Verso un Terzo Millennio di Pace, Giustizia e Tolleranza
Relazione di Abdel Qader Atif, Imam del Centro Islamico di Perugia, al meeting del Mandir della Pace. 9/9/1999
Vorrei ringraziare tutti coloro che hanno organizzato questo incontro, in particolare la promotrice e coordinatrice del Mandir della Pace, la Dr.ssa Gabriella Lavorgna. Un particolare saluto e ringraziamento va all’amico Padre Massimiliano Mizzi, Direttore del Centro Francescano Internazionale per il dialogo interreligioso di Assisi, che ha indicato il mio nome per partecipare a questo incontro, permettendomi così di esprimere il mio pensiero su un argomento così importante.
Infine, un caloroso saluto a tutti i presenti e ai partecipanti a questo meeting, che ha per tema: “L’Oriente incontra l’Occidente: insieme verso un Terzo Millennio”. Con il permesso degli organizzatori, vorrei aggiungere qualcosa al titolo; vorrei poterlo pronunciare così: Verso un Terzo Millennio di Pace con Giustizia e Tolleranza.
Il Terzo Millennio verrà di sicuro, non c’è alcun dubbio, ma quello che non è certo è se con esso giungerà anche la pace con giustizia e tolleranza fraterna. Per questo motivo, io mi dichiaro pessimista e non ottimista. Qualcuno potrebbe obiettare: “Ma come! Tu, uomo religioso e di fede, ti dichiari pessimista?”. Voglio chiarire subito un concetto: mi dichiaro umanamente pessimista perché quello che stiamo vedendo accadere sul nostro pianeta è profondamente triste.
Pessimismo Umano e Ottimismo Divino
Mi coglie il pessimismo poiché oggi, in questo mondo moderno, prevalgono l’intolleranza, la prepotenza, l’ingiustizia e la corruzione. Non potremo mai avere un terzo millennio sereno se non riusciremo veramente a cambiare tutto quello che ora appare negativo al nostro spirito. Ho invece assoluta speranza, fede e quindi ottimismo nell’aiuto di Dio e nella Sua infinita Misericordia.
Allah (Gloria a Lui, l’Altissimo) dice nel sublime Corano: “In verità Allah non modifica la realtà di un popolo finché esso non muta nel suo intimo”. Perciò non avremo mai un terzo millennio tranquillo se rimaniamo come prima e non cerchiamo di cambiare.
L’Islam, quattordici secoli fa, è stato inviato da Dio per correggere e ricostruire ciò che l’attività dell’uomo aveva corrotto e distrutto. L’Islam è stato inviato per completare e perfezionare l’etica della vita umana su questa terra, ma purtroppo questa è mancata e manca tuttora, e l’uomo subisce le tristi conseguenze dei suoi negativi comportamenti.
Allah dice nel Suo Libro: «La corruzione è apparsa sulla terra e nel mare a causa di ciò che hanno commesso le mani degli uomini, affinché Dio faccia gustare parte di quello che hanno fatto, forse ritorneranno sui loro passi».
Le Sfide della Modernità
Oggi, nonostante tutte le scoperte scientifiche e il progresso tecnologico, non si riesce ad assicurare una parvenza di vivibilità al genere umano. La fame e la miseria aumentano anziché regredire; c’è confusione, paura generalizzata e prepotenza dilagante. La sapienza umana viene messa a disposizione del male, come nel caso della proliferazione delle armi nucleari e della maratona per la fabbricazione di bombe atomiche e all’idrogeno.
Nel campo alimentare impera lo scandalo della “mucca pazza” e degli alimenti alla diossina; nel campo sanitario assistiamo alla comparsa di malattie nuove e incurabili come l’AIDS e vari tumori. Anche nel campo sociale constatiamo il degrado della famiglia, l’egoismo soggettivo e di massa, il razzismo e l’oppressione.
Visto questo quadro, mi riesce difficile individuare la base umana su cui costruire il futuro. Tuttavia, viene in soccorso l’Opera e la presenza del Signore: «In verità questa è la Mia retta Via; seguitela e non seguite i sentieri che vi allontanerebbero dal suo tracciato». Sulla base di alcuni principi dell’Islam, l’umanità potrà iniziare a costruire la vera Pace.
L’Islam come Obbedienza alla Pace
Pace è una parola che corre spesso sulla bocca di molti, forse troppi. Pace è uno dei nomi di Dio: Allah. Islam significa obbedienza ad Allah e, di conseguenza, obbedienza alla Pace. L’Islam è stato mandato per creare un mondo tranquillo e felice. Il saluto islamico è “Pace su di voi” (As-salamu alaykum).
Dio manda segni affinché gli uomini comprendano. La stessa frase sulla pace è stata rivelata anche a un grande della fede cristiana: Francesco d’Assisi. Questi segni sono inviati per unire gli uomini, non per dividerli. L’Islam ci insegna ad essere in pace con noi stessi, con Dio, con il prossimo e con la Natura.
Essere in pace con se stessi significa smettere di pensare male, non odiare e non invidiare. Ciascun uomo deve pulire la propria coscienza da ogni peccato e lottare contro il desiderio di vendetta. Si conosce troppo poco dell’Islam e spesso la mancanza di informazione è causa di incomprensioni e scontri cruenti. Ma con la buona volontà e l’aiuto di Dio, si raggiungerà l’armonia. In questo punto cambio atteggiamento e divento ottimista.
Essere in pace con gli altri significa rispettare le idee, le fedi e le culture altrui. L’uomo deve creare patti e accordi, senza mai mancare agli impegni presi per interessi profani. Bisogna ascoltare gli altri senza pregiudizi. La storia ci dimostra che quando l’uomo dimentica i comandamenti del Creatore si perde, ma quando ascolta la Voce di Dio ha successo.
L’Islam e il Rispetto per la Natura
Infine, l’Islam ci guida ad essere in pace con la natura vivente e non vivente. Nel Corano, nel capitolo intitolato “Le Api” (An-Nahl), si legge: «Egli ha creato i cieli e la terra secondo verità… Creò le greggi da cui traete calore e altri vantaggi… Egli è Colui che ha fatto scendere l’acqua dal cielo… In verità in ciò vi è un segno per gente che sa riflettere».
Il Messaggero dell’Islam, Mohammad (Pace su di lui), ci ha insegnato a non insultare il tempo, il vento o gli animali. Ci ha proibito di bruciare piante o tagliare alberi, e ci ha insegnato a non consumare acqua più del necessario, anche se ci troviamo su un fiume. Un detto del Profeta recita: «Anche se è arrivato il Giorno del Giudizio e hai in mano una piantina, coltivala, e Dio ti ricompenserà».
Dio maledice chi usa un essere vivente per divertimento o per tortura. Nella società contemporanea si è diffusa la tendenza miope di considerare tutte le vie uguali, portando a una catastrofe morale dove l’uomo è divenuto una belva assetata di potere. La via indicata dal Creatore è l’unica capace di condurre alla salvezza e di costruire una società dove anche i più deboli possano vivere con dignità.
Concludo con le parole del sublime Corano: «O voi che credete! Entrate tutti nella Pace, non seguite le tracce di Satana. In verità egli è il vostro dichiarante nemico» (Sura 2. Al-Baqara).
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