economico e scientifico. Questi piani talvolta sono idealistici, comunque sono realizzabili. La Croce Rossa internazionale rappresenta un esempio riuscito di tale influenza.
Coloro che si aprono alle ispirazioni inviate dai Maestri e si dedicano al “bene maggiore”, tal­volta sono istruiti dagli stessi Maestri mentre i loro corpo giace addormentato … Queste persone, co­munque, non dovrebbero lavorare in questo senso solo allo scopo di ottenere vantaggi perso­nali, bensì offrirsi come cooperatori di coloro che operano sui piani superiori.
I Maestri visti da Giuseppe Filipponio (9)
… Questi Fratelli Maggiori dell’umanità hanno calcato, quali uomi­ni sulla terra, il lungo sentiero evolutivo, e sono entrati nei ranghi dei Grandi Esseri che ora proteggono e guidano il destino dell’uomo sol­tanto dopo aver subito tutti i processi che ci innalzano a più spirituali dimensioni.
Essi hanno trionfato sulla materia e conseguito la loro meta suprema mediante gli stessi supera­menti e gli stessi sacrifici che noi affrontiamo e con cui lottiamo nelle nostre vite. Essi hanno co­nosciuto ogni passo del sentiero della sofferenza, hanno subito ogni esperienza, hanno lottato per redimere le loro fragilità umane ed hanno vinto mediante la padronanza degli aspetti materiali dei loro sé umani.
I Maestri visti da David Anrias (10)
Quando un uomo raggiunge il Nirvana o Liberazione non è obbli­gato a conservare il suo corpo fi­sico o a reincarnarsi in un altro. La scelta è sua: o preferisce vivere per sempre un’esistenza di­sin­carnata o dimora sulla terra per un tempo considerevole come Maestro di Saggezza, in questo ca­so egli avrà una funzione in seno alla Gerarchia Occulta e aiuterà lo sviluppo dell’umanità in modi estremamente diversi.

I Maestri, possono compiere miracoli, ma lo fanno raramente perché ritengono che, salvo in casi eccezionali, ogni miraco­lo è una forma di esibizionismo. Infatti la loro assenza di vanità è così totale che malgrado la loro nobiltà e i loro grandi poteri sono stati così modesti da chiamarsi Fra­telli Maggiori e Servitori dell’Umanità; in effetti, secondo i loro propositi vivono per servire e guidare, perché coloro che guidano non fanno altro che servire. Tuttavia, la loro funzione di guida non intralcia il libero arbitrio dell’uomo, perché ciò infrangerebbe la Legge. Essi suggeri­scono, ma non esercitano pressioni, ispirano ma non ordinano mai.
Possiamo dunque constatare che, sebbene i Maestri abbiano il loro spirito nel Cielo, i loro piedi calcano il nostro suolo, vale a dire che non sono vaghi sognatori, ma uomini fondamentalmente pratici. Non hanno più i vizi e le debolezze del comune mortale, perché hanno sofferto essi stessi per vincerli camminando sul sentiero che porta all’Adeptato (stato di altissima evoluzione spiri­tuale, N.d.R.). Cosi, essi hanno l’atti­tudine ad una totale comprensione e tolleranza, unite ad un’immensa compassione e, cosa importantissima come affermano essi stessi, un pronunciato senso dell’umorismo.
Alcuni Maestri e la loro opera (11)
IL MAESTRO JUPITER – Non è uno dei Maestri che solitamente assumono allievi, poiché conta fra i suoi discepoli iniziati di alto grado ed un certo numero di Maestri. Egli tiene le redi­ni del go­verno dell’India, inclusa anche buona parte della frontiera settentrionale ed a lui è affidato l’arduo compito di indirizzare gradatamente l’India verso la liberazione dal­la sua caotica instabi­lità ed agitazione e di collegarne i po­poli in una sintesi finale.
IL SIGNORE MAITREYA ‑ Per i Cristiani è il Cristo, per l’Oriente il Bodhisattva e per i Maomettani l’Iman Madhi. Risiede nell’Himalaia. E’ colui che presiede i destini della vita da circa 600 anni avanti l’era cristiana, venuto poi tra gli uomini come Gesù di Nazareth ed è di nuovo atteso tra noi. Com’è riferito nei Vangeli, Egli, anche dopo la morte del corpo di Gesù, rimase tra gli uomini da cui non si è mai allontanato. Quotidianamente Egli riversa la sua benedizione sul mondo e quindi leva le mani a benedire tutti coloro che seriamente cercano e aspirano. Tutti gli sono noti e, sebbene essi possano esserne inconsapevoli, Egli stimola la loro mente ed il loro cuore incitandoli a lavorare per il bene dell’umanità.
IL MAESTRO MORYA o MAESTRO M. ‑ Principe Rajpoute, il suo lavoro consiste nella spiri­tualizzazione e guida degli uomini di stato. Dirige anche le forze più adatte per l’avanzamento della evoluzione umana.
IL MAESTRO KOOT HOOMI o MAESTRO K.H. – Originario del Cachemire, ha studiato a Ox­ford nel 1850. Il suo compito maggiore ri­guarda il risveglio dell’amore latente nel cuore degli uomini e ridestare in essi il concetto di Fra­tellanza Universale. Fondò, nel 1875, la Società Teo­sofica, guidando a tal scopo la signora H. P. Blavatsky.
IL MAESTRO VENEZIANO ‑ Dirige il pensiero creativo a livello della Mente Divina. Possiede un’ottima conoscenza dell’astrologia “seria”, quella in grado di valutare le energie planetaria al fi­ne di cono­scere il momento più opportuno per fare o non fare qualcosa.
IL MAESTRO SERAPIS ‑ Greco di nascita segue l’evoluzione dei Deva (Angeli della natura). Stimola i grandi movi­menti artistici, l’evoluzione della musica, della pittura e della produzione drammatica.

IL MAESTRO HILARION ‑ Lavora con coloro ­che stanno sviluppando l’intuizione e vigila i grandi movimenti che stimolano la spiritualità nell’umanità. Fornì l’aiuto necessaria alla fonda­zione del movimento di Ricerca Psichica mondiale. Promuove lo sviluppo scientifico nel modo più confa­cente ai vari popoli e favorisce l’arricchimento della vita intellettuale.
IL MAESTRO GESU’ ‑ E’ il Signore della vita spirituale ed è sempre pronto ad aiutare l’umanità. Gesù, con il suo battesimo, offrì il proprio corpo al Signore Cristo, affinché se ne servisse per mostrare all’umanità la giusta “via” per ritornare nella “casa del Padre”.
IL MAESTRO RAKOCZI ‑ vedi il Maestro Saint Germain.
IL MAESTRO SAINT GERMAIN (conosciuto anche come MAESTRO R. o MAESTRO RA­COCZI). Il suo lavoro riguarda i riti e le cerimonie esoteriche per la organizzazione dei popoli e i movimenti democratici.
IL MAESTRO DJWAL KHUL o MAESTRO D.K. (anche chiamato “Messaggero dei Maestri”). E’ molto erudito e lavora con coloro che si dedicano alla guarigione. Coopera non visto con co­lo­ro che si dedicano a risanare e cercare i mezzi per sollevare l’umanità dalle sue molte miserie. Fu l’ispiratore della Croce Rossa Internazionale ed a dettare gran parte delle “Dottrina Segreta” alla signora Blavatsky.
Il Buddha e il Cristo (12)
Il Buddha venne incarnando in Sé un grande principio o qualità divina. Egli trasmise al mondo l’Illuminazione; fu il Signore della Luce. Come sempre avviene, per istruire i suoi discepoli ri­pro­dusse in Sé i processi dell’illuminazione e di­venne “l’Illuminato”. Le scritture dell’India di­cono che con­seguì l’illuminazione sotto l’albero, così come il Cristo rag­giunse la liberazione dello spi­rito umano sopra l’albero eret­to sul Golgota.
Luce, saggezza, ragione, quali attributi di­vini eppure umani, furono focalizzati nel Buddha. Egli di­mostrò la possibilità per tutti gli uomini di conseguire l’illu­minazione e camminare nella luce. Li incitò a percorrere il Sentiero dell’Illuminazione, i cui aspetti sono la saggezza, la percezione mentale e l’intuizione.
Successivamente venne il grande Istruttore, il Cristo. Incarnò in Sé un principio o aspet­to divino ancora maggiore, quello dell’Amore, nel contem­po comprendendo in Sé tutta la Luce del Bud­dha. Cristo fu l’espressione sia della Luce che dell’Amore.
Grazie alla Loro opera, ora è possibile una risposta più profonda all’opera e all’influenza delle grandi Vite che oggi attendono di aiutare l’umanità (la Gerarchia, N.d.R.), come pure una loro più am­pia comprensione.
L’influenza dei Maestri sulle Scuole di esoterismo (13)
Alcune Scuole di occultismo e di tendenza teosofica hanno preteso di essere le uniche detentrici dell’insegnamento dei Maestri ed il solo punto Focale dei Loro sforzi limitandone così l’opera e formulando delle premesse che il tempo e le circostanze non mancheranno di provare come ine­satte.
Essi operano certamente per mezzo di questi gruppi di pensatori e danno una gran parte della Loro energia in tali organizzazioni, ma hanno ovunque Loro allievi e discepoli e operano attra­verso numerosi corpi e con diversi metodi di insegnamento.
Il lavoro attuale della Gerarchia (14)
A questo punto può essere opportuno accennare ad alcu­ni fatti riguardanti i Maestri e la loro opera nel presente e nel futuro. In primo luogo vi è la formazione di allievi e di­scepoli per met­terli in grado di essere utilizzati in occasione di due grandi eventi: l’uno la venuta dell’Istruttore del Mondo (il ritorno del Cristo, N.d.R.) e l’altro l’instaurazione della nuova sesta sottorazza (la razza futura, N.d.R.) e la ri­costruzione che seguirà alle attuali condizioni mondiali …
La Gerarchia vi ama e lavora per voi (15)
Nel corso degli anni, e per molto tempo ancora, la Gerarchia, proprio perché ama l’umanità in­tera, continuerà a trasformare le diverse energie provenienti dal Cosmo, da altri sistemi solari e da altre costellazioni assai lontane, affinché la loro distribuzione sulla superficie terrestre av­venga senza arrecare alcun danno. Questa è “l’acqua di vita” che noi doniamo agli uomini, è una sorgente vita­le sulla quale si può sempre fare affidamento!
Se questa è l’acqua, vi sarà spontaneo chiedere, quale sarà mai il cibo sul quale poter fare un con­tinuo affidamento. In primo luogo questo “cibo di vita” ci viene rappresentato dai “segni” lasciati dai grandi Iniziati e dai grandi Maestri; da coloro che voi chiamate i Messia, i grandi Esseri che offrono la loro vita a beneficio dell’umanità. Il Signore Cristo, ad esempio, rappresenta un sacri­ficio perenne perché il suo Corpo, rappresentato da un’ostia pura e immacolata, viene immolato ogni volta che viene celebrata la santa Eucarestia.
Un’altra forma di nutrimento ci viene dai consigli offerti da qualcuno sufficientemente sensibile da poter parlare seguendo qualche sua ispirazione interiore, magari senza essere neppure consa­pevole di questo fatto. Egli, infatti, pensa di poter dare certe indicazioni soltanto perché possiede un pizzico di buon senso in più.
Vedete perciò come anche i messaggi che provengono dalle persone più semplici possono essere ispirati da Dio. Può anche accadere che, alcune volte, l’ispirazione che viene da Dio venga co­perta dal “frastuono del mondo”. Ci sono comunque delle occasioni in cui questi messaggi ci giungono così naturali e spontanei da non farci neppure dubitare che essi provengano proprio da Dio.
Purtroppo, assai spesso, non siamo in grado di sentire la voce di Dio in noi e allora, piuttosto che offrire un aiuto personale ed un conforto amorevole a chi si sente depresso, andiamo magari a smuovere uno Yoghi dell’Himalaia e, avendone la possibilità, gli facciamo prendere l’aereo, gli facciamo pervenire la cartina e una bussola affinché possa arrivare fino al nostro quartiere. Que­sto accade perché la nostra mente è sempre occupata con gli impegni del mondo e, al massimo, ci può suggerire di andare a far visita a qualche sofferente.
L’illusione riguardo ai Maestri
Dopo aver dato alcune precisazione, riguardo ai Maestri ed alla Gerarchia, riteniamo giusto par­lare di una particolare illusione, oggi assai diffusa, tra coloro che frequentano circoli occulti o Scuole spirituali. A questa illusione, sono spesso soggetti alcuni capi di tali organizzazioni che af­fermano di essere in contatto con qualche Maestro, spiriti illuminati o, addirittura, con nostro Si­gnore Gesù Cristo, mentre ricevono solo messaggi medianici dallo spirito di una persona de­funta. Essi, spesso, illudono anche gli allievi dicendo che, prima o dopo, arriveranno anche loro ad in­contrare il Maestro.
Leggiamo come Alice Bailey, nel Trattato dei 7 Raggi, ci illustra questo fenomeno:
“Anche le correnti di esoterismo, teosofiche e rosacrociane (particolarmente nelle loro scuole in­terne), hanno forme loro particolari di questa illusione di guida interiore. Benché di natura di­versa da quelle precedenti, gli effetti sono molto si­mili e riducono i seguaci nella condizione di farsi guidare e spesso dirigere da voci illusorie.”
“Spesso i capi dell’organiz­zazione asseriscono di essere in comunicazione diretta con un Maestro o con tutta la Gerarchia dei Maestri, da cui rice­vano gli ordini. Questi sono trasmessi all’insieme dei mem­bri, da cui ci si attende un’obbedienza pronta e senza discus­sioni.”
“In questo sistema, impartito sotto il nome di sviluppo esoterico, si presenta la meta di un simile rapporto con il Maestro o la Gerarchia come incentivo per studiare o meditare, e l’aspirante è in­dotto a credere che un giorno o l’altro udrà la voce del suo Maestro, che lo guiderà suggerendogli cosa fare e come prender parte a ruoli diversi.”
“Gran parte delle difficoltà psicologiche riscontrate nei gruppi esoterici si pos­sono ascrivere a questo atteggiamento e a questa speranza ingannevole offerta al neofita.”
“… La guida cui obbediscono tanto spesso gli aderenti delle diverse correnti esoteriche non è quella della Gerarchia, ma il riflesso astrale di questa (essi quindi rispondono alla presentazione illusoria e falsata costruita dall’uomo, di un grande fatto spirituale). Se volessero, potrebbero ri­spondere invece alla realtà …
“… Oggi mistici di ogni specie, per naturale predisposizione alla vita introspettiva e negativa, odono voci, ricevono co­mandi e obbediscono a impulsi che sostengono venire da Dio. In ogni parte esistono gruppi impegnati ad avviare alla vita spirituale, ad accertare il Piano di Dio o a collaborarvi in un modo o nell’altro. Alcuni operano con intelligenza e le loro premesse e i tenta­tivi sono talvolta corretti, ma in gene­re seguono una via sbagliata, poiché sono soprattutto di na­tu­ra astrale” (16).
Un messaggio del Maestro D.K. (17)
Dite a coloro che vi ascolteranno che i loro Grandi Fratelli li stanno semplicemente aspettando, e che non sono solo capaci di fare discorsi. Dite che stiamo andando loro incontro; dite però chia­ramente che non veniamo per togliere la trappola sotto i loro passi, ma per indicarla.
Non solo non abbiamo mai lasciato la Terra, ma nei prossimi decenni saremo qui più che mai; non ci vedrete circolare né con la veste bianca né con l’aureola sul capo, perché indosseremo gli abiti della gente di città, degli operai, dei contadini, e magari ci vedrete con la ventiquattrore dell’uomo d’affari in mano, o sotto le spoglie d’un monaco dissidente… Aspettatevi di tutto, per­ché l’Amore non conosce la discriminazione, e si serve di tutto quanto gli è neces­sario per rive­larsi, in ogni direzione.
Sappiate che lo stato attuale del pianeta è come quello d’un corpo malato, e non servono, per di­mostrarlo, né prove né grandi frasi. Eviterò anche di farvi il ritratto dell’umanità e di trarne un bi­lancio… né dirò che tutto questo è molto triste, malgrado qualcuno si aspetti forse che lo dica. Non è triste: è solo un dato di fatto, e vi porremo rimedio. Lasciamo i gridi d’allarme a livello dell’ego, e prepariamoci a cementare le nostre azioni con il distillato del cuore.

Partendo da qui, comprenderete che invitiamo tutti gli esseri umani a comportarsi allo stesso modo, perché non v’è più posto per un atteggiamento tiepido, pigro o incongruente…. Quando un veicolo si avvicina a una curva pericolosa tutti si allacciano le cinture, e così dovranno fare tutti i terrestri coscienti, sia che pongano la loro energia in ciò che chiamate Dio, in un semplice fetic­cio, oppure in loro stessi.
La vostra cintura si fregi di questi nomi: tolleranza, perdono, luce e speranza; non abbia mai lo sguardo sdol­cinato d’una morale, ma la folgorante dolcezza della Conoscenza: senza questa cin­tura di sicurezza, senza questo scudo, ogni volontà d’azione sarà vana.
IL TOCCO DEL MAESTRO
Era logoro e segnato dal tempo; il banditore pensava non sarebbe valsa la pena di perdere troppo tempo per assegnare quel vecchio violi­no ma lo alzò ugualmente al di sopra della propria testa e sorridendo lo mostra agli intervenuti.
“Quanto offrite per questo, gentili signori? Chi offre per primo?”
“Un dollaro!”, si udì dalla sala.
“Solo un dollaro?”, apostrofò il banditore.
“Due dollari!”, fu la nuova offerta.
“Due dollari,.. chi offre di più?”
“Tre dollari!”, qualcuno gridò.
Il banditore si apprestò a terminare la vendita: “tre dollari e uno, tre dollari e due, tre dollari e tr…” dalla sala, prontamente, un uomo alto e magro con i capelli grigi, si avvicinò al banco e prese in mano il vecchio violino. Soffiò la polvere dal vecchio strumento, ne tirò accuratamente le corde per l’accordatura e cominciò a suonare una splendida e dolcissima melodia simile al canto di un angelo. Poi la musica cessò.
Il banditore con voce cheta e un po’ commossa da quelle note ripeté la domanda:
“Quanto offrite per questo violino?”
“Mille dollari!”,
“Duemila!”,
“Tremila dollari!”,
“Tremila dollari e uno, tremila dollari e due, tremila dollari e tre; aggiudicato !!”
Il pubblico acconsentì ma qualcuno non comprendeva cosa avesse cambiato il valore di quel vec­chio violino.
La risposta venne presto e con molta chiarezza:
“E’ stato il tocco del Maestro!”
Molti uomini similmente vivono una vita priva di armonia e obiettivi durevoli; uomini sminuiti e sottovalutati dalla gente proprio come il vecchio violino. Uomini che tra un fiasco di vino, una scodella di minestra e una serata in osteria vedono trascorrere tutta la loro vita.
Ma, quando, il Maestro entra nella loro vita essi si trasformano in uomini nuovi. La gente insen­sata non comprende cosa sia accaduto in loro; non capisce che il valore di un’anima può divenire inestimabile al tocco della mano del Maestro.
VIVIAMO IN UN MOMENTO DIFFICILE
Non spendete tempo a stabilire si Dio esiste oppure no; cercate piuttosto di migliorare voi stessi e la vita sul nostro pianeta. Prendete coscienza del fatto che esiste una Gerarchia e cercate di collaborare nel suo lavoro nei confronti dell’umanità.
Ghislaine Gualdi
State all’erta perché sta arrivando la fine di un’era (18)
Quando dico queste cose non lo faccio per creare un clima di paura, voglio soltanto dire che per riottenere la vera libertà l’attuale sistema è destinato a finire. L’apocalisse, come voi la conoscete, non arriva per eliminare tutti gli uomini o per far loro render conto dei loro peccati. Assoluta­mente no! Arriva perché per erigere un nuovo edificio è necessario che il vecchio venga demolito fino alle sue fondamenta.
Non sarebbe necessario fa crollare l’edifico se gli uomini che dirigono il mondo fossero ragione­voli e seguissero il Piano evolutivo previsto per l’Umanità! Ovvero l’insediamento di una nuova era, di una libertà più grande, di un benessere più grande. E pensare che proprio i potenti attuali potrebbero essere i costruttori migliori, i migliori alleati della Gerarchia, ma, purtroppo, finché lotteranno per mantenere in vita il “loro sistema”, ingannevole ed illusorio, dovranno essere ne­cessariamente eliminati. Ricordate che Dio non pretende che voi diventiate grandi discepoli o iniziati, Egli ama i suoi figli ed essi hanno tutti un valore per Lui. Egli chiede soltanto buona volontà e buone intenzioni.
Grande è l’urgenza dei tempi (19)
Grande è l’urgenza dei tempi, ed i Maestri sono eccezionalmente attivi e profondamente occupati dal compito di salvare il mondo. Non hanno tempo per svolgere un lavoro personale, se non con il gruppo dei loro discepoli accettati, che sono tutti attivi nel lavoro mondiale, altrimenti non farebbero parte del gruppo. I Maestri possono anche operare ad intermittenza con piccoli gruppi di di­scepoli in prova, cui of­frono opportunità e occasionalmente qualche suggerimento.
Ognuno di Essi prepara alcuni, pochissimi, discepoli in pro­va e, comunque non danno istru­zioni personali. I numerosi aspiranti sono perciò lascia­ti alle cure di iniziati e discepoli minori. A tutti i discepoli at­tivi nel mondo è stato detto di fare da sé, di fare uso del loro discernimento e di non ostacolare i Maestri, in questo momento di grande tensione e pericolo, attraendo inutilmente la Lo­ro attenzione.
Ci aspettano tempi migliori (18)
Vi posso rassicurare che verrà un tempo in cui nelle alte sfere della politica, dell’economia, dell’industria, delle religioni e della teosofia, ci saranno delle persone in grado di comprendere ciò che sta avvenendo e che dovrà avvenire.
Per cambiare da cima a fondo le strutture sociali, ed i valori sui quali si basano, è necessaria una partecipazione cosciente di tutti coloro che auspicano l’instaurazione dei nuovi valori. Qualcuno potrà pensare che il sistema si può cambiare con una sommossa del popolo ma non è vero, non si instaurano dei veri valori con una rivoluzione! Per cambiare i valori e fare in modo che i “nuovi” diventino “ufficiali” non si può contare sul popolo! E’ impossibile!
E’ impossibile perché non vi sono abbastanza Iniziati nel popolo, e neppure sono abbastanza individui all’altezza della situazione. La maggioranza delle persone, infatti, è ancora schiava dei falsi valori proposti dalla moderna società e quindi non sarà certo da essa che potrà venire il cambiamento.
Ma rassicuratevi, vi sono molte più persone che riescono a “sentire” di quanto crediate, i tempi cambiano e l’evoluzione dell’umanità potrà essere rallentata ma non per questo bloccata.
L’amore, da un certo punto di vista, è libertà (18)
Con l’avvento della Nuova Era potrete di nuovo conoscere cos’è l’amore vero, quello che rispetta ed offre la libertà. La libertà che non è altro che vita! Per riconquistare questa libertà occorre so­stituire i vecchi uomini con quelli che posseggono un nuovo spirito e nuovi ideali. State pur certi che questa sostituzione, passo dopo passo, si farà! Tutti coloro che appartengono al vecchio modo di pensare scompariranno e moriranno e coloro che detengono il potere saranno eliminati.Essi moriranno a causa di malattie, oppure, trovandosi improvvisamente senza potere, saranno presi dalla follia e penseranno al suicidio o partiranno per un esilio in paesi lontani; lontani da quel mondo dove non avranno più alcuna possibilità di esercitare il loro potere! A poco a poco una nuova razza di politici, di economisti, prenderà il loro posto ed è a questo punto che vi saranno i maggiori cambiamenti, anche se potrà sembrare che il mondo stia crollando.
Le persone, abituate al vecchio sistema, avranno paura di questi grandi cambiamenti e cercheranno di ostacolare questi nuovi governanti; avranno paura perché essi cercheranno di sostituire ciò che finora aveva costituito i punti di riferimento della vita quotidiana. E’ ovvio che tutto ciò richiederà a tutti un certo sacrificio e scatenerà un rapporto di forza che potrà creare i presupposti per una rivoluzione.Ed è proprio per questo che vi chiedo di insegnare queste cose non solo ai vostri figli ma anche a coloro che gli staranno vicino.
ASPIRANTI, DISCEPOLI E MAESTRI
Soltanto quando l’uomo si avvia sul sentiero spirituale, comincia a comprendere che veramente la vita è un dono e che la legge del sacrificio è il mezzo che deve assicurargliene il possesso.
Giuseppe Filipponio
Aspirante o allievo: un individuo che si sente sollecitato da un’inconscia spinta interiore verso il mondo dello spirito, pertanto si sforza di conseguire purezza di pensiero, retto movente e giusta azione.
Discepolo: un allievo che è arrivato ad un livello di coscienza tale per cui la sua vita è diretta dall’Anima ed il suo lavoro è diretto a favore del Piano d’evoluzione dell’umanità.
Iniziazione: cerimonia con cui il candidato viene messo nelle condizioni di accedere ad un livello di coscienza (non conoscenza) più elevato.
Iniziato: colui che ha ricevuto la 3° iniziazione.
Maestro: essere umano che, attraverso l’esperienza di molte vite, ha conseguito la 5° iniziazione ed ha consacrato la sua vita al servizio dell’evoluzione dell’umanità.
IL SENTIERO DELL’ASPIRANTE
La vita spirituale non consiste… (36)
La vita spirituale non consiste nell’andare in chiesa, accendere ceri, confessarsi, dare qualche spicciolo ai poveri e mormorare qualche preghiera. No, la vera spiritualità è una qualità della vita e sottintende un contatto con la vita celeste, pura, armoniosa, perfetta. Infatti “spirituale” significa che lo spirito si manifesta, che la Divinità si manifesta.
Ora, spesso sono le forme che occupano il primo posto senza che il contatto con lo spirito sia sta­bilito. Si incontrano dei sedicenti spiritualisti che hanno tutto tranne lo spirito. In questi casi ve­drete delle commedie, delle messe in scena, ma lo spi­rito sarà assente. Quando lo spirito si mani­festa, apporta la nuova vita, una vita che fluisce, che purifica, che risuscita. Quando un essere umano è animato dallo spirito, anche se non fa’ nulla, anche se non dice nulla, si sente che in lui lo spirito è presente.
I messaggi devono essere offerti con amore (15)
E’ importante che ognuno di voi capisca quanto sia importante che chi propone un messaggio, al fine di aiutare l’evoluzione spirituale, lo offra permeato d’amore. Se, un domani, accadesse anche a voi di essere chiamati ad insegnare, educare od informare, sappiate che il vostro messaggio sarà tanto più apprezzato e compreso tanto più lo saprete proporre in modo chiaro, intelligente e per­meato dai sentimenti del vostro cuore. Ricordate che ciò che rende potente la parola (sia essa uti­lizzata in un rituale, un esorcismo, un servizio di guarigione, oppure nell’insegnamento), non è l’argomento in sé ma l’amore che la pervade.
Il Sentiero della Purificazione e della Prova (20)
Il Sentiero della purificazione e della prova, è una specie di esperienza preparatoria in cui l’aspi­rante dimostra la capacità di divenire un discepolo adatto ad apprendere gli insegnamenti di un Maestro, e corrisponde alla formazione del carattere. Tale esperienza comincia quando si è solle­citati da una inconscia spinta interiore verso il mondo dello spirito. Sorge allora l’aspi­rante che comincia a ridimensionare le stravaganti attività della vita materiale, a controllare gli istinti e i desideri, a mettere un po’ di ordine nei propri pensieri. Il deside­rio comincia ad essere sostituito dall’aspirazione verso una vita spirituale.
Operata la purificazione emotiva e mentale, e superata la prova di fermezza e di proposito, la luce del corpo causale dell’aspirante comincia ad apparire, richiamando l’attenzione di un Mae­stro, il quale lo affida alle cure di un discepolo avanzato. Così l’aspirante entra sul sentiero della prova, sul quale gli viene insegnato, per prima, a conoscere se stesso, e perciò a divenire consa­pevole delle proprie debolezze per eliminarle, e poi a servire come un servitore invisibile, e a mano a mano che progredisce può essere utilizzato in qualche particolare lavoro.
Gli vengono impartiti i primi rudimenti della Saggezza Eterna.
ogni notte sui piani sottili funzionano alcune classi di scuole dirette da Iniziati dei primi due gradi, a cui l’Ego dell’aspirante in prova partecipa senza che la personalità ne sia cosciente.
Quando l’insegnamento è stato appreso, le difficoltà supera­te e molte esperienze accumulate, il discepolo si trova davanti al­la Porta dell’Iniziazione. Ogni passo è stato frutto di sacrificio, ma in cambio gli viene data la pace, la gioia che il dolore terreno non può togliergli.
Come diventare aspiranti? (15)
Si dovrebbe cominciare dalle cose più semplici ma, sfortunatamente, gli uomini vogliono passare subito alle cose complicate, come aprire i chakras, assistere ad interminabili seminari, leggere li­bri tediosi. Vogliono gettarsi ai piedi di un Maestro o ripetere e ripetere un mantra segreto.
Le cose più semplici non interessano perché sono anche le più dure da mettere in pratica, sono rappresentate dai suggerimenti concernenti il dominio della personalità: non giudicare; non ru­bare nel senso più ampio del termine e non comportarsi male con il proprio prossimo. La neces­sità di coltivare incessantemente all’interno del proprio cuore un briciolo di fede: una piccola fiammella senza la quale non potremo mai realizzare la Luce e tantomeno il calore animico che dona il be­nessere.
Quando parlo di fede intendo anche la speranza fiduciosa nella possibilità di realizzarsi, magari nel tempo, ma comunque arrivare al traguardo finale della realizzazione spirituale. Ogni uomo che porta con sé questa speranza, questa minuscola fiammella, appare ai nostri occhi come un “uomo di fede”.
Sono necessari vari sacrifici
Oltre alla fiducia in Dio (e la conseguente sicurezza nel futuro), al servizio disinteressato e alla adattabilità vengono chiesti all’aspirante dei sacrifici strettamente personali che servono a purifi­care i suoi veicoli affinché recepiscano meglio le influenze spirituali. Per la purezza del corpo fi­sico viene richiesta una alimentazione che non contenga prodotti derivati dalla morte degli ani­mali (nostri fratelli minori), e neppure sostanze nocive come gli alcoolici e derivati.
Le difficoltà dovute all’ambiente (21)
Fino a quando la divinità non sia stata espressa nella casa e fra coloro che ci conoscono bene e sono i nostri amici abituali, non si può sperare che essa si esprima altrove. Dobbiamo vivere come figli di Dio nella situazione ‑ poco interessante, monotona e talvolta sordida ‑ in cui il de­stino ci ha posti; a questo stadio nessun altro luogo è possibile. Il luogo in cui ci troviamo è quello da cui comincia il nostro viaggio, non il posto da cui eva­dere. Se non possiamo essere buoni aspiranti dove ci tro­viamo, nessuna altra opportunità ci verrà offerta. Questa è la no­stra prova e questo è il nostro campo di servizio.
Molti aspiranti seri e sinceri, pensano che potrebbero influenzare il loro ambiente e manifestarsi divinamente se avessero una casa diversa, un ambiente o una condizione differenti. Se avessero fatto un matrimonio diverso, o se avessero più denaro o più tempo libero potrebbero susci­tare maggior simpatia nei loro amici, o se avessero una salute migliore è incredibile ciò che potreb­bero compiere.
Una prova è qualcosa che cimenta la nostra forza per ve­dere di quale tipo sia; fa appello al mas­simo che è in noi e ci rivela i punti deboli e cedevoli. Oggi vi è la necessità di discepoli fidati e di coloro che sono stati provati da ga­rantire che non cederanno o non crolleranno quando sor­geranno delle difficoltà e si incontreranno punti oscuri nella vita.
Se solo potessimo rendercene conto, noi abbiamo esat­tamente le circostanze e l’ambiente in cui può essere ap­presa questa lezione di obbedienza a ciò che di più elevato c’è in noi. Ab­biamo esattamente il tipo di corpo e le con­dizioni fisiche mediante le quali la divinità che è in noi può esprimersi. Nel mondo abbiamo i contatti ed il tipo di la­voro necessari per permetterci di compie­re il prossimo pas­so avanti sul sentiero del discepolato, il prossimo passo verso Dio.
Fin quando gli aspiranti non comprende­ranno questo fatto essenziale e non si adatteranno gioio­samente ad una vita di servizio e di comprensione amore­vole nelle loro proprie case, non potrà essere fatto alcun progresso. Fino a quando il sentiero della vita non sarà percorso con gioia, si­lenziosamente e senza autocompas­sione nella cerchia famigliare, nessun’altra lezione od op­portunità sarà offerta.
Molti aspiranti molto ben intenzionati hanno anche bisogno di capire che essi stessi sono responsabili di gran parte delle difficoltà che incontrano. Sconcertati nel constatare che sembrano evocare così tanto antagonismo da coloro che li circondano, si lamentano di non incontrare una risposta di simpatia quando cercano di condurre una vita spirituale, di studiare, leggere o pensare. Solitamente il motivo risiede nel loro egoismo spirituale. Parlano troppo di se stessi e delle loro aspirazioni. Poiché non ottemperano alle loro responsabilità primarie, essi non incontrano com­prensione allorché esigono tempo per meditare. Vogliono si sappia che stanno meditando. La casa de­ve essere silenziosa, nessuno deve disturbarli o irrompere bruscamente nella loro stanza. Se l’aspirante fissasse nel­la sua mente due cose non si verificherebbe mai nessuna di queste difficoltà: primo, che la meditazione è un pro­cesso da svol­gere segretamente, silenziosamente e regolar­mente nel tempio segreto della propria mente. Se­condo, che si potrebbe fare molto se non si parlasse così tanto di quello che si sta facendo.
Dobbiamo camminare silenziosamente con Dio e, quali personalità, mantenerci nello sfondo; dobbiamo organiz­zare la nostra vita in modo tale da poter vivere come Ani­me, riservando il tempo necessario alla cultura della no­stra Anima, ma al tempo stesso conservando il senso del­le proporzioni, l’affetto che ci circonda, ed adempiendo in modo perfetto alle nostre responsabilità e ai nostri obblighi.L’autocommiserazione e l’eccesso di parole sono gli scogli che fanno naufragare più di un aspirante”.
Coltivate le virtù e liberatevi dai complessi (15)
Se soffrite ancora di gelosia, di complessi, di proiezioni, di ambizioni, è normale che vi riesca difficile meditare ed essere contenti di voi stessi. Se cercherete di coltivare le qualità descritte più sopra, scoprirete, nel tempo che riuscirete ed eliminare questi tratti disarmonici e vi sarà anche più facile praticare i vostri esercizi spirituali.
Arriverà un giorno in cui la pratica delle virtù sarà diventata qualcosa di automatico, ogni vostro gesto sarà infatti una piccola meditazione e riuscirete a scorgere la vera realtà celata dietro all’ap­parenza delle cose. Sbarazzatevi dunque dai complessi che vi limitano e sviano le vostre intui­zioni! Liberatevi da tutte queste limitazioni!
L’istruzione privata è sospesa (22)
Le questioni mondiali oggi sono così importanti, l’opportunità che si presenta all’umanità è tanto grande ed i Maestri così assorbiti dalle vicende del mondo e dalle figure dominanti ed eminenti che rivestono gli alti incarichi nelle varie nazioni, che l’istruzione di persone prive di importanza nei vari piccoli gruppi e nelle società di occultisti, temporanea­mente è sospeso.
Il tempo disponibile per compiere ed attua­re certi aspetti del Piano Loro affidato è relativamente così breve, che tutti i veri discepoli si occupano del loro lavoro e cercano di risolvere i loro pro­blemi, senza dover ricorrere al­l’aiuto del Maestro, lasciandolo libero per altri e più impor­tanti im­pegni. Quanto più un discepolo è vicino ad un Maestro e quanto più profondamente se ne rende conto, più si sfor­za di fare il suo dovere, imparare le sue lezioni, servire l’u­manità e togliere qual­che peso dalle spalle del Maestro.
Il mondo oggi pullula di discepoli di vario grado e ciascu­no di essi, nel posto che occupa, può guidare e aiutare qual­che aspirante. Il mondo e invaso di insegnamenti e di libri che possono ispi­rare e aiutare qualsiasi sincero ricercatore della conoscenza spirituale. Negli ultimi cinquant’anni sono stati pubblicati molti insegnamenti ed al mondo è stata of­ferta un’ampia istruzione esoterica, ora a disposizione di chiunque la cerchi seriamente. Gli aspiranti hanno molto su cui lavorare, e molta teoria da mettere in pratica e ciò lascia i Maestri liberi di svolgere un’opera più importante.
Prima di andare a letto… (23)
Prima di andare a letto alla sera, passate dieci o quindici minuti esaminando come avete passato la giornata e osservando gli sbagli che avete commesso. Riparate mentalmente ai vostri errori, in­spirate profondamente un paio di volte e quando vi sarete calmati, andate a letto. Il sonno sarà buono e rivitalizzante.
Se riuscite a prendete l’abitudine di andare a letto presto, sarete capaci di dare al vostro corpo la quantità di prana necessaria. Se vi sentite stanchi, cenate presto e andate a letto non più tardi delle otto. In questo modo guadagnerete una maggior quantità di energia di cui il vostro corpo ha biso­gno. Se invece avete un eccesso di energia andate a letto più tardi.
Quando dormite andate a scuola nel mondo astrale. Ciò che imparate di notte viene poi applicato durante il giorno. Voi considerate il sonno come riposo, ed è per questo che non riuscite a trovare quegli esseri che desiderano insegnarvi. A tal proposito assomigliate a quei bambini che vogliono scappare da scuola. Per questo quando andate a letto, dite a voi stessi: “Ora vado a scuola nel mondo astrale per imparare qualcosa di nuovo che applicherò sulla terra”.
Nella notte andate a scuola… (24)
Vi è un numero sempre maggiore di persone che riescono a percepire il richiamo degli Angeli, i nostri fratelli alati. Per molti il messaggio viene captato durante il sonno, quando da ogni angolo della Terra migliaia di uomini e donne vengono radunati nelle “Aule Notturne di Apprendi­mento” per essere istruiti occultamente.
Quasi nessuno al risveglio ricorda ciò che ha appreso nella notte, questa è la regola. Con la mente libera da condizionamenti o ricordi, ciascuno può lavorare al Piano concepito per l’evoluzione della Terra con i suoi mezzi, piccoli o grandi che siano.
La selezione in “classi di apprendimento” viene effettuata su tutto il pianeta, fra uomini e donne di ogni età, dai bambini agli anziani. Non viene tenuto conto del livello di cultura né della condi­zione sociale. Viene piuttosto esaminata l’aura degli individui, scegliendo quelli predisposti al servizio attivo.
Dall’alto ci osservano e ci valutano, quasi tutti siamo utili per gli imperscrutabili scopi dei Mae­stri.
Quando vi alzate… (23)
Quando vi alzate al mattino, potete ripetere la seguente formula per tre volte, e poi ripeterla a mezzogiorno e alla sera: “Dio ha investito ogni cosa nella mia anima. Voglio compiere la volontà di Dio, voglio realizzare il progetto di Dio. Qualunque cosa Dio abbia pensato per me, sia fatta la Sua volontà. Opererò come Dio ha deciso”.
Nessuno corre il rischio di passare inosservato (25)
Non c’è nemmeno il pericolo che al Maestro passi inosservato qualcuno che abbia raggiunto il ri­chiesto grado di sviluppo. Ogni buona e altruistica azione aumenta enormemente la luminosità e il potere vibratorio dell’aura del candidato, e come la calamita attrae l’ago, così lo splendore dell’aura luminosa attrarrà il Maestro.
Sappiate che il cammino spirituale rende più sensibili (26)
Ogni individuo, nel suo cammino evolutivo, pur procedendo sulla strada che conduce all’inizia­zione diviene, proprio per questo, più fragile e più sensibile alle malattie e a tutto ciò che lo cir­conda. I chakras che si sono attivati ricevono qualsiasi impulso e la mancanza di un controllo adeguato permette che entrino anche degli stimoli disturbanti.
Le scuole esoteriche ed iniziatiche sono sorte proprio per preservare la matrice psichica dell’es­sere umano, ovvero il corpo astrale e quello eterico. Se dovesse accadere che gli stimoli esterni vi risultassero assai disturbanti e le vostre vibrazioni indicassero un maggior grado di fragilità psi­chica, affrettatevi a far parte di una di queste Scuole, o di un Ordine, oppure riprendete in mano il cristianesimo e cercate qualcuno che vi spieghi la sua parte esoterica in modo che i dogmi scom­paiano per lasciare posto alla conoscenza. Fate comunque qualcosa che vi protegga e vi pre­servi mentre riprendete, con rinnovato entusiasmo ed energia, il vostro cammino verso l’iniziazione.
I profani, i veri e coriacei profani, non essendo sensibili sembrano inattaccabili, protetti e sicuri nel loro guscio di scetticismo e ignoranza. Possiamo paragonarli ad una tartaruga, quasi immor­tale quando si ritira nella sua corazza… ma passibile di morte appena mette fuori la testa!
Nessun fattore esterno ostacola la crescita spirituale (26)
Al giorno d’oggi l’umanità ha ben poche possibilità di scegliere un habitat sano. E’ vero che le ca­se multi familiari e gli agglomerati urbani rappresentano una buona soluzione dal punto di vista pratico ma sul piano energetico possono rivelarsi pericolosi. Ora io vi domando: “In che misura dei fattori esterni come i movimenti tellurici, inquinamento dovuto alle reti elettriche, alle onde radio e televisive, ai rumori dell’attuale civiltà, possono influenzare ed ostacolare l’evoluzione spirituale?
L’evoluzione spirituale “non” può essere ostacolata da alcun fattore esterno! Le cose seriamente minacciato sono invece l’armonia vibratoria dell’organismo, la salute ed il sistema nervoso. Si può essere danneggiati in diversi modi. Si può infatti affermare che l’ambiente attuale non favori­sce affatto l’equilibrio psicologico e la salute. Il caos cittadino, il ritmo del lavoro, e gli stessi svaghi (film violenti, balli sfrenati, ecc.) emanano infatti vibrazioni nocive e stressanti.
Vi sono comunque alcune persone che non ne risentono minimamente e vivono tranquillamente nei luoghi più a rischio. Questo fatto dipende dalla loro scarsa sensibilità astrale e psichica: sono soltanto i più sensibili a risentire pesantemente di queste disarmonie esterne; gli altri, invece, rie­scono a godere di una buona salute nonostante i turni di lavoro massacranti, la cattiva nutrizione, i rumori assordanti e gli svaghi poco rilassanti.
L’INIZIAZIONE (27)
L’idea comune che si ha riguardo all’Iniziazione è che questa sia semplicemente una cerimonia atta a convertire una persona in un membro di un’associazione segreta; cosa che può avvenire per chiunque voglia pagare, nella maggior parte dei casi, una certa somma di denaro.
Sebbene questo sia vero per la pseudo iniziazione in ordini fraterni e anche nella maggior parte degli ordini pseudo-occulti, è del tutto falso quando si riferisce alle iniziazioni nei diversi gradi di vere fraternità occulte, come sarà chiarito da una vera comprensione dei requisiti richiesti.
In primo luogo non esiste una chiave d’oro che ammetta al tempio; ciò che conta è il merito e non il denaro. Il merito non si acquista in un giorno, esso è il prodotto accumulato delle precedenti buone azioni. Il candidato all’iniziazione è di solito perfettamente inconscio di esserlo; egli ordi­nariamente vive la sua vita nella comunità e serve i suoi simili per giorni ed anni senza alcun ul­teriore pensiero, fino a che un bel giorno appare nella sua vita il Maestro, uno Ierofante dei Mi­steri Minori, addetto al paese in cui il candidato risiede.
Fino a questo momento il candidato ha coltivato in sé certe facoltà ed ha accumulato certi poteri di servizio e di aiuto dei quali è generalmente inconsapevole o che non sa come propriamente uti­lizzare. Allora il compito dell’Iniziatore sarà semplice; esso indica al candidato le facoltà latenti, i poteri dormienti, e lo inizia al loro uso; gli spiega o gli dimostra per la prima volta come può cambiare l’energia statica in potenza dinamica.
L’Iniziazione può avvenire con o senza una cerimonia; ma si osservi particolarmente che mentre l’Iniziazione è il culmine inevitabile di prolungati sforzi spirituali, sia che il candidato ne sia con­scio o no, essa non può mai aver luogo positivamente finché il necessario sviluppo interno non abbia accumulato l’energia latente che l’Iniziazione insegna ad usare dinamicamente, allo stesso modo che lo scatto del grilletto non può causare l’esplosione di un proiettile in un fucile che non sia prima stato caricato.
Le iniziazioni sono delle cerimonie assai semplici (15)
Le iniziazioni non si svolgono mai con grandi cerimoniali, certo alcune volte devono seguire un rituale speciale, vuoi perché l’iniziando è un soggetto delicato, oppure perché ha ancora delle dif­ficoltà ad integrarsi ed è necessario creargli intorno un ambiente che gli dia sicurezza.
E’ anche necessario che voi sappiate che durante l’iniziazione un discepolo non riceve alcuna energia da parte del Maestro, e fintanto che questo fatto non vi sarà chiaro non potrete compren­dere né la vera funzione del Maestro, né la natura dell’iniziazione. Il Maestro, infatti, serve soltan­to come un canale intermediario per una determinata energia; energia che può giungere da Colui che chiamiamo “Re del Mondo, il Grande Iniziatore, il Padre degli Uomini”, oppure dal Sole o da un’altra costellazione.
Questo è il motivo per cui è giusto che la cerimonia sia condotta in modo da garantire un minimo di sicurezza al discepolo che deve essere iniziato ed a coloro che vi partecipano, siano essi i Mae­stri o gli assistenti. Tutti costoro rappresentano infatti, per il discepolo, una presenza in grado di garantirgli una certa tranquillità d’animo.
Quando il Maestro chiama l’energia necessaria all’iniziazione, essa arriva impetuosa, abbondante e generosa, proprio nel punto in cui è stata chiamata. Comunque il discepolo ne assorbirà quel tanto che gli serve per diventare un iniziato mentre la parte restante inutilizzata verrà “tamponata” dai Maestri e dai grandi Iniziati che lo assistono durante l’investitura. L’energia, in­fatti è unica ed indivisibile ed ognuno di noi può prendersene soltanto la “quantità” che è in grado di ricevere senza correre alcun rischio.
Quello che cerco di spiegarvi è che esiste una sola energia per poter essere iniziati ed essere rico­nosciuti non più come “corpi” bensì come “anime viventi” ed iniziare ad esistere cosmicamente parlando; c’è una sola ed unica energia: l’energia dello Spirito Santo. Dal punto di vista eterico, astrale e mentale, noi siamo come bambini e perciò dobbiamo “assorbire” l’energia dello Spirito Santo a piccole dosi. Nel tempo, poi, arriveremo ad assorbirla tutta e questo segnerà l’inizio della nostra vita divina.
Questa energia va assorbita a piccole dosi, potremmo dire che il discepolo, così come un bimbo fa con il cibo, la deve prendere a piccoli morsi, inghiottirla e digerirla, per fare in modo che il suo stomaco, pian, piano, diventi più grande e ne possa digerire ancora di più. Il discepolo, così fa­cendo, potrà, all’iniziazione successiva, ricevere ancor più energia e, proseguendo in questo modo, arriverà un giorno in cui potrà ricevere in tutta l’interezza l’energia cosmica dello Spirito Santo. Quando il discepolo riesce ad integrare ed integrarsi nell’energia cosmica inizia una nuova vita: “la Vita Divina”.
IL SENTIERO DEL DISCEPOLO ACCETTATO (28)
Le prime due Iniziazioni costituiscono la fase del Discepolo accettato, o meglio riguarda il disce­polo che ha accettato il fatto dell’esistenza della Gerarchia Spirituale; il principio che tutte le Anime sono un’anima unica; ha assunto l’impegno di operare come Anima e di servire il Piano.
Come diventare un discepolo (15)
Soltanto un discepolo può essere incaricato di effettuare dei lavori di grande responsabilità per­ché è arrivato a “vivere” nell’aura del suo Maestro. Chi non è ancora un discepolo si trova nella con­dizione di “allievo in prova” e, non essendo ancora pronto per determinati lavori, non è nep­pure ammesso nell’aura del Maestro. In questo stadio preliminare si può certamente contattare l’aura di un altro discepolo, ma non certo divenire pupilli di un Maestro.
Un allievo in prova non può neppure sperare di diventare un discepolo prima ancora di incontrare il Maestro, e meno ancora sperare nell’iniziazione. Questi sono traguardi a cui si può aspirare soltanto coltivando le qualità necessarie. Tutto questo è molto logico ma, tuttavia, non rientra nella logica degli uomini che, prima vogliono incontrare il Maestro, e poi sviluppare le qualità necessarie. Essi credono infatti che avendo incontrato il Maestro tutte le cose diventeranno auto­maticamente più facili, perché sarà il Maestro stesso ad indicar loro quello che devono fare, quello che devono credere, quali sono le idee migliori, quali dogmi accettare, e così di seguito.
E’ necessario essere consapevoli della responsabilità che comporta una relazione tra discepolo e Maestro, essergli riconoscenti, rispettare la sua parola, i suoi consigli ed anche la vostra stessa natura. Così facendo, se sentirete venir meno la voglia di compiere questa o quell’altra attività, vi sforzerete di portarla a termine perché avete preso un impegno con il vostro Maestro.
Questa è la strada su cui un aspirante può proseguire senza pericoli sul sentiero del lavoro e del servizio; una strada difficile ma sicura e, nel caso di sconforto o stanchezza, la buona volontà, motivata dall’ispirazione ricevuta dal Maestro, fornirà al discepolo l’energia necessaria per prose­guire.
In seguito il Maestro donerà al discepolo parte della sua sostanza aurica, parte delle sue cellule eteriche e dei suoi atomi eterici, verranno infatti immessi nell’aura del discepolo, e sono proprio questi atomi eterici che poco a poco lo polarizzeranno verso una maggiore forza di volontà, una più grande capacità di sforzo e lo aiuteranno mostrandogli come agire per procedere nel cammino spirituale. Questa è la ragione per cui è necessario che entrambi appartengano allo stesso Raggio, allo stesso tipo di energia, alla stessa onda evolutiva. In tale occasione il Maestro irradierà sul di­scepolo il più alto ideale che egli stesso abbia raggiunto e questi lo integrerà nei suoi pensieri.
Qual’è la differenza tra un allievo ed un discepolo? (15)
Per sviluppare l’intuizione, e lo vogliamo precisare ancora una volta, è necessario sviluppare la costanza e la persistenza. Nessuno può dirsi “discepolo”, o rivendicare questo titolo, se non può anche dimostrare con i fatti che possiede la persistenza e la costanza sufficienti a compiere un la­voro fino in fondo. Se non possiede tali qualità potrà affermare di essere “un allievo”, oppure “un allievo in prova”, ma non certo di essere un discepolo accettato.
A un Maestro necessita il consenso dei suoi allievi (15)
Un Maestro, per aiutare un suo discepolo, avrà sempre e comunque bisogno del suo consenso. Soltanto la confidenza reciproca permetterà al discepolo di superare tutte le prove che gli saranno presentate e la fiducia che ripone nel suo Maestro gli permetterà di riceverne l’influenza migliore. Questa fiducia nel proprio Maestro è un’altra delle qualità che permettono il risveglio dell’intui­zione. Ciò non significa comunque che voi dovete lasciar da parte la vostra volontà ed attendere sempre che il Maestro vi indichi cosa fare o come comportarvi.
Non dimenticate mai che il Maestro è sempre pronto ad aiutarvi nel difficile cammino del cam­biamento interiore, voi siete il veliero nel mare della vita ed il Maestro rappresenta il vento. Co­munque ricordate che la rotta è sempre scelta da voi, non potete infatti delegare nessun altro a fare le scelte che vi riguardano personalmente. Voi stessi dovete scegliere la strada perché questa è una delle prove di buona volontà che la Gerarchia si aspetta da ogni individuo. Chiunque si sfor­zerà di migliorare se stesso avrà al suo fianco un Maestro che lo aiuterà in questa direzione.
Perciò, rifacendoci all’esempio del veliero, è assai importante che voi stendiate le vele in modo da raggiungere la velocità voluta e regoliate il timone per l’esatta direzione. Il Maestro, dal canto suo, sarà il vento che vi spingerà nel porto desiderato.

Dopo aver dato prova di buona volontà occorre anche dar prova di possedere, e saper utilizzare, una certa dose di intelligenza. Questo non è stato necessario all’inizio del vostro cammino, quan­do è bastato dar prova della bontà delle motivazioni del vostro cuore; aver mostrato di cammi­nare su “strade” diverse da quelle mondane (che la maggior parte degli uomini calpestano), ed aver dimostrato di agire in modo diverso da quei discepoli che si considerano anime elette perché pen­sano che, per poterlo essere, siano sufficienti le loro preghiere.
Il discepolo resta sempre libero nella sua identità (15)
Il Maestro trasmette la sua energia al discepolo così come un padre trasmette i suoi geni o le sue acquisizioni culturali ai proprio figli. Questa trasmissione è il primo passo per un lavoro di as­similazione che compete al discepolo; questa assimilazione, comunque, la dovrà fare mantenendo la sua identità. Tutto questo, infatti, non significa plagio. Il discepolo avrà sempre la libertà di in­terpretare e vivere a modo suo ciò che il Maestro gli dona come modello per impostare la sua vita.
Succede come se al discepolo fosse indicata una stella luminosa che lui potrà seguire, oppure no, al fine di proseguire nel suo cammino. Il simbolo di un Maestro è infatti una stella; stella che a sua volta rappresenta la casa di Dio.
Le ispirazioni che verranno ricevute dal discepolo non potranno mai essere tali da “programmarlo” ad agire come un automa o un burattino, al contrario gli offrono le indicazioni sul come seguire la strada migliore per evolversi spiritualmente. Tali istruzioni potranno essere utilizzate in piena libertà usufruendo delle cognizioni e delle esperienze che ha accumulato nel corso degli anni.
Tutti noi dobbiamo lavorare per raggiungere questa meta; una meta rappresentata da un mondo divino dove non troveremo più le cose con le caratteristiche conosciute attualmente. In questo mondo divino non troveremo più l’egoismo, l’emotività, il dolore, la fame, il caldo e il freddo, il materialismo e tutte le altre cose che finora abbiamo considerato parte della normalità.
Quando le qualità di cui abbiamo parlato saranno state sviluppate in modo sufficiente tutto quello che il discepolo attende con ansia, ovvero: comunione, comunicazione, intuizione, ispirazioni ed apparizioni, faranno parte della vita quotidiana. Tutte queste cose avranno luogo naturalmente, perché il discepolo, pur continuando a vivere in una forma umana, potrà anche usufruire delle qualità offerte dalla vita divina e fare così delle esperienze che prima erano soltanto oggetto della sua immaginazione.
Un Maestro non dirà mai cosa fare e cosa non fare (15)
Proprio a favore del cammino evolutivo individuale un Maestro non dirà mai queste cose, spetta al discepolo sviluppare in sé stesso le doti dell’osservazione, della valutazione e del discerni­mento.
Se cercate il Maestro sperando che vi renda più semplice il cammino evolutivo, che vi dica cosa pensare, cosa mangiare, come vestirvi o quando meditare, seguite soltanto dei sogni e delle uto­pie; il Maestro non vi dirà mai queste cose. Vi potrà dare delle ispirazioni che serviranno a moti­varvi verso un certo tipo di lavoro ma dovrete essere voi stessi a compiere il lavoro con lo sforzo e la responsabilità necessarie per portarlo avanti sino al suo compimento.
Un Maestro non dà mai neppure degli ordini, Egli offre dei semplici suggerimenti ed aiuta nel contempo a risvegliare la buona volontà del discepolo; tutto questo non ha niente a che vedere con la fede cieca o l’ubbidienza assoluta. E’ sempre il discepolo che deve stabilire le linee da se­guire per portare avanti il suo lavoro e provvedere a tutto ciò che può essere utile affinché possa essere fatto nel modo migliore.
Se il discepolo è realmente animato da buona volontà saprà anche trovare un tempo adatto per la meditazione nonché la determinazione necessaria per lavorare senza che nessuno glielo ordini. Questa determinazione gli verrà proprio dall’intuizione che, ormai risvegliata, gli permetterà di fare proprio il lavoro che il Maestro si augurava e progettava per lui.
Il Maestro conosce le necessità dei suoi allievi (15)
Ora vi spiegherò come l’ispirazione giunga in modo tecnico. Il Maestro, pur vivendo una vita in­dipendente in rapporto ai suoi discepoli, quando li accoglie nella sua aura, conosce già ciò che è necessario ad ognuno di essi e, regolarmente, ad ogni luna piena, invia a ciascuno di loro un pro­gramma di ispirazioni. In questi momenti il Maestro pensa profondamente ad ogni suo discepolo e proietta nella sua aura tutto il programma di lavoro che dovrebbe svolgere. Questa relazione di­scepolo/Maestro può protrarsi per molto tempo ed è perciò auspicabile che ogni aspirante abbia una conoscenza più profonda del pensiero del Maestro.
In questo modo il discepolo viene ispirato su cosa dovrebbe fare di anno in anno e di vita in vita. Se avete ben capito questo meccanismo, sarete anche in grado di comprendere quanto sia impor­tante che ad ogni luna piena, quando il Maestro invia le ispirazioni che dovranno motivare il futu­ro lavoro da fare, i discepoli abbiano sviluppato l’intuizione necessaria per ricevere il mes­saggio e metterlo a frutto.
La solitudine vi mette alla prova (15)
Voi dovete sapere che quando vi trovate in una situazione di solitudine e questo sentimento d’ab­bandono è molto grande, ebbene questa vostra condizione non è casuale; rappresenta invece il piano preparato dal Maestro proprio per voi. Un piano che Gli permette di vedere come vi com­portate quando vi trovate in una situazione in cui vi sentite soli sulla terra, e riconoscete che in quel momento nessuno dall’alto vi darà una mano, né il Maestro, né Dio che, pur esistendo, sarà per voi il Dio di un cosmo lontano ed insondabile.
Se in un momento come quello descritto sarete in grado di trovare dentro di voi un amore suffi­ciente, sarete capaci di assumervi la responsabilità necessaria, ed inizierete ad aiutare i vostri si­mili a migliore la loro vita e perfezionarsi, allora dimostrerete di possedere le qualità necessarie per poter stabilire un contatto con il vostro Maestro.
E’ proprio a partire dal momento in cui il discepolo dimostra di possedere queste qualità che si può “unire” al suo Maestro. Tutto questo avviene senza tante cerimonie, non c’è bisogno di un timbro stampato sulla fronte del discepolo, la cosa succede istantaneamente.
Diventare discepoli è una grande responsabilità (15)
Diventare discepoli è una grande responsabilità; responsabilità condivisa dall’Ashram (Scuola spirituale) di cui il discepolo è entrato a far parte. Immaginate un discepolo che sia stato accettato in una confraternita, in un Ashram ove si coltivino le qualità dell’Amore oppure della Forza.
Il discepolo, come nuovo confratello, potrà fare l’uso che crede dell’energia ricevuta dall’Ashram; potrà fare quello che vuole; potrà deviare l’energia a suo profitto e diventare molto orgoglioso; potrà fare magia grigia o magia nera. Potrà anche in un sol colpo rinnegare tutto e poi acquistare una forte personalità che gli assicurerà un carattere deciso e diventare un grande finanziere o un politico, senza moralità né amore.

Un Ashram si può paragonare ad un grande cuore palpitante, composto da decine e decine di in­dividui arrivati ad una maturità sufficiente per essere motivati soltanto verso opere di bene. Ep­pure questo non assicura che il nuovo discepolo segua sempre delle linee di pensiero simile a quelle dei suoi confratelli. Per questa ragione, se qualcuno utilizza male l’energia che gli è stata data, l’Ashram stesso si ritrova con queste negatività segnate nel proprio Karma (destino).
Proprio per poter controbilanciare questi effetti negativi l’Ashram, periodicamente, si incarica di offrire al mondo qualcosa di buono, ed invia tra gli uomini uno dei suoi confratelli che abbia in­tenzioni migliori del precedente; un confratello che farà del bene con l’energia che potrà attingere dall’Ashram stesso e ristabilirà con questa l’equilibrio originario.
Bisogna dunque che tutti conoscano la realtà di questi conflitti tra le buone e le cattive intenzioni e quindi chiedersi, prima di diventar parte di una confraternita, se si è disposti a seguire fino in fondo le regole della medesima. Ed è proprio nella misura in cui gli individui ignorano questa re­lazione di responsabilità che il Maestro resta distante, non soltanto dagli aspiranti ma anche da certi discepoli.
Comunque anche gli uomini che hanno un cuore e delle intenzioni non completamente pure po­tranno essere accolti in un Ashram, condividerne la vita ed eventualmente ottenere alcune inizia­zioni minori.
IL SERVIZIO
Quando cesserai di voler riempire la tua coppa di felicità, ed inizierai a riempire quella degli altri, scoprirai, con meraviglia, che la tua sarà sempre piena.
Paramansa Yogananda
Com’è l’amore vero? (15)
Per darvi una spiegazione devo prima spendere qualche parola su come noi intendiamo l’amore. L’amore non consiste nel scegliere o preferire una persona piuttosto che un’altra. E’ infatti un er­rore generale chiamare “amore” quel qualcosa che ci spinge ad avvicinarci ad una determinata persona; questo non è amore ma un desiderio di pace, sicurezza, armonia. Andiamo infatti ri­cercando nell’altro le qualità che ci permettano di abbassare le nostre difese per godere di un pe­riodo senza timori e di pace emotiva. Questo, nel migliore dei casi, potrà anche essere un affetto profondo ma non certamente amore!
Pertanto, in generale, sono le idee personali, costituite da pregiudizi e preconcetti a creare la maggiore motivazione dei nostri comportamenti, mentre proprio l’amore, l’amore vero, dovrebbe essere il “motore” che sta alla base di tutto il nostro operato.
L’amore vero, quello che porta con sé le qualità che provengono dal cuore, è un’altra cosa. Sono solo queste qualità che ci pongono al di sopra di ogni discriminazione religiosa, politica o razzia­le; ci rendono capaci di evitare pregiudizi e preconcetti; ci aiutano a non fare mai delle prefe­renze e donare ad ognuno ciò di cui ha veramente bisogno.

Questo è il vero amore! Non basta sentirsi bene con qualcuno per amarlo: bisogna essere total­mente disponibile per lui quando ne avrà bisogno; questo è l’amore vero! Ma siccome esistono parecchie realtà, ciascuno di voi è libero di calarsi in quella che più gli si addice. Io descriverò come noi vediamo la “realtà dell’amore” a beneficio di coloro che desiderano approfondire questo argomento.
Per noi l’amore è uno stato di apertura: il nostro amore è un sentimento uguale per tutti, senza al­cuna distinzione. Discepoli, iniziati e profani, troveranno sempre presso di noi cibo, acqua, con­forto e quell’entusiasmo vitale necessario per poter dare un profondo significato alla vita.
Dare e ricevere (29)
Nell’uomo troviamo l’individualità e la personalità. L’individualità è la parte spirituale, e la perso­nalità (da latino persona, ovvero maschera) è la parte transitoria con cui lo spirito si riveste per poter nascere sul nostro pianeta ed intraprendere una nuova vita.
L’individualità, può essere paragonata al sole (che è stabile al centro del sistema solare e possiede luce propria) e la personalità alla luna (che non ha luce propria e cambia continuamente passando per fasi differenti).
L’individualità, come il sole, vuole risplendere, illuminare, aiutare e sostenere. Come il sole, essa dona la sua luce a tutti e non chiede nulla a nessuno. E’ disposta al sacrifico ed alla rinuncia, non trattiene le sue ricchezze e non si irrita se qualcuno le viene a prendere.
La personalità, invece, bada solo a se stessa, desidera solo ciò che può farle piacere e agisce sol­tanto per interesse. Pensa soltanto a prendere e conservare ciò che ha guadagnato. Come la luna, che nel cielo diffonde una luce che non è sua, se la personalità è generosa lo è per interesse o per­ché quello che dona non le appartiene.
E, siccome queste due nature completamente differenti sono insieme nello stesso corpo, l’uomo è continuamente sollecitato ad andare in una direzione o nell’altra. L’essenziale, per voi, è decidere da che parte andare…
L’amore ci rende completamente disponibili (15)
L’amore è la virtù che ci rende completamente disponibili non soltanto verso gli altri ma anche verso noi stessi; una disponibilità amorevole nel rinnovarci e nel cogliere tutte le occasioni valide per verificare il nostro comportamento e, se necessario, trasformarlo. Dobbiamo essere malleabili ma non troppo facilmente influenzabili, non ci deve infatti mancare la flessibilità necessaria af­finché il Maestro ci possa “modellare”, accentuando così le nostre migliori qualità potenziali.
Non possiamo conoscere Dio… (15)
Una meditazione non potrà mai permettere all’uomo di ritrovare la sua natura divina e, senza questa esperienza, è impossibile conoscere Dio. L’unica forma di esistenza spirituale che ci è dato di conoscere è l’esistenza della Gerarchia, per ciò che concerne Dio ci deve bastare la fede! Il bi­sogno di conoscere a tutti i costi sul piano intellettivo e razionale, ci fa spendere delle energie che potrebbero essere dirette in qualche proficuo lavoro.

Soltanto il lavoro, fatto nell’intento di aiutare la Gerarchia, creerà le condizioni che ci collegano ad Essa. E proprio questo lavoro, nel tempo, ci permetterà anche di incontrarci con Dio.
Molti discepoli vorrebbero il completo supporto di Dio (15)
Molti individui, farebbero volentieri qualcosa a favore degli altri, se Dio mostrasse loro la strada da seguire, li aiutasse a compiere il loro lavoro ed a superare le eventuali difficoltà. Davvero molti sarebbero pronti a lavorare in questo modo; un modo comodo in quanto tutto dipenderebbe da Dio, la pianificazione delle cose che devono essere fatte, l’aiuto per farle ed ancor più la sicu­rezza che Lui, nell’eventualità, sarà pronto a risolvere i loro problemi.
L’aspirante, deve invece comprendere molto bene, che ognuno deve prendersi le sue responsabili­tà e maturare quella solidità di pensiero e perseveranza d’azione, che possono dimostrare la quali­tà dei nostri sentimenti quando ci troveremo a fronteggiare la vita, gli uomini o lo stesso Dio.
Dio, volendo, potrebbe benissimo prendere per mano l’aspirante e guidarlo nel suo lavoro, però, al primo ostacolo, questi sarebbe pronto a ritirarsi. E, se Dio eliminasse anche questo ostacolo, e tutti quelli che potessero sorgere in futuro, l’aspirante non potrebbe trarre alcun giovamento del suo operato, in quanto non avrebbe agito di prima persona bensì come un burattino gestito dal burattinaio.
Prima di servire l’umanità dobbiamo “servire” noi stessi (30)
Il desiderio di ogni aspirante è certamente quello di poter essere utile, e dunque “servire” l’uma­nità intera. Sta di fatto che, prima di poter essere capaci di fare qualcosa per l’umanità, dobbiamo essere in grado di “gestire” al meglio quella porzione di umanità che è sotto la nostra diretta re­sponsabilità: NOI STESSI.
Un individuo, che lavori coscientemente al proprio autosviluppo e che “prenda in mano” la pro­pria vita sta già servendo l’umanità: elevando la sua coscienza dai miasmi del piano astrale fino a raggiungere il piano mentale, egli eleva co­munque l’umanità, essendone un rappresentante.
Per indicare la strada ad altri, occorre conoscerla molto bene. E’ per questo che solo chi ha già percorso un certo tratto del Sentiero può indicare la via a coloro che seguono, così come egli se­gue la traccia già segnata da coloro che lo hanno preceduto.
Inoltre, ciascuno di noi ha la diretta responsabilità di tutta la materia che compone i suoi vari vei­coli (corpo fisico, eterico, ecc.). L’evoluzione delle “piccole vite”, che animano gli atomi e le cel­lule dei nostri veicoli, è infatti affidata al “modo” in cui noi ce ne serviamo: praticando o meno gli “insegnamenti spirituali”. Se siamo costanti nel portarli nella nostra vita non solo eleviamo la nostra coscienza ma imponiamo ai no­stri veicoli una “accelerazione vibratoria” che li renderà sempre più adatti e responsivi all’afflusso di nuove e più elevate energie.
Questa accelerazione, alla fine di un lungo ciclo di vite vissute sulla terra, consentirà la “liberazione dell’energia” rinchiusa nella materia dei nostri veicoli: fenomeno che nei testi di esoterismo viene definito come “redenzione della mate­ria”.
Dunque ciascuno di noi è in realtà il “motore” di un piccolo universo, apparentemente isolato dal resto della manifestazione, la cui espressione ed evoluzione dipendono esclusivamente dalla no­stra capacità di identificarci responsabilmente, sempre di più, con l’aspetto divino che è in noi.

Dedicandosi al proprio autosviluppo, ogni individuo ottempera ai doveri cui è chiamato e che, volendo, può gestire fino in fondo. Crescendo e conoscendo sempre di più, potrà allargare il campo delle sue esperienze e sarà posto di fronte a responsabilità (o occasioni di “servizio”) sem­pre maggiori.
Come realizzare i progetti per il bene (15)
Bisogna soltanto decidere di servire la Gerarchia; questo farà in modo che l’ambiente esterno si adatti affinché l’aspirante possa conseguire ciò che si è ripromesso di fare. Così facendo tutto di­venta possibile, anche ciò che normalmente non rientra nella vostra immaginazione! Com’è pos­sibile che ciò avvenga? Può avvenire perché il chakra del cuore è il luogo in cui si entra in contat­to con i Maestri e l’epicentro delle energie relative alla natura umana.
Lo spirito dell’uomo, la sua volontà ed il suo amore, focalizzandosi su questo chakra, lo inducono ad irradiare, attraverso l’aura individuale, le buone intenzioni che lo animano. Queste buone in­tenzioni, irradiandosi all’esterno, creeranno i presupposti affinché vengano ad attuarsi an­che le soluzioni umanamente più impensabili.
Tutti gli individui che desiderano creare qualcosa o migliorarne un’altra, non importa se questa coinvolge un gruppo di persone, un Gruppo, una Chiesa, oppure una Nazione o un uomo politico, è necessario che conoscano il fatto che quando ci focalizziamo sul chakra del cuore e lo “nutriamo” con le nostre buone intenzioni, la realizzazione del nostro progetto inizierà ad aver luogo.
Questo può accadere, perché durante il sonno i nostri veicoli sottili (corpo eterico, astrale, ecc.), si liberano momentaneamente del corpo fisico e possono così viaggiare nel mondo astrale dove c’è la possibilità di incontrare altri individui con le nostre stesse motivazioni e preparare così le con­dizioni per un incontro sul piano fisico. Perciò, mentre il nostro corpo fisico giace addor­mentato, sarà un raggio del nostro chakra del cuore, che si prenderà l’incarico di trovare la per­sona più adatta a lavorare con noi e per voi.
La nostra aurea e quella dell’altra persona, dopo aver permesso una comunicazione sul piano astrale, prepareranno la strada affinché ci si possa incontrare fisicamente. Così succede che a volte si dica: “Ho l’impressione di aver già conosciuto questa persona”. A volte le due aure stanno in comunione tra loro per parecchio tempo ed insieme elaborano il loro piano di lavoro. Questa è la ragione per cui due persone possono trovarsi subito in perfetta sintonia; le loro energie le hanno attirate una all’altra ed esse, insieme, si sentono in armonia.
Sarebbe assai utile che questo fenomeno fosse più conosciuto ed utilizzato perché, qualora sfrut­tato a fin di bene, potrebbe risolvere molti problemi dell’attuale umanità. Va notato che molti di questi problemi nascono perché la società odierna è gestita da uomini che, pur non conoscendo queste cose, le utilizza molto bene a livello inconscio.
Gli aspiranti, che dovrebbero sfruttare al meglio queste conoscenze, perdono spesso il loro tempo chiedendosi se saranno in grado di fare questo o quello, oppure discutendo sul fatto che Dio esi­sta oppure no! Discutere su tale argomento è certo un modo molto valido per perdere tempo pre­zioso e sprecare energie; al posto di vane parole si dovrebbe coltivare la certezza che il potere della Luce indirizzata verso il bene è superiore ad ogni altra cosa.
Purtroppo, invece, proprio quando un aspirante dovrebbe concentrare la potenza del suo cuore per permettere alla Luce di manifestarsi in opere di bene, ecco che diventa dubbioso, la sua scarsa fe­de si spegne del tutto e le sue buone intenzioni svaniscono come nebbia al sole.
Come possiamo aiutare i Maestri? (31)
In primo luogo, insegnare la legge di evoluzione ed il fatto che esistono grandi Anime (i Maestri, N.d.R.) inte­ramente dedicate al servizio del loro prossimo. La gente si dovrebbe abituare ai loro nomi e attributi, alla loro opera e al loro pro­posito. Si deve anche spiegare come Essi lavorino per la salvezza del mondo.
In secondo luogo, discepoli e aspiranti devono vivere armoniosamente sotto ogni aspetto ed amare. Le vibrazioni vio­lente dei nostri ambienti devono essere smorzate con una forte controvi­brazione d’amore, ricordando sempre che, quando operiamo in sintonia con l’evoluzione, è con noi il potere della divinità stessa, disponibile per essere usato.
Nulla può resi­stere alla pressione costante dell’amore e dell’armonia, quando sono applicati abba­stanza a lungo. Non è lo sforzo spasmo­dico che conta. E’ la pressione sostenuta a lungo, con co­stanza e perseveranza, che alla fine infrange l’opposizione e le mura della separatività.
In terzo luogo, le organizzazioni esoteriche devono appog­giare tutto ciò che tende all’unità. Tutti i tipi di lavoro, tutti gli sforzi esterni delle numerose organizzazioni, devono in­contrare coopera­zione e assistenza amorevoli. Noi stiamo in un mondo di sforzo come punti focali d’amore.
Il nostro obiettivo, dovrebbe essere quello di aiutare i Maestri e dar loro l’assistenza intelligente, affinché possano realizzare i loro piani per l’umani­tà. Essi hanno deciso di operare, per nostro tramite, all’elevazione del mondo, e sarà solo un’intensificato sforzo spirituale che potrà arrestare l’ondata di male ed allonta­nare le difficoltà che stanno in agguato nell’oscurità del caos at­tuale. Questo sforzo intensificato dovrà avvenire tra­mite i Gruppi esoterici.
L’organismo vivente di aspiranti e discepoli può fornire un centro di pa­ce, di potere e d’amore, di aiuto pratico e di elevazione spi­rituale quale il mondo non ha mai visto. Questa è la speran­za. Abbiatene cura voi.
Altri modi per aiutare i Maestri (32)
Il fatto della Gerarchia e l’opera svolta dai Maestri me­diante i loro discepoli devono essere indi­cati all’attenzione pubblica.Ovunque, discepoli presenteranno sempre meglio il piano gerarchico di fratellanza, di vita spiri­tuale e inclusiva, non ripetendo di continuo (come fanno gli stolti): “Il Maestro mi ha scelto” o “il Maestro mi guida” o “io rappresento la Gerarchia”, ma con una vita di servizio, per mostrare che i Maestri esistono e sono conosciuti da molti dovunque; che il piano è di sviluppo evolutivo o di progresso e conduce ver­so una meta spirituale intelligente; che l’umanità non è sola, che la Gerar­chia vigila e che il Cristo è con il Suo popolo.Mostrare inoltre che nel mondo esistono molti discepoli sconosciuti perché la­vorano nel silenzio, che il nuovo gruppo di Servitori del mon­do esiste; che uomini di buona volontà sono presenti ovun­que; che i Maestri non s’interessano delle personalità, ma che impiegano uomini e donne di ogni atteggiamento, fede e na­zionalità purché motivati dall’amore, intelligenti, di mente adde­strata, magnetici e radianti, capaci di attirare altre persone alla veri­tà e alla bontà, e non a loro stessi come presunti maestri.
Far conoscere che i Maestri, non si curano di fare proseliti e si impegnano unicamente ad alle­viare le sofferenze, a promuovere l’evoluzione dell’u­manità e ad indicare le mete spirituali. Non cercano premi per il loro lavoro ne elogi dai contemporanei, ma solo l’accrescimento della luce nel mondo e lo svi­luppo della coscienza umana.
La Benedizione (33)
La benedizione, può essere considerata come una proiezione o trasferimento di energia la cui in­tensità e potenza sono in relazione al nostro sviluppo spirituale che ci permette di essere centri di irradia­zione. Con la benedizione noi creiamo una forma pensiero intensa e vibrante che vale come atto di servizio.
Poiché la benedizione crea armonia, dedichiamo costantemente alcuni minuti al giorno nel be­nedire l’aria che respiriamo, l’acqua che beviamo, il cibo che ci dà forza e salute per mantenerci al servizio nel posto che il destino ci ha messi e nelle funzioni in cui il Piano Divino ci ha inse­riti.
L’energia spirituale irradiata con la benedizione opera la trasformazione della materia che, dopo aver perduto le sue qualità di massa, di gravità, purificata, rigenerata e redenta diventa atta a ri­sa­lire allo Spirito.Benediciamo tutte le persone con le quali veniamo in contatto per ragioni di convivenza, di lavo­ro, di rapporti sociali; benediciamo quelli che non la pensano come noi che ci consentono di ap­prendere la lezione di superare le paia degli opposti, dei contrari; benediciamo le creature anneb­biate dall’ignoranza, avvinte dai loro desideri e per­ciò soggette a sofferenze fisiche e morali; be­nediciamo quanti a noi si rivolgono per aiuto ma che non sempre possiamo materialmente sod­di­sfare in tutto o in parte; benediciamo gli infermi, irradiando su di loro energie risananti e purifi­canti. Ricordiamoci che nel mondo eterico vi è una schiera di aiutatori invisibili, piccole creature pronte a servirci, occorre soltanto saperle invocare con la nostra amorevole ri­chiesta e guidarle verso l’obiettivo col nostro raggio di luce, come un radar.
Benediciamo il denaro prima di spenderlo. Il denaro apparentemente è una materia inerte, ma in effetti esso è energia concentrata e cristallizzata. Dal punto di vista esoterico esso è un aspetto statico della divina energia che, in certo modo, può essere considerata come I’immanenza della Vita divina.
I desideri, le bassezze, le passioni, di cui il denaro è spesso strumento, hanno fatto sì che ad esso siano attaccate forme pensiero po­co raccomandabili. Noi possiamo neutralizzare le loro influenze ne­gative benedicendo il denaro, imprimendo il nostro pensiero direttivo affinché sia usato per fini generosi e umanitari, per scopi leciti.
Potremmo usare questa benedizione:
“Benedico questo denaro, esso è simbolo di sostanza, di energia divina. Lo purifico e lo redimo da ogni influsso impuro, da ogni attaccamento, da ogni avidità, da ogni colpa. Lo apprezzo e lo conservo come dono di Dio, per usarlo solo per scopi buoni, giusti e opportuni. Nel darlo, ancora lo benedico e ringrazio.”
Nella pratica della benedizione noi operiamo nello Spirito della Carità e della Fratellanza che non conosce barriere di razza, di religione, di casta e di colore; e se alla benedizione potessimo ag­giunge­re, nella forma anonima, anche un tangibile aiuto, ci saremmo avvicinati alla pratica attua­zione della spiritualità, alla esteriorizzazione del Divino in noi dimorante.
Autoesame
Facciamo ora un piccolo esame per vedere quanto siamo disposti al sacrificio e pronti ad un servizio disinteressato ai nostri simili:
‑ Siamo disposti ad eliminare la consuetudine di mangiare i cibi derivati dall’uccisione degli animali, nostri fratelli minori?
‑ Siamo disposti a cessare l’uso dell’alcool e del fumo che ci pregiudicano ogni possibilità di avanzamento spirituale intossicandoci il corpo fisico ed i veicoli superiori?
‑ Quando aiutiamo qualcuno pensiamo a come ci sarà riconoscente? o lo facciamo per sentirci utili o importanti?
‑ Quante volte usiamo la particella “Io”, parlando di cose belle accadute a seguito di un nostro intervento? Ci rendiamo conto che noi non siamo che semplici strumenti e che il merito spetta sempre a Dio?
‑ Offriamo il nostro servizio nell’ambito della famiglia o facciamo come coloro che vanno in giro a curare i figli degli altri quando farebbero molto meglio ad iniziare dai loro?
‑ Pensiamo forse che per dare servizio bisogna essere pronti, avere la cultura necessaria, l’ambiente adatto o un titolo di studio; ed utilizziamo tale pensiero come alibi per non fare assolutamente nulla nella vigna del Signore?
IL COLLEGAMENTO CON LA GERARCHIA
Come stabilire un collegamento con i mondi spirituali (15)
Se vi sentite ancora immersi nel mondo materiale è soltanto perché non avete coltivato alcuni tipo di “collegamento” con il mondo spirituale; cercate pertanto di lavorare per creare questo collegamento. E’ sufficiente aprire la Bibbia, e leggerla con umiltà e semplicità e viverne gli insegnamenti, per iniziare a creare questo “collegamento”. E’ sufficiente non giudicare, essere buoni, sinceri e fidati, e così via. La lista è lunga però semplice da comprendere e seguire. Fate queste cose e vedrete che un bel momento vi ritroverete a vivere quella vita che ora potete sol­tanto supporre nella vostra immaginazione.
Come porre una domanda… (15)
Molti pensano, erroneamente, che comunicare significhi necessariamente porre una domanda verbale ed ottenere una risposta dello stesso tipo. Non vi è nulla di più errato, infatti quando si comunica con la propria anima, con un Maestro, con Dio o con la Saggezza universale, la nota dominante è proprio il silenzio. Questo è un fatto che lascia sconcertati coloro che desiderano comunicare con i mondi spirituali o riceverne qualche ispirazione.Questo silenzio, comunque, non è una “mancanza di risposta”, ma il preludio alla vera comuni­cazione! Immaginate di lanciare un sasso in uno stagno: dal punto in cui il sasso cade, si cree­ranno e si allargheranno parecchi cerchi concentrici che, in breve tempo occuperanno tutto lo specchio d’acqua! Voi dovete fare la stessa cosa con i vostri interrogativi: permeate la mente con il vostro interrogativo e quindi “lanciatela” nello spazio e lasciate che in esso si diffonda. Così lanciata essa potrà diffondersi nello spazio ed è proprio quello il luogo dove la domanda troverà la sua risposta. A questo punto non aspettatevi che la risposta vi arrivi in modo chiaro e tangibile e tantomeno immediatamente.
Continuate invece questo esercizio, prendete l’abitudine di porre la domanda ogni sera, poi, durante il giorno seguente non pensateci più. Fatelo per tre giorni e vedrete che dopo tale tempo avrete una risposta che vi potrà giungere inaspettata e sotto le forme più impensabili. Potrà arrivarvi attraverso un sogno; un’intuizione; una ricezione cosciente o telepatica; una pulsione inconscia che vi spinge verso qualcuno che ha vissuto la vostra stessa esperienza; la spinta a comperare un dato libro, o altre motivazioni che vi illumineranno o vi indicheranno come approfittare di qualche opportunità. Mantenetevi perciò molto aperti anche verso ciò che non rientra nel comune e nell’usuale.
Come creare un rapporto con la Gerarchia (34)
Come sviluppare un giusto rapporto con la Gerarchia? una relazione quotidiana che ci aiuti dan­doci ispirazioni ed energia? Alcuni pensano che si sufficiente adoperare la persuasione, dirsi per es: “io sono in contatto con la Gerarchia, sono in contatto con il Maestro, ecc.”, crederlo, sfor­zarsi di crederlo e poi, alla fine, rendersi conto che non funziona. Infatti non è con la persuasione che si può creare un giusto e valido rapporto, è solo vivendo gli insegnamenti spirituali e dando un ser­vizio disinteressato al nostro prossimo che potremo preparare il terreno per questo tipo di colle­gamento. Se siete in possesso di un dono oppure svolgete un’attività che possa aiutare gli al­tri, vi conviene allora, ogni mattina e intenzionalmente, visualizzarvi collegati alla Gerarchia in modo da chiede­rne l’assistenza, la collaborazione e di nobilitare il vostro operato. Se lo farete, l’energia che avete richiamato al mattino con la visualizzazione, vi servirà per tutto il giorno, scenderà su di voi e mentre fluirà per servire gli altri, vi fa crescere sempre di più. A questo si ri­ferisce la massima “il servitore è il primo ad essere servito”.
Permettendo all’influsso della Gerarchia di operare attraverso di voi diventerete il tramite per uno scambio energetico, i vostri chakra si apriranno ed allora automaticamente, improvvisamente, le cose, le informazioni o le persone di cui avete bisogno verranno verso di voi. Se vi occorre un nuovo metodo per operare, lo scoprite in un libro, lo creerete voi stessi per intuizione oppure in­contrerete qualcuno che ve lo insegna.
Tutto questo, però, potrà avvenire solo quando avere creato un certo collegamento con la Gerar­chia. Solo quando sarete collegati con la vostra fonte primaria d’energia: la vostra anima, sarete, nello stesso tempo, collegati con la Gerarchia. Certamente il modo con cui vi collegherete con la Gerarchia, potrà essere diverso e relazionato alla vostre possibilità del momento. Le vostre pos­sibilità, inoltre, dipendono dagli sforzi che fate per procedere lungo il sentiero spirituale.
Pertanto, ed è importante comprenderlo, prima di qualsiasi altra cosa dovete cercare di essere al­lacciati alla Gerarchia, non importa quale possa essere la vostra attività quotidiana, questo allac­ciamento fornirà energia tanto all’anima che allo spirito. Questa energia, a sua volta, svilupperà maggiormente le vostre possibilità e permetterà al vostro spirito di intravedere traguardi sempre più ampi.
Ci tengo a precisarvi che, per creare questo allacciamento, non è necessario essere particolarmen­te dotati, no! Quando parlo di allacciamento psichico, parlo di quello stato in cui vi trovate a vive­re con entusiasmo e fare qualcosa di utile. Appena vi sentite di essere “vivi” ed “utili”, non potete più dubitare di essere in contatto con la Gerarchia, e in quel momento da essa arriveranno a voi potenza ed energia. Da quel momento, qualsiasi sia il vostro carattere, che voi siate timidi o infantili, paurosi o titu­banti, tutto si trasforma e la convinzione di ciò che fate si insedia in voi, una grande forza vi per­vade e vi aiuta nell’azione. Quello che vi occorre, e vi prego di farlo, è un collegamento quoti­diano con la Gerarchia.
Come collegarsi con la Gerarchia (34)
Come farlo? E’ semplice, ogni mattina fate un piccolo rituale, che ognuno può prolungare quanto vuole a seconda dei metodi che utilizza per rilassarsi e meditare oppure di quanto scoprirà con la sua intuizione o per l’esperienza acquisita.
Procuratevi una copia della Grande Invocazione (ne trovate una più innanzi), tre candele ed una candela più grossa o un lumino. Quindi:
1. disponete le tre candele in modo da formare un triangolo con la punta lontana da voi diretta verso l’Est (dove sorge il sole).
2. ponete la candela grossa o il lumino in una coppa al centro del triangolo. Nella coppa, a vostra scelta, potete porre dell’acqua o degli elementi naturali, ad es. dei fiori, dei cristalli, dell’incenso, dei minerali o altro. Ricordo che l’acqua può servire per aiutare lo sviluppo psichico.
3. recitate la prima strofa della Grande Invocazione, accendendo la 1° candela, quella in dire­zione dell’Est, affinché la luce della fiammella ne rappresenti la manifestazione.
Dal punto di Luce entro la Mente di Dio
Affluisca luce nelle menti degli uomini.
Scenda Luce sulla Terra.
4. recitate la 2° strofa, accendendo la candela di sinistra,
Dal punto di Amore entro il Cuore di Dio
Affluisca amore nei cuori degli uomini.
Possa il Cristo tornare sulla Terra.
5. recitate la 3′ strofa, accendendo la candela di destra,
Dal centro ove il Volere di Dio è conosciuto
Il proposito guidi i piccoli voleri degli uomini;
Il proposito che i Maestri conoscono e servono.
6. recitate la 4° strofa, accendendo la candela al centro del triangolo.
Dal centro che vien detto il genere umano
Si svolga il Piano di Amore e di Luce,
E possa sbarrare la porta dietro cui il male risiede.
Che Luce, Amore e Potere ristabiliscano il Piano sulla Terra.
Dopo aver detto le ultime parole della Grande Invocazione, ripassate su ogni candela e fate il segno della croce, per consacrare il tutto con il segno cosmico di Cristo.
Mentre fate tutte queste cose, pensate che tutto il vostro essere si canalizzi e salga come un tubo di luce, salga verso la Gerarchia, che potete immaginare come un immenso sole; un mantra, oppu­re un grande tempio da cui esce una dolce musica, fate ciò che il cuore vi suggerisce, quindi ponetevi in meditazione e visualizzate il collegamento.
Per fare questa visualizzazione allineatevi sui tre punti: immaginate un filo di luce, che unisce il vostro centro del cuore, il 3° occhio e il chakra coronale e quindi salga, come un grande tubo di luce, verso la Gerarchia. Potete mantenere questa visualizzazione per il tempo che desiderate.
Se siete abituato a sostenere una visualizzazione potete mantenerla per qualche tempo oppure, se non siete abituato, non forzatevi a visualizzare e passate ad un altro esercizio spirituale meno im­pegnativo, ad es. recitare delle preghiere.
Quando ritenete di dover terminare spegnete ogni candela, ripartendo dalla prima e ripetendo, per ognuna di esse, la strofa relativa della Grande Invocazione. Quindi rinviate, con le mani, tutta l’energia verso il cielo, verso la Gerarchia e salutate ringraziando.
Ricordatevi che è giusto chiudere qualsiasi attività spirituale con un saluto ed un ringraziamento. Questo non perché che gli Esseri invocati o che il rituale effettuato impongano il saluto, no. Il ringraziamento viene dato per riconoscenza mentre il saluto serve ad incanalare tutte le energie in eccesso verso la terra onde evitare che possano arrecare qualche disturbo (calore, ecc.). In questo modo l’energia in eccesso ritorna verso la terra lasciando una condizione di grande equilibrio. E’ bene fare il saluto inchinandosi verso terra, in questo modo il chakra alla sommità della testa verrà posto di fronte al suolo e potrà riversarvi il sovrappiù.
Fate questo esercizio tutti i giorni, poco importa il tempo che gli dedicherete, dieci minuti per le persone nervose o senza pazienza, mezz’ora per quelli che sono un po’ più passivi. Seguite la vo­stra natura, non preoccupatevi di sbagliare, non ingannate voi stessi pensando “se lo faccio per mezz’ora, allora sì che sarò un buon aspirante!”. Non fatelo! Ascoltatevi, invece, siate sinceri con voi stessi, se non sopportate più di dieci minuti non andate oltre. Nel tempo vi ritroverete la ca­pacità di farlo per un tempo più lungo.
Iniziate con onestà di intento, puliti come un cristallo, ed allora i cieli potranno riflettersi in voi. Più svilupperete questo allacciamento e più svilupperete la vostra intuizione, si acuirà la vostra capacità mentale, aumenteranno le vostre possibilità e incontrerete le persone più adatte per gui­darvi o consigliarvi.

LA GRANDE INVOCAZIONE
Dal punto di Luce entro la Mente di Dio
Affluisca luce nelle menti degli uomini.
Scenda Luce sulla Terra.
Dal punto di Amore entro il Cuore di Dio
Affluisca amore nei cuori degli uomini.
Possa il Cristo tornare sulla Terra.
Dal centro ove il Volere di Dio è conosciuto
Il proposito guidi i piccoli voleri degli uomini;
Il proposito che i Maestri conoscono e servono.
Dal centro che vien detto il genere umano
Si svolga il Piano di Amore e di Luce,
E possa sbarrare la porta dietro cui il male risiede.
Che Luce, Amore e Potere ristabiliscano il Piano sulla Terra.
Origine della Grande Invocazione (35)
Oggi l’umanità si trova in un particolare, eccezionale punto mediano, fra un passato infelice e un futuro pieno di promesse che po­tranno attuarsi, se la riapparizione del Cristo verrà riconosciuta e si fa­rà la debita preparazione. Il presente è pieno di promesse, ma anche di difficoltà; in questo momento il destino del mondo e, se possiamo dirlo con tutta reverenza, l’attività immediata del Cristo, sono nelle mani degli uomini. Le atroci sofferenze della guerra e le angosciose condizioni dell’intera famiglia umana, nel 1945 indussero il Cristo a prendere una grande decisione espressa in due affermazioni della massima importanza.
Egli annunciò alla Gerarchia riunita e a tutti i Suoi discepoli di aver deciso di riprendere il contat­to fisico con l’umanità, se questa avesse fatto i passi iniziali per instaurare retti rapporti fra i propri membri; dette poi al mondo (ad uso di tutti) una delle più antiche preghiere, sinora mai permessa se non ai più elevati esseri spirituali. Egli la pronunciò la prima volta nel 1945 al plenilunio di giugno, noto come plenilunio del Cristo, come quello di mag­gio è del Buddha. Non fu facile tradurre quegli antichi versi (così an­tichi da essere senza data o possibile riferimento) in parole moderne, ma si fece, e la Grande Invocazione che potrà divenire la preghiera universale fu pronunciata dal Cristo e trascritta dai discepoli.
Possiamo constatarne la straordinaria potenza perché già centi­naia di migliaia di uomini la ripeto­no ogni giorno e più volte al gior­no; è già stata tradotta in più di 18 lingue, è usata da gruppi di indige­ni delle giungle africane e da uomini che hanno alte funzioni direttive; tanto in America che in alcune nazioni europee viene radiotrasmessa e non vi è luogo dove non se ne conosca l’uso. Questa nuova invocazione, se verrà grandemente diffusa, potrà essere per la futura reli­gione ciò chi il Padrenostro fu per i Cristiani e il Salmo 23 per gli Ebrei.
La Grande Invocazioni non appartiene ad alcuno, né ad alcun gruppo, ma a tutta l’Umanità. La sua forza e bellezza stanno nella sua semplicità, e nel suo esprimere certe importanti e fonda­mentali verità che tutti gli uomini accettano, in modo innato e normale. La verità che esiste un’Intelligenza fondamentale a cui, vagamente, diamo il nome di Dio; la verità che, dietro ogni appa­renza esterna, il potere motivante dell’Universo è Amore; la verità che una grande Individua­lità, dai Cristiani chiamata il Cristo, venne sulla Terra, e incorporò quell’Amore perché potessimo com­pren­dere. La verità che l’amore e l’intelligenza sono effetti di quello che chiamiamo Volere di Dio; e infine l’evidente verità che solo per mezzo dell’umanità stessa il Pia­no divino di evolu­zione in atto sulla Terra, potrà trovare la sua attuazione. soltanto per opera dell’umanità stessa.
Questo Piano richiede che gli uomini manifestino amore e che “lascino splendere la luce che è in loro”. Segue la solenne richiesta finale che questo Piano di Amore e di Luce, attuandosi tramite l’umanità, “sbarri la porta dietro cui il male risiede”. L’ultima frase dell’Invocazione contiene l’idea della restaurazione e indica la nota dominante del futuro ed il giorno in cui l’idea origi­naria e l’intenzione iniziale di Dio non saranno più frustrate dal libero arbitrio e dal male dell’uomo, dal suo materialismo ed egoismo. Il Proposito divino potrà allora attuarsi grazie al mutamento dei cuori e degli obiettivi dell’uma­nità. Questo l’evidente e semplice significato dell’Invocazione, che ri­sponde all’aspirazione spiri­tuale di tutti.
Nell’uso di questa Invocazione o preghiera, e nell’attesa sempre crescente della venuta del Cristo, risiede oggi la più grande speranza dell’umanità. Se ciò non fosse, la preghiera sarebbe inutile, soltanto un’allucinazione, e le Scritture di tutto il mondo, con le loro profezie, sarebbero prive di valore ed illu­sorie. La testimonianza dei secoli ha comprovato che così non è. La preghiera ot­tiene e ha sempre otte­nu­to risposta; i grandi Figli di Dio sono sempre venuti e sempre verran­no in risposta all’appello dell’umanità, e Colui che tutti gli uomini attendono, è per via.
Diffusione della Grande Invocazione (35)
Dedicatevi a diffondere l’uso della Grande Invocazione e aiutate a portare avanti il piano di distri­buzione. La Grande Invocazione, è un potente strumento solare destinato a produrre dei cambia­menti e i necessari riadattamenti. E’ tanto potente, che quando se ne suggerì l’uso generalizzato nel mondo degli uomini, suscitò qualche opposizione fra i membri della Gerarchia, perché ne te­mevano i potenti ef­fetti sulle persone non preparate e non evolute. Tuttavia il suo uso è stato giu­stificato e si desidera che la sua utilità venga grandemente accresciuta e il suo uso sia diffuso molto più ampiamente.
RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI
Ringraziamo tutti gli autori, che, con il loro lavoro hanno permesso questa raccolta e ci scusiamo qualora avessimo fatto qualche errore nel citare la fonte originale del materiale presentato. Il numerino vicino al titolo, qualora utilizzato con i riferimenti bibliografici, permette di cono­scere la fonte del brano proposto.

1) Giuseppe Filipponio, Il Loto bianco, pag. 129,
Centro Verso la Luce, Via Laurentina 622 – 00143 Roma.
2) Alice Bailey, Il Discepolato nella Nuova Era, Vol. II, pag. 64,
Edizioni Nuova Era, Roma.
3) Riassunto dal volume Il Loto Bianco, di Giuseppe Filipponio,
pag. 57, Centro Verso la Luce, Via Laurentina 622 – 00143 Roma.
4) Alice Bailey, Raggi e Iniziazione, pagg. 528-31,
Edizioni Nuova Era, Roma.
5) Alice Bailey, Il Trattato dei 7 Raggi, Vol. V,
Raggi e Iniziazione, pag. 368 – Edizioni Nuova Era, Roma.
6) Riassunto dal volume Il Loto Bianco, di Giuseppe Filipponio,
pag. 57, Centro Verso la Luce, Via Laurentina 622 – 00143 Roma.
7) Annie Besant, I Maestri,
Edizioni Adyar, Settimo Vittone, (To).
8) I. Dalichiw e M. Booth, AuraSoma,
Edizioni Mediterranee – Roma.
9) Giuseppe Filipponio, La via della Luce, pag. 63,
Centro Verso la Luce, Via Laurentina 622 – 00143 Roma.
10) David Anrias, Attraverso gli occhi dei Maestri, pag. 20,
Edizioni Amiedi, Milano, 1932,
11) Elaborazione tratta dai seguenti volumi:
David Anrias, Attraverso gli occhi dei Maestri, pag. 20,
Edizioni Amiedi, Milano, 1932,

Giuseppe Filipponio, La via della Luce, pag. 63,
Centro Verso la Luce, via Laurentina 622 – 00143 Roma.
Alice Bailey, L’esteriorizzazione della Gerarchia, pagg. 504-507,
Edizioni Nuova Era, Roma.
12) Alice Bailey, L’esteriorizzazione della Gerarchia, pag. 411,
Edizioni Nuova Era, Roma.
13) A. Bailey, Iniziazione Umana e Solare,
Edizioni Nuova Era, Roma.
14) Alice Bailey, Iniziazione umana e solare, pagg. 54-62,
Edizioni Nuova Era, Roma.
15) Ghislaine Gualdi, Maestro e Discepolo,
Quaderno Sarmoung n. 16.
16) Alice Bailey, Il trattata dei 7 Raggi, Vol. II,
Psicologia esoterica 2, pagg. 484-487.
Edizioni Nuova Era, Roma.
17) Anne e Daniel Meurois‑Givaudan, Viaggio a Shamballa,
pagg. 65-66 – Edizioni Arista, 10094 Giaveno (1987)
18) Ghislaine Gualdi, Amore e Potere,
Quaderno Sarmoung n. 19.
19) Alice Bailey, Trattato dei Sette Raggi, vol. I,
Psicologia Esoterica, pagg. 106-109,
Edizioni Nuova Era, Roma.
20) Giuseppe Filipponio, Il Loto Bianco, pag. 152,
Centro Verso la Luce, via Laurentina 622 – 00143 Roma.
21) A. Bai­ley, Da Betlemme al Calvario, pagg. 77‑79,
Edizioni Nuova Era, Roma.

22) Alice Bailey, Trattato dei Sette Raggi, vol. I,
Psicologia Esoterica, pagg. 106-109,
Edizioni Nuova Era, Roma.
(23) David Lorimer, Profeta del nostro tempo.
Edizioni Il punto d’incontro,
Casella Postale n. 504 – Vicenza.

(24) Giuditta Denbech, Gli Angeli tra noi.
Edizioni l’Ariete.

25) Max Heindel, La Cosmogonia dei Rosacroce,
Edizioni del Cigno, Peschiera del Garda (VR).

26) Ghislaine Gualdi, Raggi, Vibrazioni, Energie,
Quaderno Sarmoung n. 14.

27) Max Heindel, La Cosmogonia dei Rosacroce,
Edizioni del Cigno, Peshiera del Garda (VR).

28) Giuseppe Filipponio, Il Loto Bianco, pag. 152,
Centro Verso la Luce, via Laurentina 622 – 00143 Roma.

29) Riassunto da La Chiave essenziale,
di Omraam Mikhael Aivanhov, Edizione Prosveta.

30) Fabio Gatti, parte dell’articolo La Telepatia verticale,
scritto il 3/8/96, prelevato dal sito “www.esonet.org”.

31) Alice Bailey, L’esteriorizzazione della Gerarchia,
pag. 515-516, Edizioni Nuova Era, Roma.

32) Alice Bailey, Il discepolato della Nuova Era, vol. I,
pag. 778-779, Edizioni Nuova Era, Roma.

33) Giuseppe Filipponio, Il Loto Bianco, pag. 88,
Centro Verso la Luce, via Laurentina 622 – 00143 Roma.

34) Ghislaine Gualdi, La Medicina delle energie,
Quaderno di Sarmoung n. 5.

35) Alice Bailey, Il ritorno del Cristo e Esteriorizzazione della Gerarchia,
Edizioni Nuova Era, Vitinia di Roma.
36) Omraam Mickhael Aivanhov, Un pensiero al giorno,
Edizioni Prosveta, F.B.U. Casella postale 12019 – 20120 Milano
Note: I Quaderni di Sarmoung sono editi dal Gruppo Sarmoung,
Via Dante, 4 – 28010 Cavallirio (NO).

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