L’ENERGIA PSICHICA PUO’ INFLUIRE SULLA MATERIA? di Ferdinando Righetti

L’ENERGIA PSICHICA PUO’ INFLUIRE SULLA MATERIA?

Da noi occidentali la parola energia è poco usata e comunque non specifica niente; in altre culture è sinonimo di vita, di flusso, di canali naturali del’corpo umano e di tutto ciò che vive. Ogni forma di esistenza nell’universo ha la possibilità di risuonare di una qualche forma di energia. La formula di Einstein che lega l’energia alla massa, ci può aiutare ad accettare la parola energia come il fattore principale che tende a riequilibrarsi, come nell’universo, così nel’corpo umano per l’armonia della vita. Un corpo umano che noi riconosciamo nella sua dimensione fisica come oggetto concreto, può rivelarsi, nella sua struttura subatomica, un insieme armonico di onde, perciò “subisce” e risuona in armonia con le tipologie energetiche che gli sono più affini.

I fisici classificano come quanta tutti i fenomeni subatomici che si comportano sia come onde che come particelle, ad esempio gli elettroni. Se le particelle subatomiche che sono i principali costituenti della materia e dell’universo che conosciamo, si comportano come onde, è ovvio considerarle sensibili al “comportamento” di altre onde come quelle sonore o dei campi elettromagnetici. È stato provato che l’atto dell’osservazione influisce sulle proprietà dei fenomeni subatomici, gli scienziati ammettono che l’unico momento in cui i quanta si manifestano come particelle è quando li guardiamo, altrimenti sono onde.

Alcuni scienziati credono che l’universo stesso sia una sorta di ologramma gigante. Osservando la parte infinitesima, l’atomo, si svelano le dinamiche dell’universo. Poiché tutta la materia, che percepiamo con i sensi, è costituita da elementi subatomici che si comportano come onde di energia, possiamo considerare che scaturisca dall’interferenza o interazione del’moto vibratorio di tali onde (ogni fenomeno simile a quello delle onde, inclusa luce e onde radio, può creare uno schema di interferenze).

L’ipotesi di fonti d’onda interferenti del modello olografico della realtà semplifica la comprensione di molte ricerche, per esempio:

  • la mente può influire psichicamente con la realtà materiale (del 1987 della Prenceton University);
  • le sincronicità, il dottor D. Peat in Syncronicity: The Bridge between Matter and Mind, del 1987: “rivelerebbe l’intima connessione dei nostri processi di pensiero al mondo materiale“;
  • il cervello umano ha l’abilità di sperimentare sensazioni in punti di spazio dove non esiste alcun recettore sensorio, fuori dal corpo;
  • il cervello codifica i movimenti in un linguaggio di forme d’onda di Furier, cioè trasforma il significato sensorio in un linguaggio di frequenze (di Pribram, con gli esperimenti dello scienziato russo Nicolai Bernstein);
  • la corteccia visiva lavora come una sorta di analizzatore di frequenze, numero di oscillazioni al secondo alle quali un onda è soggetta, (questo suggerì che il cervello potesse funzionare allo stesso modo di un ologramma).

La particolarità del modello olografico calza perfettamente col concetto greco di simbolo, due pezzi di una “tessera”, ciascuno rappresentante l’intero, l’unione dei termini syn (insieme) e ballein (mettere) sottolinea l’idea che l’estraneo deve essere unito al familiare per costruire un ponte di significato tra ciò che è conosciuto e ciò che è sconosciuto.

Il fisico F. A. Wolf ritiene che il modello olografico ci permetterà di sviluppare una fisica della coscienza per esplorare diversi livelli di esistenza appartenenti alle diverse dimensioni. Nel XVIII secolo il fisico tedesco Emst Chladni applica sulla cassa armonica di un violino una lamina di metallo su cui cosparge della sabbia; suonando lo strumento la sabbia si dispone in forme geometriche che si modificano quando si cambia l’altezza della nota. Nasce la Cimatica, la scienza che studia l’influenza del suono sulla materia. Nel XX secolo lo scienziato svizzero Hans Jenny sperimenta gli effetti delle vibrazioni sonore di ogni tipo sui più diversi materiali. Scopre che determinati suoni corrispondono sempre alle stesse figure geometriche; inoltre sperimenta che pronunciando i suoni di antichi linguaggi, come il sanscrito, le figure che si producono disegnano il simbolo alfabetico che si pronuncia.

Un altra scoperta rivela che alcuni suoni producono disegni molto simili alle strutture cellulari degli organismi viventi. Lo scienziato H. Janny è convinto che la vita sia il risultato dell’interazione delle vibrazioni di ogni cellula, per lui ogni cellula ha il proprio suono, la propria nota. Il dottore Victor Beasley afferma che ogni cellula (del corpo umano) ha un campo magnetico che interagisce con quello delle cellule simili; per un fenomeno di risonanza si aggregano gli atomi simili per costituire le cellule dei diversi tessuti. Quindi il buon funzionamento dell’organismo dipende da una buona risonanza delle strutture atomiche.

L’acqua è una sostanza che può aiutare l’uomo ad armonizzare le proprie strutture organiche. L’acqua è un elemento vivo che assorbe, mantiene e trasmette l’informazione ricevuta. Le foto dei cristalli d acqua rivelano un “volto” dell’acqua, sembrano dare forma alle emozioni. La qualità della fonte di energia con cui è stata trattato questa sostanza va a strutturare il cristallo d’acqua; ad una determinata qualità o emozione corrisponde una determinata forma geometrica.

Lo studio del ricercatore Masaru Emoto rivela la facilità con cui l’uomo trasmette all’acqua i propri sentimenti, ma, allo stesso modo, si suppone che l’acqua abbia la facoltà di trasmettere all’uomo la propria elaborazione dell’impressione ricevuta. Anche senza riconoscere immediatamente il significato della simbologia manifesta dai cristalli d acqua, è naturale credere che essa, bevuta, trasmetta l’informazione al corpo umano che è formato del 70% di acqua. È possibile dimostrare una relazione tra il pensiero e la forma dei cristalli dell’acqua, allo stesso modo si può ipotizzare che il pensiero dell’uomo influenzi la struttura del ‘proprio corpo, cosa prevedibile anche dall’esperienza delle emozioni che inducono produzioni ormonali anomale.

La capacità di ridurre in forma un sentimento accomuna l’uomo all’acqua e come questa fa vibrare in infinite forme poliedriche i suoi cristalli, così l’uomo può far risuonare nella danza del’corpo e nelle sue forme le infinite sfumature dei propri sentimenti. Due eminenti studiosi di psicocinesi, ritengono che la realtà stessa sia l’effetto dell’interconnessione fra gli aspetti della coscienza simili a onde e le configurazioni d onde della materia. Gli studi di alcuni neurofisiologi di S. Francisco rivelarono che il cervello genera gli impulsi per compiere un movimento prima della decisione cosciente. Altre ricerche della fisiopatologa e chinesiologa V. Hunt, hanno rivelato un campo di energia irradiato dal corpo, con freq. tra i 100 e i 1600 cps, che risponde agli stimoli prima del cervello, prima che compaia sull’EEG.

Per la ricercatrice la mente si trova nel’campo energetico. La materia considerata inanimata, i quanta, gli elettroni nei plasma e negli stati differenziati come quello della superconduttività, mostrano comportamenti tanto coordinati, più simili a un balletto che a una folla di persone non organizzate. Lo scienziato Bohm fa presente che la vita e l’intelligenza sono presenti non solo in tutta la materia ma, “nell’energia, nello spazio, nel’tempo, nella struttura dell’intero universo; come ciascuna porzione dell’ologramma contiene l’immagine dell’intero, ogni porzione dell’universo cela l’intero“. Di questo universo cosa conosce l’uomo? Noi non vediamo tutto quello che c’è, le onde di luce che si muovono obliquamente rispetto a noi non le percepiamo, è nero, vediamo quella che viene verso di noi, bianca. La luce è dappertutto, ma non la percepiamo sempre, sarebbe accecante.

Si credeva che lo spazio fosse vuoto? Bene, ecco i costituenti ipotizzati: ora, oltre al 4%, che equivale alla parte atomica che riconosciamo, ne abbiamo catalogato un 23% di “materia oscura” e il restante 73% l’abbiamo denominato, per completare il quadro e far tornare i calcoli, come “energia oscura”. Il 23% è necessario come massa gravitazionale che permette di eguagliare la forza centrifuga degli “oggetti” che compongono le galassie, la massa gravitazionale è da 5 a 20 volte maggiore alla massa visibile. Il 73% serve come energia accelerante, di propulsione per sostenere l’incremento della velocità di espansione dell’universo o comunque è il motivo della repulsione tra i “corpi celesti”. Allora la maggior parte dell’universo resta “oscuro” o perlomeno intuitivo; l’antica letteratura induista spiega che la materia è composta da anu o atomi e dice che le sottili energie vibratorie del campo energetico umano esistono paramanu, al di là dell’atomo.

D. Bohm crede che a un livello subquantistico, paramanu, vi siano molte energie sottili ancora sconosciuto alla scienza. Ma ciò che sembra conosciuto non si sa cosa sia, dice Bohm: “cos’è un campo elettrico? cosa sono gli elettroni? Si possono solo descrivere”. Lo stesso vale per il campo gravitazionale, si può solo descrivere. Così è per il campo energetico dell’uomo, a mano a mano che viene scoperto viene definito in termini di comportamento. Dove si trova allora la coscienza? È nell’uomo e passa poi nella materia o è già insita nelle particelle subatomiche, quando si manifesta come onde con determinate frequenze di pulsazioni, quando ne guida la direzione e ne definisce tutte le caratteristiche che ce la manifestano come quella determinata onda?

D. Bohm crede che la coscienza sia una forma più sottile di materia e questo spiega perché i plasma possiedono alcune delle caratteristiche degli esseri viventi. Ogni onda che vibra allora può essere considerata una forma di coscienza?! La presenza di pensieri, di azioni immaginarie nella mente, non rimane un processo puramente mentale, perché essi sono inseparabili da un gran numero di processi biologici relativi, l’eccitamento dei nervi, la frequenza cardiaca, il rilascio di adrenalina e di altri ormoni, la tensione muscolare e così via. l’informazione contenuta nel pensiero è allo stesso tempo un attività neurofisiologica, chimica e fisica. Molti scienziati tra cui D. Bohm sostengono che ogni cosa comunica con tutto attraverso uno spazio “pieno”, colmo di luce e di altre onde elettromagnetiche che si intersecano e interferiscono tra loro costantemente. Esiste uno scambio di informazioni e quindi la capacità di rispondere al’significato e di fare uso attivo di informazioni da parte di tutta la materia e di ciò che vibra come energia, elettroni ed elementi subatomici.

Per chi sa comprenderlo il mondo diventa il linguaggio divino: Adamo aveva ricevuto da Dio la conoscenza di tutta la natura e gli esseri viventi, perciò poteva nominarli (Genesi, II, 19-20). In tutte le tradizioni antiche si insegna che il vero nome di un essere non è che una sola cosa con la sua natura, la sua essenza. Se ci rifacciamo alle parole del Vangelo di san Giovanni, “in principio era il Verbo” possiamo considerarlo come Logos, pensiero e parola che attraverso la creazione si manifesta; la natura si può allora considerare come simbolo della realtà soprannaturale o della realtà prima. Prendiamo ad esempio una parola, anch essa è parte della vita, la ascoltiamo emergere dal silenzio, prendere forma e realizzare, attorno a un nucleo centrale, una struttura che ha una propria forza e una direzione.

Questa cosa che esiste, vive, è vibrazione, produce una spinta, è un energia determinata, possiamo definirla come un “impulso ad esistere” e condiziona tutto l’esistente. Ma il dialogo dell’uomo con l’altro e con la natura resta confuso, perché? La confusione nasce quando, per raggiungere uno scopo, si cammuffa l’intenzione; la vita rivela sempre le proprie intenzioni, le qualità, i valori utilizzati, le forze messe in gioco; informa sempre su ciò che è presente, basta ascoltare e allora si scoprono le incoerenze, gli imbrogli. l’uomo che sceglie di aderire al proprio sentimento sarà sostenuto nelle proprie azioni da una forza che ha origine nel’proprio motivo esistenziale e che orienterà la sua vita per realizzare i vari obiettivi. È essenziale restare coerenti al proprio motivo esistenziale. Quando ci si discosta e si fanno scelte che non ci appartengono, si compie lo stesso un cammino di conoscenza, ma senza un sostegno adeguato alle azioni. Ogni azione ha all’origine un intenzione che determina il modo di esserci, la qualità dell’agire, del parlare o del pensare.

Tutto ciò che esiste vibra e fluisce nelle risonanze

La natura naturalmente comunica, passa informazioni vere, continuamente, infinitamente. Quando un energia è stata creata, ad esempio come pensiero, esiste e non potrà sparire finché non avrà compiuto il suo ciclo, manifestandosi o rivelandosi in un processo di risonanza. Gli elementi della vita si mantengono informati; ciò che è creato è una forza che ha una direzione, un intenzionalità, proprie qualità e dovrà compiere inevitabilmente il proprio cammino esistenziale o percorso evolutivo per farsi conoscere e creare esperienza. Un onda emessa vibra della propria frequenza con una particolare lunghezza d onda e una determinata forma; queste sono le informazioni che porta. Non cambia le proprie caratteristiche, marca il suo cammino, lasciando un solco sul’piano dell’esistenza. Quando una informazione non viene compresa o digerita e quindi assorbita, allora questa resterà attiva, perché non consumata e trasformata in una forma di energia più evoluta.

RIASSUMENDO

Da ogni parte sembra giungere questo suggerimento, di imparare a conoscerci riconoscendo l’infinita e perfetta intelligenza del’corpo umano, delle cellule che lo compongono; perché la fiducia nella vita cresce con la conoscenza della vita. Questo può aiutarci a vivere meglio e a guarire le ferite che ci siamo causati. La vita fiorisce continuamente in tutto ciò che esiste e si presenta come energia nella forma di un onda che vibra e fluisce da un corpo all’altro o da una sostanza all’altra come una risonanza, ciò avviene che noi riconosciamo o meno una soluzione di continuità tra i differenti elementi. Per un motivo di dialogo risonante, tutta la materia si impregna del nostro pensiero, del’nostro modo di percepire il mondo, di reagire nel’confronto col quotidiano. A questo punto alla grande domanda “cos’è la vita?”, è naturale rispondere che diviene ciò che noi ne facciamo, essa è lo specchio dell’agire dell’uomo. È necessario perché tutto questo avvenga in modo armonioso, creare un minimo spazio libero e disponibile ad accogliere la nuova “creazione”.

Un suono, una parola sono molto più efficaci se immersi nel’silenzio e allo stesso modo un corpo che danza è molto più apprezzabile nelle sue movenze, quando sono chiare le linee di forza disegnate dagli arti e dal’tronco. La vita è consumata senza che si comprenda pienamente il senso delle infinite parti o esperienze che la compongono. Sembra scorrere troppo velocemente, la ingolfiamo con troppi preconcetti e la ingombriamo di un infinità di cose inutili, quali azioni, parole, pensieri. Intossicati da una valanga di stimoli, diventiamo incapaci di cogliere il valore delle “cose” che ci vengono offerte, parole, immagini, forme. Scoprire le qualità necessarie a produrre una attività, una forma o un progetto ci permette di reclutare le giuste forze e i più adeguati mezzi per realizzarla. Ogni forma vibra di un energia che ha una precisa qualità, per coglierla e identificarla più facilmente è possibile ricondurla a un simbolo: l’essenza della forma pura che rivela direttamente all’osservatore tutto di sé. il simbolo riconduce all’origine del’proprio motivo esistenziale l’uomo che sa ascoltare, a lui il privilegio di comprendere la verità vivendola.

RIVALUTARE

Svelare l’ignoranza aiuta a riconoscere nuovi valori della vita. L’ignoranza nasconde grandi potenziali di crescita e svelarla permette di nutrire la vita di nuovi valori; è la mancanza che richiama una determinata qualità, perciò diviene il presente luogo di semina, il futuro luogo di fioritura. Il punto debole offre l’opportunità per prendersi cura della vita e per compiere il salto qualitativo ed evolutivo. La terra è un luogo di crescita, è uno spazio di incontro dove si riconoscono le diversità, si svelano gli opposti, maturano le coscienze. È in un primo contatto che nasce quel legame tra diverse forze, la “tensione”, ma è nel’confronto che gli opposti si riconoscono ed è l’inizio del dialogo. Sono i poli opposti che attivano quel’gioco di attrazione e repulsione che produce la danza della vita attraverso la quale gli estremi sono ricondotti a una nuova compenetrazione che li completa, lo zigote, che riproduce l’unità dell’origine. L’essenza, il primo significato, è contenuto per antonomasia nell’archetipo che è il simbolo del'”mistero”. Il simbolo educatore dell’umanità conduce l’uomo a comprendere il significato della forma.

Il corpo ha tali possibilità di espressione nei suoi infiniti elementi organizzati che possiamo paragonare l’intero organismo umano a un numero infinito di potenziali forme simboliche delle forze della vita. Ad esempio il corpo maschile e quello femminile sono simboli di due poli opposti e complementari della manifestazione umana dell’esistenza. il corpo umano necessita di un riscatto che onori la sua presenza in questa meravigliosa esistenza. Non va considerato come un mezzo inquinante dove pensiero, parole, azioni vengono generate allo stesso modo in cui sono espulse le tossine dall’organismo. Nell’apparente solidità del corpo umano si cela un ondeggiante struttura fluida rappresentata dai liquidi, dai gas, dagli elementi subatomici. Tutto del corpo suggerisce la possibilità di continui mutamenti, l’evidente mobilità della colonna vertebrale, la libertà degli arti, la fitta rete elettrica delle vie neurali, le infinite strutture di canali che lo percorrono portando ogni tipo di informazione. Gli elementi microscopici e macroscopici si mescolano e si separano, a secondo del punto dell’osservatore, mostrando ogni volta un aspetto nuovo della realtà che rivela una configurazione invisibile altrettanto fantastica di quella visibile.

La tecnologia moderna sta salendo il crinale della conoscenza, riscoprendo la validità di antiche tradizioni di culture millenarie. Ma tutto questo come viene utilizzato? Cosa passa all’uomo del quotidiano, quale conoscenza giunge nella cultura popolare? Viene fatto un buon utilizzo di queste informazioni? Sembra invece che diventi merce di guadagno e solo ciò che è commerciabile e quindi adattabile alla vendita viene riciclato e ceduto. Ci si dimentica che alla base di ogni azione vi è una forza che la sostiene la quale è rappresentata dall’intenzione e sarà questa a determinare la direzione e il risultato dell’operato. Forse alla base del cattivo risultato c’è la non conoscenza dell’influsso che il pensiero ha sulla vita dell’uomo, questo si riflette in una deresponsabilizzazione delle proprie azioni-pensiero. La forma è il pensiero che si realizza, lo possiamo constatare ognuno sul proprio corpo, nell’atteggiamento posturale, nell’espressione del viso. Ogni forma è sostenuta da una forza che è determinata da una particolare qualità della vita che significa una determinata funzione. Il pensiero, ovviamente, si realizza nella forma e lo possiamo constatare nella realtà di cui ci siamo circondati, nei progetti realizzati, nelle città, nelle società. Il processo della conoscenza è lungo e passa attraverso l’esperienza della vita biologica, dei confronti tra gli esseri, della nascita di una famiglia. l’umanità, nonostante le apparenze, sembra essere alla ricerca di un dialogo perfetto, ma come realizzarlo è l’impegno del’quotidiano. Per alcuni “ricercatori” lo si trova nella meditazione, uno spazio disponibile al ‘”confronto dialogante” tra sé e Sé, per altri sta nella ricerca scientifica.

Ferdinando Righetti

Insegnante di Scienze motorie

Padova

049/8685388 ferdinando. righetti@tin. it

Assisi 12/9/2003 – Meeting “L’Oriente incontra l’Occidente insieme per la Pace. “

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