“Mandir della Pace” Assisi 5/9/2008-Sez.Uomo-Natura-Ambiente
Relazione a cura della Dr.ssa Valentina Chiarappa
- La fisica quantistica
- La correlazione tra le emozioni e il DNA
- Il pensiero come atto creativo e consapevole
- La medicina quantistica e vibrazionale per la connessione e l’armonizzazione tra corpo, mente e spirito
- La radionica: principi di funzionamento, strumenti ed effetti
La fisica quantistica
La scienza nasce come moderno strumento per dare risposta al bisogno, sempre avvertito dall’essere umano e in precedenza appagato con pratiche quali l’alchimia e la spiritualità, di conoscere la relazione esistente tra l’essere umano ed il Creato.La fisica cosiddetta “classica”, nata alla fine del ‘600 e basata sulle osservazioni e deduzioni effettuate da Isaac Newton, viene definita meccanicistica in quanto concepisce l’universo quale insieme di elementi fisici di base chiamati atomi. La connotazione “meccanicistica” si deve al fatto che il Creato viene considerato, con questo approccio, uno smisurato sistema meccanico il cui funzionamento è basato sulle leggi newtoniane del moto. Tale visione presuppone che i parametri tempo e spazio vengano ritenuti stabili ed assoluti. Grazie a questa concezione è stato effettivamente possibile spiegare la meccanica di fenomeni su vasta scala, quali i movimenti dei pianeti e delle galassie. Ma agli esordi del XIX° secolo gli scienziati vennero a conoscenza di eventi non più esplicabili tramite la fisica di Newton. Si tratta dei fenomeni elettromagnetici la cui teoria fu spiegata da Michael Faraday e da James Clerk Maxwell i quali introdussero il concetto di campo elettromagnetico in grado di generare una certa forza che produce un effetto nello spazio circostante. Si pervenne così all’ipotesi che considera l’universo come insieme di campi elettromagnetici interagenti tra di loro.Un successivo passo verso il crollo delle ipotesi newtoniane fu la teoria della relatività elaborata ed espressa da Albert Einstein, secondo la quale lo spazio ed il tempo sono strettamente legati e costituiscono un tutt’uno caratterizzato da quattro dimensioni: il noto “spazio-tempo”. Da ciò discende che non è più possibile concepire il tempo come parametro assoluto e lineare, ma al contrario, relativo. Inoltre la teoria di Einstein rappresenta il primo approccio scientifico che concepisce la materia quale espressione energetica ovvero quale cristallizzazione di energia, concetto sintetizzato nella nota formula E = mc² ovvero l’energia equivale al prodotto della massa per il quadrato della velocità della luce.Se la materia è energia, allora l’Universo in cui siamo immersi non è composto da elementi fisici separati e distinti, ma esso costituisce un’unità indivisibile e dinamica. Bisogna arrivare al XX° secolo per assistere alla nascita della cosiddetta “fisica quantistica” necessaria per approfondire lo studio del mondo subatomico al quale la teoria newtoniana non era più adattabile.La denominazione “fisica quantistica” deriva dal termine “quantum” il cui significato è: “una quantità discreta di energia elettromagnetica” ovvero l’essenza dell’Universo, l’unità di quell’energia che lo compone. Quindi essa è l’analisi dei fenomeni che avvengono, in quanto forze che sottendono alla realtà fisica, a livello microscopico.La fisica quantistica deve la sua teorizzazione allo scienziato Max Planck la cui dottrina postula un mondo formato da minuscole esplosioni di energia chiamate “quanti”. Gli esperimenti effettuati nei recenti decenni hanno provato che la materia esiste solo se consideriamo tale condizione quale probabilità o tendenza ad esistere. La materia è assolutamente variabile, incostante e, in una dimensione subatomica, essa non esiste con certezza ma può esprimere una propensione ad esistere.Secondo la fisica quantistica, qualsiasi evento, come il volo di un uccello ad esempio, è formato da una successione di eventi separati estremamente ravvicinati che accadono repentinamente, al pari di una serie di fotogrammi che, guardarti in sequenza, si presentano come un film, così simile alla realtà da far sorgere in chi lo vede una serie di emozioni. Così anche la vita si evidenzia in una serie di rapide deflagrazioni di luce chiamate “quanti”, talmente veloci da impedire al nostro cervello, se non ci si avvale di alcune forme di meditazione, di percepirne la separazione dandoci l’impressione di un’azione ininterrotta che per noi costituisce la realtà.A proposito dell’indivisibilità dell’Universo, occorre menzionare i risultati di un esperimento effettuato in Svizzera all’Università di Ginevra dal prof. Nicholas Gisin, capo del progetto, che confermano il collegamento esistente tra le particelle subatomiche e che sono stati pubblicati dalle riviste scientifiche di tutto il mondo. L’esperimento si basava sulla separazione di un singolo fotone in due fasci gemellari con medesime caratteristiche e nell’invio degli stessi in direzioni opposte in una cavità contenente due circuiti a fibre ottiche identici a quelli utilizzati nei circuiti telefonici. I due circuiti si allungavano verso l’esterno in direzioni opposte per una lunghezza di circa 11 km, quindi di due fotoni si allontanavano tra di loro per circa 22 km. Al termine del loro viaggio le due particelle venivano obbligate a scegliere, in modo del tutto arbitrario, tra due percorsi uguali. La straordinarietà di questo esperimento sta nel fatto che al momento dell’opzione i due fotoni operavano, nel medesimo istante, esattamente la stessa scelta. In tutte le ripetizioni dell’esperimento si riportavano le stesse conclusioni, senza eccezione alcuna, dunque statisticamente esse non possono essere considerate l’effetto del caso.Quindi, sebbene la fisica classica ritenga le due particelle separate del tutto, esse continuavano ad essere collegate o almeno si comportavano come se lo fossero. Tale sconosciuto legame è stato denominato dai fisici quantistici “entanglement quantistico”. Conseguenza di ciò è che, mentre la scienza convenzionale afferma che se due oggetti sono separati, non c’è alcuna relazione tra di loro, in realtà questo esperimento ci rivela che ciò non avviene del tutto.Una volta dimostrata tale correlazione a distanza, è possibile affermare la sua esistenza anche a livello macroscopico, non avendo importanza di quanto siano separate le due particelle e questo principio ha grande rilevanza nell’applicazione della medicina quantistica e, in particolare, della radionica.La correlazione tra le emozioni e il DNADa una serie di ricerche effettuate, si evidenzia con sempre più forza la teoria secondo la quale noi non saremmo solamente meri visitatori dell’Universo generato molto prima di noi. Secondo diversi scienziati quantistici, in realtà noi staremmo creando costantemente il Cosmo in quanto siamo composti di Coscienza (anzi ne siamo la fonte) ovvero della sostanza che costituirebbe l’Universo.Illuminante è al riguardo l’affermazione di John Wheeler, professore all’Università di Princeton, collega di Einstein e ideatore del concetto di “Universo partecipativo”. L’affermazione in oggetto, che costituisce l’essenza dell’approccio quantistico, dichiara: “In base al principio partecipativo, non potremo neanche immaginare un universo che, in qualche luogo e per qualche tempo, non contenesse degli osservatori, perché i mattoni stessi dell’universo sono questi atti di osservazione partecipata”. Sempre Wheeler dichiara: “Nessun fenomeno elementare è un fenomeno finché non viene osservato o registrato”.A riprova del fatto che anche il mondo scientifico sta rapidamente rivedendo la propria concezione del Cosmo basata sulla separazione, sono stati recentemente effettuati alcuni rilevanti esperimenti attinenti alla relazione esistente tra il DNA umano e la materia e tra il DNA e le emozioni.In proposito, il biologo quantistico Vladimir Poponin descrive nella sua relazione intitolata: “L’effetto fantasma del DNA”, una sequenza di esperimenti effettuati insieme alla suo collega Peter Gariaev i cui sorprendenti risultati hanno una portata enorme per la comprensione di tutto ciò che riguarda le energie sottili e le guarigioni operate grazie all’impiego delle cosiddette “medicine vibrazionali” o “medicine quantistiche”.Nel più significativo di questi esperimenti Poponin e Gariaev hanno osservato il comportamento del DNA nei confronti dei fotoni, le particelle di luce ossia il quantum di cui è composto l’universo quantistico. In un cilindro in cui era stato creato il vuoto ma che comunque conteneva i fotoni collocati in ordine casuale, i due scienziati introdussero alcuni campioni di DNA umano. Sorprendente fu la constatazione che i fotoni, in presenza del DNA, cambiarono la loro distribuzione casuale per assumere una struttura di campo regolare, ciò che non era mai stato previsto dalla fisica classica. Questo implica che sussiste una tangibile e diretta azione esercitata dal materiale biologico sui componenti essenziali del mondo ossia i fotoni.Ancora più straordinaria fu l’osservazione che, una volta rimosso il DNA dal cilindro, le particelle di luce mantennero ancora la disposizione assunta in presenza di esso, come se il materiale biologico avesse creato una nuova struttura di campo.Quindi, come affermato da molteplici tradizioni e testi spirituali antichi, noi esercitiamo un’azione diretta sulla realtà circostante.Un altro esperimento rilevante effettuato dall’esercito americano ed i cui risultati furono pubblicati nel 1993 sulla rivista Advances, fu quello finalizzato a verificare quale tipo di legame sussiste tra il DNA umano e le emozioni, in particolare se questa correlazione permane anche in seguito alla separazione del materiale biologico dal soggetto cui esso appartiene.Che le emozioni influiscano sul funzionamento delle cellule dell’organismo umano, è ormai ampiamente suffragato da molteplici analisi, ma che tale correlazione sussista anche a distanza è, invece, un concetto lontano dalla conoscenza convenzionale. L’esperimento realizzato dall’esercito americano prevedeva il prelievo di DNA da un volontario e il suo collocamento in una cavità apposita. Su tale materiale biologico venivano poi effettuate una serie di misurazioni elettriche allo scopo di osservare se esso subiva variazioni in conseguenza alle diverse emozioni provate dal suo donatore posto in un’altra stanza e sollecitato da una sequenza di filmati video registrati scelti allo scopo di suscitare in lui diversi stati emotivi. È stato così verificato che, in risposta ai vari cambiamenti emotivi del donatore, anche il suo DNA registrava variazioni elettriche e dunque si comportava come se fosse stato ancora in contatto fisico con il soggetto.In seguito l’esperimento fu ripetuto a distanze sempre maggiori ottenendo i medesimi risultati; tra l’altro la risonanza tra il donatore ed il suo DNA avveniva simultaneamente. Tutto ciò ci fa intuire l’esistenza di un campo quantistico che unisce tutto ciò che esiste e che fa sì che tutto sia e rimanga connesso.
Il pensiero come atto creativo e consapevole
Così come la materia e l’energia sono fortemente collegate, anche la mente (che possiamo identificare come l’energia) e il corpo (che invece può essere correlato alla materia), sono connessi.I pensieri posseggono una loro specifica vibrazione ovvero una valenza energetica che influisce direttamente sulla maniera in cui il cervello fisico, organico, verifica (controlla) i processi fisiologici del corpo. E ciò in quanto l’energia del pensiero mette in azione o blocca le proteine che rendono operanti le funzioni della cellula.Un’importante prova dell’azione esplicata dalla mente sul corpo è costituito dall’”effetto placebo” che si verifica quando in alcuni soggetti i sintomi di una patologia migliorano qualora siano convinti erroneamente di stare facendo uso di farmaci. Questo risultato rappresenta una tangibile prova delle incredibili capacità di guarigione del sistema corpo-mente.
La medicina quantistica e vibrazionale per la connessione e l’armonizzazione tra corpo, mente e spirito
Come la fisica quantistica insegna, tutto ciò che esiste è costituito di energia con la quale l’essere umano interagisce.È importante considerare il fatto che, essendo ormai accettata anche da parte della classe medica la natura multidimensionale dell’uomo, il vero stato di salute e quindi la guarigione, non può prescindere dalla condizione di equilibrio dei quattro principali aspetti dell’individuo che sono: lo spirituale, il mentale, l’emotivo e il fisico.Il guaritore vibrazionale dovrà agire su tutte queste quattro parti e far sì che il paziente si senta responsabilizzato e venga reso consapevole e, dunque, avverta l’importanza del suo ruolo attivo nel processo di guarigione.Sempre più persone mostrano interesse a conoscere il nesso esistente tra la malattia e le sue vere e profonde cause e tra la guarigione e la spiritualità.Le medicine vibrazionale, quindi, costituiscono un orientamento energetico indirizzato all’individuo nella sua globalità, in grado di porlo nella condizione energetica favorevole all’autoguarigione. Tra di esse possiamo annoverare l’omeopatia, i fiori di Bach, la cristalloterapia, l’agopuntura, la radionica, ecc.
La radionica: principi di funzionamento, strumenti ed effetti
La radionica, in particolare, è una metodologia che si avvale di alcuni apparecchi che effettuano diagnosi e terapia a distanza delle patologie sotto l’aspetto energetico. I metodi radionici sono stati studiati ed approfonditi da diversi decenni negli Stati Uniti e in Europa, in particolare in Inghilterra dove ha sede la Società Inglese di Radionica di cui quella Italiana è una branca. Già dai primi del ‘900 queste speciali strumentazioni, note con il nome di “scatole nere radioniche”, venivano efficacemente impiegate dai medici alternativi.La radionica può essere considerata una disciplina empirica in grado di convalidare l’esistenza di leggi e caratteristiche dell’universo in cui siamo immersi, ancora non del tutto comprese.La nascita di questa terapia come scienza si deve al neurofisiologo Albert Abrams, a Ruth Drown, all’ingegnere Gorge de la Warr che la definì “scienza che studia le relazioni tra la mente e la materia, e la connessione di tutte le cose”e a Malcom Rea i quali dedicarono gran parte della loro vita alla ricerca e sperimentazione dei metodi radionici.Questi ultimi possono essere considerati “tecnologie psicotroniche”, ovvero che si avvalgono di vari tipi di energie psichiche o sottili. Infatti, diversamente dai sistemi elettronici che impiegano l’elettricità, quelli radionici di rado la utilizzano, pur essendo costituiti da circuiti elettrici e da componenti magnetici. Ciò in quanto gli effetti di questa tecnica sono correlati alle capacità psichiche dell’operatore, infatti le risposte fornite da tali dispositivi, note con il nome di “feedback”, sono costituite da minuscole alterazioni psico-energetiche che hanno luogo nell’operatore a livello di sistema nervoso.Per tale motivo l’uso dei metodi radionici presuppone il possesso da parte dell’operatore di una particolare sensibilità psico-energetica, conosciuta come radiestesia, grazie alla quale egli può avvertire vibrazioni sottili di diversa frequenza.Si può quindi affermare che la tecnica radionica rappresenti un’amplificazione della “percezione extra sensoriale” (ESP), fondandosi sull’espressione psichica inconscia del sistema nervoso e trasmettendo poi al conscio i dati immagazzinati. L’informazione intuitiva inconscia passa nell’emisfero destro, preposto alla nostra parte percettiva, e transita poi in quello sinistro, sede della razionalità, dove viene esaminato e tradotto in forma verbale. Dunque gli effetti positivi derivanti dall’uso delle strumentazioni radioniche sono proporzionati alla consapevolezza dell’operatore.I principi base della radionica sono il “principio di risonanza biologica” ed il “principio olografico” e vediamone i motivi. L’elemento fondamentale di questa disciplina è il cosiddetto “testimone”, ossia un campione di materiale biologico derivante dal paziente; si può trattare di una goccia di sangue su carta assorbente, di una ciocca di capelli o di una fotografia. Il testimone, sotto l’aspetto vibrazionale, riproduce la struttura energetica dell’intero organismo da cui deriva; esso costituisce un ologramma in progresso dinamico in quanto si mantiene in risonanza dinamica con colui da cui deriva: esso cioè non rispecchia unicamente la condizione energetica del soggetto nell’istante del prelievo, ma seguita a farlo nel tempo per via della risonanza che esso possiede con il suo donatore, indipendentemente dalla distanza che intercorre tra il testimone e il soggetto; e ciò che abbiamo visto parlando degli esperimenti effettuati sulla correlazione tra il DNA umano ed il suo donatore. Quindi la radionica costituisce l’attuazione pratica dal punto di vista terapeutico dei principi della fisica quantistica.Il testimone funziona come un centro di focalizzazione per la mente più elevata dell’operatore, direzionandola verso lo specifico frammento dell’ologramma cosmico che possiede la proprietà vibrazionale del soggetto indagato. Tale ricezione avviene a livello dei chakra (i centri di entrata e uscita di energia presenti sul corpo), in quanto essi sono in grado di avvertire le frequenze più altre, ed essendo collegati tra di loro grazie alla struttura dei nadis (canali energetici connessi ai nervi del corpo), risultano anche strettamente legati al sistema nervoso.Il testimone rappresenta un centro di sintonizzazione energetica in due sensi: esso infatti consente il passaggio delle informazioni dal paziente all’operatore e al tempo stesso si raffigura quale connessione vibrazionale tra i due soggetti indispensabile per l’effettuazione delle terapie a distanza.Ma su cosa agisce la radionica? Secondo la teoria elettrodinamica della vita esposta dallo scienziato Saxton Burr nel 1930, tutte le forme esistenti sono tenute insieme e governate da campi di energia elettromagnetica. Questi ultimi vengono predisposti, a loro volta, da campi mentali od organizzativi che hanno la peculiarità di portare le informazioni riguardanti il modo nel quale la materia deve strutturarsi. È proprio su tali campi mentali pre-fisici che la radionica agisce comunicando al campo energetico del soggetto trattato le informazioni originali non più a sua disposizione a causa di squilibri di vario genere e natura. Di conseguenza, il campo energetico del paziente si riequilibrerà permettendo così l’auto-guarigione di quest’ultimo.Grazie all’indagine radionica, condotta per mezzo di specifici strumenti o dell’analisi radiestesica che si avvale solitamente del pendolo (il cui moto dipende dal movimento nervoso inconscio stimolato dall’attività di percezione psichica), ogni alterazione del campo vitale che normalmente anticipa o rappresenta il substrato di stati patologici, può essere evidenziato e quantificato in modo tale da configurare un quadro completo del soggetto: energetico, mentale, emozionale e fisico. La medicina psicosomatica, infatti, afferma che qualsiasi espressione dell’essere umano (come pensieri ed emozioni), è una forma di energia con una sua specifica frequenza in grado di influire, come abbiamo visto, in senso positivo o negativo sul suo campo vitale. In tale fase vengono identificate le distorsioni del campo energetico del soggetto e non necessariamente specifiche malattie, in quanto la radionica può essere considerata una terapia olistica che non scinde, perciò, la parte fisica da quella emozionale e da quella spirituale.Nella fase successiva (la più delicata ed importante) vengono, invece, ricercate le cause degli squilibri; infine viene determinato, mediante i medesimi strumenti, il tipo di trattamento necessario e si procede con la terapia. Gli strumenti utilizzati sono macchinari che inviano anche a grande distanza codici numerici correttivi, noti anche come rate, ossia frequenze equilibratrici specifiche. In questo modo è possibile inviare al paziente la frequenza del rimedio omeopatico, delle gemme, dei cristalli, dei colori, delle essenze floreali, ecc. di cui egli ha bisogno, senza somministrare o utilizzare concretamente tali prodotti.Ma l’operatore radionico può impiegare anche semplici disegni o simboli, ovvero forme geometriche e archetipi, derivanti dalla geometria sacra, nei quali vengono codificati i segnali riequilibranti che informano il corpo a livello energetico in modo tale che esso possa ristabilire il suo equilibrio cellulare e molecolare, agendo precisamente come le rate radioniche.La radionica, estremamente utile nei casi di emergenza ed in quelli in cui manchi la presenza fisica del paziente, è efficace in tutte le problematiche fisiche o mentali, mentre le situazioni croniche e genetiche possono essere alleviate. La durata del trattamento è variabile in relazione alla gravità del caso: tranne le condizioni acute che possono essere normalizzate anche con uno o due trattamenti, normalmente la terapia dura da un mese in poi. Si tratta di un metodo di cura complementare e non sostitutivo di quello medico, che non presenta alcun effetto collaterale ma che, anzi, accelera notevolmente il processo di guarigione.Tale particolare sistema terapeutico trova difficoltà ad essere accettato dalla medicina convenzionale in quanto non è stata ancora approfondita e soprattutto ammessa a livello ufficiale l’esistenza della struttura energetica sottile umana.
Dott.ssa Valentina Ivana Chiarappa
Operatrice Radionica (Membro della Società Italiana di Radionica) Radiestesista Cristalloterapeuta Magnetismo Umano
Analisi-sintesi e Conclusione
L’articolo presente sul sito di Shanti Mandir approfondisce il concetto di medicina quantistica, presentandola come una visione della salute che integra corpo, mente e spirito attraverso i principi della fisica moderna.
Ecco i punti chiave trattati nel testo:
1. Definizione e Principi Base
La medicina quantistica si basa sull’idea che l’essere umano non sia solo un insieme di organi e reazioni chimiche, ma un campo energetico informativo. Riprendendo i concetti della fisica quantistica (come il dualismo onda-particella), l’articolo spiega che ogni cellula del nostro corpo emette e riceve segnali elettromagnetici.
2. L’Interconnessione tra Corpo e Mente
Il focus principale è il legame inscindibile tra i pensieri, le emozioni e lo stato fisico:
- La malattia viene vista come una “distorsione” o un’interferenza nella frequenza energetica naturale del corpo.
- La guarigione non passa solo attraverso la cura del sintomo fisico, ma attraverso il ripristino dell’ordine e dell’equilibrio nel campo energetico del paziente.
3. Approccio Olistico e Spirituale
L’articolo sottolinea che questa disciplina non sostituisce la medicina tradizionale, ma la completa, offrendo una visione olistica:
- Corpo: La struttura fisica.
- Mente: I modelli di pensiero e le credenze.
- Spirito: La connessione profonda con l’esistenza e la propria essenza. L’armonia tra questi tre livelli è considerata la vera definizione di “salute”.
4. Metodi e Benefici
Viene descritto come, attraverso l’uso di tecnologie bio-elettroniche o tecniche di consapevolezza e meditazione, sia possibile influenzare positivamente la propria biologia. L’obiettivo è stimolare la capacità innata di auto-guarigione dell’organismo.
Conclusione
Il messaggio centrale del testo è un invito a cambiare paradigma: passare da una visione meccanicistica dell’uomo a una energetica, dove la consapevolezza e l’equilibrio interiore diventano strumenti fondamentali per il benessere complessivo.
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